Gli impressionisti arrivano a Bologna, la mostra d’oltralpe a Palazzo Albergati
Un’occasione da non perdere – difficile che si possano rivedere in Italia alcune tele – quella di visitare ‘Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi’, c’è tempo fino al 14 febbraio 2021
Sfatiamo il mito della rivalità artistica con i fratelli francesi, seppur incorruttibili con la ‘nostra’ Gioconda, ma disposti a cedere in prestito una collezione di opere dei loro Impressionisti, da Monet ma anche Manet, Renoir, Degas, Corot, Caillebotte, Sisley, Boudin, Morisot, Pissarro e Signac: cinquantasette capolavori che, per la prima volta dalla fondazione del Musée Marmottan Monet di Parigi nel 1934 (famosa per essere la casa dei grandi impressionisti), varcano il confine e saranno ospitati nelle sale di Palazzo Albergati a Bologna.
Si tratta di tele che arrivano in esclusiva in Italia per raccontare una delle correnti artistiche più amate al mondo, un viaggio emozionante e variopinto nel mondo dell’Impressionismo, alla stregua degli artisti e dei rispettivi capolavori che ne hanno segnato la storia nella Francia della seconda metà dell’Ottocento.
Non serve andare a Parigi, le opere degli Impressionisti arrivano in esclusiva a Bologna
Il percorso museale – di cui molte opere non sono mai state esposte in altri luoghi del mondo – ripercorre tutte le fasi del movimento artistico attraverso una collezione arricchitasi nel tempo, a partire dal 1932, grazie a benefattori e appassionati.
Un catalogo espositivo costruito nel dettaglio proprio per rendere chiara la storia e il successo degli impressionisti, artisti che hanno fatto dei colori vivi e della luce la chiave di volta nel panorama dell’arte internazionale. Ogni tela sarà incastonata nell’itinerario con tanto di citazioni ad accompagnare l’epoca storico culturale che ne ha visto la nascita senza dimenticare il sentimento che ha portato l’artista a dipingerla.
Inizialmente bistrattati – nel 1874 fu il critico Leroy a coniare negativamente il termine ‘impressionista’ per ironizzare sulla mano libera e veloce dei dipinti di Monet – gli impressionisti venivano accusati di non saper disegnare perché troppo concentrati sugli effetti atmosferici in relazione a soggetti e paesaggio, al contrario loro riaffermavano il ritratto della ‘vita moderna’. “Ogni giorno scopro cose ancora più belle e vorrei dipingerle tutte” diceva Monet, racchiudendo il senso più profondo della corrente impressionista. Accanto a capolavori fondamento dell’impressionismo francese come Ritratto di Madame Ducros (1858) di Degas, Ritratto di Julie Manet (1894) di Renoir e Ninfee (1916-1919 ca.) di Monet, si trovano opere inedite come il Ritratto di Berthe Morisot distesa (1873) di Édouard Manet, Il ponte dell’Europa, Stazione Saint-Lazare (1877) di Claude Monet e Fanciulla seduta con cappello bianco (1884) di Renoir. Un’intera sezione della mostra è dedicata a Berthe Morisot, nota come vedova di Eugène Manet (così fu scritto sulla sua lapide), una femminista tra gli impressionisti che, nonostante le remore sulle donne nel mondo dell’arte, si fece strada per valore e bravura.
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La Mostra degli Impressionisti a Palazzo Albergati
Doveva essere una delle grandi esposizioni in programma per il 2020, ma nonostante il Covid 19 si è deciso di dare una seconda chance al pubblico riaprendo i battenti a fine agosto. Con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Bologna, la mostra è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi.
È aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20 con entrate scaglionate (25 persone ogni 20 minuti). Il costo del biglietto va dai 9 ai 18 euro ed è consigliata la prenotazione online, info su www.palazzoalbergati.com.





