Capo di Buona Speranza: la guida completa e aggiornata
Guida Capo di Buona Speranza, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Il Capo di Buona Speranza si trova all’estremità sud della penisola del Capo, circa 2,3 chilometri a ovest di Cape Point e grosso modo 50 chilometri a sud di Città del Capo. Geologicamente le rocce che formano il capo fanno parte del Supergruppo del Capo e sono formate dagli stessi materiali che compongono Table Mountain. Si tratta di una zona molto affascinante dal punto di vista geografico, con scorci selvaggi e ancora incontaminati.
In realtà, il Capo di Buona Speranza non è il punto più meridionale dell’Africa; questo primato spetta a Capo Agulhas, circa 150 chilometri più a est. In passato di riteneva che il Capo di Buona Speranza fosse il punto dove si dividevano le acque dell’Oceano Atlantico e dell’Oceano Indiano, quando in realtà il punto preciso oscilla tra Capo Agulhas e Capo Point. Ciononostante, l’importanza del Capo di Buona Speranza per i marinai di tutto il mondo e per l’immaginario storico collettivo è incalcolabile, tanto che per tutti, nei secoli, è stato semplicemente “il Capo”.
La zona è nota per la sua turbolenza, visto che lo scontro di correnti dei due oceani rende le acque particolarmente pericolse per la navigazione.
Eudosso di Cizico, il navigatore ellenistico che riuscì ad arrivare fino in India, fu il primo a tentare la circumnavigazione dell’Africa ma dovette tornare indietro per le difficoltà dell’impresa. Fra Mauro, autore di una celebre mappa che mostrava i due oceani collegati tra di loro, raccontò nel 1450 di una nave che trent’anni prima, dall’India, era riuscita a superare l’Africa passando da sud.
Il primo europeo a raggiungere il Capo di Buona Speranza fu comunque Bartolomeo Diaz, il navigatore portoghese che lo battezzò “Cabo das Tormentas”, o “Capo delle tempeste”. Giovanni II, re del Portogallo, cambiò il nome in Capo di Buona Speranza per l’ottimismo con cui si salutava la prospettiva di una nuova via verso l’India e verso l’Est. Bartolomeo Diaz non arrivò comunque fino in India, visto che arrivato all’altezza di Port Elizabeth tornò indietro, morendo in un naufragio nel 1500. A completare il tragitto verso le Indie per la prima volta fu nel 1497 Vasco da Gama, ancora inviato da Giovanni II, con un viaggio che cambiò completamente le mappe medievali e la concezione che in quei secoli si aveva del globo (all’epoca in molti erano convinti, infatti, che la punta meridionale dell’Africa e quella dell’Asia si toccassero). Le acque però erano troppo pericolose per un insediamento permanente, e i portoghesi preferirono stabilire delle colonie sull’isola di Sant’Elena e in Mozambico.
I primi europei che si stabilirono in questa zona furono gli Olandesi, nelle terre già abitate dal popolo dei Khoikhoi, chiamati “Ottentotti” dagli Olandesi stessi. L’amministratore della colonia, Jan van Riebeeck, fece costruire un campo per il rifornimento della Compagnia delle Indie Orientali a 50 chilometri nord del capo nel 1652, quella che sarebbe poi diventata Città del Capo, conosciuta come “la Taverna dei Mari” perché tappa fondamentale durante il difficile viaggio verso l’Oriente. A stabilirsi nella zona fu anche una colonia di Ugonotti arrivati dall’Olanda fino al Capo di Buona Speranza, in fuga dalle persecuzioni religiosi. Gli inglesi invasero la colonia del Capo nel 1795, rinunciarono al territorio nel 1803 e vi tornarono definitivamente nel 1806, in seguito alla battaglia di Blaauwberg. La colonia appartenne al Regno Unito fino al 1910, prima di venire incorporata nella nascente Unione del Sud Africa, attuale Repubblica sudafricana. Il primo discorso dopo la sua scarcerazione venne tenuto da Nelson Mandela proprio dalla balconata del municipio di Città del Capo, l’11 febbraio del 1990, sancendo così la fine dell’apartheid e l’inizio di una nuova era per lo stato africano.




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