Port Antonio: la guida completa e aggiornata
Guida Port Antonio, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Circa 18mila abitanti, Port Antonio è nella parte nord-est della Giamaica e si affaccia su due baie gemelle, East e West Harbour, separate dalla penisola di Titchifield.
È circondata da una natura generosa, grazie anche alle frequenti, se pur rapide, piogge dovute dalla presenza alle spalle delle Blue Mountains. In effetti, anche se il suo clima tropicale concede temperature tra i 23 e i 31 °C (e oltre), la piovosità in questa zona giamaicana è molto frequente, pur se appunto di breve durata. Il tasso di umidità è elevato soprattutto da dicembre a maggio, mentre i mesi di settembre e ottobre potrebbero essere a rischio uragani.
Quando gli Spagnoli arrivarono sulla sua costa alla fine del 1500, la chiamarono Puerto Anton, però la sua nascita ufficiale avviene nel 1723. Intanto la città era diventata importante per la coltivazione della canna da zucchero, successo bissato a metà Ottocento con la produzione di banane, il cui commercio inizia nel 1869 verso gli Stati Uniti. E così Port Antonio, questo nel frattempo il suo nome, diventa sempre più trafficata e frequentata da navi e genti di ogni parte del mondo. Si costruiscono i primi alberghi, il più antico nel 1898, e arrivano i primi turisti. La bellezza del luogo richiamano personaggi celebri, come lo scrittore Ruyard Kipling, ma sono le star di Hollywood a ‘fare la differenza’ dagli anni Trenta del secolo scorso in poi. Qui soggiornano regine cinematografiche del calibro di Bette Davis e Ginger Rogers ma, soprattutto, è l’attore Errol Flynn, noto per i suoi film di eroe buono, che se ne innamora, giungendo qui con il suo yacht Zaca e comprando l’isola Navy Island che poi perde giocando a poker. Dagli anni Sessanta diventa meta anche di chi non è famoso e proliferano hotel e resort.
Terzo porto commerciale della Giamaica, l’economia delle merci gira soprattutto attorno a banane, noci da cocco, canna da zucchero e rhum. Ma è il turismo la principale risorsa di Port Antonio.
Tra gli eventi di Port Antonio, da ricordare le festività cristiane e nazionali, capodanno, mercoledì delle ceneri, la Settimana Santa, Natale. Il 23 maggio c’è il Labour Day, il primo agosto l’Independence Day, il terzo lunedì di ottobre il National Heroes Day.
Saporita e colorata la cucina di Port Antonio, in cui da assaggiare c’è un frutto particolare, dal sapore dolce che si mangia cotto assumendo l’aspetto delle uova strapazzate, si chiama ackee che accompagna il pesce, grigliato, fritto, come i coonkie, crocchette di merluzzo, o in zuppa. Ma naturalmente si fa largo uso di frutta, dal mango alla papaia all’avocado che accompagnano oltre al pesce anche diversi tipi di carne, pollo e maiale, soprattutto, spesso cotti alla brace su legni aromatici che li profumano e donano loro un particolare sapore. Da assaggiare le zuppe speziatissime a base di fagioli rossi o la pepperpot, zuppa al pepe in cui c’è dentro spesso carne di capretto cotta nel latte di cocco, assieme a una specie di spinaci, che si chiamano callaloo. Via libera a granchi e crostacei freschissimi, spesso in compagnia del frutto dell’albero del pane, presentato bollito o fritto. Da provare anche il patty, un calzone fritto ripieno di carne e verdure. E si beve rhum.
Port Antonio è il luogo giusto per ritrovare i ritmi lenti e sonnacchiosi dei Caraibi, all’interno dei resort esclusivi che organizzano spettacolari escursioni nei dintorni. Una vacanza che è un caleidoscopio di esperienze tra l’esuberanza di una natura unica e ambienti tranquilli (e pure romantici) in cui rilassarsi e rientrare in armonia con corpo e anima. Occhieggiando poi tra i suoi quartieri un po’ vintage, con tanti edifici ancora uguali a quelli di fine ottocento e inizio novecento, il che ne esalta sicuramente lo charme.






Voto complessivo 7