La Romagna, alla ricerca delle città e dei borghi più belli
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Introduzione
Le Tappe del Viaggio
In questo nuovo viaggio il nostro obiettivo è visitare le città più belle e interessanti della parte est dell’Emilia Romagna, tenendo come campo base per alcuni giorni Cesena e altri Ferrara, in modo da avere spostamenti più brevi per vedere i luoghi di nostro interesse.
Quindi questa mattina partiamo dalla nostra città (vicino a Milano) per raggiungere Cesena. Però, per spezzare il viaggio, decidiamo prima di fermarci a Parma, in quanto ce ne hanno parlato bene.
Dopo aver parcheggiato (a pagamento) in via John Fitzgerald Kennedy decidiamo di visitare il parco Ducale (proprio accanto alla via), il quale è grande, tranquillo e presenta un laghetto e delle statue ma soprattutto il palazzo Ducale (carino) a nordest.
Usciti dal parco, e proseguendo verso est, passiamo sopra al ponte Verdi. Poi prendiamo viale P. Toschi in modo tale che in pochi passi giungiamo al palazzo della Pilotta (lo vediamo sulla destra), il quale è circondato da altri edifici: il teatro Farnese, il museo Bodoni, la galleria Nazionale, il museo Archeologico, la biblioteca Palatina, il monumento a Giuseppe Verdi e il piazzale della pace con il monumento al Partigiano. L’insieme è molto carino e da fotografare. Da qui prendiamo strada Giuseppe Garibaldi arrivando fino alla chiesa Madonna della Steccata. Poi, a qualche passo più a sud, giungiamo a piazza Garibaldi, dove si trova l’infopoint. Successivamente percorriamo a est un pezzo di strada della Repubblica (piena di negozi) e poi andiamo verso nord fino a raggiungere piazza Duomo, dove si trova appunto il Duomo di Santa Maria Assunta, il quale internamente è d’impatto. Infatti fioccano le foto. È aperto dalle 8.00 alle 19.00.
Pochi passi a sud della piazza c’è il Battistero (ovvero un edificio ottagonale di marmo rosa, meritevole anch’esso di una foto), visitabile dalle 10.00 alle 18.00 e costa 12€ (ma è compresa la visita anche al museo diocesano).
Della città ci sarebbero altre cose da ammirare: le svariate chiese presenti in centro, il museo dei burattini, il parco Cittadella, il teatro Regio, strada Mazzini (per chi vuole fare shopping) e il ponte di Mezzo. Ma il tempo è tiranno quindi dobbiamo ripartire per raggiungere Cesena.
È così che in un paio di ore raggiungiamo il nostro primo campo base.
Alloggiando in via Guglielmo Oberdan, lasciamo l’auto in uno dei parcheggi gratuiti nelle vie limitrofe. Poi prendiamo possesso della camera e, dopo esserci riposati, sul far della sera andiamo in centro.
Da dove siamo alloggiati, prendiamo corso Cavour e corso G. Gozzi. Ci “perdiamo” infine tra le viuzze del centro fino a giungere in piazza del Popolo (per la cronaca, da dove abbiamo parcheggiato noi ci abbiamo messo una ventina di minuti per arrivarci). Essendo già sera, ammiriamo la piazza (ma soprattutto la Rocca Malatestiana) illuminata dalle stelle e dalle luci artificiali. È decisamente un bel vedere, al punto che fioccano le foto. Poi facciamo un giro nelle vie limitrofe fino a trovare un ristorante di nostro gradimento. Dopo cena ci spostiamo di nuovo in piazza del Popolo per bere qualcosa in uno dei bar ivi presenti. Restiamo un’oretta a goderci l’atmosfera e il viavai di persone. Poi torniamo al nostro appartamento per il meritato riposo.
In primis al mattino, dopo colazione, decidiamo di andare a visitare Pennabilli, ovvero un borgo consigliato da più parti in quanto, oltre al paese in sé, si trovano un paio di monumenti buddhisti e delle meridiane dislocate ovunque.
Dopo aver trascorso un'oretta buona in auto attraversando le colline, giungiamo a destinazione.
Parcheggiamo in viale Bistolli, vicino a piazza Montefeltro, in quanto i parcheggi sono gratuiti. Da qui prendiamo via al Prato che ci conduce in pochi minuti al centro del paese, ovvero in piazza Vittorio Emanuele II. Foto di rito e poi entriamo nella cattedrale presente in un angolo della piazza. Carina.
