Comacchio: la guida completa e aggiornata
Guida Comacchio, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Comacchio, provincia di Ferrara, città tra laguna e mare, tra monumenti ed enogastronomia, tra canali e ponti, è perla tra arte e storia, in un perfetto equilibrio tra terra e acqua che caratterizza tutto lo straordinario territorio del Parco del Delta del Po.
Anche detta la piccola Venezia, Comacchio è la capitale del Delta, che con tutti i suoi ambienti vallivi salmastri sparsi in questa area, rappresenta uno specialissimo ecosistema. Una città lagunare nata su 13 dossi proprio all’interno delle valli, lì dove c’era maggiore possibilità di pescare e utilizzare il sale che vi si formava naturalmente. 22mila abitanti e sette lidi con vaste spiagge tra le foci del Reno e del Po di Volano: Lido di Spina, Lido degli Estensi, Porto Garibaldi, Lido degli Scacchi, Lido di Pomposa Lido delle Nazioni, Lido di Volano.
Paesaggi unici, da visitare in ogni periodo dell’anno, considerando che è possibile trovarvi una certa umidità nei mesi autunnali e invernali. Ma il luogo anzi, ‘i’ luoghi di Comacchio e le sue valli sono da scoprire in tutte le stagioni, in pieno sole o mirabilmente ‘acquarellati’ in una malinconica stupenda nebbia. In un paesaggio in continuo mutamento dovuto al progressivo avanzamento della linea costiera, per via dell’accumularsi dei depositi del Po, e dalle evidenti potenzialità in termini di cibo, pesca e coltivazioni, arrivano attorno al VI secolo avanti Cristo genti etrusche, che fondano la città di Spina la quale, sembra, avesse rapporti con i greci come mostrerebbero certi manufatti di tale popolo rinvenuti in zona.
Spina decade presto però, già nel III secolo non ha più un abitato. Bisogna aspettare i Romani per una rivitalizzazione dei luoghi, con valli bonificate e ville fino all'età tardo-romana. In questo senso, a località Valle Ponti è stata rinvenuta un'imbarcazione romana di epoca augustea, la Fortuna Maris, con tutto il suo carico a bordo.
Ciò lascerebbe supporre la presenza di uomini e attività in tutta l’area attorno a Comacchio, la cui esistenza (come insediamento fortificato lungo il fiume per proteggersi dai Longobardi) risalirebbe al VII-VIII secolo dopo Cristo, periodo al quale afferisce il Capitolare di Liutprando, un insieme di accordi commerciali proprio con i Longobardi cui si faceva pagare un dazio per il passaggio delle loro barche lungo il Po.
Con la caduta dell' Impero Romano d'Occidente, Comacchio passa sotto il dominio dell’Esarcato di Ravenna e quindi del Ducato di Ferrara. Carlo Magno, che sconfigge definitivamente i Longobardi, dona Comacchio alla Chiesa. Guerre contro la Repubblica di Venezia per la gestione del commercio del sale, il passaggio a libero comune e poi il dominio dei Duchi d’Este caratterizzano la città, fino a che nel 1598 Comacchio passa allo Stato Pontificio.
Durante la dominazione ecclesiastica Comacchio acquisisce la forma attuale, con la costruzione di edifici che ne valorizzano lo spirito commerciale, come l’imponente Trepponti, entrata monumentale della città di origine seicentesca. Le ribellioni seguite all'arrivo delle truppe napoleoniche nel 1797 portano alla firma del cosiddetto Rogito Giletti, con il quale la Repubblica francese vende alla cittadinanza tutte le valli, documento che ancora oggi sancisce la proprietà del Comune.
Problemi di interramento e di riduzione del pescato rendono necessarie opere di bonifica. Nel 1865 si prosciugano addirittura 20mila ettari di terreno, cui vanno ad aggiungersi gli oltre 8mila nella bonifica del 1913 e i 18mila durante gli anni Sessanta del secolo scorso. Alle acque vengono strappati 60mila ettari di terreno. Proprio le modifiche del territorio sono alla base dell’economia di Comacchio: non più solo pesca ma agricoltura e soprattutto turismo balneare, quello dei suoi setti lidi.
Sempre più forte è il turismo naturalistico, tutto legato al Parco del Delta del Po e ai suoi variegati habitat. Un occhio anche all’artigianato che produce oggetti in giunco, legno, vimini. In un territorio, quello di Comacchio, in cui il gusto è una parte importante delle vite di tutti, la Sagra dell'Anguilla non può che essere l'evento più celebre. Si svolge tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre e con tante iniziative, concerti, gastronomia, cerca di raccontare il mistero di questo animale che percorre migliaia di chilometri per riprodursi nel mar dei Sargassi e poi ritornare nelle valli.
La gastronomia di Comacchio ha come protagonista il pesce, di valle e di mare. Le vongole pescate al limitare delle varie lagune sono sempre ottime, sotto forma di sauté o nei classici spaghetti in bianco. Ma da assaggiare sono pure le linguine con le canocchie, uno degli elementi dei gustosi antipasti a base anche di cozze, cappe sante, astici, peveracci, acquadelle, gamberetti. Però la regina è lei, l’anguilla, che qui viene proposta in tanti modi diversi, spesso accompagnata con una bella fetta di polenta. La si può trovare grigliata, fritta, marinata, a becco d'asino o con le verze, persino tagliata a braciolette, squartata con tanto succo di limone o sotto forma di carpaccio con spezie.
Da provare il tipico brodetto, in cui l’anguilla tagliata a tocchi lunghi un dito è cotta con pomodoro, cipolla, una spruzzata di aceto e una scorza di limone. E da non lasciarsi sfuggire il risotto di anguille che vengono prima cotte con cipolla e sedano, poi spellate e ridotte in poltiglia. E che quindi vengono aggiunte al riso (altro tipico prodotto locale) con una finale generosa porzione di parmigiano grattugiato. Naturalmente, tutto va innaffiato con il vino, magari il Bosco Eliceo DOC Uva d'oro che, nonostante sia rosso, si accorda ad hoc con la cucina di pesce.
Perché Comacchio si chiama così? Vi sono due scuole di pensiero. Per la prima, il nome potrebbe derivare dal greco kuma che indica onda, poi trasformato nell’Alto Medioevo in cumaculum ovvero piccola onda. Per la seconda, la sua origine si troverebbe nel termine commeatulus, cioè raduno di navi oppure di dossi, intesi come isolotti, forse quei 13 su cui la città ebbe inizio. E c’è anche da ricordare Giuseppe Garibaldi, omaggiato con il lido Porto Garibaldi, che si chiamava Magnavacca. Qui l’eroe dei due mondi sbarcò nel 1849, con la moglie Anita malata che morì in località Mandriole.
Comacchio è un luogo magico che va assolutamente conosciuto. Una passeggiata nel suo intimo centro è molto piacevole, a immaginare come dovesse essere il posto prima del 1600, con le sue capanne di legno e di canne, in mezzo a canali e lagune. Un posto ideale per scoprire le bellezze di questo suo strano paesaggio che la circonda, un mix nato dall’intersezione tra uomo e natura, un regalo per gli uccelli che vi vivono tutto l’anno o che vi sostano periodicamente, tra canne palustri e vegetazione ripariale. Un regalo per noi che ne possiamo ammirare le morfologie non antichissime e che possiamo conoscere questi suoi visitatori alati, tra silenzi e anche no. Visto che la riviera dei lidi riserva tanto intrattenimento.












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