Spezzano Albanese: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Spezzano Albanese: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Spezzano Albanese è un comune della provincia di Cosenza che sorge, ad un'altitudine media di 320 metri al di sopra del livello del mare, su una collina situata tra la valle dell'Esaro e la piana di Sibari. Un'area posta sulla bassa valle del Crati, che confina con vari paesi tra cui San Lorenzo del Vallo, Cassano all'Ionio, Castrovillari, Corigliano Calabro e Terranova da Sibari.
Come è facile intuire già dal nome, Spezzano Albanese è un comune con una storia tanto italiana quanto straniera: è stato infatti fondato proprio da cittadini albanesi in fuga dai Turchi ottomani ed oggi è un paese che tutela la lingua e la cultura italo-albanese nota col nome di arbëreshë.
La fondazione del primo nucleo abitativo corrispondente all'attuale Spezzano Albanese risale al XV secolo, ma il suo territorio sembra essere abitati addirittura dall'età del Ferro, come ben dimostrato dai ritrovamenti emersi nel sito archeologico di Torre Mordillo. Si tratta di una torre d'avvistamento posizionata su una collina sovrastante il punto di confluenza del fiume Esaro col fiume Coscile, realizzata in muratura piena e a pianta circolare, che raggiunge un'altezza di 7,30 metri. È stata edificata dai Normanni ed al suo interno sono stati rinvenuti i resti sia di un insediamento che di una necropoli: nonostante ciò purtroppo oggi l'intero sito versa in condizioni di semi-abbandono e la maggior parte dei reperti di cui sopra è stata spostata in diversi musei tra cui il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide ed addirittura il Museo Pigorini di Roma.
Un altro interessante sito è quello di Torre Scribla e mostra i resti di un altro insediamento militare normanno: la torre si trova a circa un chilometro di distanza dall'antica stazione ferroviaria locale, e probabilmente faceva parte di un complesso più strutturato (si immagina la presenza di un'altra torre gemella), utilizzato come punto di accesso alla vallata.
Parlando invece di architettura situate proprio all'interno della città di Spezzano Albanese vale la pena di citare innanzitutto la villa comunale, che non a caso ospita un busto in bronzo di Giorgio Castriota detto Scanderbeg: si tratta di una delle figure più rappresentative del XV secolo italiano ed è stato un nobile condottiero albanese considerato eroe nazionale dai suoi compatrioti.
Altrettanto importante il Santuario della Madonna delle Grazie, che non solo è il monumento più rappresentativo ed importante di tutto il comune, ma è con ogni probabilità addirittura l'edificio attorno al quale si sono sviluppati i primi insediamenti stabili sul suo territorio. Sorge nella zona storica del paese, è stato edificato attorno al XVI secolo e secondo una leggenda sarebbe stato costruito a seguito di una richiesta diretta effettuata dalla stessa Vergine Maria (apparsa in visione a due pastori).
Proprio alla Madonna delle Grazie è dedicata una festa particolarmente rappresentativa della cultura di Spezzano Albanese: la preparazione alla ricorrenza avviene durante la Quaresima mentre le festività vere e proprie (e l'apertura di una pesca di beneficenza) prendono il via il giorno di Pasqua. La mattinata del Lunedì dell'Angelo è caratterizzata da diverse messe in onore della madonna, mentre la serata è all'insegna di mostre, opere offerte dai fedeli al santuario e gruppi che si esibiscono davanti alla "Casa del Pellegrino"; infine, il giorno dopo la messa, prende il via la processione con la statua della Madonna per le vie del paese, accompagnata da una banda musicale e da cori tradizionali. I festeggiamenti si chiudono col ritorno della statua al tempio, dei fuochi artificiali e l'estrazione dei biglietti vincenti della pesca di cui sopra.
Un altro evento fondamentale per la tradizione ed il folclore locali è il Carnevale di Spezzano Albanese, reso unico dalla sua "Corsa dei Cavalli". I balconi che affacciano sulla strada nazionale fanno pendere agnelli noti col nome di shtierrat a cui viene ficcato un anello nelle narici e che fanno da bersaglio a decine di cavalieri che galoppano tentando di colpirli con uno spiedo.
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