Dopodiché ci spostiamo nella piazza accanto, ovvero piazza Garibaldi, dove si trova l'infopoint. Qui recuperiamo una cartina del paese ma soprattutto ci facciamo dare due dritte sul percorso da seguire per ammirare le bellezze del posto.
Ecco perché da piazza Vittorio Emanuele II prendiamo via C. Carboni (dove si trovano due meridiane sui muri) fino a raggiungere Porta Carboni. Ci passiamo sotto in modo da traovarrci in Piazza Mastini dove c'è un'altra meridiana e il teatro Vittoria. Poi percorriamo via Olivieri e prendiamo la strada parallela dove si trova la chiesetta dei Caduti. La chiesa è piccola e non si può visitare ma attraverso la grata s’intravede “l’angelo coi baffi”, ovvero un quadro decisamente curioso. Da qui torniamo sui nostri passi fino a raggiungere la porta Malatesta. Però, invece di attraversarla, prendiamo la strada a sinistra e saliamo per qualche minuto fino ad arrivare al Chorten di Orazio, un monumento tibetano. Sia il monumento in sé che la vista delle colline meritano più di una foto.
Da qui proseguiamo in salita per pochi passi fino a giungere alla campana di Lhasa (il panorama collinare è sempre spettacolare). Poi torniamo in piazza Malatesta e attraversiamo l’omonima porta, la quale ci conduce fino al Santuario dei pensieri (è un piccolo prato con delle statue curiose). Foto e poi andiamo fino alla chiesa della Misericordia. Non per altro, ma da qui possiamo girare intorno alla collina della campana di Lhasa (percorrendo tutta via Tonino Guerra) fino a che non ci troviamo di nuovo in piazza Vittorio Emanuele II.
Da qui volendo potremmo anche andare alla rocca dei Billi (per giungervi basta prendere via Roma fino a via Marconi. Qui si trova un sentiero in salita che conduce in cima) ma dato che per uno di noi è un percorso troppo impervio, rinunciamo. Così optiamo per andare a visitare San Leo.
In una mezz'oretta da Pennabilli, e attraverso molti saliscendi tra le colline, raggiungiamo questo famoso paese arroccato. Attraversiamo le sue mura in modo da lasciare l’auto in uno dei parcheggi a pagamento. Poi saliamo a piedi fino alla piazza, dove si trova il duomo (carino esternamente. Peccato che a quest’ora sia chiuso).
Foto di rito e poi pranziamo in uno dei bar presenti nella piazzetta. Successivamente decidiamo di andare al forte, quindi prendiamo sempre in piazza la navetta (costa 1€ solo andata e 2€ A/R, passa ogni inizio ora e in un paio di minuti si arriva a destinazione).
Il forte è sopraelevato rispetto a San Leo, quindi da quassù si può ammirare il bel paesaggio circostante. L’ingresso costa 9€ (ridotto 7€). Dato che non c’interessa visitare il forte, facciamo qualche foto di rito al paesaggio e poi a piedi torniamo giù attraverso una strada sterrata, la quale riconduce in piazza. Da qui recuperiamo l’automobile e in un'oretta siamo a Cesena.
Facciamo un veloce riposino pomeridiano e poi decidiamo di andare a visitare la città in pieno giorno.
Percorriamo le stesse strade della sera prima, quindi raggiungiamo corso Mazzini e da lì arriviamo a piazza della Libertà e alla Rocca Malatestiana. Ovviamente fioccano altre foto. In piazza si trova anche l’infopoint (aperto da martedì a sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, quindi per noi è troppo tardi per farvi un sopralluogo).
Poi prendiamo corso Mazzini fino a che non diventa corso Garibaldi e lo percorriamo fino a giungere al teatro Bonci (famoso per essere una “miniatura” del teatro della Scala. In effetti esternamente è molto carino. Peccato non poterlo visitare anche all’interno, dato che è chiuso).
Oramai siamo giunti all’ora di cena, quindi non possiamo andare a vedere altri luoghi d’attrazione, monumenti e palazzi. Sappiate però che tra i luoghi d’interesse più famosi della città ci sono anche: la biblioteca malatestiana (visitabile solo su prenotazione e aperta lunedì dalle 14 alle 19 e da martedì a domenica dalle 10 alle 19), il giardino di Serravalle, l'ippodromo di Savio, il ponte vecchio, l’abbazia di Santa Maria del Monte, la cattedrale di San Giovanni Battista e il parco Archeologico del Colle Grampo.
