Suvereto: la guida completa e aggiornata
Guida Suvereto, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Provincia di Livorno, poco più di 3mila abitanti, Suvereto si trova sui dolci declivi del monte Calvi che dalla valle del fiume Cornia salgono verso le colline metallifere da cui lo sguardo spazia tra il mar Tirreno, l’isola d’Elba, il golfo di Follonica. Il paesaggio è caratterizzato da una armonica commistione di olivi secolari, viti, querce, soprattutto sughere, macchia mediterranea dove appaiono qua e là case di campagna e i piccoli nuclei urbani di San Lorenzo, Montioni, Forni, Prata e Belvedere, che fanno parte del comune. Clima caldo e temperato in genere in qualsiasi periodo dell’anno.
Le origini di Suvereto sono anteriori all’anno mille, visto che il suo castello, proprietà tra gli altri degli Aldobrandeschi, è noto già in quell’epoca. Nel 1200 è comunità autonoma e nel 1237 realizza un patto di alleanza con i comuni e i nobili pisani ghibellini: è un periodo di grande floridezza e disegna la fisionomia che ancora oggi è visibile. Passa sotto il potere di Pisa e poi alla fine del 1300 della Signoria di Piombino. Al centro di diverse contese per la sua posizione strategica, centro di commercio di minerali e prodotti agrari, fino alla metà del 1500, quando inizia un generale degrado in tutta la Maremma che prosegue con alterne vicende fino al 1800, ricordando verso la fine del secolo precedente la cosiddetta rivolta delle coccarde, un moto contro il dispotismo dei rappresentanti del principe di Piombino. Quindi è invasa dai Francesi e assieme a tutti gli altri possedimenti di Piombino assegnato a Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone. Nel 1815 Suvereto diviene parte del Granducato di Toscana guidato dai Lorena, sotto i quali si registrano bonifiche e un certo rilancio delle attività agricole, con coltivazioni di viti, olivi e cereali.
Il territorio è condizionato anche dalla nascita della grande industria siderurgica a Piombino. Passa con sofferenza nelle due guerre mondiali e nelle gioie e dolori della ricostruzione e dell’urbanizzazione selvaggia. Alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, si recuperano tradizioni e iniziative per il territorio.
Suvereto è a forte vocazione agricola, non solo cereali e ortaggi, ma soprattutto olivi e vigneti, con la produzione di olio extravergine pregiato e vini di qualità, come il Val di Cornia Doc.
Uno degli eventi più importanti del comune livornese si svolge l’8 dicembre, con la Sagra di Suvereto, quando sfila il corteo storico in costume del 1200, con la tradizionale giostra degli arcieri. Da ricordare anche tutto il mese di dicembre quando il paese assume la sua veste natalizia, e i Calici di san Silvestro quando tutti in piazza brindano all’anno nuovo. Per Carnevale, si svolge la tradizionale sfilata dei carri allegorici montati sugli “apini” (motori a tre o quattro ruote adattati per l’occasione), con tanto di gruppi mascherati al seguito. Il Palio delle Botti si svolge due volte l’anno, a maggio per il Palio della Santa Croce, patrone di Suvereto, e la vigilia di ferragosto per il Palio dell’Imperatore. Si tratta di una gara in cui squadre di spingitori fanno correre botti da 500 litri (vuote) sull’antico selciato del centro storico. La prima domenica di maggio e la seconda di maggio si tengono le Fiere di merci, bestiame, prodotti vari. In luglio ci sono le serate medioevali.
La cucina di Suvereto ha sapori forti e sostanziosi: il re è il cinghiale, proposto nel sugo delle pappardelle o assieme alla polenta. Da non perdere le grigliate di diversi tipi di carne, tra cui le salsicce e la rostinciana, le costine di maiale. Il tutto reso ancora più gustoso e profumato dall’olio extravergine e da un buon bicchiere di rosso Val di Cornia Doc.
Il comune deve il suo nome alla sughera, che qui si chiama suvero, da cui appunto, Suvereto.
Suvereto, città muraria, borgo medioevale incastonato nelle colline della Riviera degli Etruschi, tra verdi vallate tutto intorno, punteggiate da sughere, castagni, in buona compagnia con campi coltivati che regalano olio e vino prestigiosi, con il mare davanti, in una incantevole armonia architettonica di pietra con quella fascinosa sfumatura grigio-rossiccia che disegna tutto il suo cuore storico.















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