Barletta: la guida completa e aggiornata
Guida Barletta, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Barletta, importante città della Puglia, rientra nel territorio facente parte del bacino della valle dell'Ofanto, fiume dal quale essa è bagnata e che simboleggia il confine con la vicina Margherita di Savoia.
I chilometri di costa di Barletta sono circa 14 e variano da quelli di natura rocciosa a quelli sabbiosi in prossimità della foce del fiume Ofanto dalla quale la città dista circa 5 km a sud-est. Sotto il profilo geografico territoriale, va detto che Barletta sorge su sabbia, arenarie, calcareniti, argilla e tufo. L’uomo ha modificato la natura del paesaggio negli anni a vantaggio di frutteti, vigneti e oliveti. Per quanto concerne la zona tra Barletta ed Andria, invece, non sono stati apportati sostanziali cambiamenti. Lo stesso non si può dire di Trani, la cui area circostante è stata bonificata.
La posizione di Barletta definisce il suo clima, di tipo mediterraneo, con inverni miti, come tipico delle zone site sul mare Adriatico, con poche precipitazioni e raramente neve.
Sotto il profilo storico, c’è davvero tanto da dire. Innanzitutto va chiarito che Barletta, insieme a Trani ed Andria, costituisce provincia autonoma dal 2004, provincia che cade sotto la sigla BT. Attraverso la regione vi era l’accesso a Canne, Canosa, Bari e Brindisi, motivazione che fece sì che il suo territorio fosse appetibile per svariate popolazioni, quali i Romani. Ad esempio, va ricordato che nel 547 vi fu una grande migrazione degli abitanti di Canne a Barletta vista la distruzione della prima. In un secondo momento, l’arrivo dei Longobardi fece sì che, da Canosa gli abitanti si spostassero a Barletta che iniziò, così, a staccarsi definitivamente da Canosa stessa, polo sino ad allora più importante.
Tale posizione si confermò con le incursioni saracene che distrussero Canosa e segnarono la supremazia della città di Bari. In seguito, Barletta ebbe grandi riconoscimenti sotto i Normanni e fu al centro dei commerci per le mobilitazioni verso la Terra Santa. In epoca borbonica, ovvero sino al 1859, Barletta venne divisa in sei quartieri che corrispondevano a quelli di sant'Andrea, dei Teatini, il quartiere dell'ex convento dei Celestini, la zona del convento di San Giovanni di Dio e dei Minori Conventuali e, infine, il Gran Quartiere del Carmine. Delle porte che delimitavano i sudetti quartieri, nulla resta oggi, se non Porta Marina che, tra l’altro, non era situata nel sito odierno.
Sotto il profilo economico, va detto che Barletta vive essenzialmente di agricoltura con le sue importanti produzioni di olio, vino e frutta. Basti pensare che l’uomo ha modificato la natura del territorio proprio per incrementare lo sviluppo di questi prodotti rinomati in tutto il mondo e che costituiscono una vera e propria ricchezza per l’intera regione Puglia. È così che le aree un tempo adibite ai pascoli, oggi sono coltivate. Anche dal punto di vista industriale, Barletta è un polo molto importante. In particolare, tra le industrie più rinomate citiamo il cementificio della Buzzi Unicem e la Timac Agro operante nella produzione di fertilizzanti agricoli. Grande e costante crescita si rileva nel settore tessile, quello dell’abbigliamento e quello delle calzature.
Tra gli eventi che si tengono a Barletta citiamo quelli di natura religiosa, in particolare la festa in onore dei santi patroni che si tiene nel mese di luglio: parliamo della Madonna dello Sterpeto e di San Ruggero. Molto seguita è, poi, la processione che ha luogo il venerdì santo e che ricorda anche i tempi bui della peste.
Un evento molto sentito, legato alla storia di Barletta, è quello che ha luogo sia il 13 febbraio che nella prima settimana di settembre allorché si rimembra la disfida di Barletta, con omaggio finale del cavaliere dell’esercito francese Guy de la Motte al cavaliere italiano Ettore Fieramosca che lo sconfisse. Il 2 agosto, invece, viene ricordata la battaglia di Canne presso il sito archeologico omonimo: parliamo di una delle più grandi battaglie della seconda guerra punica che segnò una pesante sconfitta dell’esercito dei Romani.
Sotto il profilo gastronomico, non c’è davvero da rimanere delusi. A Barletta, infatti, troverete piatti legati alle tradizioni di mare e di terra grazie alla posizione strategica del territorio. Ricordiamo, in primis, le cartellate, dolci tipici natalizi dalla particolarissima forma, realizzati con pasta sfoglia, miele, vino bianco, frutta secca, in particolare mandorle, e cannella. Questi prodotti sono detti tali perché appaiono accartocciati e hanno un’origine antichissima, si pensi che venivano preparati, oltre che nei conventi, anche nei banchetti nuziali in epoca medievale. Essi sono conosciuti con nomi differenti anche nelle regioni di Basilicata e Calabria: la tradizione vuole che ricordino la corona di spine di Gesù Cristo ma anche l’aureola del Bambinello. Ricordiamo anche i calzoncelli che vengono preparati con la medesima pasta delle cartellate, ma con l’aggiunta di marmellata e vino cotto, assumendo forma diversa, rettangolare, con la pasta richiusa su se stessa. I calzoncelli, a differenza delle cartellate, sono insaporiti con la mostarda di Barletta, realizzazione tutta meridionale, una confettura semplice preparata secondo l’antica tradizione con uva e zucchero. Che dire poi dei vini di Barletta, tutti meritano una menzione, in particolare, il rosso Barletta e il rosso Barletta invecchiato, due vini DOC che nascono da vitigni di uva di Troia.
Tra le curiosità, all’interno dell’area del comune di Barletta si trova il sito archeologico di Canne, nome della stessa frazione, motivo questo, tra i tanti, per il quale Barletta è stata riconosciuta città d'arte dalla Regione Puglia nel 2005.
I motivi che spingono i turisti in questa bella città pugliese sono perlopiù di ordine artistico: tanti sono gli edifici storici che meritano una visita. Ma chi sceglie Barletta non lo fa solo per questo. Nella città, infatti, vi sono svariate aree verdi dove potersi rilassare e tanti sono i ristoranti tipici in cui assaggiare le prelibate pietanze del luogo.













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