Così a noi non resta altro che andare a cena e passare una bella serata in piazza del Popolo a berci un cocktail in mezzo agli altri turisti e abitanti della città.
Oggi abbiamo in programma di visitare Forlì e subito dopo Imola.
Quindi da Cesena in una mezz'oretta arriviamo alla nostra prima meta: Forlì.
Ci fermiamo in corso Repubblica (vicino a piazzale della Vittoria) in un parcheggio a pagamento (1€ all’ora).
Poi da qui percorriamo tutto corso della Repubblica in modo tale che in una decina di minuti arriviamo in centro, ovvero in piazza A. Saffi (molto carina, seppur piccola). Qui si trova anche la basilica di San Mercuriale, in cui entriamo. L’abbiamo trovata un po’ tetra ma comunque carina in quanto antica.
Poi da qui prendiamo corso Giuseppe Garibaldi e dopo pochi passi arriviamo davanti al palazzo del Monte di Pietà, il quale racchiude le collezioni d'arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e di mostre temporanee. Non entriamo e proseguiamo oltre percorrendo via Giorgina Saffi fino ad arrivare in via Theodoli, dove si trova piazza Guido da Montefeltro (in cui si trova il complesso di San Domenico, ovvero un gruppo di palazzi al cui interno si trovano dei musei). Il prezzo d’ingresso è 5€. A noi non interessa quindi proseguiamo passando accanto al palazzo Romagnoli (che contiene un'altra collezione d'arte) fino a giungere in piazza, dove si trova il Duomo (decisamente più luminoso e accogliente della Basilica). Poi torniamo sui nostri passi per recuperare l’automobile. Soddisfatti della visita, ripartiamo. Direzione Imola.
Da Forlì in una cinquantina di minuti raggiungiamo la meta. Parcheggiamo più o meno all’angolo tra viale de Amicis e viale Pisacane, in modo tale da prendere subito via Emilia, famosa per i suoi negozi ma soprattutto perché conduce al centro. La percorriamo e più avanti a sinistra incrociamo Piazza Matteotti (piccola ma carina; merita una foto). Da qui continuiamo per via Emilia dove troviamo, al numero 135, l'infopoint (è chiuso in quanto da lunedì a sabato fa orario dalle 8.30 alle 13.00).
Così prendiamo vicolo Inferno fino a raggiungere piazza della Conciliazione e soprattutto, lì accanto, piazza Duomo.
Qui si trova la cattedrale di San Cassiano, la quale esternamente è carina (non so dirvi l’interno perché è chiusa, dato che vi si può accedere nei giorni feriali dalle 7.30 alle 11.30 e dalle 17.00 alle 18.30 mentre nei festivi chiude alle 19.00). Da qui proseguiamo per via Garibaldi fino ad arrivare alla Rocca Sforzesca (decisamente imponente e d’impatto, dato che è un castello medievale). Anche questa è chiusa (apre solo nel weekend, da venerdì a domenica).
Ci accontentiamo di sostare al bar accanto alla Rocca per berci un caffè e poi di zigzagare per le vie del centro. Infine torniamo all’automobile in modo da raggiungere Cesena a pomeriggio inoltrato (dato che ci vogliono circa quarantacinque minuti per arrivarci).
Giuntivi, riposino pomeridiano e poi si fa serata in centro.
Per la cronaca, a Imola ci sono altri posti che potrebbero interessare al turista. Sto parlando di: il palazzo Tozzoni, l’autodromo Ferrari, il museo della Resistenza e del Novecento, il teatro dell'osservanza, il museo Diocesano Pio IX e quello di Giuseppe Scarabelli, la collezione dei burattini (nell’antico convento carmelitano), il palazzo vescovile e le varie chiese dislocate per la città.
Noi, causa disinteresse per alcuni luoghi e tempo risicato, ce li siamo persi. Ciò non toglie che sono mete consigliate da guide e siti internet.
Giunti a metà delle nostre ferie, è arrivato il momento di spostarci nel nostro nuovo “campo base”, ovvero Ferrara. Ma prima faremo sosta a Ravenna, dato che ci passiamo accanto.
