Molto più di un cammino, è un viaggio sia fisico che dell'anima. Ecco perchè è l'esperienza che dovresti fare almeno una volta nella vita
La Via Francigena è uno dei cammini storici più belli e importanti d'Europa: è la mitica strada che attraversa l'Italia e non solo
Camminare per riscoprire se stessi e trovare nuovi orizzonti, un passo alla volta. L’uomo ha sempre attribuito all’atto del cammino un significato profondo che non si limita al semplice quanto naturale movimento del corpo quanto piuttosto ad una metafora della vita interiore più che fisica: si cammina per stare bene con lo spirito, schiarire la mente e i pensieri, rigenerare e purificare l’anima dal caos quotidiano.
‘Trovare la strada giusta’, ‘ritrovare il proprio cammino’, ‘non fare il passo più lungo della gamba’: tanti i modi di dire che ricollegano l’azione più naturale del mondo ad un percorso più mistico e di ricerca interiore. Il ‘camminatore’ è sempre stato il protagonista nella storia dei tempi segnando alcune delle conquiste che hanno cambiato il volto, e le strade, dell’umanità. La Via Francigena è una di queste, uno dei percorsi di pellegrinaggio religioso – e non solo - più famosi al mondo e oggi riscoperta alla stregua del più blasonato Cammino di Santiago.
Così come era possibile arrivare a piedi a Santiago di Compostela in Spagna, allo stesso modo chi voleva fare la stessa cosa per arrivare a Roma poteva farlo percorrendo la Via Francigena – via maestra che partiva da Canterbury per arrivare in Italia - riscoprendo e recuperando le strade principali del Medioevo e dell’Età romana.

Percorrere a piedi la Via Francigena non significa soltanto soddisfare il bisogno profondo del camminare – o cercare la redenzione dai propri peccati – ma anche scoprire il contatto con la natura e il suo silenzio, la storia, l’arte e la bellezza dei paesaggi non godibili dalle strade asfaltate per le quattro ruote. Dalle Alpi a Roma, che sia a piedi o in bici, da soli o in gruppo, che ci si metta un mese, una settimana o soltanto pochi giorni, non importa, perché l’importante è che ognuno segua il suo passo (lento e pesato) e trovi il suo ritmo.
Sono 1800 chilometri dall’Inghilterra a Roma, di cui 1000 attraversano la bellezza dell’Italia in 45 tappe che dalla Valle D’Aosta portano al Lazio, dal passo del Gran San Bernardo alla tomba dell’apostolo Pietro, meta finale del viaggio.
Sulle orme di Sigerico nella storia della Via Francigena
Alla fine del primo millennio, iniziò la consuetudine dei pellegrinaggi che attraversavano l’Europa per arrivare alla tomba di San Pietro a Roma o anche proseguire verso la Terra Santa a Gerusalemme, fu così che nacquero le ‘vie della fede’ organizzate per agevolare e accogliere i pellegrini durante il percorso. La Via Francigena è tra le più conosciute e il nome indicava la strada che ‘dalla Terra dei Franchi’ consentiva ai pellegrini d’oltralpe di arrivare a Roma in preghiera, abitudine consolidatasi durante il Medioevo, quando Carlo Magno portò ad unificare buona parte dell’Italia.

Il pellegrino più famoso fu l’arcivescovo Sigerico che giunse a Roma nel 990 per ricevere la nomina di vescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV: a lui si deve la prima ‘guida viaggi’ sulla via Francigena, un diario in cui racconta il suo cammino descrivendo le soste, con tanto di numerazione e abbondanza di dettagli per renderle riconoscibili, e le ottanta località attraversate. Il ‘diario di Sigerico’ divenne presto quello che oggi definiremmo un successo editoriale con il moltiplicarsi di pellegrini sulla Via Francigena che da lì a poco sarebbe diventata un importante canale commerciale e di comunicazione per l’Europa.
Nel corso del tempo e con la scoperta di nuovi percorsi alternativi, la via perse di unicità cambiando anche nome: divenne via Romea vista la sua destinazione finale. Negli ultimi anni, il tratto della via Francigena italiana – che percorre Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte – è stato fortemente rivalutato rientrando a pieno titolo negli itinerari di vacanze ‘fuori dal comune’ oltre ad essere ‘itinerario culturale del Consiglio d’Europa’ dal 1994.
Se per i primi pellegrini rappresentava un atto di penitenza affidandosi letteralmente ‘nelle mani di Dio’ visti i pericoli a cui andavano incontro, oggi la via Francigena è solo sinonimo di natura, territorio e tradizioni.
Via Francigena, il percorso italiano e le tappe più belle nello Stivale
Dal Gran San Bernardo a Roma, 945 chilometri di storia e bellezza del nostro Paese. Tempo di percorrenza stimato? Con venti chilometri di cammino al giorno si impiega circa un mese e mezzo mentre in bicicletta, pedalando sessanta chilometri al dì, ce la caviamo in quindici giorni. Si comincia dalla Val d’Aosta salendo al Castello di Fenis con le sue torrette da fiaba, si prosegue in Piemonte e nella bassa Lombardia attraversando il paesaggio delle risaie di Vercelli con vista sulle Alpi arrivando a Pavia e al suo ponte Coperto, il più calpestato dai pellegrini che entravano nell’antica capitale dei Longobardi.

