San Miniato, città del tartufo sulla Via Francigena
San Miniato è una "città del cibo" lungo la Via Francigena. Patria del tartufo, questo borgo medievale non ha nulla da invidiare a Montalcino o San Gimignano.
Nelle verdi colline toscane, ma più celato e protetto rispetto ad altre città medievali, si trova San Miniato, una località che conserva la Toscana in provetta. Forse non viene menzionata tra i grandi borghi toscani come le vicine San Gimignano, Montalcino o Volterra, eppure questa antica cittadella medievale non ha nulla da invidiare alle vicine in fatto di bellezze storico-culturali. Qui è molto in voga il turismo legato ai pellegrinaggi sulla Via Francigena, per esperienze a passo lento e a contatto con la natura. Non mancano poi gli escursionisti delle verdi valli dell’Elsa e dell’Egola, dove è possibile organizzare piacevoli passeggiate facendo birdwatching o seguendo sentieri alberati. Ma San Miniato è anche “Città dei Sapori” e “Città Slow”, ha deciso quindi di elogiare uno stile di vita più responsabile, che abbia a cuore le tradizioni e le genuinità del territorio.
Andateci se vi piace: natura, enogastronomia, folklore
Per quanto tempo: due giorni
Il periodo migliore: tutto l'anno

Cosa sapere su San Miniato
Storia di San Miniato
Le origini della città risalgono a tempi molto antichi; resti di un villaggio dell’Età del Bronzo sono stati trovati intorno a Paesante e in altre frazioni attorno al comune. I primi agglomerati urbani risalirebbero però all’epoca Etrusca; mentre a Fontevivo è stata riportata alla luce una necropoli ellenistica.
Durante il I e II secolo avanti Cristo il territorio di San Miniato passò sotto la dominazione romana. All'epoca, lungo il corso dell’Arno fino all'incrocio con la Via Aurelia (che coincide con l’attuale via Tosco Romagnola), sorsero diversi villaggi.
L'attuale borgo di San Miniato iniziò a costituirsi realmente nell’Alto Medioevo, quando, intorno al VIII secolo, i Longobardi vi si stabilirono. Nel 783 gli occupanti fecero erigere sul colle la Chiesa di San Miniato, dalla quale prese il nome la città. La posizione strategica fu causa di numerosi scontri tra le due città rivali, Pisa e Firenze, desiderose di possederla. Nel Duecento l’imperatore Federico II fece fortificare San Miniato, creando il complesso difensivo conosciuto come la Rocca. Sotto la potente famiglia dei Grifoni la città divenne una delle più importanti della Toscana medicea, nonché sede di vicari imperiali. Nel 1612 ottenne il titolo di città e nel 1925 fu assegnata alla provincia di Pisa.
Durante la seconda Guerra Mondiale, San Miniato fu teatro di un sanguinoso evento, la Strage del Duomo di San Miniato. Nel luglio del ’44, i tedeschi riunirono gran parte della popolazione nel Duomo, quando purtroppo un colpo di artiglieria sparato dalle truppe statunitensi squarciò la navata. I morti furono 55, in gran parte donne, vecchi e bambini.
Per cosa è famosa San Miniato
San Miniato è conosciuta come la città del tartufo. L’area intorno a San Miniato è molto famosa per la raccolta del tartufo bianco, un tubero pregiatissimo che attira estimatori da ogni e dove. Il Tuber Magnum Pico viene ricercato e curato dai tartufai da oltre un secolo, tra querce, tigli e salici. E proprio attorno al tartufo si concentra uno degli eventi più amati dai turisti, la Mostra Mercato dei Tartufi. Ma anche i vini e l'olio extravergine di oliva hanno ottenuto il riconoscimento di presidio Slow Food.
Personaggi illustri passati per San Miniato
San Miniato ha avuto nei secoli molti ospiti illustri come Michelangelo. Lo stesso artista scrisse dell’incontro con Papa Clemente VII nel borgo, qui dove il Pontefice gli commissionò niente meno che la pittura della Cappella Sistina. nei secoli successivi Michel de Montaigne raccontò le particolarità della sua visita a San Miniato nell’opera Viaggio in Italia; ma anche Wolfgang Goethe decise di fermarsi in città per visitare la Rocca, il Castello del suo antico compatriota Federico II, e l’Accademia degli Affidati del XVI secolo.
Inoltre, nel liceo locale insegnò il poeta Giosuè Carducci, che qui scrisse le famose Rime. E per chiudere in bellezza, a San Miniato nacquero Francesco Sforza e il pittore Lodovico Cardi detto “il Cigoli”.