In quaranta minuti arriviamo a destinazione. Lasciamo l’automobile al parcheggio gratuito in via Renato Serra 68, dove si trova l’ex macello.
Da qui in dieci minuti a piedi raggiungiamo corso Mazzini e lo percorriamo verso nord, fino a raggiungere piazza Caduti per la Libertà e l’infopoint (aperto dalle 8:30 fino alle 19.00), da cui recuperiamo alcuni depliant.
Poi andiamo a est e dopo pochi passi ci troviamo di fronte alla tomba di Dante (è una cappella bianca). Accanto si trova anche il museo dantesco e la basilica di San Francesco (l'interno è carino. Per la cronaca: ci sono un presepe animato e una cripta allagata che si possono ammirare facendo per ognuna un’offerta di 1€). La basilica merita una visita, soprattutto perché sull’altare vengono proiettate in successione delle immagini di Dante e delle sue opere.
Poi ci spostiamo poco più a sud, fino alla biblioteca Classense (non accessibile). Da qui torniamo in piazza Caduti per la Libertà e raggiungiamo, poco più a nord, via A. Mariani fino ad arrivare alla chiesa di San Giovanni evangelista (interessante perché presenta sulle pareti molti mosaici collocati in precedenza sul pavimento).
Accanto alla chiesa si trova anche il liceo Alighieri con una statua ai caduti proprio di fronte all’ingresso.
Da qui prendiamo via Diaz fino a trovarci in piazza del Popolo (la quale è piccola ma adorabile, specialmente per i suoi palazzi veneziani). Da qui torniamo indietro, attraversiamo tutta via Diaz e proseguiamo per le vie che la succedono fino a raggiungere il battistero Neoniano (per la cronaca, l’entrata è a pagamento. Costa 12.50€ ma compreso nel prezzo c’è anche l’ingresso alla basilica di San Vitale, a quella di Sant’Apollinare Nuovo, al mausoleo di Galla Placidia, al museo Arcivescovile e alla cappella di San Andrea. Il biglietto dura una settimana, quindi si possono dividere le visite in più giorni. Gli edifici sono aperti da marzo ad ottobre dalle 9.00 alle 19.00 mentre da novembre a febbraio dalle 10.00 alle 17.00).
Non c’interessa entrare (e soprattutto non abbiamo tempo), quindi foto di rito all’esterno del battistero e poi proseguiamo verso nord fino a raggiungere la basilica di San Vitale e il mausoleo di Galla Placidia. Come appena detto, bisogna fare il biglietto per visitarli quindi noi lasciamo perdere (ma anche solo l’esterno merita una foto).
Poi facciamo qualche passo verso sud fino a giungere alla basilica di San Apollinare in Classe. Per entrare bisogna pagare 4€ (ridotto 3€).
Dato che si è fatto una certa e siamo soddisfatti della città, torniamo alla nostra automobile e ripartiamo.
In un’ora e venti raggiungiamo Ferrara.
Dopo aver lasciato le valigie nell'appartamento, e considerato che ormai siamo sul far della sera, decidiamo di visitare al volo il centro (dove si trova il castello Estense) e le vie limitrofe (lasciando tutti gli altri monumenti a domani mattina).
Il castello è molto bello e imponente, sia al tramonto che a sera inoltrata. Infatti ci godiamo il cambio di luce (da quella naturale a quella dei neon) mentre ceniamo in uno dei ristoranti che circondano il castello.
Dopo cena facciamo ancora un giretto veloce nelle vie del centro e poi torniamo all’appartamento per il meritato riposo.
In primis decidiamo di visitare Ferrara quindi da dove abbiamo la camera (in corso Porta Po) arriviamo fino all'incrocio con corso Ercole I d'Este. Qui giriamo a sinistra perché vogliamo raggiungere il cimitero della Certosa. Percorrendo il corso, più o meno a metà si trova viale Certosa, la quale ci conduce all’ingresso principale del cimitero (per la cronaca, se andate fino in fondo al corso raggiungerete la Porta degli Angeli, dove si trova una parte della cinta di mura che circonda la città).
Attraversiamo viale Certosa ed entriamo nel cimitero, trovandoci davanti la chiesa di San Cristoforo alla Certosa. Prima di entrarvi costeggiamo le mura della certosa per ammirare qualche tomba e la struttura del cimitero. Poi entriamo nella chiesa, la quale è spoglia ma presenta dei bei quadri.
