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Sardegna, tra spiagge e cultura  

Community: Diari di viaggio e Racconti Sardegna, tra spiagge e cultura

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Andrea
Scritto da: Andrea
Durata: 7 giorni
Data partenza: dal 7 Giugno 2021 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Andrea e Fabio

Introduzione

Una splendida vacanza esplorando il nord-ovest della Sardegna, godendoci non solo il mare ma anche città, borghi, grotte, piatti tipici ma soprattutto l'ottima accoglienza dei sardi.

Le Tappe del Viaggio

Partiamo in volo da Milano Malpensa e in un'ora e mezza raggiungiamo l'aeroporto di Alghero. Qui recuperiamo un’automobile (prenotata on-line), in quanto è il miglior mezzo per visitare tutti i luoghi da noi scelti per questa vacanza. Anche perché, come ci hanno confermato i sardi nei giorni seguenti, farlo con i mezzi pubblici sarebbe stata un’impresa titanica.

L'aeroporto dista 12 km dalla città quindi in un quarto d'ora arriviamo all'appartamento che abbiamo prenotato.

Dopo aver mollato i bagagli in casa, corriamo a visitare Alghero.

In primis ci dirigiamo all'infopoint in via Cagliari n 2 (dal lunedì al sabato è aperto dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 mentre domenica è chiuso). L’infopoint è un piccolo chiosco accanto ai giardini Manno. La ragazza al suo interno è molto gentile e professionale. Recuperiamo così la cartina della città e alcuni depliant ma soprattutto ci facciamo dare delle informazioni su alcuni luoghi vicino ad Alghero che c’interesserebbe visitare, ovvero le grotte di Nettuno, La Pelosa, i nuraghi di Palmavera  e l'isola Asinara.

Soddisfatti delle informazioni, usciamo per andare alla scoperta della città.

Ci dirigiamo subito verso il centro storico, ovvero la città vecchia. Quindi, dall’infopoint prendiamo via Vittorio Emanuele fino a incrociare via Sassari dove si trova la torre di Porta Terra.  Da qui si dipana il centro storico, il quale è un susseguirsi di piccole viuzze adorabili, negozietti tipici, ristoranti e case storiche. Ci muoviamo a zig zag, in modo da cercare di visitare ogni angolo della città vecchia, così incappiamo (osservandoli solo dall’esterno) nel Museo del Corallo, nel Museo Civico e nella chiesa di San Francesco. Infine raggiungiamo piazza Duomo, dove si trova la cattedrale di Santa Maria, la quale è molto bella sia esternamente che internamente. Dopo le foto di rito andiamo in piazza Civica (piccola ma piena di ristoranti). Da qui raggiungiamo i bastioni (i quali danno sul mare e circondano gran parte della città vecchia) e li costeggiamo tenendo il mare alla nostra destra, in modo da ammirare la torre di Sulis. Per la cronaca: se fossimo andati dalla parte opposta avremmo invece raggiunto il porto.

Dalla torre di Sulis torniamo nella città vecchia per un altro giretto e infine diamo una sbirciatina al porto.

Poi ritorniamo al nostro appartamento a prepararci per la sera. 

Pronti per la serata, andiamo ancora nel centro storico per cenare e devo ammettere che di sera Alghero è ancor più adorabile, con le sue vie illuminate da lampade appese tra i palazzi e le case dalle tonalità tenue.

Di ristoranti ce ne sono tanti e dislocati ovunque, ovvero sia sui bastioni che nella piazza Civica che nelle viuzze. Ovviamente, essendo in pieno centro storico, i prezzi sono leggermente sopra la media (ad esempio, un primo costa minimo 13€).

Dopo cena facciamo qualche giro per la città vecchia, bastioni compresi, e poi torniamo in camera perché domani sarà una lunga giornata.

Per la cronaca: occhio perché il centro storico è zona ZTL. Se siete in automobile, parcheggiate nelle vie limitrofe. Tante sono a pagamento ma a ben cercare ne trovate anche di gratuite. Noi ad esempio abbiamo lasciato l’automobile nei parcheggi gratuiti intorno al parco Tarragona; da qui ci vuole qualche minuto per raggiungere il centro.

 

Dopo aver fatto colazione, in primis prenotiamo on-line per domani la spiaggia La pelosa e per giovedì le grotte di Nettuno. Questo perché alcune attrazioni (di nostro interesse, oltre a queste anche l’isola Asinara) devono essere prenotate obbligatoriamente in anticipo. Comunque tutte le informazioni a riguardo le trovate in fondo al mio diario di viaggio, nel capitolo “Info varie”.

Dopo aver prenotato, saltiamo in auto e partiamo.

La nostra idea è andare nelle spiagge a nord-est di Stintino ma con una capatina a Castelsardo verso sera.

È così che in un'ora e quaranta arriviamo a Costa Paradiso (la quale si trova a una quarantina di minuti a est da Castelsardo).

Scopriamo che questa costa comprende varie cale e spiagge, tra cui la più famosa è Li Cossi.

Per giungere a questa, inseriamo la meta su Google Maps e raggiungiamo la destinazione senza intoppi.

Precisazione: per arrivarci, l’ultimo tratto è una lunga strada asfaltata. Qui, ad un tratto, troviamo un parcheggio, delle case e un supermarket alla nostra destra. Non ci fermiamo qui in quanto la spiaggia è ancora distante. Infatti c’è un parcheggio poco più avanti che dà sul mare.

