San Casciano in Val di Pesa: la guida completa e aggiornata
Guida San Casciano in Val di Pesa, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
San Casciano in Val di Pesa è un comune italiano che, dal punto di vista amministrativo, appartiene all'area della città metropolitana di Firenze e che conta poco meno di 20.000 abitanti distribuiti all'interno di una superficie di 107,83 chilometri quadrati. Si estende tra la Val di Pesa e la Val di Greve e presenta un particolare dislivello altimetrico che va da 72 (nella piana di Cerbaia) ad addirittura 510 metri al di sopra del livello del mare (nella zona Valigondoli).
Dal punto di vista climatico San Casciano in Val di Pesa presenta temperature tendenzialmente calde, con piovosità concentrate soprattutto durante la stagione invernale: a tal proposito il mese più freddo dell'anno è gennaio, durante il quale si registra una media di 4.7° C; al contrario il mese più caldo dell'anno è luglio, durante il quale si registra una media di 22.7° C.
Il territorio di San Casciano in Val di Pesa risulta essere abitato sin dall'epoca etrusca, come ben dimostrato da ritrovamenti nell'area di Montefiridolfi. Sappiamo inoltre che la località era una stazione di posta al tempo dei Romani, attorno alla quale si sarebbero sviluppate ben quattro pievi, oltre che un elevato numero di chiese. Non a caso già nel Medioevo l'area attorno a San Casciano era animata da diversi castelli ed apparteneva a feudi di importanti consorterie quali i Gherardini, i Cavalcanti ed i Buondelmonti.
Il comune ottiene i primi statuti civili nel 1241, per poi iniziare a venire amministrato dalla repubblica di Firenze nel 1278 e divenire successivamente capoluogo di una lega ed una Podesteria che comprendeva oltre quaranta popoli. Proprio in questo periodo avrebbe preso il via lo sviluppo locale, grazie ad una crescita della produttività agricola resa possibile dall'affermazione della mezzadria.
San Casciano in Val di Pesa non era provvista di reali fortificazioni difensive e non a caso nei secoli successivi sarebbe stata controllata dai padroni più disparati, ottenendo una propria stabilità politica soltanto a seguito della nascita del Granducato di Toscana, cui si sarebbe legata in maniera stabile fino al 1880 (anno in cui il ducato avrebbe lasciato posto al Regno d'Italia). Questi ultimi anni del XIX secolo furono di grossa crescita sia politica che economica, anche grazie alla nascita di una tramvia a vapore (ormai scomparsa) capace di collegare il comune a Firenze e, più in generale, a tutta la zona del Chianti esclusa dalla antica Ferrovia Centrale Toscana.
Purtroppo grandissima parte del patrimonio di San Casciano in Val di Pesa è stata distrutta durante la seconda guerra mondiale, da un devastante bombardamento alleato datato 26 luglio 1944. La cittadina è inoltre tornata al centro delle cronache sia italiane che internazionali per le terribili vicende legate agli omicidi del "Mostro di Firenze", denominazione mediatica con cui sono stati identificati i crimini compiuti da più autori (tra cui sono stati incriminati i cosiddetti "compagni di merende" Mario Vanni, Giancarlo Lotti e Pietro Pacciani).
Oggi l'intera zona di San Casciano in Val di Pesa è particolarmente rinomata per la produzione di olio d'oliva e, soprattutto, vino, ospitando ad esempio le più importanti cantine della nota impresa vitivinicola Antinori. Per il resto l'economia locale è legata principalmente all'artigianato (particolarmente rinomate sono le arti del ricamo e del merletto) ed al turismo (soprattutto da parte degli appassionati di enogastronomia). Il comune è stato inoltre un importante centro per l'industria tipografica italiana ed oggi ospita la sede legale e gli uffici principali della Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino.
San Casciano in Val di Pesa è infine nota agli appassionati di cinema italiani, per avere ospitato alcune scene di due veri e propri cult della comicità italiana quali "Amici miei" (la scena del lancio dei soldi nel fiume, girata in Via Scopeti) ed "Amici miei atto II" (la scena in cui lo strozzino viene fatto scendere per i propri bisogni, girata presso Villa Le Corti).














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