Roccalvecce, il borgo dimenticato nella Teverina Viterbese
Qualcuno l'ha definito il 'fratellastro sfortunato' di Bagnoregio. Eppure a noi Roccalvecce è piaciuto moltissimo
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Lo scenario naturale è quello della Valle dei Calanchi, una tardiva ma piacevole scoperta del turismo internazionale grazie alla ormai stranota Civita di Bagnoregio, anche conosciuta come la ‘città che muore’. Ecco, il borgo di Roccalvecce è il fratellastro sfortunato di Civita, pittoresco paesino medievale arroccato sulla valle, che sembra essere abbandonato dal comune di Viterbo e di cui si ignora, immeritatamente, l’esistenza.
Peccato visto che proprio la tranquillità – e la sua collocazione facilmente raggiungibile da Roma - potrebbe rappresentarne il valore aggiunto per artisti in cerca di ispirazione o per chi, semplicemente, ha bisogno di respirare bellezza e romanticismo.
Roccalvecce, un borgo tutto da scoprire…e riscoprire
Le origini di Roccalvecce partono dall’insediamento etrusco per diventare ‘castrum romano’ viste le tracce presenti nelle fondamenta del castello che, a partire dal 1200, divenne di proprietà di vari e nobili signori, dai Viterbese dei Gatti ai Colonna fino alla famiglia Costaguti, la cui discendenza è ancora padrona di casa.
L’origine del nome ha una doppia narrazione. La prima viene fatta risalire al Medioevo quando la zona si chiamava ‘Rocca del Veccio’ – dal nome del condottiero che l’aveva costruita – e posizionandosi al confine ricopriva un ruolo militare strategico sulla Via Teverina. La seconda si riconduce al 1400 quando il castello entrò a far parte del patrimonio di San Pietro: trovandosi al confine tra Stato Pontificio e Repubblica di Siena divenne luogo di stazionamento per le guardie svizzere, da qui la definizione di ‘Rocca Helvetica’ poi trasformata in Roccalvecce.
Se vi state chiedendo cosa c’è da vedere nel borgo di Roccalvecce, casette di tufo e scenario sui campi a parte, la risposta è una sola, il Palazzo-Castello Costaguti. Il proprietario del castello e ‘cittadino onorario’ (anche perché tra i pochi residenti del borgo) è il marchese Giovangiorgio Afan de Rivera, la cui passione per questa dimora storica l’ha portato a trasferirsi da Roma e a creare qui un bed&breakfast, all’insegna della promozione culturale ed enogastronomica del luogo; proprio lui, insieme ad altri abitanti di Roccalvecce, sta organizzando un progetto di ospitalità diffusa per rilanciare e ripopolare il territorio.
Palazzo Costaguti è rimasta la sola attività commerciale di Roccalvecce a cui si aggiunge, a giorni alterni, l’apertura dell’ufficio postale.

Come arrivare al borgo di Roccalvecce da Roma
Roccalvecce è raggiungibile da Roma in auto in circa un’ora e mezza. Prendere l'A90 fino all'uscita 10, continuare sull'A1 per circa 21 chilometri fino all'uscita A1/E35/E45 verso Firenze, proseguire su A1/E35 per 52 chilometri, uscire ad Attigliano e seguire le indicazioni per Bomarzo/Civitella D'Agliano. Continuare su SP Bomarzese, poi lungo SP 19, SP 132, SP 5 e la Stradale Monte Secco.

