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Alla scoperta della terra d’Abruzzo!!  

Community: Diari di viaggio e Racconti Alla scoperta della terra d’Abruzzo!!

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silvano
Scritto da: silvano
Località: Campotosto
Durata:
Data partenza: dal 01/07/2011 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Gita e bellezze del lago di Campotosto

Descrizione

Il nostro viaggio in Abruzzo è stata una grande sorpresa: non conoscevo  nulla di questa regione e non immaginavo un luogo così ricco di meraviglie tra “terra e mare”…

Sì, perché con il suo litorale che si snoda tra uno stabilimento balneare e l’altro, con la sua sabbia variopinta di sdraio e ombrelloni che, con colori sgargianti, delimitano le diverse spiagge, e il suo lungomare costellato di locali che vedono, ogni sera, decine di giovani e meno giovani passeggiare e incontrarsi per una serata ”viva” … il turista si prepara ad una vacanza “mare” ma l’Abruzzo non è solo mare. Oggi il nostro itinerario è verso i monti: ci inoltriamo lungo la valle del Vomano, all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso. Ma non raggiungiamo il monte omonimo, deviamo verso la nostra meta di oggi: il lago di Campotosto.

Con la sua superficie di oltre 1400 km quadrati è il più grande lago artificiale dell’Abruzzo. Si trova in provincia dell’Aquila, a una quota media di 1313 metri, e ha una lunga storia. Il ritiro dei ghiacci, successivo alla fine dell’era glaciale, aveva lasciato nella zona un piccolo bacino paludoso con forma di doppia Y. Tra gli anni '30 e '40 del XX secolo, grazie alla contemporanea costruzione di ben tre dighe, l’intera valle venne allagata per creare un grande lago artificiale, dal bacino con la ormai nota forma di una V, che aveva lo scopo di garantire il funzionamento delle centrali idroelettriche della sottostante valle del Vomano. Le sue acque hanno coperto una vasta area che per molti anni era stata luogo di estrazione della torba, fonte di ricchezza per le povere popolazioni locali e combustibile per le aziende dell’aquilano. Per facilitarne il trasporto a valle venne costruita una teleferica che convogliava i blocchi estratti fino alla stazione di Capitignano. Da li il trasporto proseguiva tramite ferrovia verso L’Aquila. (La linea ferrata Capitignano-l’Aquila fu costruita appositamente per consentire il trasporto della torba).

Il paesaggio è davvero suggestivo durante tutto l’anno: in inverno il lago è completamente ghiacciato mentre in autunno i boschi che lo costeggiano si “coprono” dei colori tipici della stagione. Oggi siamo nel mese di giugno e il lungolago, lungo circa 40 km, è la meta desiderata per passeggiate a piedi o in bicicletta. Sugli argini, distese di prati invitanti, troviamo diversi “campeggiatori” che, attrezzati di tavolini e barbecue, si rilassano al fresco dell’altitudine e alla brezza della acque. È possibile percorrere distanze più brevi dei 40 km che costeggiano l'intero perimetro del Lago di Campotosto se si segue il bordo solo di uno dei due rami in cui si divide il lago: il Lago di Campostosto e il Lago di Mascioni.

Il Ponte delle Stecche, ormai in disuso, attraversava il punto più stretto del lago e consentiva di evitare il giro completo del lago. Accanto al vecchio ponte è visibile quello moderno. Veniamo bloccati da un gregge che attraversa la strada. Spegniamo il motore per ascoltare il rumore assopito di centinaia e centinaia di animali, recentemente rasati, che si muovono quasi all'unisono. Passato il gregge, riprendiamo pian piano per non spaventare alcune pecore ritrose che erano rimaste al di là della strada. Accanto alla macchina c'è un enorme cane dal folto pelo bianco uniforme, un bellissimo cane che i pastori usano da queste parti. Appartiene alla razza chiamata "Pastore Maremmano Abruzzese", nobile ed antica razza specializzata nel difendere il gregge.

Già gli antichi abitanti dell'Abruzzo usavano per la custodia dei greggi una razza di cani grossi, feroci, bianchi (per distinguerli dai lupi) con lunghi peli irti e gli occhi come carboni. I pastori li allevano fin da cuccioli insieme agli agnelli, sono allattati con latte di pecora, e si dice che così i cani, una volta adulti, conoscono le pecore del gregge una per una, diventantone il loro assoluto tutore. Le dimensioni possono arrivare sino a 83 cm. al garrese. Purtroppo, ci possiamo fermare un solo giorno, ma ne approfittiamo per gustare il tipico piatto della zona: la pasta all’amatriciana, nativa nella vicina città di Amatrice. Ritorniamo solo alla sera sulla costa, bella e illuminata a festa, ma la veduta del Gran Sasso d’Italia dalle rive del lago di Campotosto ci resterà nel cuore.

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