Usciti dalla Certosa, e prendendo la via che la costeggia (via Borso), arriviamo all’incrocio con corso Porta Mare. Se percorressimo questo corso a sinistra (e subito dopo svoltassimo in via Vigne) raggiungeremmo il cimitero ebraico ma noi preferiamo fermarci all’inizio del corso per ammirare piazza Ariostea (carina, anche se veramente piccola). Continuiamo a percorrere corso Porta Mare a ovest fino a trovare alla nostra destra il parco Massari (carino. Ma quello di Parma è decisamente più grande e incantevole). Dall’altra parte della strada c'è l'orto botanico (aperto da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00), il cui ingresso è gratuito. È piccolo e si visita in fretta. Carino, anche se essendo quasi autunno tante piante sono ormai secche (sarebbe interessante visitarlo in primavera).
Dopo essere tornati in strada, raggiungiamo corso Ercole I d'Este. All’incrocio con corso Biagio Rossetti e corso Porta Mare si trova il palazzo dei Diamanti, famoso per la leggenda del diamante nascosto in una delle sue 8500 bugne. Foto di rito e poi proseguiamo su corso Ercole I d'Este fino a raggiungere il castello Estense. Vi entriamo, ma solo per ammirare il cortile interno, dato che per visitare le stanze del castello bisogna pagare il biglietto (12€, acquistabile all’infopoint presente nel cortile). Noi ci accontentiamo di recuperare qualche depliant di Ferrara all’infopoint e poi proseguiamo la visita della città. Facciamo pochi passi verso sud e troviamo il palazzo municipale e la sua piazza. Accanto si trova la cattedrale di San Giorgio Martire (decisamente bella e imponente) e piazza Trento Trieste. Devo ammettere che il tutto merita decisamente una foto. Poi proseguiamo verso sud, in via delle Volte, famosa appunto per le sue volte. Per la cronaca, avendola vista sia di giorno che di sera, è decisamente più accattivante nella “seconda versione”, in quanto la via, illuminata dalle luci, ha un’atmosfera più incantevole.
Torniamo poi al castello Estense solo perché lì accanto si trova la rotonda Foschini (è un piccolo cortile ovale; curioso).
In questa città ci sarebbe anche da visitare: il palazzo Schifanoia, le mura di cinta della città, la casa di Ludovico Ariosto, il museo archeologico nazionale, la casa Romei, la palazzina Marisa d'Este, la piazza delle erbe, il monastero di Sant'Antonio in Polesine, il ghetto ebraico e il M.E.I.S. (il museo nazionale dell'ebraismo e della Shoah). Sono luoghi decisamente interessanti ma noi abbiamo in programma di visitare Comacchio nel primo pomeriggio e siamo già in ritardo sulla nostra scaletta di marcia.
Così recuperiamo l'auto e in quarantacinque minuti arriviamo a destinazione.
Parcheggiamo in piazzale Mercanti (è gratuito e dista cinque minuti dal centro) e poi raggiungiamo in piazza XX Settembre dove si trova la cattedrale di San Cassiano (la quale è luminosa ed essenziale). Da qui ci spostiamo di pochi passi ad est per raggiungere la torre Civica (ma soprattutto via Fogli, dove si trova uno dei canali del paese. Per la cronaca, a causa della presenza di questi canali e di alcuni ponti, il paese è stato soprannominato “la piccola Venezia”).
In via Fogli troviamo anche alcuni bar e ristoranti. Ci fermiamo in uno di essi per pranzare. Poi gironzoliamo per il centro, più che altro per fotografare i ponti da più prospettive diverse, fino a raggiungere, a sud del paese, il settecentesco ospedale degli Infermi (qui si trova anche l’infopoint). Proseguendo poco più a est raggiungiamo il famoso trepponti (il ponte più bello del paese). Bello e meritevole di più foto.
Da qui prendiamo poi via L.A. Muratori e via del Rosario fino a raggiungere la chiesa del Rosario (nulla di che).
Di Comacchio ci sarebbe anche da visitare il palazzo Bellini e quello Vescovile, la Loggia del Grano, il palazzo Patrignani e quello di Tura, le varie chiese (cinque in tutto) ma soprattutto la Manifattura dei Marinai accanto ad essa la chiesa di Santa Maria in Aula Regia (avendo già visitato Comacchio anni addietro, ricordo queste due ultime perché molto carine e particolari. Vi consiglio di farci una visita, anche se sono in periferia quindi c’è da camminare un po’).