Qui troviamo un piccolo porto, un chiosco ma soprattutto un sentiero alla nostra sinistra con un corrimano di legno. Prendiamo il sentiero e lo seguiamo per circa cinque minuti. Ed è così che, dopo un sali e scendi per nulla faticoso, giungiamo alla spiaggia. Si presenta piccola, di sabbia bianca e con un’acqua molto chiara. Quindi è incantevole.

Vi restiamo un paio d'ore, poi decidiamo di andare in un'altra spiaggia: Isola Rossa, la quale si trova a venticinque minuti da Li Cossi, in direzione Castelsardo.

L’Isola Rossa è una spiaggia della Costa Rossa. Per raggiungerla dobbiamo attraversare una strada sterrata in salita.

Lasciamo l’auto sul ciglio della strada e ci gettiamo in spiaggia. Questa è decisamente più grande rispetto a Li Cossi ma, secondo me, meno d’impatto. Ciò non toglie che l’acqua è sempre pulita e ci si fanno delle piacevoli nuotate.

Un paio di ore di relax e poi, all’alba delle diciotto, raggiungiamo in auto in una mezz’oretta Castelsardo.

Questo paese lo si riconosce da lontano perché è un adorabile borgo medievale pieno di case colorate collocate sopra un promontorio con tanto di castello in cima.

Lasciamo l’auto nel primo parcheggio libero a valle del promontorio e poi a piedi iniziamo a salire, proseguendo a zigzag tra le case colorate. Durante il nostro zigzagare ci fermiamo a visitare la cattedrale di Sant'Antonio Abate (nulla di che) e la chiesa di Santa Maria delle Grazie (chiusa).

Dopodiché raggiungiamo il castello. Ammiriamo però solo l'esterno perché, onestamente, non c’interessa visitarlo (ma per chi volesse entrarci, è aperto dalle 9.00 alle 22.00 e il biglietto costa 5€).

Dato che ormai si è fatto tardi decidiamo di restare a Castelsardo a cenare in un ristorante. Decisamente una bella scelta perché il paese è ancora più adorabile di sera.

Infine, ormai buio, riprendiamo l’automobile e partiamo.

Finalmente andiamo alla spiaggia più famosa del nord-ovest della Sardegna: La Pelosa.

Per raggiungerla c’impieghiamo circa cinquanta minuti.

Dopo aver passato Stintino c'è una strada che porta alla spiaggia.

Per la cronaca, al di là che ce la indichi anche il navigatore, la riconosciamo in quanto a un certo punto troviamo una strada asfaltata con una lunga fila di parcheggi a pagamento su entrambi i lati e il mare alla nostra destra.

Per quanto riguarda i parcheggi: costano 1,50€ all’ora in settimana e 2€ nei festivi. Possiamo prendere il biglietto da una delle tante macchinette accanto ai parcheggi, pagando in monete o col bancomat, oppure ci possiamo affidare ai ragazzi ausiliari che gironzolano nei dintorni. Sappiate che anche se sforate l’orario deciso al momento del pagamento non dovete preoccuparvi perché quest’ultimo vi lascerà sul mezzo un avviso che vi ricorda di pagare il supplemento per il ritardo.

Noi paghiamo per un paio di ore e poi andiamo all'ingresso della spiaggia, dove c'è una ragazza addetta a controllare la nostra prenotazione. Le mostro la mail ricevuta (ricordate che ho prenotato ieri via web? In “Info varie” vi spiego tutto) dove si trova il QR per l’accesso. Poi lei ci dà un braccialetto a testa che ci consentirà di restare in spiaggia tutto il giorno. Occhio, non provare a entrare di nascosto perché passano continuamente delle guardie a controllare! Potrete anche fare il bagno con il braccialetto, tanto è impermeabile.

Ah, non potete accedere alla spiaggia se non avete una stuoia (oltre all’asciugamano). Se non la comprate prima, arrivati al parcheggio della spiaggia ci sono dei ragazzi che le vendono a 5€ (ma, per la cronaca, le potete trovare ad Alghero o in altri paesini a 3€).

Ultima cosa da ricordare: portatevi dietro cibo e acqua perché non ci sono chioschi, ristoranti o locali sulla spiaggia.

Ed ora torniamo a noi.

Recuperato il braccialetto, andiamo finalmente al mare.

La Pelosa è piccola ma devo ammettere che è veramente uno spettacolo; merita tutte le recensioni positive che le hanno fatto. La sabbia è bianca, l'acqua pulita e poco profonda, il mare ricorda quello delle miglior spiagge maldiviane e la torre sullo sfondo è la ciliegina sulla torta.

Ovviamente le foto fioccano a iosa.

Per quanto mi riguarda, la annovero tra le migliori spiagge che ho visitato in Italia.

Comunque, trascorsa la mattinata qui, prendiamo l'auto e ci dirigiamo verso Stintino (un piccolo paese di mare a pochi minuti da La Pelosa ) per pranzare ma soprattutto per informarci sull'isola Asinara.

Arrivati, parcheggiamo in una via vicino al porto e poi incominciamo a visitare il paese. Stintino in sé non offre granché ma il nostro obiettivo primario è appunto cercare un’agenzia per prenotare l’escursione all’Asinara. Ne troviamo alcune ma essendo tutte chiuse, e non potendo noi restare in questo paese tutto il giorno in attesa dell'apertura, abbiamo deciso di segnarci i loro nomi e numeri di telefono per contattarle eventualmente in un secondo momento.

Infine pranziamo in un ristorante in riva al mare. Qui ne approfittiamo per parlare con il proprietario del ristorante delle escursioni all’Asinara e dell’isola in sé.

