Otranto cosa vedere in 10 tappe
La "porta d'Oriente" vi dà il benvenuto con moltissimi punti d'interesse. Ecco ad Otranto cosa vedere tra chiese, borghi e archeologia: 10 tappe imperdibili!
Otranto è la città più ad est della nostra penisola, la prima che vede sorgere il sole, e dalla quale, se le giornate sono limpide, quasi si scorge la costa dell'Albania in lontananza. Ma non solo: la "porta d'Oriente" d'Italia ha da sempre costituito un punto d'incontro tra civiltà del Mediterraneo, trasformando la città in un centro di grande storia. Otranto è una delle mete preferite dei turisti in Salento, tappa imperdibile in un tour della Puglia. Ma ad Otranto cosa vedere oltre alle meravigliose spiagge e il mare blu cobalto?
Stiamo parlando di uno dei più bei borghi d'Italia, quindi di cose da vedere a Otranto non ne mancano di certo. All'interno della sua antica cinta muraria, la "porta d'Oriente" mostra le influenze messapica, romana, bizantina e aragonese, oltre ai fasti di quando fu capitale di un regno che comprendeva anche le terre in provincia di Brindisi e di Taranto. Nella parte bassa di Taranto si trova il porto; dove un tempo punto di riferimento per gli scambi con l'Oriente, oggi approdano piccole barche e pescherecci.
Cosa vedere Otranto e dintorni: 10 attrazioni imperdibili
Centro storico di Otranto
Una guida su cosa vedere a Otranto non può che partire dal suo centro storico. Tra le architetture civili che meritano una tappa ci sono l’antico Palazzo dei Mori e Palazzo Lopez, eretto nel XVII secolo inglobando una torre cinquecentesca che oggi ospita il museo Diocesano. All'interno di questo museo è conservato un seicentesco fonte battesimale attribuito alla scuole dello scultore salentino Gabriele Riccardi, il quale reca scolpite episodi tratti dall’Antico e Nuovo Testamento; ma molto importanti nel museo sono anche i frammenti di un pavimento risalente al IV secolo d.C. e rinvenuto sotto il pavimento della cattedrale. Per concludere questo giro, non vi resta che passeggiare in tranquillità sul Lungomare degli Eroi fino al bastione dei Pelasgi, da cui farsi un bel selfie con Otranto.
Castello di Otranto

Il Castello di Otranto si trova proprio all'ingresso del centro storico, a fare da contraltare alle mura difensive; distrutto dopo il saccheggio da parte dei Turchi nel 1480, fu ricostruito dal duca Ferdinando d'Aragona. Nel corso del tempo, anche i viceré spagnoli misero del loro, trasformando il castello in un maestoso esempio di architettura difensiva militare a pianta pentagonale, giunto ai giorni nostri praticamente intatto. Oltre al castello, sono molto affascinanti le torri difensive, il ponte levatoio e il fossato attorno alle mura che sembrano appena usciti da un racconto fantasy. D'altronde proprio questa fortezza ha ispirato il romanzo di Horace Walpole Il Castello di Otranto del 1764: il primo romanzo gotico della storia.
Cattedrale di Santa Maria Annunziata o dei Martiri

Situata a sud di Otranto sul Colle della Minerva, la Cattedrale di Santa Maria fu stata eretta nel 1614. La chiesa sorge nel luogo dove ottocento otrantini furono decapitati per mano dei Turchi nel 1480 e ne conserva le reliquie. Per visitarla, bisogna percorrere una lunga scalinata fiancheggiata da due pilastri che conduce alla facciata della chiesa in pieno stile barocco, ma con un bellissimo rosone gotico e motivi arabeggianti. All'interno, oltre alla Cappella dei Martiri voluta da Ferdinando I di Napoli, uno stupendo mosaico pavimentale con scene dall'Antico Testamento decora navate, abside e presbiterio risalente al 1166. Considerato il più grande d’Europa, questo capolavoro è espressione massima del romanico pugliese.
Chiesetta di San Pietro