Come sempre il tempo è tiranno (ma soprattutto vorrei portare i miei compagni di viaggio a godersi la laguna, a pochi minuti di auto da Comacchio). Per giungervi basta attraversare il ponte S. Pietro e seguire la strada Foce, costeggiando la laguna. Se avete il navigatore, mettere come punto d’interesse “Bettolino di Foce”: è un ristorante con un ampio parcheggio gratuito.
Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio, in pochi passi si raggiunge la laguna.
Da qui si possono fare delle piacevoli camminate ammirando la laguna, le palafitte dei pescatori, la flora ma soprattutto i fenicotteri. Volendo, accanto al parcheggio c’è anche un ristorante e una biglietteria che vende i biglietti per fare un giro in barca (costa 13€. Non vi riporto giorni e orari perché variano a seconda della stagione e occuperei mezza pagina sono per queste info!).
La passeggiata nel silenzio della lacuna è ristoratrice. Peccato che il tempo passa troppo in fretta, così dopo una mezz’oretta di camminata torniamo all’auto e con essa raggiungiamo Ferrara, pronti per una doccia veloce, una cenetta in centro e un aperitivo in piazza per goderci la movida di questo venerdì sera.
Siamo giunti alla fine di questa vacanza e quindi non ci resta che tornare a casa. Ma prima di arrivare a destinazione decidiamo di fare una tappa intermedia e fermarci a Modena, la quale dista da Ferrara poco più di un'ora.
Raggiuntala, parcheggiamo in corso Cavour. Da qui tagliamo per via Sgarzeria e via Rismondo fino a incrociare via Emilia. Pochi passi da quest’ultima ed eccoci in piazza Grande (piccola ma adorabile), dove si trova anche troviamo l’infopoint. Qui recupero una cartina della città e vari depliant.
Facciamo poi un giro della piazza ed entriamo nel duomo, presente in un angolo di essa. Questo merita decisamente una visita, soprattutto perché presenta una parte sopraelevata e una sottostante. Accanto ad esso c’è anche la torre Ghirlandina. Da qui andiamo a sud prendendo via Albinelli fino ad arrivare al mercato storico Albinelli, il quale è stato ristrutturato e presenta al suo interno molte bancarelle alimentari e non.
Da qui prendiamo delle strade secondarie fino ad arrivare al palazzo dell’università. Poi torniamo in via Emilia, la quale è piena di negozi e locali. La percorriamo tutta verso ovest in modo da giungere fino alla chiesa di Sant’Agostino e al palazzo dei musei. Da qui prendiamo via Castelmaraldo fino a che non raggiungiamo via Taglio (è un’altra via piena di negozi e locali) e la percorriamo fino ad arrivare alla Sinagoga (è chiusa ma la parte esterna merita una foto). Questa dà su piazza Mazzini dove ci fermiamo a mangiare un’economica ma gustosa pizza al trancio. Dopodiché facciamo qualche passo più a nord, in modo da raggiungere il palazzo Ducale. Questo merita decisamente più di una foto in quanto è imponente e d’impatto. Tra l’altro, ospita l’accademia militare e la si può visitare prenotando la visita all’infopoint (in piazza Grande).
Accanto al palazzo c'è anche la chiesa San Domenico, la quale però è chiusa. Quindi facciamo giusto una foto dell'esterno.
Soddisfatti della visita, ma soprattutto in ritardo sulla tabella di marcia, recuperiamo in corso Cavour la nostra automobile e ripartiamo.
Anche in questa città ci sarebbero altri luoghi interessanti da visitare. I più significativi sono: il palazzo Santa Margherita, il teatro comunale Luciano Pavarotti, il museo delle figurine Panini, il museo di Enzo Ferrari e le varie chiese (ce ne sono ben tre solo nel centro città).
-Campo base: dato che l'Emilia Romagna è una regione estesa, abbiamo deciso di focalizzarci per lo più sulla parte est, fermandoci però all’andata e al ritorno in una città intermedia (dato che abitiamo in zona Milano, questo ci ha permesso di “ritagliarci” un momento di relax dal noioso viaggio in auto).
