Weekend nel Lazio: 3 idee per un tour fuori Roma
Dove organizzare un weekend nel Lazio? Scopri tre itinerari tra la Tuscia, i Castelli Romani e l'Agro Pontino tra bellezze naturalistiche e borghi medievali.
Molto spesso tendiamo ad associare il Lazio a Roma, infatti l'Urbe con la sua storia millenaria e il suo museo a cielo aperto tende ad assorbire tutta la fama della regione e molti turisti ignorano la possibilità di guardare oltre il limes. Invece il Lazio, terra di Etruschi, Sabini e Umbri, vanta un patrimonio artistico, storico e paesaggistico che supera qualunque aspettativa e che vale davvero la pena esplorare. Tuscia, Reatino, Castelli Romani e Agro pontino sono quattro zone non lontane dalla capitale ma che non hanno nulla a che vedere con l'esperienza di Roma, immersi nel verde della natura tra montagne e pianura . Se siete alla ricerca di un weekend nel Lazio interessante e rilassante, scoprite i nostri tre itinerari tra Tuscia, Castelli e AgroPontino.
Fine settimana nella Tuscia
Poco conosciuta, in realtà la Tuscia è una delle zone più incontaminate d'Italia. Viterbo rappresenta il suo centro nevralgico, nonché una delle città più importanti del Medioevo. Proprio da qui parte quindi l'itinerario che vi suggeriamo alla scoperta della Tuscia.
Cosa vedere a Viterbo

Partite dal Palazzo dei Priori che vi proietta indietro nella vita civile e amministrativa del Cinquecento. Oggi sono visitabili la Cappella Palatina, la Sala della Madonna, la Sala Regia e la Sala del Consiglio. Subito dopo vi aspetta il Palazzo Papale, simbolo cittadino nonché della cristianità. L'edificio venne eretto come sede del pontefice Alessandro IV e proprio qui si tenne infatti il primo conclave della storia. Oggi potete visitare la Loggia, caratterizzata da una serie di archi ogivali che affacciano su Piazza San Lorenzo, l'Aula del Conclave e la Sala Gualtiero riccamente affrescata. È possibile entrare tutti i giorni al costo di 9 euro per il biglietto intero. Terza tappa in città è San Pellegrino, il quartiere medievale più intatto d'Europa. Qui le lancette sembrano essersi davvero fermate al Duecento tra late torri, archi e case ponte. Potreste già pensare alla pausa pranzo in uno dei tanti ristoranti di Viterbo dove assaporare i prodotti tipici locali a base di cacciagione. Lasciata Viterbo, dedicatevi ad esplorare i suoi dintorni.
Villa Lante dista solamente quattro chilometri dal capoluogo e vanta uno dei dieci giardini all'italiana più belli del mondo! Edificata come residenza privata da parte di un cardinale, il progetto si rifaceva alle delizie della cosiddetta "età dell'oro" e riproduce oasi rigogliose di pace e zampilli di fontane.
I Monti Cimini: Caprarola

Il secondo giorno nella Tuscia vi porta a scoprire i Monti Cimini. In questa zona vi aspetta innanzitutto il borgo medievale di Caprarola che ospita uno dei palazzi cinquecenteschi più belli al mondo: Palazzo Farnese. Il Papa Paolo III Farnese promosse anche la costruzione di altri palazzi nobiliari che ancora oggi potete ammirare, come Palazzo Sebastiani, Mariani, Restituti, Moscheni, Palazzo delle Scuderie Farnese. Caprarola vanta anche meravigliose chiese come la Chiesa di San Marco, la Chiesa della Madonna della Consolazione e la Chiesa di Santa Teresa con pitture di Guido Reni. Sarete avvolti da 6000metri quadrati di affreschi disseminati lungo le decise di sale e poi che dire degli ettari di siepi, fontane e viali?
Civita di Bagnoregio, la città che muore

