Gradara, la città di Paolo e Francesca
Il borgo medievale per eccellenza, dove sembra davvero essere tornati ai tempi della Divina Commedia: scopriamo Gradara e i suoi immensi gioielli
Uno dei simboli più lucenti del Medioevo, che ancora oggi meraviglia e ammalia migliaia di turisti ogni anno. Gradara è il centro storico medievale per eccellenza, con i suoi panorami mozzafiato, i mitici torrioni e tanti monumenti che trasudano di storia e tradizioni.
E' la città di Paolo e Francesca, tra i personaggi danteschi più amati e tormentati della Divina Commedia, emblea degli innamorati. Tra le vie del borgo, dalla casa alle mura cittadine, con tanto di passeggiata simbolica, è possibile assaporare da vicino tradizioni ed echi della loro storia, che si intreccia a doppio filo con i retaggi medievali.
Gradara è in assoluto una delle tante perle indiscusse delle Marche, un borgo magico tutto da visitare e scoprire. Non a caso appartiene al club dei Borghi più belli d'Italia e nel 2018 è stato proclamato "Borgo dei Borghi".
Andateci se vi piace: borghi medievali, eventi folkloristici, cucina locale.
Per quanto tempo: uno o due giorni.
Il periodo migliore: tutto l'anno.
Da sapere
- Cosa sapere su Gradara: le dritte per non perdersi il meglio
- Dove si trova Gradara: geografia, territorio e un po' storia
- Come si vive a Gradara: clima, qualità della vita e quando andare
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Cosa sapere
Gradara è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, titolo che si dà a quei luoghi in cui il vivere è ancora armonioso, calando i visitatori in un mondo medievale pieno di passioni. Un centro medievale a due passi dal mare, in cui curiosare tra Castello, Rocca, cinta muraria, alla ricerca dei punti che videro scatenarsi l’amore leggendario di Paolo e Francesca ma anche le cruente lotte di potere tra signori e signorotti di tempi lontani.

Sei chilometri da Gabicce Mare e Cattolica, 18 da Pesaro, 20 da Rimini e 35 da Urbino: distanze ravvicinate per raggiungere il borgo di magia e di amore che si chiama Gradara, in provincia proprio di Pesaro-Urbino. Amore, soprattutto, poiché questo è lo scenario della mitica storica di dantesca memoria tra Paolo e Francesca.
Tra mare e collina, la località è una delle principali mete turistiche d'Italia, nella Riviera Marchigiano-Romagnola. Il borgo fortificato di Gradara, con il castello e le sue due cinte murarie che proteggono tutta la fortezza, rappresenta un complesso medievale tra i meglio conservati in tutto il Bel Paese: si alza sull'intera vallata in una collina di 142 metri di altitudine, in una posizione strategica e dominante su tutto il territorio circostante, baciata da un clima clemente, generoso di dolcezza in ogni stagione dell’anno, mitigato dalle alture dell’entroterra e dall’umidità del mare davanti a sé.
Dove si trova
Dunque, un luogo privilegiato, per costruire una fortezza e avere il controllo di uomini e commerci, tra ‘zuffe’ di vario genere tra le casate marchigiane e romagnole e lo Stato Pontificio.
Il tutto inizia nel 1150: è quando la nobile e potente famiglia dei De Griffo costruisce il mastio che viene fortificato con una coppia di possenti cinte di mura tra 1200 e 1300, ad opera dei Malatesta che, nonostante poi la cittadina passi di mano in mano, hanno lasciato la loro massiccia impronta, tanto che Gradara viene spesso indicata come Rocca Malatestiana.