Vi spiegherò tutto approfonditamente nella sezione “Info varie” ma per il momento vi basti sapere che valutando quanto fosse macchinoso il tutto (in special modo come arrivarci, come muoversi una volta giunti e i luoghi da visitare) abbiamo concluso che non valeva la pena andarci.

Dopo aver concluso il pranzo, decidiamo di andare alla spiaggia Le Saline, a una quindicina di minuti a nord-est di Stintino.

Se usate il navigatore, sappiate che vi consiglia di attraversare una strada sterrata. Non ascoltatelo. Piuttosto, cercate il cartello stradale “le Saline” in quanto questo vi farà percorrere una strada asfaltata. Noi seguiamo questa indicazione e in pochi minuti siamo alla meta.

La spiaggia è molto lunga e il mare invitante, quindi è d’obbligo fare un bagnetto in tempo zero! Occhio perché neanche in questa spiaggia ci sono chioschi o locali per mangiare e bere.

Un paio d’orette anche qui e poi si torna ad Alghero per cenare e fare una passeggiata serale tra le vie della città vecchia.

 

Stamattina si va alla grotta di Nettuno (prenotata via telefono qualche giorno fa. Ricordate?).

Per arrivarci bisogna scrivere sul navigatore come destinazione “Capo Caccia”, il quale è a una mezz'oretta da Alghero.

Con l’auto, nel tratto finale, incominciamo a salire per una strada asfaltata fino a giungere alla sua fine (dato che è a fondo chiuso). Ci troviamo così in un piccolo parcheggio (ci stanno circa una decina di auto) con la biglietteria e un bar accanto.

Il parcheggio è già pieno, quindi, come fanno tutti, parcheggiamo sul ciglio della strada anche se non siamo molto convinti della decisione in quanto ci sono molti rami secchi che rischiano di graffiare il mezzo ma soprattutto molte rocce franate sul ciglio della strada (speriamo non sia di cattivo auspicio). Ma non abbiamo alternativa perché non ci sono altri parcheggi decenti nella zona.

Anche se abbiamo prenotato la visita delle 11:00, alle 10:20 siamo già davanti alla biglietteria. All’addetta do il nome lasciato due giorni prima durante la prenotazione via telefono e paghiamo i biglietti (14€ a testa).

Occhio perché qui si può pagare solo col bancomat. Se volete pagare in contanti dovete per forza scendere la famosa scalinata di 654 scalini che conduce all’ingresso delle grotta. Qui si trova un’altra biglietteria, la quale invece accetta solo i contanti.

La ragazza ci avvisa di aspettare almeno le 10:30 prima di scendere la scalinata, in quanto

l'ingresso della grotta è piccolo quindi si creerebbe subito un assembramento superfluo.

In attesa di scendere, facciamo qualche foto nel parcheggio con vista mare. Notiamo che alla sinistra della biglietteria c'è un piccolo ingresso che dà sulla famosa scalinata mentre accanto c'è una salita sterrata che porta a un faro (ma la strada è chiusa con un cancello in quanto zona militare).

Aspettiamo l’ora X e poi iniziamo a scendere le scale.

Considerate che ci vogliono una decina di minuti per raggiungere l’ingresso della grotta (se vi fermate a fare le foto ovviamente di più, ma sappiate che anche al ritorno potrete farle, quindi se siete già in ritardo rinviate gli scatti a dopo).

Ovviamente la discesa è facile (la salita un po’ meno, ma nulla di trascendentale o impossibile da compiere. L'importante è che indossiate i tennis, non tanto per la scalinata in sé quanto per visitare la grotta).

Noi, essendo scesi con largo anticipo, facciamo foto a iosa.

Merita anche qualche foto la barca che entra nella grotta. Lo dico anche per introdurre l’argomento “come raggiungere la grotta”, in quanto avete due possibilità: la scalinata oppure farvi portare direttamente da una barca (evitando così la lunga scalinata).

Apro parentesi: abbiamo trovato una barca ormeggiata ad Alghero che offriva questo servizio ma suppongo che lo stesso lo offrano anche altri paesi del nordovest della Sardegna.

A prescindere da ciò che decidiate di fare, sappiate che in entrambi i casi si raggiunge l’ingresso della grotta, dove si trova anche la biglietteria (per chi appunto vuol pagare la visita in contatti). Qui una ragazza controlla che tutti (sia quelli giunti in barca che per via scalini) abbiano il biglietto e poi alle undici in punto si entra.

La visita dura solo una mezz'oretta (in quanto quella visitabile è una piccola parte, ovvero meno di un chilometro, rispetto a quella complessiva, di quattro. Anche perché, tra l’altro, il percorso è “a fondo chiuso”, quindi si arriva in fondo alla grotta ma poi si deve tornare indietro facendo lo stesso tratto. Però all’andata ci s’impiega di più rispetto al ritorno perché c’è una guida che si ferma spesso per spiegare le particolarità di quel luogo).

Personalmente, avendo visto molte grotte nella mia vita, questa non mi ha impressionato molto. Certo, all’interno c’è una grotta molto grande e tutte le zone sono illuminate offrendo un effetto accattivante (lo dimostra il fatto che le foto sono comunque fioccate). Ciò nonostante, ne ho viste di più belle, profonde e valorizzate meglio (ad esempio, in alcune grotte europee avevo visto: giochi di luce artificiale, proiezioni particolari sulle rocce, un mini museo o una rappresentazione con statue e attrezzature degli speleologi che l’avevano esplorata).