Dove si trova San Miniato
Su un collo lungo l'Arno, in provincia di Siena, sorge San Miniato. Il borgo è situato lungo la Via Francigena, il cammino religioso che nel Medioevo collegava l’Europa settentrionale a Roma. San Miniato vanta una posizione strategica, equidistante dalle principali città artistiche, storiche e paesaggistiche di questa regione: Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Volterra, e Siena.
La città di San Miniato presenta un clima temperato mediterraneo, con estati calde e secche, e inverni freddi e umidi. La temperatura media del mese di luglio, il più caldo dell’anno, è di 23 °C. nel mese più freddo, ossia gennaio, la temperatura si aggira attorno ai 6,2 °C.
Come arrivare a San Miniato Pisa
Se vi muovete in auto, prendete l’Autostrada del Sole A1 e uscite al casello Firenze-Signa e immettetevi dopo breve raccordo nella strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. Uscite a San Miniato. Se provenite da Sud, imboccate l’Autostrada A12 e uscite al casello di Collesalvetti. Immettetevi sulla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. Se invece provenite da Nord, uscite al casello di Pisa-centro e immettetevi nella strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. Uscite a San Miniato.
San Miniato è servito da una linea ferroviaria, la linea Firenze-Pisa, quindi è possibile raggiungere il borgo in treno.

Eventi a San Miniato
La Mostra Mercato dei Tartufi è un evento che ha luogo a novembre. Si tratta di un appuntamento imperdibile per gli appassionati del famoso tubero, ma anche per i più curiosi di scoprirlo a tutto tondo, dalla sua storia al suo gusto particolare, passeggiando tra i numerosi stand che offrono assaggi e la possibilità di acquistare esemplari freschi, raccolti da esperti tartufai.
La tradizione del borgo medievale viene rievocata dai suoi abitanti durante una festa che rievoca la tradizionale attività manifatturiera della conciatura delle pelli. Il Palio di Cuoio consiste in una simpatica gara tra squadre di vari quartieri della città che fanno rotolare una botte di circa 80 chili, per omaggiare divertendosi il modo tradizionale con cui veniva lavorata la pelle un tempo.
Ma a San Miniato nascono anche nuove tradizioni, come la Festa dell’Aquilone. Iniziata nel 1968, poco dopo Pasqua questo evento riunisce i sanminiatesi nel parco sottostante la Torre di Federico II, per costruire e poi far volare aquiloni personalizzati e multicolori. Ma il calendario delle iniziative del borgo non finiscono qui.
La storica Festa del teatro, a luglio, intrattiene i suoi spettatori con rappresentazioni coinvolgenti in piazza del Duomo. Mentre la Fiera Maravigliosa Francigena, a settembre, prevede esibizioni musicali di compagnie itineranti, letture in musica e racconti in rima, tutto rigorosamente in tradizionali costumi medievali.
Tra le feste religiose da non perdere vi consigliamo i Fuochi di San Giovanni a giugno, un cammino di decine di piccole “rificolone” portate dagli abitanti fino alla Torre di Federico II, a 192 metri di altitudine; la Festa del Santissimo Crocifisso di San Miniato in estate e infine la Processione della Madonna della Cintola a settembre.
Cosa mangiare a San Miniato
San Miniato vanta una grande tradizione gastronomica e delle primizie che nascono dalla genuinità della terra. Tra i prodotti maggiormente coltivati ci sono i pomodori grinzosi, il carciofo sanminiatese, l’oliva mignola e il tabacco Kentucky utilizzato per la produzione del sigaro toscano, oltre al già citato tartufo bianco.
Tra i piatti tipici di San Miniato non possiamo che citare i vari bolliti di carne e la bistecca alla griglia, per arrivare alla famosa ribollita: la zuppa con pane raffermo, a base di fagioli, cavolo e mentuccia assieme ad altri odori; e ancora la pappa al pomodoro e la panzanella.
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Voto complessivo 8