Abbiamo così scelto Cesena e Ferrara come campo base in quanto la prima è molto a sud mentre la seconda è a nord. Ciò ci ha permesso di visitare tante città limitrofe ad entrambi i luoghi in quanto distanti da loro al massimo un’oretta.
Entrambe le città le abbiamo trovate ricche di monumenti e di attrattive (quindi adatte a passarci più giorni e notti).
-Città visitate: l’Emilia Romagna possiede molte città e borghi meritevoli di una visita. Noi abbiamo per lo più circoscritto la visita alle città più famose, in modo da andare sul sicuro sulla qualità (e quantità di monumenti) del posto visitato.
Tra l’altro, ogni città da noi esplorata aveva qualcosa che la contraddistingueva dalle altre e che ci ha colpito piacevolmente.
Ecco qui sotto le mie considerazioni brevi su ogni luogo:
Parma è una città grande e tranquilla che potrebbe tranquillamente essere usata anche come campo base.
Cesena merita una visita per la sua Rocca (soprattutto di sera, quando è illuminata) e più in generale per il suo centro.
Pennabilli è un adorabile borgo immerso tra le colline. Per quanto mi riguarda, i due monumenti buddhisti sono la classica ciliegina sulla torta da non lasciarsi sfuggire.
San Leo è splendido, sia per il castello arroccato che per la sua atmosfera medievale.
Forlì e Imola sono dei paesi carini con un centro adorabile. Vanno bene per una visita di un paio di ore. Imola ha come valore aggiunto il castello ma anche Forlì ha il suo perché.
Ravenna è una gran bella città, ricca di attrattive (specialmente legate a Dante). Avrebbe meritato una visita più approfondita. Potrebbe essere anche considerata un buon campo base.
Ferrara ha molti luoghi interessanti da visitare, a partire dal suo castello imponente. Al tempo stesso è una città sicura e a misura d’uomo. È stata quindi un’ottima scelta come campo base.
Comacchio è adorabile per i suoi canali e per la sua laguna.
Modena ci è piaciuta sia per il suo centro che il suo palazzo ducale. L’abbiamo fatta un po' di corsa ma secondo me meriterebbe qualche ora in più per essere visitata in modo più approfondito.
-Considerazioni sulle città visitate: come detto precedentemente, tutte le città ci hanno lasciato qualcosa per la loro unicità. Ma se proprio dovessi sbilanciarmi, direi che Ravenna, Parma e Modena le avrei visitate più a lungo e magari anche di sera per ammirarle sotto un'atmosfera notturna.
Città invece che avrei sacrificato se avessi avuto meno giorni di ferie sarebbero state Imola e Forlì. Non perché non siano belle ma semplicemente perché offrono meno attrazioni delle altre. Ciò non toglie che se siete di passaggio o se avete un giorno in più di vacanza, sono due posti piacevoli dove passare un paio di ore (specialmente pranzando o cenando nelle loro adorabili piazze).
-Città “sacrificate”: avendo pochi giorni di ferie, ho dovuto tralasciare alcune città, paesi e borghi che siti web e forum consigliavano di visitare. Si trovano sempre vicino a Cesena e Ferrara, quindi potrebbero essere un’interessante meta da considerare. Sto parlando di: Brisighella, Dozza, Faenza, Pomposa, Sant'Arcangelo di Romagna, Longiano e Tresigallo.
Infine, per chi adora il mare, ricordo che a quaranta minuti da Cesena c'è Rimini. E ancora più vicino: Bellaria e Cesenatico.
-Depliant: come citato durante il diario, ogni città visitata possedeva un suo infopoint. Peccato che alcuni li abbiamo trovati chiusi in quanto siamo arrivati negli orari sbagliati.
Personalmente, per ottimizzare i tempi e gli spostamenti mi piace arrivare in un posto sapendo già cosa visitare. Quindi attingo a piene mani da internet, il quale fornisce cartine della città e info annesse.
Ma è già qualche anno che sfrutto le Smart Guide di paesionline.live (prima ancora che collaborassi con loro, quindi non sono “di parte”). Le ho usate per tanti viaggi e devo ammettere che: sono fatte molto bene, riportano informazioni utili ed essenziali ma soprattutto sono gratis.
Per questo viaggio mi sono stampato dal sito la guida di: Ferrara, Ravenna, Imola, Cesena e Parma.