Questo per dire che se non avete visto altre (o tante) grotte, sicuramente quella di Nettuno vi piacerà. Ma sappiate anche che se siete degli habitué di tali visite, resterete perplessi (o addirittura delusi) dallo sproporzionato rapporto qualità-prezzo.

Conclusa la visita, risaliamo dalla lunga scalinata e poi torniamo alla nostra auto con l’obiettivo di dedicarci ora al mare e a un meritato bagno ristoratore.

Scegliamo la spiaggia di Mugoni, distante una ventina di minuti dalla grotta.

La spiaggia è lunga e c’è poca gente, quindi la si può apprezzare in santa pace. In più, come tutte le altre visitate fino a ora, ha un’acqua trasparente e dei fondali puliti.

Quindi, promossa!

Per accedervi c'è un grande parcheggio a pagamento che costa 0,50€ ogni mezz'ora. Si prende il biglietto all’ingresso e poi si paga a un chioschetto all’uscita.

Parcheggiamo e poi corriamo in spiaggia. Dopo aver fatto le foto di rito e un paio di bagni rinfrescanti, dato che sono solo le 16:00 decidiamo di visitare un'altra spiaggia: Le Bombarde.

Anche qui il parcheggio è a pagamento e costa sempre 0,50€ ogni mezz’ora (ma qui bisogna pagare in anticipo, quindi bisogna decidere subito quanto tempo si vuol stare sulla spiaggia). Su internet c’è chi dice che ci siano dei parcheggi gratuiti ma noi non li abbiamo trovati. Boh.

Anche qui il mare è bello e la spiaggia ampia (c’è anche la possibilità di prendere ombrellone e sdraio. A pagamento ovviamente).

Un paio di ore di relax e poi si torna ad Alghero per far serata.

Nuova giornata e nuovi giri.

Innanzitutto decidiamo di visitare Sassari, distante una quarantina di minuti da Alghero.

Lasciamo l'auto in un parcheggio gratuito vicino al mercato civico Piazza Mercato (in quanto è abbastanza vicino al centro). A piedi e in pochi minuti raggiungiamo l’infopoint, il quale si trova in via Sebastiano Satta n.13.

La ragazza dell’infopoint ci fornisce la cartina della città e ci spiega i luoghi più interessanti da visitare.

Di nuovo in strada, partiamo subito all’esplorazione: percorriamo via al Duomo fino ad arrivare in piazza Duomo, dove si trova la cattedrale di San Nicola e la chiesa di San Giacomo. Entriamo nella cattedrale e devo ammettere che è molto carina, specialmente perché all'interno si trovano delle ricostruzioni in miniatura di fari, ovviamente a sfondo religioso. Usciti, andiamo verso sud per poche centinaia di metri fino a raggiungere i giardini pubblici. Questi vengono separati da viale Italia, il quale conduce all'emiciclo Garibaldi (niente di che) e in via Brigata Sassari (piena di negozi). Mentre la percorriamo facciamo una piccola deviazione a ovest per visitare la piazza Università, dove si trova appunto l’università. Poi riprendiamo via Brigate Sassari fino a piazza del Rosario e, andando oltre, incrociamo via Luigi Luzzati. Qui si trovano: a sinistra piazza Azuni e a destra piazza Castello (con il museo storico della Brigata Sassari. L’ingresso è libero, ci sono visite guidate alle 9:00 e alle 11:00 ed è aperto lunedì, mercoledì e venerdì. Sfortunatamente noi siamo arrivati troppo tardi per la visita). Da piazza Castello, spostandoci di qualche passo a est, raggiungiamo piazza d’Italia, la quale è piccola ma decisamente carina. Da qui percorriamo viale Umberto I° fino a tornare alla nostra auto ma, prima di salirvi, cerchiamo la fontana di Rosello, a pochi passi da piazza Mercato. Sfortunatamente l'accesso è chiuso e la possiamo vedere solo da lontano.

Tirando le somme: Sassari è carina come città. Certo, non adorabile quanto Castelsardo (o, scopriremo successivamente, Bosa) né caratteristica come Alghero, ma diciamo che merita comunque un giretto di un paio di ore.

Essendoci delle spiagge a nord di Sassari (a Porto Torres, tra Stintino e Castelsardo), decidiamo di andare alla scoperta di almeno un paio. La scelta cade su quella di Balai, di Platamona e di Scoglio Lungo. Optiamo per visitare la prima. Da Sassari dista una ventina di minuti ed è proprio a Porto Torres.

Entrati in paese, costeggiamo il mare tenendolo alla nostra sinistra. Arriviamo così a una rotonda con tanti parcheggi gratuiti. La spiaggia è a pochi passi.

Questa è piccola, con la sabbia e alcuni scogli a racchiuderla ai lati. Anche qui il paesaggio circostante è bello e il mare stupendo. L'entrata è gratuita ma occhio perché non ci sono bar e locali (dovrete quindi cercare in paese dove rifocillarvi). Rispetto alle altre spiagge però la troviamo decisamente affollata ma comunque sempre vivibilissima.

Ci restiamo le nostre canoniche due ore e poi ripartiamo in direzione spiaggia di Platamona, distante quindici minuti da qui.

Sempre col navigatore, nostro immancabile compagno di viaggio, la raggiungiamo.

Qui si trova un parcheggio gratuito.

La spiaggia è decisamente più grande e lunga della precedente, con chioschetti e soprattutto poca gente.