Seconda tappa dell'ultimo giorno è Civita di Bagnoregio. Anche conosciuta come "la città che muore", è un gioiello unico nel suo genere. Arroccata da secoli su uno sperone di tufo che domina la Balata dei Calanchi, è raggiungibile solamente percorrendo uno stretto e lunghissimo ponte pedonale. Civita di Bagnoregio diede i natali anche a San Bonaventura e conserva ancora molti tesori artistici ed architettonici legati al suo nome. Ad esempio, la vostra passeggiata tra le viette medievali, non potrà che soffermarsi di fronte al suggestivo Tempietto di San Bonaventura o alla Grotta di San Bonaventura. Scoprite poi la Porta Albana, la Cattedrale di San Nicola, laChiesa dell'Annunziata dell'XI secolo e il Sacrario Garibaldino a forma di piramide.
Weekend ai Castelli Romani
Arroccati sui Colli Albani si fanno compagnia da millenni i Castelli Romani, una serie di borghi vicini gli uni agli altri le cui antiche origine risalgono ai popoli preromani. La vicinanza delle cittadine e la natura del parco naturale nel quale sono immersi rendono i Castelli Romani una destinazione perfetta per rilassarsi qualche giorno.
Nemi

Partire dal Lago di Nemi e dall'omonimo borgo affacciato proprio sul bacino di origine vulcanica. Nei è il borghetto più piccolo dei Castelli Romani. Passeggiando per il centro storico, ammirate il Santuario del Santissimo Crocifisso, il medievale Palazzo Ruspoli e le tante botteghe artigianali che si nascondono sotto gli edifici antichi. Inoltre date un'occhiata al Museo delle Navi, imbarcazioni risalenti al periodo di Nerone nelle acque del lago. Sempre intorno al lago, sulle sponde sorge il Tempio di Diana, scoperto nel XVII secolo.
Ariccia

Per l'ora di pranzo la tappa non può che essere Ariccia con la sua porchetta che nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento di indicazione geografica protetta (IGP). Palazzo Chigi domina la piazza cittadina che merita, se non altro, una passeggiata per digerire le prelibatezze caserecce gustate durante il pranzo!
Rocca di Papa

Seconda tappa del vostro weekend alla scoperta dei Castelli Romani potrebbe essere Rocca di Papa. Il pittoresco borgo medievale, a oltre 600 metri di altitudine alle pendici del Monte Cavo, vi consentirà di ammirare uno degli scorci più suggestivi del paesaggio laziale; dal famoso Belvedere della Fortezza Medievale di vede infatti addirittura il mare! L'assetto medievale di Rocca di Papa è ancora intatto, mentre all'altezza della fortezza si trovano i ben più antichi Campi d'Annibale, dove si accampò il generale cartaginese durante la Seconda Guerra Punica. Qui si intercetta l'antico tracciato della Via Sacra. Lungo le vie del borgo antico si alternano il Duomo dell'Assunta, la Chiesa del Santissimo Crocifisso recentemente restaurata e il Santuario della Madonna del Tufo. Sull'abitato svetta infine la Fortezza Pontificia, simbolo cittadino che diede il nome all'intero borgo. Citata per la prima volta in un documento del 1181, durante l'ultimo restauro sono stati trovati nuovi elementi archeologici.
Frascati

Il secondo giorno è pronta ad aprirvi le porte Frascati. Villa Aldobrandini, anche conosciuta come Villa Belvedere, è uno dei simboli della città dei Castelli. Questo palazzo signorile cinquecentesco sorge su un'altura panoramica e si sviluppa su quattro piani nei quali si alternano spazi di rappresentanza ad appartamenti privati. Le decorazioni interne evocano ancora gli illustri fasti della famiglia, così come le diverse iscrizioni in latino disseminate qua e là. Il ninfeo è un capolavoro rinascimentale, insieme alla Stanza del Parnaso arricchita dalla presenza di un organo ad acqua. nel centro città di origine medievale si affacciano invece chiese da visitare assolutamente, come la Cattedrale di San Pietro, la seicentesca Chiesa del Gesù, la Chiesa di Santa Maria in Vivario, ma anche il Palazzo Vescovile e le Villa Falconieri e Torlonia, che fanno parte del novero delle Ville Tuscolane.
Marino

