A Rimini, a spasso per la città artistica
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Introduzione
Oggi ci vogliamo concedere un bel giro al mare, condito da un buon pranzo a base di pesce, quindi partiamo da Cesena e per l'ora di pranzo siamo già sul lungomare di Rimini, vicino al porto.
Descrizione
Andiamo in un ristorante, che a quest’ora è affollato, e deliziamo il nostro palato con antipasti misti caldi e freddi e uno squisito piatto di spaghetti alla chitarra con calamari. Bell’inizio di giornata!
Anche se un po’ appesantiti, dopo pranzo abbiamo voglia di fare una passeggiata e dal mare ci spostiamo nel centro della città, per ammirare i gioielli artistici di Rimini e svagarci fra le vetrine dei negozi.
Passiamo davanti al Tempio Malatestiano, voluto da Sigismondo Malatesta nel 1450, per onorare ed anche lavare le colpe delle sue battaglie e vittorie in guerre sanguinarie. è un edificio maestoso, realizzato su progetto del grande Leon Battista Alberti, uno dei massimi architetti del Rinascimento.
Sulla facciata appaiono evidenti i simboli della Signoria dei Malatesta e nella struttura esterna è forte il richiamo alle opere romane di Rimini: l’Arco di Augusto (facciata) e il Ponte di Tiberio (fiancate).
E' troppo presto e la chiesa è ancora chiusa... proseguiamo per Piazza Tre Martiri.
In centro storico ci sono tante persone.....la bella giornata invita alla passeggiata, è meglio approfittarne, non durerà ancora per molto.
Andiamo in Piazza Cavour nel centro della città e ammiriamo i monumenti che la arricchiscono: Palazzo dell’Arengo, del Duecento, Palazzo del Podestà del Trecento, la Fontana della Pigna, il Teatro, il bel portico del Mercato coperto.
Ma la nostra meta è la Rocca Malatestiana, o Castel Sismondo.
E' una delle poche rocche che ci rimane da visitare in Romagna, ma con nostro dispiacere notiamo che anche oggi è chiusa e non ci resta che ammirarla da fuori, in tutta la sua maestosità.
Torniamo indietro e ci inoltriamo in una stradina stretta che ci conduce fino alla Chiesa di Sant’Agostino, anche questa ricca di testimonianze malatestiane; purtroppo appena entriamo comincia la messa, quindi per rispetto al luogo di culto usciamo, rimandando la visita alla prossima volta.
Nel frattempo, la città si è animata ancora di più.....sono già le quattro e mezza del pomeriggio e ormai la luce comincia a calare. Andiamo di corsa al Tempio Malatestiano, prima che cominci anche lì la messa.
Entriamo, purtroppo la visibilità è molto scarsa....sono già in corso i preparativi della messa.
Girovaghiamo tra le varie cappelle, cercando di capirci qualcosa sulle opere d’arte, anche se senza guida è un po’ difficile. Alla destra dell’altare riconosciamo un affresco di Piero della Francesca, raffigurante Sigismondo Malatesta in preghiera e il castello di Rimini alla sua destra.
Nell’abside c’è un bel crocefisso di scuola giottesca (o forse proprio di Giotto, che soggiornò a Rimini per diverso tempo). In un’altra cappella notiamo delle sculture in bassorilievo, di Agostino di Duccio, altro scultore famoso del Quattrocento, che raffigurano Rimini ed i segni zodiacali.
Questa chiesa ha molti simboli profani mescolati con quelli religiosi: i profeti e le sibille, le stelle e i segni zodiacali, le statue delle virtù e le tombe dei signori malatestiani, i putti allegri e giocosi e gli angeli e tanti simboli che rappresentano i Malatesta: l’elefante, la rosa, il SI che simboleggia il nome di Sigismondo, il profilo del Signore, ecc. è un edificio rinascimentale, non rappresenta solo il culto per Dio e la penitenza, ma anche la potenza e la ricchezza dei Signori del tempo: era ed è un’opera maestosa che doveva rappresentare la città e intimorire i nemici della signoria.
Avviandoci verso l’uscita ci fermiamo nell’ultima cappella a destra. C’è una tomba molto bella, sopraelevata, con tanto di targa in marmo e sfondo stellato. Subito pensiamo che sia la tomba di Sigismondo, anche perché tutto attorno è pieno di simboli malatestiani.
Ma ci sbagliamo, si tratta del monumento funebre dell’ultima sposa, Isotta.
La tomba di Sigismondo è a destra del portone, appena si entra in chiesa. La lapide riporta scritte in latino, che naturalmente capiamo a metà. Il signore morì nel 1468 a soli 51 anni......arrivarci a quell’epoca! è giunta l’ora.......suonano le campane.....la messa è servita.
Usciamo, è buio......finisce per oggi la nostra visita a Rimini.
