Volendo fare paragoni, la spiaggia di Balai è più bella (merito dell'acqua limpida e degli scogli) mentre Platamona è più la classica spiaggia lunga (ma sempre con un mare invitante).

Sul far del tramonto risaliamo in auto e torniamo ad Alghero, dove ci aspetta un aperitivo sui bastioni (consigliatissimo farlo al tramonto. Un must in questa città), una cena abbondante e infine giretto in centro.

 

Oggi si va a sud di Alghero per visitare Bosa e un paio di spiagge limitrofe.

In una cinquantina di minuti arriviamo a questo incantevole borgo famoso per le sue case colorate e il castello che domina la città.

Giunti, scopriamo che il paese è tagliato in due dal fiume Temo: da una parte ci sono le case colorate e il castello che dominano dal promontorio mentre a destra c'è il “borgo nuovo” dipanato su una superficie pianeggiante. Il fiume possiede due ponti: quello vecchio e quello pedonale.

Noi attraversiamo quest’ultimo in auto e parcheggiamo accanto al campo di calcio in via Sassari.

A piedi attraversiamo il ponte pedonare e c’immettiamo nel borgo, raggiungendo in primis piazza Duomo dove c'è la cattedrale dell’Immacolata Concezione (internamente carina). Dopodiché percorriamo tutto Corso Vittorio Emanuele  dove si trova la maggior concentrazione di locali, bar e negozi. Ma soprattutto c'è un infopoint. Recuperiamo al suo interno la cartina della città e c’informiamo sulle spiagge più interessanti nei dintorni (per la cronaca, sulla cartina ci sono già una decina di spiagge e cale da scegliere, con tanto di foto). La ragazza dell’infopoint ci consiglia Cane Malu (la quale è famosa in quanto presenta una piscina naturale circondata da scogli bianchi. Su internet qualcuno dichiara che il luogo gli ricorda un paesaggio lunare) e Compoltitu.

Soddisfatti dei consigli, torniamo in strada e iniziamo a zigzagare tra le viuzze di Bosa in modo da ammirare le belle case colorate (fioccano le foto in quanto sono adorabili). Ma al tempo stesso puntiamo a raggiungere il castello.

Infatti pochi minuti dopo arriviamo a destinazione.

L'ingresso al castello costa 5,50€. All’interno si trovano la cappella Palatina e la chiesa di San Pietro. Onestamente, vedendo le foto su internet, non ci sembra che valga la pena visitarlo quindi torniamo giù, fino a Corso Vittorio Emanuele, dove ci fermiamo a pranzare in un baretto.

Finito il pranzo siamo pronti per andare a Cala Manu. 

Per giungervi ci sono due alternative: o si va a piedi (ma fate conto che sono più di due chilometri) o in auto.

Optiamo per la seconda.

Il navigatore ci conduce fino a una strada sterrata a fondo chiuso. Qui parcheggiamo al lato della strada, anche se dobbiamo stare attenti alle innumerevoli buche disseminate ovunque.

Per raggiungere la Cala non ci sono indicazioni in quanto è semplice arrivarci: ci basta costeggiare il mare (tenendolo alla nostra sinistra) e dopo qualche minuto ci troviamo davanti a questa “piscina” naturale circondata da rocce bianche.

Consiglio: vi conviene andarci con le scarpe da tennis perché si cammina tra le rocce, quindi con le infradito potrebbe essere leggermente pericoloso.

La Cala è splendida e devo ammettere che merita sicuramente una visita.

Qui ci vuole subito una nuotata.

Come detto prima, la “piscina” è circondata da rocce e non c'è un vero e proprio punto (creato dall’uomo o dalla natura) in cui si può entrare comodamente, quindi dovrete tuffarvi. Tranquilli, le rocce arrivano a pelo dell'acqua. Al massimo l'unico problema sarà risalire, in quanto le rocce sono ricoperte di alghe, quindi si scivola. Ma anche in questo caso, se ce l’ho fatta io, e dei ragazzini lì presenti, ci riuscirete anche voi.

Tra l’altro, la “piscina” è abbastanza profonda quindi ci si può anche tuffare senza problemi.

Infine, dato che la “piscina” è aperta da una parte, si può andare fino all’altra sponda ma o lo fate a nuoto oppure c’è un sentiero sopraelevato tra le rocce (credo che lo si prenda dove si parcheggia l’auto, dato che qui c’è una biforcazione. Noi avevamo preso la strada a sinistra ma secondo me l’altra, essendo in salita, dovrebbe condurre appunto dall’altra parte).

Per la cronaca, l'acqua non è per nulla limpida (infatti si vede a malapena il fondale) ma ciò non toglie che nuotare circondato da queste rocce bianche compensa il tutto, offrendo quell’originalità che le altre spiagge non possiedono.

Passiamo un paio di ore a nuotare e infine decidiamo di andare alla spiaggia di Compoltitu, la quale dista dieci minuti da Bosa.

Il navigatore ci conduce fino a una strada provinciale dove si trovano dei parcheggi su entrambi i lati. Dal parcheggio che dà sul mare si trova un cartello che annuncia di essere giunti alla spiaggia di Compoltitu. Accanto c’è un sentiero stretto e sterrato circondato da piante. Ci viene il dubbio di aver sbagliato strada, dato che ci aspettavamo almeno un sentiero contrassegnato meglio. Invece ci dà l’impressione di essere semplicemente un piccolo ruscello in secca. Ma seguiamo l’istinto e scendiamo.