Il secondo borgo della giornata è Marino, conosciuto per la sua intensa attività vitivinicola. La Basilica Collegiata di San Barnaba Apostolo è il principale luogo di culto del borgo, costruita per devozione della Famiglia Colonna.
Ma non è la sola attrazione storica della città. Infatti il Palazzo del Municipio con il suo rosso intenso vi non passa inosservato; Passeggiando tra i vicoli del centro storico incontrerete la Fontana dei Quattro Mori, legata al “miracolo delle fontane che danno vino” in occasione della Sagra dell'Uva e simbolo di Marino. Durante una campagna di scavi nella seconda metà del Novecento fu rinvenuto anche un Mitreo, uno dei soli tre in Italia a raffigurare la scena della tauroctonia, ossia l’immagine di Mitra che taglia la gola al toro bianco.
Weekend nell'Agro Pontino
Un fine settimana nel Lazio potrebbe anche esplorare la zona meridionale della regione, conosciuta per le immense bonifiche dell'Agro Pontino portate avanti durante il Ventennio fascista. In realtà nella provincia di Latina ci sono moltissimi borghi di origine medievale e un paradiso naturalistico che sembra un'oasi mitologica. L'Agro Pontino è un territorio ricco di testimonianze storiche e reperti archeologici tra i Monti Lepini e il Parco Nazionale del Circeo.
Sermoneta

Il primo giorno del fine settimana nell'Agro Pontino può iniziare con un giro incredibile nei Giardini di Ninfa. Ninfa era un tempo un borgo vivacissimo, ricco di chiese e torri cinte da mura merlate. All'interno sorgevano ben sette chiese, oltre ad altri due edifici di culto eretti al di fuori della cinta muraria. Una di esse, Santa Maria Maggiore, conserva ancora alcuni affreschi. Delle diverse torri nobiliari resta in piedi solamente parte della torre Caetani che si riflette nelle acque del lago interno a quelli che oggi sono i Giardini di Ninfa.

Insomma, un lungo preambolo per invitarvi a visitare questa meraviglia, un giardino segreto tra ruderi e specie floreali rarissime ed esotiche a due passi dal gioiello medievale di Sermoneta (anch'esso da visitare). Il giardino non è visitabile liberamente; sul sito web ufficiale trovate tutti i giorni di accesso per prenotare una visita guidata. Norba è un altro paese dell'agro pontino che, secondo la tradizione, fu fondato addirittura da Ercole. La storia narra invece che durante la guerra civile tra Mario e Silla, pur di non cedere ai sillani, gli abitanti rasero al suolo la città e si uccisero gli uni con gli altri. Le rovine ancora in piedi si trovano a pochecentinaia di metri dal centro abitato di Norba: grandi blocchi di pietra estesi per oltre 2600 metri.
Al centro sorge la Porta Maggiore, affiancata da Porta Ninfina, la Porta Occidentale e la Porta Signina. Nei pressi dell'antica "acropoli maggiore" (cioè più elevata) si trovano le rovine di quello che un tempo era il foro, nonché i resti di uno dei primi prototipi di terme chiamate "castello delle acque". Non mancano poi antichi templi, cisterne per raccolte dell'acqua e passaggi sotterranei.
San Felice Circeo

Il secondo giorno nell'Agro Pontino può essere un'occasione per scoprire il Parco Nazionale del Circeo e l'omonimo borgo di San Felice Circeo. Volete fare un po' di trekking? Allora salite sino alla punta del Monte Circeo lungo il sentiero delle "Crocette" dal quale ammirare la Duna Litoranea a forma di mezzaluna che separa il mare dai due laghi costieri fino alla foresta in fondo. Il Promontorio del Circeo è alto oltre 500 metri e il suo profilo ricorda la silhouette di un gigante dormiente. In cima al monte è possibile anche visitare i resti dell'Acropoli dei Circi e un po' più avanti il Riparo Blanc, luogo preistorico dove sono state ritrovate tracce di abitanti.
Sperlonga

Arrivate a Sperlonga dove l'imperatore Tiberio fece costruire la sua Villa. Uno dei borghi più belli d'Italia a picco sul mare, Sperlonga è stata insignita per 25 anni della Bandiera Blu. Qui arrivate sino alla Torre Truglia cinquecentesca, eretta con funzione difensiva dal mare.
