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Milano Cortina 2026: 4 borghi da scoprire nelle zone olimpiche del Veneto  

Murales e angoli di spiritualità si incontrano nella più settentrionale delle province del Veneto, una regione da visitare in vista delle prossime Olimpiadi invernali.

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C’è un luogo, nel vasto arco di montagne che separa l’Italia dal resto d’Europa, dove sembra che uomo e natura si siano messi d’accordo per incantare al massimo gli occhi del visitatore: le Dolomiti Bellunesi. Una zona che, in realtà, è un agglomerato di più luoghi, picchi e catene montuose, dove non di rado l’altimetro sfonda quota 3.000 e il termometro rimane in basso nella colonnina anche d’estate. I nomi, poi, suggestivi evocano mete ben note all’immaginario comune: Fassa, Ampezzane, Pale di San Martino, Cadore, Zoldo. Proprio qui si trova, del resto, Cortina d’Ampezzo, la regina indiscussa delle Dolomiti e unica città, insieme a Sankt Moritz eInnsbruck,adaverospitatoperduevolte le Olimpiadi invernali. Certo, per la seconda volta bisogna attendere ancora qualche giorno, con l'inizio fissato per il 6 febbraio 2026, e saranno congiunte con Milano, ma è pur sempre la dimostrazione della grande attrattività di questa meta, prediletta dal jet set e amata dagli sciatori. Vogliamo, dunque, proporre delle idee per una gita fuori porta nei colori e nella magica atmosfera che solo i borghi delle Dolomiti Bellunesi sanno offrire.

Sottoguda, la perla silenziosa ai piedi della Marmolada

Milano Cortina 2026: 4 borghi da scoprire nelle zone olimpiche del Veneto

[foto @Buffy1982/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

A poca distanza dai Serrai, una magnifica gola ai piedi della Marmolada che si prepara finalmente a riaccogliere i turisti dopo gli anni di lavori seguiti alla Tempesta Vaia, c’è un bellissimo borgo delle Dolomiti Bellunesi, Sottoguda. Sembra uscito dalla Romantische Strasse tedesca o da un film Disney, ma è una bellezza tutta italiana. È uno dei Borghi più Belli d’Italia dal 2016, ma la sua storia risale ai Longobardi. Sopravvissuto a campagne militari e incendi, culmina nella candida Chiesa dei Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco di fine XV secolo. Balconi fioriti, sculture in legno e i 3.309 metri di Punta Rocca, raggiungibile con la triplice funivia che parte da Malga Ciapela, fanno da contorno al paesaggio idilliaco.

I colori di Cibiana di Cadore, paese dei murales

Milano Cortina 2026: 4 borghi da scoprire nelle zone olimpiche del Veneto

[foto @giocalde/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Ma quanto ci piacciono i murales? Quelli vista mare di Diamante in Calabria, che richiamano le antiche tradizioni ad Orgosolo in Sardegna o persino quelli a due passi da Roma, a Rocca di Papa. Ce ne sono di magnifici anche a Cibiana di Cadore, quasi 1.000 metri di altitudine e 330 abitanti, custodi attenti di una comunità che rischiava di scomparire ma che si è ritrovata intorno al fuoco sacro dell’arte. E così, anno dopo anno, dal 1980 a oggi questo scampolo delle Dolomiti Bellunesi si è arricchito di immagini, memoria collettiva che parla in linguaggio dei colori e santifica sull’altare della storia mestieri e abitudini quasi del tutto scomparse. Sul vicino Monte Rite, poi, vi aspetta uno dei centri nevralgici del museo diffuso ideato dal "Re degli Ottomila", Reinhold Messner: il Museo delle Nuvole.

Canale d’Agordo, a casa di Papa Luciani

Milano Cortina 2026: 4 borghi da scoprire nelle zone olimpiche del Veneto

[foto @Danita Delimont/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Il 1978 fu l’anno dei tre papi. Alla scomparsa di Paolo VI, la scelta di eleggere il gracile patriarca di Venezia, Albino Luciani, fu vista con sorpresa e sospetto. Nessuno avrebbe immaginato che quel pontificato sarebbe durato solo 33 giorni, rimanendo lo stesso nella storia collettiva. Papa Giovanni Paolo I veniva da Canale d’Agordo, un piccolo borgo di montagna nella zona del Cadore. Qui, all’ombra di un grande campanile dall’inconfondibile stile alpino, il futuro vescovo di Roma mosse i suoi primi passi nella fede cristiana.

Bella e toccante la visita al museo, ospitato nella casa natale in Via Rividella, ma, in generale, è l’atmosfera rilassante del luogo a suggerire un contatto con sé stessi e la propria dimensione spirituale, quasi a voler toccare, con la fede, tutte le corde dell’anima.

Pieve di Cadore, un borgo… d’artista!

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[foto @kato08/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Il padre della “pittura a colori” e massimo esponente del Rinascimento, Tiziano Vecellio divenne presto famoso in tutto il mondo. Eppure le sue erano origini umilissime, figlio di un militare che veniva da Pieve di Cadore, de facto il capoluogo di queste terre venete. Baricentro della vallata di montagna, Pieve è ricca di testimonianze artistiche della famiglia Vecellio, che nel corso dei secoli ha dato al mondo molti esponenti di spicco. Non solo Tiziano, al quale è dedicato un monumento di fine Ottocento, ma anche Cesare, autore di numerose tele conservate nella Chiesa di Santa Maria Nascente (la stessa consacrazione del Duomo di Milano). Qui, manco a dirlo, c’è la casa natale di Tiziano Vecellio (Via Arsenale 4), un bell’edificio cinquecentesco in pietra e legno, dove rivivere i primi anni di un pittore destinato a cambiare per sempre la storia dell’arte.

 
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