Io affronto la discesa in infradito. Nulla di trascendentale ma forse con i tennis sarebbe stato meglio, dato che si cammina su un sentiero roccioso e c’è il rischio di farsi male.

Dopo qualche minuto di camminata circondati da piante incolte raggiungiamo la spiaggia, la quale appare ai nostri occhi molto piccola ma adorabile. Sappiate però che, in quanto minuscola, fa presto a riempirsi di gente.

Sul far del tramonto, torniamo ad Alghero per festeggiare l'ultima cena di questa splendida vacanza.

Non c'è molto da dire su questa giornata, dato che abbiamo l'aereo alle 13:00.

Riusciamo giusto a fare i bagagli, a gustarci una bella colazione e a fare un piccolo giro per acquistare due cose volanti. Poi partiamo e in quindici minuti siamo in aeroporto. Dopo aver riconsegnato l’auto, attendiamo il nostro aereo.

Ne approfittiamo per fare un giro nel terminal ma è talmente piccolo che si gira in pochi minuti: possiede giusto un bar e qualche negozietto di souvenir.

Vorrei concludere questo diario di viaggio con una considerazione: questa settimana ci siamo accorti di quanto i sardi (dai negozianti ai ristoratori, dalla proprietaria dell'appartamento a tutti coloro che con cui abbiamo interagito) fossero persone gentili, disponibili e alla mano. Questo è un enorme un valore aggiunto a questa bella regione che spinge il turista non solo a passare una settimana di ferie qui ma anche e soprattutto a tornarci.

 

Info varie

- Pianificazione del viaggio: considerate che la Sardegna è enorme, quindi l'idea di fare in una settimana tanti posti dislocati a centinaia di chilometri l’uno dall'altro è improponibile, specialmente se si è al nord e si vuol raggiungere il sud. Ma, anche circoscrivendo le visite al solo nord, certe zone sono a svariate ore di distanza. Ad esempio, da Alghero si raggiunge la Costa Smeralda in tre ore mentre per arrivare a Nuoro o a Oristano ce ne vogliono due.

Per quanto mi riguarda, non trovo valga la pena stare in ballo, tra andata e ritorno, quattro o sei ore per visitare un posto. Però sono scelte.

Quindi abbiamo deciso di dividere la Sardegna in “zone” e di valutare quale ci convinceva di più. Avendo una sola settimana di ferie, abbiamo ridotto la scelta alla parte nordovest e nordest (dove si trovano Olbia, Orosei, La Maddalena e Costa Smeralda). Però noi, avendo già visitato anni addietro separatamente quest’ultima, abbiamo optato per la parte nordovest.

Poi abbiamo scelto Alghero come campo base in quanto è la città più grossa tra quelle della zona ma al tempo stesso bella quanto basta per passarci la giornata (ma soprattutto le serate). In più, è veloce da raggiungere dall'aeroporto (dato che è a quindici minuti di strada) ed è equidistante dagli altri paesi di nostro interesse (Bosa, Stintino, Porto Torres e Castelsardo).

Dopodiché, volendo fare una vacanza a base non solo di spiagge ma anche di cultura, abbiamo pianificato ogni nostra giornata in modo tale da visitare almeno un paese/attrazione turistica e due spiagge limitrofe a quel luogo, in modo da ottimizzare non solo gli spostamenti ma anche il tempo a nostra disposizione.

 

- Spiagge: la Sardegna è disseminata di spiagge. Anche solo starci una settimana vuol dire venire a contatto con tante spiagge e cale belle se non addirittura splendide.

Ciò non toglie che bisogna comunque fare una cernita (ma vi assicuro che ogni paese/borgo ha intorno a sé molte spiagge e cale, spesso incontaminate). Per farvi un esempio, nei dintorni di Alghero si trovano: la spiaggia del Lazzaretto, di Punta Negra, Cala Dragunara, di Porto Ferro, di Maria Pia, Lido di San Giovanni, Lido Novelli, De La Speranza e l’Argentiera.

Ovviamente l'infopoint del paese in cui andrete (quindi anche quello di Castelsardo e di Bosa) vi fornirà utili informazioni a riguardo.

 

- Spiagge visitare: partiamo dal presupposto che le abbiamo trovate tutte belle, specialmente per l’acqua trasparente, i fondali puliti e la natura incontaminata che le circondava. Quindi è difficile fare una classifica.

Anche perché bisognerebbe fare una distinzione tra cale piccole e spiagge lunghe, con i servizi (bar o con noleggio ombrelloni e sdraie) e sprovviste, a pagamento e gratuite.

Non mi butto in una tale classificazione ma posso però dire quelle che a me sono rimaste più impresse (a causa della loro peculiarità). Sto parlando di: La Pelosa (perché è splendida, senza ombra di dubbio) e Cane Malu (essendo una piscina naturale circondata da rocce bianche).

Per quanto riguarda le altre, le consiglierei tutte perché offrono le stesse caratteristiche di base: bel mare, luogo tranquillo, sabbia fine e acqua calda e trasparente.

Diciamo però che le cale sono più a rischio sovraffollamento in quanto molto piccole ma sicuramente più d’impatto rispetto alla classica spiaggia lunga disseminata di locali e aree di balneazione private (ma le prime, di contro, non possiedono questi confort). E, parlando sempre di confort, un aspetto importante da considerare è se la spiaggia possiede chioschetti/bar/ristoranti. In caso contrario dovrete portarvi cibo e bevande da casa (nel diario di viaggio qui sopra vi ho elencato comunque per ogni spiaggia se sono provvisti o meno di servizi). Altrimenti rischiate di passare ore sotto il sole cocente senza mangiare o bere qualcosa.