La Chiesetta di San Pietro sorge nel cuore del centro storico e costituisce il luogo di culto più antico della città, eretto tra la fine del IX e l’inizio del X secolo. È uno degli esempi più illustri di architettura bizantina del sud Italia, con pianta a croce greca sormontata da una cupola emisferica e una facciata semplice e lineare. All'interno conserva importanti affreschi che testimoniano bene le diverse epoche di realizzazione. Si narra che Pietro, lungo il suo viaggio dalla Palestina a Roma, si fosse fermato proprio qui e a lui fu dedicata la chiesetta.
Chiesa Madonna dell'Alto Mare
Della Chiesa Madonna dell'Alto Mare colpisce il bellissimo pavimento a mosaico e le decorazioni che omaggiano la tradizione marinara locale: cavallucci marini, delfini, ancore e conchiglie popolano pareti e pavimenti di questa chiesa che esprime tutta la devozione popolare per la Madonna dell’Altomare, celebrata ogni anno a settembre. La devozione nasce in seguito ad un episodio che la tradizione colloca in seguito alla devastazione turca del 1480, quando la statua della Madonna sarebbe stata trafugata. Una giovane otrantina, presa in schiava, avrebbe supplicato più volte il Califfo di riconsegnare l’icona sacra, anche in cambio della sua stessa libertà. Assecondando la richiesta, il Califfo fece imbarcare la statua, ma lasciandola alla deriva senza equipaggio. Neanche a dirlo, la barca sarebbe giunta comunque a destinazione.
Monastero di San Nicola di Casole
lL monastero di San Nicola di Casole, fondato nel 1098, dista solo quattro chilometri da Otranto. All'epoca costituiva uno dei centri culturali più importanti non solo del Salento ma di tutta la cristianità e conservava numerosi manoscritti greci e latini, oggi custoditi nelle principali biblioteche di Parigi, Londra, Berlino e Mosca. Giovani da tutta Europa giungevano qui per apprendere per apprendere l’arte del mosaico dai monaci basiliani del monastero, come Pantaleone. Nel 1480 venne distrutto dai Turchi e oggi non restano che le rovine.
Otranto cosa visitare nei dintorni
Ipogeo di Torre Pinta e catacombe paleocristiane di San Giovanni
A pochi chilometri da Otranto si estende un’area ricca di testimonianze archeologiche. L’ipogeo neolitico di Torre Pinta costituisce il fiore all'occhiello dei reperti sulle origini di Otranto. Trasformato in luogo di culto dai monaci basiliani intorno all’anno Mille, presenta un lungo corridoio con volta a botte, trapuntato di cellette funerarie e terminante in un vano dalla forma a sfera, dal quale s’innalza una torre colombaia del XVII secolo. Non distanti dall’Ipogeo si trovano le catacombe paleocristiane di San Giovanni, risalenti ai primi secoli d.C., ma anche le cripte rupestri di San Nicola del X secolo che presentano tracce di affreschi bizantini e iscrizioni in greco.
Cava di Bauxite

A poco più di un chilometro da Otranto, più precisamente tra il Faro di Punta Palascia e il Monte Sant'Angelo, si trova un laghetto molto suggestivo in mezzo alla Cava di Bauxite. Il minerale è stato estratto fino agli anni settanta e dopo l'abbandono della cava le infiltrazioni dell'acqua hanno generato un laghetto color smeraldo che gioca con i toni aranciati delle pareti di bauxite creando atmosfere davvero uniche. Le acque non sono balneabili e si deve raggiungere il posto attraverso una stradina sterrata dalla provinciale, ma al tramonto lo spettacolo è davvero da non perdere!
Giurdignano

Situato a ridosso del capo d'Otranto, Giurdignano possiede la più alta concentrazione di dolmen e menhir d'Italia. Al centro della piazza del paese svetta il monolite in carparo dedicato a San Vincenzo, mentre appena fuori l'abitato il menhir di San Paolo si staglia sopra una cripta affrescata; infine, lungo la provinciale Giurdignano-Minervino, s'impone il maestoso dolmen Grassi. In totale sono 18 i dolmen e 7 i menhir ancora in piedi, tanto da far di Giurdignano il più grande Giardino megalitico d'Italia.
Borghi intorno ad Otranto
Santa Cesarea Terme

Santa Cesarea Terme è affacciato sul canale d'Otranto, il paesino si eleva su una scogliera a strapiombo sul mare. È costellata da bellissime ville di fine '800 appartenenti alla nobiltà salentina, dallo stile orientaleggiante e liberty. Deve la sua fama alle terme frequentate da maggio ad ottobre.
Giuggianello

Giuggianello è il paese più piccolo del Salento, distante 14 chilometri da Otranto. Il nome deriva da un antico bosco di giuggioli che un tempo occupava queste terre. È famoso per il suo giardino botanico, La Cutura, il più grande del Salento, che nei suoi 35 ettari di terreno racchiude una moltitudine di varietà di piante grasse e tropicali.
Corigliano d'Otranto

Corigliano d'Otranto fa parte dei centri della "Grecia salentina" dove si parla ancora un dialetto di origine greca, il griko. All'interno del suo centro storico è assolutamente da visitare il Castello de Monti. Risale al 1465 e la sua struttura fortificata a pianta quadrata, con quattro torrioni e il fossato circostante sono rimasti completamente intatti, come se il tempo si fosse fermato. La leggenda narra di una donna fantasma al suo interno, forse è per questo che l'ingresso è gratuito.
Palmariggi

A 7 chilometri da Otranto, è un paese fortemente mistico. Sembra infatti derivare il suo nome dalla Vergine, con una palma in mano, che apparve ai Turchi e li fermò dal massacro contro il popolo di Palmariggi.
Oltre al castello di costruzione aragonese, il Santuario di Montevergine in pietra leccese costruito sopra la cripta bizantina della Vergine, è un luogo di grande devozione.
Cosa vedere secondo voi