Il dominio di questa famiglia dura fino alla metà del 1400, esattamente nel 1463, quando i soldati del papa, guidati da Federico da Montefeltro, se ne impossessano. È il momento storico degli Sforza di Pesaro, fedeli al papato: in particolare si ricorda Giovanni, marito (quasi) anonimo della decisamente più nota Lucrezia.
Tra le famiglie che in seguito si occupano della Rocca si annoverano pure i Della Rovere e i Medici, in un vero e proprio turbinio di lotte intestine e non che per tanti secoli ha caratterizzato questi territori tra Marche ed Emilia Romagna.
Il che non ha fatto molto bene all’insieme tanto è vero che all’inizio del Novecento il suo stato di conservazione non era dei migliori: per fortuna interviene l’ultimo proprietario di questo posto incantato, l’ingegner Umberto Zanvettori che, attorno agli anni venti, lo riporta alla sua antica bellezza per i nostri occhi estasiati.
Come si vive
La zona è famosa per via di certe lavorazioni artigianale, come la ceramica e la maiolica, importanti sia nel settore edilizio sia in quello artigianale, nonché per la presenza di vigneti e uliveti.

Ma il sito di Gradara calamita letteralmente per la sua atmosfera medievale, ‘irta’ di storie, d’armi e di passioni. E c’è da considerare un certo turismo congressuale, tramite la società Gradara Innova che dispone di diverse strutture nel centro storico, a pochi passi dalla celebre Rocca, ideali per incontri, eventi, convention, convegni, presentazioni, seminari.
Tra gli appuntamenti imperdibili di Gradara, ci sono iniziative legate al suo passato, in cui protagonista è il Medioevo, tra leggende, misteri e… golosità (pure!). Infatti, si chiamano proprio così i martedì di Gradara, Tra mistero e leggenda quando, al calar delle tenebre, l'antico castello si anima di percorsi teatrali e itineranti, alla scoperta dei suoi angoli più oscuri e suggestivi. I martedì in genere sono quelli dispari, tra luglio e agosto.
Da non perdere un altro giorno della settimana, Giovedì al Castello: per tutta l’estate, tra giugno e settembre, si entra letteralmente e praticamente indietro nel tempo, in piena atmosfera medioevale anzi, di più, malatestiana, rivivendo antichi fasti nobiliari e usanze popolane. Musiche, danze, cortei di dame e cavalieri nei loro eleganti abiti, evoluzioni ‘infuocate’ (è proprio il caso di dire!) di coraggiosi mangiafuoco, duelli e ricostruzioni storiche del Corpo di Guardia di Gradara.
E a luglio, come non partecipare all’Assedio al castello? Una rievocazione storica doc che riporta alla memoria e agli occhi dei fortunati visitatori i 40 giorni di assedio che Gradara e la famiglia Malatesta subirono nel 1446 ad opera delle famiglie Sforza e Montefeltro (e che vinsero!). E che cos’è il The Magic Castle Gradara? Un turbinio di effetti magici da far girar la testa, in giro per il borgo. Ed è targata 1450 la cena, pardon, il banchetto che si svolge durante Il Medioevo a tavola, tra giugno, luglio, agosto, a caccia dei sapori e degli aromi di quel tempo.

Per la gola c’è inoltre il Tour Enogastro-nomade in Rosa, 4 portate, dall’antipasto al dolce in altrettanti diversi ristoranti finendo con la Notte Rosé sui Camminamenti di Ronda con un calice di rosé sorseggiato nel luogo più romantico dell’antico borgo, un percorso sospeso tra mare e stelle, sempre tra luglio e agosto. E tra novembre e gennaio, ecco il ‘castello di Natale’, con itinerari divertenti, come quello con il giullare per la delizia dei presenti, grandi e piccoli, con giochi, dolci, doni, mercatini.
Gradara, come terra di ‘frontiera’ tra Marche ed Emilia, offre tipicità di entrambe le regioni, tra carne e pesce di entrambi i versanti. Tra i primi, ci sono i ‘bigol’, grossi spaghetti fatti a mano e conditi con ragù di carne o funghi porcini. Però, il piatto proprio speciale di qui è costituito dai cosiddetti ‘tagliolini con la bomba’, una ricetta di tradizione contadina, in cui la pasta, originariamente solo farina e acqua (oggi si usa anche l’uovo nell’impasto), è condita con un sugo fatto di cipolla e lardo, o pancetta (dipende), soffritti in poco olio. L’effetto bomba deriva dal fatto che i tagliolini non sono scolati completamente, così l’olio caldissimo versato sopra l’acqua residua, crea un bel po’ di vapore, una bomba, appunto.















Voto complessivo 9