 

-Prenotazioni: come detto in precedenza, per poter visitare alcuni luoghi bisogna prenotarli almeno il giorno prima.

Noi ne abbiamo prenotati due.

La grotta di Nettuno. L'ingresso costa 14€ e si trova in località Capo Caccia, sulla strada provinciale 55, ed è aperta da lunedì a venerdì dalle 10:00 alle 15:00 mentre sabato e domenica dalle 10:00 alle 16:00. Bisogna prenotare chiamando la biglietteria della grotta al numero 079946540 fornendo il proprio nominativo ma soprattutto l'orario in cui la si vuole visitare. Occhio perché essendo a numero chiuso prima chiamate e meglio è!

La spiaggia La Pelosa. Bisogna pagare 3,50€ attraverso il sito www.lapelosastintino.com. Una volta iscritti (e pagato on-line) vi manderanno una mail con un QR da mostrare all'ingresso della spiaggia. Senza questo non potrete accedervi.

Fatelo qualche giorno prima, specialmente se è alta stagione, altrimenti rischiereste di non trovare più posti disponibili e perdereste l’occasione di ammirare una delle spiagge più belle della Sardegna.

Se avete dei dubbi su come muovervi, potete appoggiarvi ad esempio all'infopoint di Alghero, il quale vi fornirà tutte le informazioni sui luoghi da prenotare in anticipo (non solo su quelli sopracitati ma anche su monumenti, chiese, musei, ecc).

 

-Isola Asinara: è un discorso lungo, quindi merita un “post” tutto suo.

Innanzitutto, l'isola è stata una prigione dalla prima guerra mondiale al 1997 e presenta varie attrazioni: l'antica prigione, il palazzo reale, il castello, l'ex colonia penale, il centro recupero tartarughe marine (situato vicino a Cala Reale) e i famosi asini bianchi.

Per  visitarla dovete per forza raggiungerla via mare. Le barche partono solo da Stintino e da Porto Torres. Il viaggio dura trenta minuti e c'è solo una nave al giorno che conduce all’isola (alle 9:00) e una che riporta indietro (alle 17:00).

Noi siamo stati a Stintino per informarci ma, come detto in precedenza, abbiamo trovato tutte le agenzie chiuse. Vi riporto comunque quelle da noi trovate con annessi orari di apertura: agenzia La Nassa (9:00-13:00 e 16:30-19:30), Linea del parco (9:00-13:00 17:00-20:00 ma hanno anche un sito: www. lineadelparco.it) e Consorzio Turistico Stintino (8:45-12:00 e 17:30-21:00).

Come vedete, se andate all’ora di pranzo rischiate di trovarle chiuse e di dover aspettare fino alle 16:30 o addirittura oltre per potervi informare. Ma potrete contattarle anche via telefono (anche se trovo sia un’alternativa scomoda; sarebbe quantomeno una conversazione lunga, dato che offrono tanti servizi e alternative).

Oltre a come raggiungere l’isola, c’è un’altra cosa da valutare: come muoversi una volta giuntivi. O lo si fa a piedi (scelta sconsigliata in quanto l'isola è grande quindi non riuscireste a vedere tutti i luoghi d’interesse) o appoggiandovi appunto alle agenzie sopraccitate e ai loro tour. Vi offriranno un tour in jeep o in un mini treno. A prescindere da ciò che sceglierete, passerete tutta la giornata sull’isola a visitare tutte le attrazioni.

Ma veniamo ai prezzi dei tour. Ad esempio, dal sito www.lineadelparco.it si evince che:  l'escursione jeep+barca costa dalle 55€ alle 65€ a persona (a seconda della stagione) mentre trenino+nave dalle 35€ a salire. Invece dal sito www.escursioniasinara.it scopriamo che: barca+jeep e barca+trenino hanno lo stesso prezzo di lineadelparco. Su questo sito si può acquistare anche solo il biglietto della barca (dai 20€ in su) o il noleggio della bici sull'isola (dai 15€ a salire).

Un’altra alternativa al tour con la jeep o il trenino è appunto noleggiare una bicicletta e andare per proprio conto. La potete prendere a Stintino e portarla in barca oppure noleggiarla direttamente sull'isola (in entrambi i casi c’è il rischio di non riuscire a trovarla se si aspetta l’ultimo minuto per noleggiarla, quindi anch’essa è meglio prenotarla qualche giorno prima). C'è stato detto però che girare in bici è faticoso in quanto ci sono molte salite e comunque si è sempre sotto il sole cocente.

Chiuso il discorso mezzi, parliamo di altre cose che potrebbero tornarvi utile sapere.

Per il cibo e le bevande consigliano di portare dietro tutto il necessario in quanto c'è solo un ristorante sull’isola.

L'unico centro abitato è a Cala d'oliva.

Sull'isola non sono ammesse automobili quindi non potrete andare con la vostra.

La maggior parte delle spiagge sono aree protette, quindi non si può fare il bagno.

Per quanto ci riguarda, dopo aver preso atto di tutto ciò che vi ho riportato qui sopra, abbiamo valutato quanto potesse interessarci quello che c'era sull'isola rapportato a tutto l’iter per ottenerlo. Dato che vogliamo una vacanza per lo più a contatto con l'acqua ma soprattutto non desideriamo investire un’intera giornata su una jeep o un trenino per visitare cose che tendenzialmente non c’interessano, abbiamo deciso infine di evitare questa escursione e di dedicarci ad altro.

