Sperlonga, la perla del litorale laziale
Una città che ha origini antichissime e che oggi figura tra i borghi più belli d'Italia, con un mare da urlo: alla scoperta di Sperlonga!
Uno dei Borghi più belli d'Italia, arroccato su uno sperone e a picco sul mare. La prima vista di Sperlonga è uno spettacolo, così come il paesaggio circostante: il litorale più cristallino di tutto il Lazio, le colline digradanti sullo specchio blu e le spiagge da sogno, più o meno attrezzate.
Un borgo tra i più iconici di tutto il Tirreno, con i vicoli bianchi del centro storico che ricordano paesaggi di altre latitudini. Data la sua natura di borgo accogliente e turistico, Sperlonga dispone di ogni benefit e attrazione per qualsiasi tipo di visitatore.
Senz'altro una delle mete più lucenti del litorale laziale, nonché Bandiera Blu indiscussa. Sperlonga è perfetta per una vacanza estiva marina o per una fuga in relax di un weekend; perché no, anche per un indimenticabile viaggio a tappe tra le perle del Mediterraneo centrale. A voi la scelta.
Andateci se vi piace: borgo antico, spiagge e mare, gite in barca.
Per quanto tempo: un weekend o più giorni.
Il periodo migliore: dalla primavera all'autunno.
Da sapere
- Cosa sapere su Sperlonga: le dritte per non perdersi il meglio
- Dove si trova Sperlonga: geografia, territorio e un po' storia
- Come si vive a Sperlonga: clima, qualità della vita e quando andare
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Cosa sapere
Un tranquillo borgo marinaro diventato centro di turismo di charme, isolato e incastonato sulla sue rupe, il monte San Magno, propaggine estrema dei Monti Aurunci alle spalle, davanti a una spiaggia fine e a un mare incantevole: ecco Sperlonga, in provincia di Latina.
Del suo passato appena dietro l’angolo rimangono le case del centro e la sua torre quadrangolare. Mentre scendendo verso il litorale, un lungomare elegante e pullulante di strutture balneari, di ristoro e di ospitalità, segnala molto bene la sua attuale vocazione di soggiorno, in ogni periodo dell’anno, perfetta e ideale dalla primavera all’autunno inoltrato, piacevole da ottobre ad aprile.

Anche se il bagno non si può fare per un’acqua freddina, in questi mesi la visita vale sempre poiché la sua posizione e il suo panorama straordinario, all’interno del Parco Naturale della Riviera di Ulisse, la ripaga ampiamente. All’orizzonte, i profili delle isole Pontine, nelle vicinanze l’eccezionale foresta del Parco Nazionale del Circeo e Sabaudia con il lago di Paola, Gaeta e Minturno.
Grotte e cavità sono identificative del territorio di Sperlonga; prima leggendarie residenze di ninfe poi dei ricchi di turno, come quelle usate da Tiberio a mo’ di naturali ornamenti della sua pomposa abitazione estiva.
Cavità, in latino speluncae, e quindi, Sperlonga. La si ammira da lontano, questa piccola città, quando si arriva dalla litoranea, con il suo particolare profilo che si alza all’orizzonte, e ancora di più quando si passeggia tra vicoli e piazzette, tra botteghe e ristorantini con quella sensazione di una bellezza integra, nonostante ai suoi piedi l’urbanizzazione si sia molto allargata.
Sperlonga cattura per la sua scena da prima attrice, punto di avvio di tante escursioni tra costa e montagna. E non si può fare a meno che ritornarci più volte, per conoscerla sempre meglio.
Dove si trova
La rupe su cui poggia Sperlonga, una falesia dolomitica bucherellata dal tempo e dal mare, è il luogo assolutamente giusto per le grotte abitate, dicono le leggende, dalle ninfe. Un tocco fiabesco che si accompagna ad altre storie, suffragate non dalla fantasia ma dalla scienza, che vuole la località laziale una specie di antenata di Amiclae, la misteriosa città di origine spartana che, sembra, fu abbandonata perché invasa dai serpenti.
Ma a scoprire le meraviglie e le virtù di Sperlonga, ci sono i ‘soliti’ Romani che fin dall’età repubblicana se ne deliziano, costruendo residenze di prestigio. Come la villa dell’Imperatore Tiberio, vanto e attrattiva di tutta la costa.

Dunque, nella prima parte della sua storia, Sperlonga vive sul mare ma, decadendo l’impero, alcuni gruppi di uomini e donne lasciano la costa e si arroccano sul monte San Magno, per sfuggire all’aria insalubre dei terreni paludosi ma pure per difendersi dai pirati che scorrazzano per il Tirreno. Si costruiscono diverse torri di avvistamento qua e là, per evitare il peggio, ma nulla ferma l’appetito dei corsari.
Sperlonga è colpita più volte dagli Ottomani, dal noto pirata Khair ad-din Barbarossa nel 1534 e da altri anonimi comandanti nel 1622. La sostanza è la medesima: le incursioni portano l’abitato a cambiare ogni volta, mantenendo però l’impianto dell’undicesimo secolo pur se più volte riveduto, tra vicoli e scalinate.
L’attuale forma di Sperlonga, che gli esperti definiscono a testuggine, risale al 1700-1800, così le sue chiese e i suoi palazzi, al tempo del Regno delle Due Sicilie. Con la costruzione della via Flacca alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, la svolta: Sperlonga viene finalmente scoperta da tutti, diventando molto gettonata turisticamente.
Sperlonga dista 116 chilometri da Roma e 114 da Napoli. In auto, da Roma si raggiunge con la via Pontina fino a Terracina e si prosegue sulla via Flacca. Dall'autostrada del Sole Roma-Napoli, l'uscita più vicina è Cassino. In treno, sulla "vecchia" linea Roma-Napoli, si scende a Fondi e si prosegue con l'autobus di linea.
Come si vive
Proprio il turismo è la voce più importante dell’economia della zona, con tanto di porticciolo, anche se tengono i comparti della pesca e dell’agricoltura, in particolare nelle coltivazioni di pomodori e altri ortaggi, con la presenza di ampie zone trattate a serre più o meno aperte che fanno ormai parte del paesaggio. Il sedano bianco di Sperlonga è un prodotto IGP.
Tra gli eventi, da ricordare le processioni dei santi onorati in paese: la prima domenica di settembre per San Leone e il lunedì successivo per San Rocco, con mercatini e uno spettacolo di fuochi pirotecnici sul mare. Tra luglio, agosto e settembre, decine di manifestazioni tra animazione, musica, mercatini, teatri, incontri librari.

Pescatori e contadini: gli abitanti di Sperlonga erano questo, prima che il turismo si impossessasse, benignamente parlando, del territorio. E così, le ricette più buone sono un saporito miscuglio di terra, tra cui il famoso sedano bianco a coste, il pomodoro rosso a grappolo, il ciliegino e il San Marzano, la rucola e il basilico, e di mare, con tanto pesce azzurro.
Una cucina cosiddetta povera, in cui spesso protagoniste sono certe zuppe che il mondo odierno ha rispolverato e con ragione, visto il loro alto valore gustativo. Insieme al pesce, ovviamente. Una variante tra i primi è costituita dalle linguine e, al posto delle alici, si usano solitamente le sarde. Il tutto per una cucina che è il perfetto mix tra delizie del territorio e sapori tradizionali.















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