Santa Fiora Monte Amiata, la città della castagna
Santa Fiora sul Monte Amiata è uno dei borghi più belli d'Italia, oltre ad essere la patria di una castagna speciale. Ecco la guida alla città dei Terzieri.
Santa Fiora si presenta come il più pittoresco dei borghi di collina intorno al Monte Amiata; le sue fortificazioni, l'impianto urbano e i numerosi conventi fanno della cittadina un monumentale centro medievale della Toscana meridionale. Una vacanza in famiglia, una fuga sportiva per fare escursioni o andare in e-bike o la ricerca di "toscanità": Santa Fiora in provincia di Grosseto è la meta ideale per innamorarsi di un borgo antico, appartenente al circuito dei borghi più belli d'Italia, scrigno di esperienze culturali e culinarie.
Andateci se vi piace: storia, natura, folklore, enogastronomia
Per quanto tempo: due giorni
Il periodo migliore: tutto l'anno

Cosa sapere su Santa Fiora
Storia di Santa Fiora
Santa Fiora è ricordata come villa con oltre cento poderi nel 1084 e come castello nel 1141. Nel XIII secolo poteva vantare una popolazione più numerosa di quella della vicina Grosseto. Infatti Santa Fiora fu, dal XIII al XVII, capitale di una piccola Contea di confine tra la Toscana e lo Stato della Chiesa, dominata prima degli Aldobrandeschi e poi dagli Sforza. Nel corso del Seicento gli Sforza cominciarono a perdere buona parte del proprio prestigio. Santa Fiora ebbe poi una ripresa economica tra il XIX e il XX secolo, quando si affermò importante centro minerario destinato all’escavazione del cinabro, venendo raggiunta da numerosi lavoratori da ogni parte della Toscana.
Origini del nome Santa Fiora
L'origine del toponimo è molto semplice: deriva infatti dalla martire Santa Flora, martire a Roma con la compagna Lucilla. Piccola curiosità: la collezione di terrecotte robbiane della Pieve delle Sante Flora e Lucilla è una delle maggiori al mondo. La prima attestazione risale ad una pergamena del 27 giugno 833 d.C. Un altro documento, datato 890 d.C. e seppur di controversa interpretazione, registra lo stesso toponimo “terra Sancte Flore” tra i confini di alcuni possedimenti dell’Abbazia di San Salvatore.
I Tre Terzieri di Santa Fiora
Il centro storico di Santa Fiora è suddiviso in tre terzieri: Castello, Borgo e Montecatino. Il primo costituisce il cuore più antico della cittadina in cui sorgono i monumenti aldobrandeschi, la torre trecentesca e il Palazzo Sforza. Borgo è invece il terziere sviluppatosi nel Quattrocento intorno al Convento agostiniano di San Michele e divenuto centro commerciale e artigianale di Santa Fiora. Montecatino, punto di collezione delle acque, è appunto caratterizzato dalla Peschiera che raccoglie le acque sorgenti del Fiora e intorno alla quale sorsero impianti manifatturieri preindustriali.

Dove si trova Santa Fiora
Santa Fiore sorge sul fronte meridionale del Monte Amiata, da cui nasce il fiume Fiora. In provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma toscana. L'abbondanza di acqua è una delle caratteristiche del borgo, nel quale ha consentito lo sviluppo di una floridissima vegetazione. A due passi da Santa Fiore, alle falde del Monte Calvo, si sviluppa la Riserva naturale provinciale Bosco della Santissima Trinità.
Come arrivare a Santa Fiora Toscana
Santa Fiora dista da Grosseto 64 chilometri, mentre è lontano 182 chilometri da Roma, 161 chilometri da Firenze e 445 chilometri da Milano. Per raggiungere Santa Fiora in auto da nord: prendete l'Autostrada del Sole e imboccate l'uscita Firenze Certosa, prendete poi la Superstrada Firenze-Siena e proseguite verso Grosseto, uscite a Paganico e seguite le indicazioni per Monte Amiata e Arcidosso, fino a Santa Fiora.
Per raggiungere Santa Fiora in auto da sud, prendete l'Autostrada A12 fino a Tarquinia, proseguire seguendo la S.S.1 Aurelia verso Grosseto, proseguite fino a Paganico, poi seguite le indicazioni per Monte Amiata, Arcidosso e infine Santa Fiora.
Se preferite il treno, le vostre stazioni di riferimento sono Grosseto e Orvieto, la prima a 64 chilometri e la seconda a 62 chilometri dalla città. Se invece optate per l'aereo, che comunque rappresenta la soluzione meno conveniente, vi suggeriamo l'aeroporto di Roma-Fiumicino, a 234 chilometri, lo scalo di Firenze, a 175 chilometri, e quello di Pisa, a 212 chilometri.

Cosa mangiare a Santa Fiora
Il cibo è la massima espressione culturale e antropologica di un territorio. Nel caso di Santa Fiora Grosseto, la cucina è una sintesi eccellente dei sapori toscani al 100%. Qui, tra il pecorino e la cipolla della selva, entrare nelle cucine del paese, tra profumi e sapori stagionali, vi consentire di entrare in sintonia con la cultura locale. Funghi porcini, cacciagione, ricotta e miele, fino a sua maestà la castagna IGP, anzi il Marrone Santafiorese: a Santa Fiora ce n'è per tutti i gusti.
L'acquacotta è un altro piatto tipico della città. Si tratta di una zuppa povera che, a differenza di quella più largamente maremmana, è a base di patate ed erba amara (una varietà di radicchio verde selvatico). La polenta di castagne IGP è un altro piatto forte della cucina tradizionale, condita con fegatelli, carni in umido e con le aringhe.
I tortelli maremmani sono uno dei piatti più famosi della Maremma toscana. Questi soffici bocconcini di pasta all’uovo sono farciti con un composto aromatico di noce moscata, spinaci e ricotta, solitamente conditi con una generosa porzione di ragù. Si dice che i migliori tortelli siano proprio quelli di Santa Fiora. Provare per credere!

Eventi a Santa Fiora
il Palio delle Sante Flora e Lucilla si svolge l’ultima domenica di luglio. La mattina la benedizione del Palio e degli arcieri prosegue nel pomeriggio con la sfida del tiro con l'arco tra le due compagnie si Santa Fiora. Per finire, la seta conclude la festa una cena medievale in compagnia di una corte dell'epoca.
Dopo la Sagra del Fungo Amiatino, la Festa del Marrone Santafiorese a Santa Fiora è l'appuntamento che celebra il prodotto tipico di questo territorio: le Castagne IGP del Monte Amiata. Si tiene ad ottobre e dura ben tre settimane. Durante le giornate è possibile acquistare le castagne e le caldarroste, degustare i sapori autunnali della Maremma, visite guidate nei castagneti e ascoltare musica dal vivo.
La Fiaccolata del 30 dicembre è un'affascinante festa di fuoco e musica, condita da vin brulè, castagne cotte sul fuoco all’aperto e tortelli maremmani. Il corteo sfila per le strade della città fino a Piazza Garibaldi, dove brucia un'enorme pira di legno, ovviamente di castagno. Un rituale sacro che risale al Medioevo, quando il rogo svolgeva anche una funzione concreta di illuminare il percorso della veglia natalizia.
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