Se invece voi foste interessati, vi consiglio di andare a Stintino di mattina e informarvi subito sull’escursione all’isola, prenotarla seduta stante (per i giorni successivi) e poi dedicare il resto della giornata alle cale limitrofe al paesino. Così unirete l’utile al dilettevole.

 

-Luoghi da noi persi: oltre alle spiagge sopraccitate, causa poco tempo a disposizione o stanchezza, ci siamo persi alcuni posti che potevano essere interessanti (o almeno, così dicevano certi siti su internet). Tra tutti, ci tengo a riportarvi: il nuraghe di Palmavera (vicino ad Alghero. Costa 5€ l’ingresso e vi si può accedere da lunedì a domenica, dalle 10 alle 18), quello di Nurvi (vicino a Sassari) e la famosa roccia a forma di elefante a pochi chilometri da Castelsardo.

 

-Cibo: la Sardegna offre dei piatti tipici (e non solo).

Ne cito alcuni (anche se molti non sono riuscito a provarli): il pane carasau, i malloreddus (gnocchi di grano duro fatti a volte con zafferano) e i culurgiones (ravioli con formaggio sardo fresco o ricotta. Li abbiamo mangiati ben due volte e devo ammettere che sono molto buoni). 

Come dolci ci sono i sospiri di Ozieri (con pasta di mandorle) e il seadas (dolce con formaggio fresco. L’abbiamo provato ed è molto buono. Ad Alghero li facevano addirittura da casporto).

Come vino c’è il Vernaccia, il Vermentino di Gallura (provato: molto buono) e il Cannonau.

 

-Ristoranti. Come  ho detto in precedenza, è risaputo che mangiare nei locali nel centro storico di una città comporta spendere di più che in periferia (e il prezzo non sempre è sinonimo di qualità. Anzi…). Ciò non toglie che in questa settimana abbiamo trovato alcuni posti interessanti.

Ad Alghero, poco fuori dal centro, si trova la pizzeria Max.Zero in via XX Settembre n 21. Ci siamo stati più volte in quanto non solo la pizza era squisita (vi consiglio di provare anche la pizza fritta; decisamente particolare ma buonissima) ma anche i cibi sardi fatti in casa (abbiamo provato i culurgiones e il seadas, i quali rispetto a quelli da noi mangiati in un ristorante della città vecchia erano nettamente migliori). Senza contare che i prezzi sono ottimi e i proprietari sono delle persone squisite.

Ad Alghero vi consigliamo anche di provare il bar-focacceria Milese, in via Giuseppe Garibaldi n.11, dove fanno delle focacce molto buone a prezzi abbordabili.

Invece, se capitate a Sassari, andate ai “100 montaditos” in Piazza Italia n.10. È una famosa catena di ristoranti spagnoli dove servono dei piccoli panini a prezzi irrisori (da 1€ in su) nonché bevande tipiche spagnole (in primis la sangria). È quindi un locale dove puoi mangiare qualcosa d’insolito a prezzi contenuti.

 

-Mezzi di trasporto: come vi dicevo, l’automobile è il mezzo più pratico e comodo per girare la Sardegna. Noi abbiamo noleggiato l’auto via web scegliendo la compagnia Budget (comoda anche perché è presente nell’aeroporto di Alghero). L’auto consegnataci aveva 500km, era praticamente nuova e il prezzo era tra quelli più economici in circolazione. Direi che è stato un affare!

 

-Navigatore: avevamo sia il navigatore dell’automobile che quello del cellulare (google maps). Per quanto riguardava il raggiungere spiagge e cale, per fortuna avevamo quest’ultimo, dato che quello dell’automobile si è dimostrato impreciso o addirittura inutile in certe occasioni (magari poi sbagliavamo noi qualcosa nell’inserire il punto d’interesse. Non so, ma nel dubbio tenete sempre a portata di mano Google Maps).

 

-Covid: non so se quando ci andrete voi ci sanno ancora queste regole ma ve le riporto per conoscenza. Per andare in Sardegna ho dovuto fare un tampone rapido e compilare un modulo seguendo le indicazioni riportate sul sito Nuovo Coronavirus - Cosa c'è da sapere - Regione Autonoma della Sardegna. Da qui si viene indirizzati su un’altra pagina dove si trova il modulo da compilare e da mostrare una volta atterrati in Sardegna.

Per la cronaca: a noi non hanno chiesto questi documenti né al checkin né all’arrivo. Però, se fossi in voi, non rischierei di andare in Sardegna sprovvisti di tali attestati. Non si sa mai…

 

-Affluenza: due considerazioni sull’affollamento di città e spiagge. Noi abbiamo scelto apposta la seconda settimana di giugno per evitare ressa, sovraffollamento e code chilometriche in strada o nei luoghi d’interesse. E ci abbiamo visto giusto.

A parte ad Alghero e Sassari (dove ovviamente, essendo delle città, c’è traffico, soprattutto durante il giorno), abbiamo sempre trovato poche auto in giro. Idem per quanto riguardava le persone: c’erano sì turisti (anche stranieri) ma in quantità limitata. Ciò ci ha permesso di visitare certi luoghi (soprattutto le spiagge più famose) senza essere ammassati gli uni agli altri. Per esempio, La Pelosa (così famosa da essere affollata fin dalle prime ore del mattino) l’abbiamo trovata mezza vuota (pur essendoci andati a mattinata inoltrata).

Tutto questo per dire che a giugno potrete godervi veramente una vacanza rilassante.

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