Seguendo il fiume Po eccoci in Emilia, il duomo di San Donnino a Fidenza conserva una decorazione che raffigura il corteo dei pellegrini sulla via Francigena, per poi attraversare il Passo della Cisa e toccare la magnifica terra toscana: dalla Garfagnana alle colline senesi sono tante le tappe meraviglia che contraddistinguono questo tratto.
Cena e pernottamento nel convento dei frati francescani di San Miniato Alto (vicino Pisa), i fitti boschi della Val d’Elsa, le torri di San Gimignano e, in fondo ad una fila di cipressi, ecco Pieve di Cellole, spettacolare luogo mistico con il monastero di Bose dove si respira aria di pace e serenità mentre qualche chilometro più avanti c’è il santuario di San Marziale, il santo che compì il primo miracolo della Via Francigena, resuscitando il compagno di viaggio Austricliniano.
Il paesaggio delle colline senesi è tra i più belli del percorso (oltre ad essere patrimonio Unesco), a Siena visitate l’antico ospedale di Santa Maria della Scala, un tempo rifugio dei pellegrino e oggi importante museo. Al confine tra Toscana e Lazio c’è il borgo incontaminato di Centeno visitabile solo ed esclusivamente da chi percorre a piedi questo tratto prima di arrivare nella Tuscia, tra strade sterrate e vigneti che costeggiano il lago di Bolsena: mancano pochi chilometri per raggiungere l’obiettivo, la vista della Basilica di San Pietro saprà rincuorarvi da tutta la fatica del cammino.
Perché avventurarsi sulla Via Francigena? Una piccola analisi costi-benefici
Nel corso del tempo il puro spirito religioso del pellegrinaggio è andato quasi del tutto perso, oggi chi decide di attraversare la Via Francigena – a piedi o in bici – lo fa per vivere un’esperienza alternativa o trascorrere una vacanza al di fuori dai percorsi conosciuti. Ascoltare se stessi, sentirsi liberi, emozionarsi davanti alla natura e respirarla a pieni polmoni: ciò che si conquista è una esperienza che arricchisce l’animo di tutti, senza distinguere tra tipologie di pellegrini.

Ritrovare il proprio ritmo senza imposizioni di sorta perché ognuno deciderà i tempi – che siano pochi giorni o settimane - e i modi per vivere la Via Francigena, l’importante è rinunciare al superfluo e farsi bastare l’essenziale, solo uno zaino e scarpe comode. Per chi avesse tempo ma non altrettanto denaro, è importante ricordare come siano presenti strutture di accoglienza spartane e poco costose e anche dei punti dove è possibile sostare per riposarsi o lavarsi a costo zero: il pellegrino non cerca le comodità del turista tradizionale, la sua missione vacanza non ha a che vedere con l’aspetto materiale.
Secondo una ricerca del Touring Club che ha tracciato l’identikit del pellegrino ‘moderno’ della Via Francigena (per il 65% uomini), oltre a sottolineare come il fenomeno sia in crescita negli ultimi anni, evidenzia nell’interesse culturale la motivazione principale dopo il desiderio di un turismo diverso da quello di massa. Il viaggiatore-pellegrino si organizza per lo più da solo muovendosi a piedi e cerca di spendere poco (il 62% ha un budget sotto ai 500 euro) con un soggiorno medio di circa dieci giorni all’insegna dello ‘slow walking’.
Chi decide di intraprendere il cammino della Via Francigena lo fa per varie ragioni, da chi vuole fuggire dallo stress quotidiano a chi ha bisogno di ritrovare se stesso dopo un brutto periodo, anche magari per conoscere persone. Di sicuro il viaggio principale è dentro se stessi, affrontando i turbamenti e le difficoltà che derivano dal fare i conti con i propri limiti, la fatica, la solitudine e i propri pensieri dai quali, almeno in questo caso, è impossibile scappare. Ma dopotutto, come diceva Nietzsche, ‘i pensieri nati in cammino sono gli unici di cui ci si può fidare’.
