Fiè allo Sciliar: la guida completa e aggiornata
Guida Fiè allo Sciliar, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Provincia di Bolzano, Trentino Alto Adige, poco
più di 3mila abitanti, Fiè allo Sciliar si estende lungo
la valle del fiume Isarco, appunto alle pendici dello Sciliar, che gli dà il
nome. Fa parte del Parco Naturale dello
Sciliar-Naturpark Schlern.
Variegata l’altitudine di questa comunità montana che conta su 14 frazioni
(Fiè di Sotto, Fiè di Sopra, Novale di Fiè, S. Costantino, Umes, Presule,
Novale di Presule, Aicha di Sopra, Aica di Sotto, S. Caterina, Prato
all'Isarco, Passo, S. Antonio, Peterbühel), dai 315 metri nella valle presso
la frazione di Prato all'Isarco fino ai 2.563 metri al monte Pez, il punto
più alto dello Sciliar, ricordando che il centro del paese è di 880 metri.
Ai piedi delle montagne, il paesaggio è caratterizzato da boschi e terreni
coltivati.
Il gruppo linguistico principale è
quello tedesco, che caratterizza il 94,92% della popolazione.
Il clima può contare in genere su
dolci inverni ed estati piacevoli, con sole per la maggior parte dell’anno.
Testimonianze mostrano che la zona era abitata in età del bronzo e del ferro
e sembra che Fiè dello Sciliar sia
stata frequentata dagli Etruschi, poiché alcuni studiosi legano il suo nome
al termine etrusco Felsina. Mentre
è con la denominazione Fellis che è conosciuta nell’anno 888, quando il re carolingio Arnolfo regala alcuni
terreni di qui a un vassallo del conte Jezo, un certo Engilger.
Poi il nome diventa Vellis, quindi Velles, trasformato in
Fiè solo nel 1925.
Nel Medioevo la località passa in
mano a diverse famiglie aristocratiche, a feudatari e a principi vescovi.
Tra i più famosi, nei primi decenni del 1500, Leonardo
da Fiè, anche detto Governatore nell'Adige, durante il cui dominio
il luogo ha un certo sviluppo edilizio con la creazione di alcuni laghetti
per allevare il pesce. Sono gli anni in cui ci sono pure due processi contro
presunte streghe con conseguenti roghi.
Nel 1525 si ricorda una violenta rivolta dei contadini particolarmente
vessati dalle tasse.
Già dal 1500 comunque la zona svela il suo carattere turistico tanto che i
signori di Khuepach di Bolzano trascorrono i periodi più caldi a Fiè,
acquistando anche due masi.
Con l'apertura della linea ferroviaria
oltre il Brennero nel 1869, la vocazione vacanziera si espande, tra
chi sfugge al caldo delle valli soggiornando qui, e alpinisti e camminatori
vari attratti dal paesaggio.
Nel 1903 si fonda l’antenata dell’attuale agenzia turistica, che allora si
chiamava Associazione per l’Abbellimento:
il più vecchio catalogo di Fiè risale al 1911.
I conflitti mondiali stroncano il turismo ma con il dopoguerra c’è la
ripresa che ha portato all’attuale sviluppo
di successo.
Il turismo a Fiè dello Sciliar è
oggi la voce più importante ma sono rilevanti anche l’agricoltura,
con la coltivazione tra l’altro di cereali, frutta, uva e vino (siamo in
zona di Pinot grigio, nero e bianco, Müller-Thurgau, Chardonnay) e gli allevamenti di vario tipo. Consistenti
le aziende di trasformazione alimentare, soprattutto lattiero-casearie e
relative alle produzione di insaccati.
Di rilievo le attività di lavorazione del
legno e l’artigianato, dal legno stesso, ai tessuti,
all’oreficeria.
Tra gli eventi che arricchiscono Fiè allo Sciliar durante tutto l’anno,
da ricordare in giugno la rappresentazione della Cavalcata
di Oswald von Wolkenstein, bardo e artista attivo tra il 1300 e il
1400. Questo è il mese in cui ci sono anche le Settimane
Gastronomiche all’insegna della degustazione della cucina naturale
di Fiè, che si replicano in ottobre con la simile manifestazione detta Dispensa di Fiè.
Il 15 agosto si festeggia la patrona, Maria
Santissima Assunta.
Per tutta l’estate ci sono appuntamenti,
come l’evento del Magic Schlern e lo
Schlern International Music Festival.
In autunno, si svolge il Törggelen,
l’antica tradizione di degustazione del vino nuovo.
Prodotti a chilometro zero,
provenienti dai masi e dagli orti che disegnano le vallate, sono l’elemento
principe della cucina di Fiè. Tra le prelibatezze,
deliziosi piatti di speck, ravioli fatti in casa con il ripieno di ricotta
dei masi e di spinaci (ma ci sono tante varietà di vegetali), carne suina
affumicata alle erbe. Tra i dolci, krapfen alla marmellata. Da provare i
marroni e il vino novello.
Nel comune di Fiè esistono ancora antichi 18 masi aviti, ovvero le
fattorie di montagna che appartengono alla stessa famiglia da
almeno 200 anni.
A Fiè allo Sciliar la vacanza è un
mosaico di avventure che soddisfano chi cerca un paesaggio unico, quello
strepitoso della Dolomiti patrimonio dell’Umanità Unesco, la possibilità di
rilassarsi in un’atmosfera tranquilla, le soluzioni a 360° per divertirsi e
fare sport, visto che le attività anti-pigrizia sono tantissime, le
esperienze salutistiche.
Un turismo armonico che punta molto a salvaguardare e far conoscere tradizioni culturali ed enogastronomiche






Voto complessivo 6