Bagheria: la guida completa e aggiornata
Guida Bagheria, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Bagheria si estende tra il golfo di Palermo e quello di Termini Imerese, è sovrastata dalla vasta area di Monte Catalfano e di Capo Zafferano e dalla Montagnola di Serradifalco. Dal capoluogo di regione dista circa 15 km. Con i suoi crica 54mila abitanti, Bagheria è una città di spiagge, d’arte e ottima gastronomia.
Una vera e propria idea di centro urbano, qui, a Bagheria, inizia del XV secolo, sulla costa, quando si costruirono alcune torri di avvistamento, circondate da pochi casolari di contadini che in zona trovarono terre buone per la coltivazione di ulivi, mandorli e fichi d’India.
La svolta arriva nel 1658 quando Giuseppe Branciforti, conte di Raccuja, deluso dalla sua mancata nomina di vicerè di Palermo da parte del governo spagnolo, decide che Bagheria sarà il suo buen retiro e si porta dietro la sua piccola corte, costruendo Villa Butera. fu così che l’insediamento urbano dalla costa si sposta verso le campagne. Altro anno importane per la città di Bagheria è il 1769: Salvatore Branciforti, nipote di Giuseppe, progetta l’asse principale dell’impianto urbanistico bagherese, il Corso Butera, chiamato "stratuni", dal siciliano, "stradone", per differenziarlo dal Corso Umberto I, noto come "stratunieddu" o "stradoniello". Tra il XVIII e il XIX secolo, la fama della bellezza di Bagheria è tale che la città è visitata da scrittori famosi, come Wolfgang von Goethe e Karl Friedrich Schinkel.
È del 1797 la costruzione della cosiddetta Certosa, un padiglione neoclassico che raccoglieva un bizzarro Museo del costume con figure in cera di monaci certosini: il tutto non esiste più.
Sono questi gli anni in cui la nobiltà palermitana sceglie Bagheria come luogo di villeggiatura e ciò ne ha determinato un grande sviluppo in termini di costruzioni pregevoli, tanto che il luogo è anche chiamato la "città delle ville".
Il turismo, balneare e non, è un elemento importante per Bagheria dove resta forte l’agricoltura, con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, viti, olivo, agrumeti e altri frutteti, nonché l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini e avicoli.
Tra gli eventi cui partecipare a Bagheria, la festa per il patrono San Giuseppe è doppia, visto che il santo è venerato il 19 marzo e la prima settimana di agosto. Il tutto organizzato da un apposito Comitato detto "u cumitatu ‘ra festa" (il comitato della festa) composto da "u supraiuri, u tisuriari, e da quattro capiquartieri". A marzo il clou della festa è in serata con il fuoco a vampa, quando vengono infiammate cataste di legna. Ad agosto, tante le iniziative legate al santo annunciate dall’"arburata" (alba), un rumoroso richiamo all’alba testimoniato dallo scoppio di mortaretti e da alcuni botti finali, per poi procedere con gare di bocce, corse di cavalli, processione, concerti della banda cittadina, giochi d’artificio in un gran complesso di luminarie che addobbano la città per l’occasione.
I primi di ottobre, solenni celebrazioni per la Festa della Madonna del Lume a Porticello. Durante il periodo natalizio a Bagheria si tiene la Sagra dello sfincione bagherese, piatto tradizionale che si aggancia a tutte le manifestazioni legate al Natale, come la fiera di artigianato che nei giorni di fine anno presentano un mercato di prodotti ideali da regalare.
Nella prima parte di settembre, nella frazione marinara di Bagheria, Aspra, si festeggia la patrona di questa zona, Maria Santissima Addolorata, con processioni anche fino a Bagheria e in mare, spettacoli musicali e letterari, e per finire gli immancabili fuochi d’artificio.
Anche a Bagheria, la gastronomia siciliana dà il meglio di sé. Ecco cosa non lasciarsi sfuggire: lo sfincione, classico street food, un pane pizza con sopra salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e formaggio tipico siciliano; da provare pure la variante bianca, senza pomodoro. Poi ci sono le arancine, dalla caratteristica forma a punta, ovvero piccoli timballi caldi e fragranti farciti con ragù, prosciutto, formaggio, ricotta e spinaci.
Squisite pure le cozze gratinate, con il guscio del mollusco ripieno di mollica, parmigiano e prezzemolo. Ottimi gli involtini di pesce spada, caratterizzati da fettine sottili avvolte su un ripieno di capperi, olive, mollica e pomodori. Per i dolci, via libera ai cannoli siciliani, in cui la pasta fritta e croccante dell’involucro a forma di cono è riempito di ricotta di pecora e altre delizie, tra cui gocce di cioccolata e canditi, che variano da pasticceria in pasticceria.
Cosa significa Bagheria? Secondo alcuni è un termine che deriva dall’arabo Bab al-Gerib, "porta del vento". Ma alcuni studiosi identificherebbero il nome con la parola di origine punica Bayharia ovvero, "zona che discende verso il mare".
Tra mare e monti, Bagheria vede nella parte alta del suo abitato una folta vegetazione di agrumeti, odorosi di zagare, con qua e là le nobiliari ville del 1600 e de 1700, un paesaggio che già aveva attratto i Fenici e che ora si mostra ideale per vacanze di varie declinazioni, per ogni gusto. Infatti qui sono soddisfatti quelli che amano le spiagge, le passeggiate montane, le bellezze artistiche, la gastronomia superba. Nessuno sarà deluso.








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