Arizona
Community: Diari di viaggio e Racconti Arizona
Introduzione
Le Tappe del Viaggio
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.
Grand Canyon
Ci siamo svegliati presto (come sempre) e mentre stavamo rifacendo la valigia pensavamo a cosa fare all'interno del Grand Canyon, come girarlo e quali posti vedere. Ad Ale è venuta la brillante idea di fare il giro del Canyon in elicottero...ehm, con la mia paura di volare non era proprio il massimo della vita...anzi!
Però mi sono forzata e abbiamo deciso di farlo...beh, un'esperienza bellissima...da provare almeno una volta. Abbiamo volato con la compagnia Papillon, direttamente dall'aeroporto di Tusayan.
Gli elicotteri sono a 6 posti: uno davanti insieme al pilota, due subito dietro di loro ma girati di schiena e gli altri tre contro questi due. Ti forniscono di cuffie altrimenti il rumore sarebbe troppo forte. Alla prenotazione chiedono se si vuole la spiegazione nella propria lingua e quindi il nastro parlava italiano...dopo aver parlato giapponese per la famiglia che volava con noi.
Abbiamo scelto il tour breve che costa 104 dollari a testa e dura 30 minuti.
Alla fine del tour si può decidere se prendere la foto ricordo che fanno prima di salire (sapete com'è, per facilitare il riconoscimento dei corpi...ehehehehe) e che costa poco più di 10 dollari.
Dopo questo 'evento' siamo finalmente entrati nel parco "in macchina" e abbiamo parcheggiato al Grand Canyon Village, dove abbiamo preso il bus rosso che si ferma 8 volte, in prossimità dei vista point migliori. Non è un tour, quindi si può prendere il bus che si vuole, scendere alla fermata scelta e risalire quando lo si ritiene opportuno. Il 'capolinea', chiamato Hermits Rest, è ovviamente fornito di negozio di souvenir e 'bar'.
Consigliano tutti di rifornirsi di diverse bottiglie d'acqua perchè il caldo, anche se secco, disidrata praticamente senza accorgersene...quindi è sembre bene bere molto e spesso, possibilmente acqua o integratori e comunque non bibite gassate.
Noi ci siamo organizzati in questo modo: abbiamo comprato per la bellezza di "5 dollari" un contenitore in polistirolo nel quale abbiamo messo le bottiglie d'acqua fra diversi strati di ghiacchio in sacchetti separati. Risultato? Bottiglie fredde fino alla sera!
Painted Desert
Uscendo dal Grand Canyon, in direzione est, siamo tornati sulla 64 fino a Cameron dove abbiamo ripreso la 89 nord. E' una zona molto bella questa, perchè si passa attraverso il Painted Desert...il nome dice tutto.
Si tratta di formazioni rocciose con strati di diversi colori.
Tuba City
Il motel a Tuba City era il Quality Inn, carino ma SENZA ascensore...quindi, le valigie si portano...a mano!!!
Di buono però c'era il ristorante accanto, Hogan Family, gestito da nativi americani, che serviva piatti americani e piatti tipici navajo, come il Navajo Fried Bread...una bontà!!!
Lo usano come pane, ci avvolgono bistecche e hamburgher. E' tipo una frittella di quelle che si mangiano al Luna Park, ma non è dolce...solo ipercalorica.
E' comunque da provare!
Monument Valley
Prima destinazione della giornata. E' stata una lotta dura con Ale per convincerlo a portarmici, ma alla fine ho vinto io...come sempre (o quasi).
Ovviamente ha ammesso che ne valeva la pena...è uno spettacolo come il Grand Canyon, veramente mozzafiato e indescrivibile. Da un momento all'altro mi aspettavo di vedere John Wayne a cavallo venire verso di me...;
L'entrata nel parco è nello Utah e il costo è di 3 dollari a testa...ma anche 10 a testa sarebbero valsi comunque lo spettacolo di questo 'paesaggio'.
Dal visitor center parte la strada sterrata che consigliano di fare solo se si hanno jeep o simili...auto diverse non sono consigliate anche se ovviamente non è proibito. Ci sono anche tour ed escursioni organizzati a bordo di jeep che partono sempre da questo punto.
4 Corners
Ritornando verso sud, abbiamo ripreso la 160 a Kayenta in direzione 'Four Point'. Questo è l'unico punto negli stati uniti che tocca 4 stati contemporaneamente: Utah e Colorado a nord, Arizona e New Mexico a sud.
Ovviamente non c'è niente di particolarmente interessante ma è comunque un luogo famoso e io DOVEVO andarci...;
Anche qui non mancano i nativi con le loro bancarelle e anche le t-shirt coi 4 punti...che però purtroppo non erano un granchè!
Canyon de Chelly
Di nuovo verso sud, siamo arrivati nel Canyon de Chelly. Niente a che vedere col Grand Canyon, ovviamente, ma il suo fascino è dato dalle rovine di antiche abitazioni e pitture rupestri veramente interessanti.
La cosa strana è che siamo arrivati in uno dei vista point e non c'era nessuno, il tempo era pessimo, c'erano tuoni e lampi (anche se non pioveva) e gli unici a darci il 'benvenuto' sono stati 3 cani parecchio malconci che ci hanno 'indicato la strada' per arrivare al punto migliore per osservare il panorama. Tutto questo su un terreno non troppo facile, con sassi vari...alla fine poi abbiamo 'scoperto' che c'era il sentiero gggggggrrrrrrrrrrr....sembravamo Aldo, Giovanni e Giacomo! ;)
Chinle
Il motel di Chinle era un Best Western, veramente carino. La piscina coperta era molto bella e noi ne abbiamo approfittato subito anche perchè era vuota....aaahhhh...che relax!!!
Dopodichè una bella doccia e via a cena a ri-mangiare il Fried Bread al Junction Restaurant...ottimo anche qui, anche perchè a loro dire, qui fanno il miglior Fried Bread di tutto il mondo (mah, chissà in quali altri posti lo fanno...)
Petrified Forest
Convinti del fatto che tutte le foreste pietrificate sono uguali, abbiamo visitato anche questa...che invece non c'entra nulla con quella di Calistoga (North Coast California). Qui ci si trova davanti ad un paesaggio praticamente desertico, con Painted Desert all'inizio del parco nazionale e successivamente solo ed esclusivamente 'montagne' e pezzi di legno pietrificati ai lati della strada. A noi non è piaciuta, anzi...forse è stato tempo sprecato...oltretutto abbiamo anche pagato 10 dollari a testa per l'ingresso...soldi buttati.
Vernon
Sulla strada per Show Low, dove avevamo l'albergo, ci siamo fermati in zona Vernon per il nostro primo Geocaching. E' una cosa che ho scoperto da poco, da quando Ale si è comprato il GPS. Praticamente è una specie di 'caccia al tesoro': sul sito geocaching.com sono indicati i posti dove qualcuno ha 'nascosto' qualcosa e le relative coordinate. Funziona così: visiti il sito, controlli quali cache sono nella zona che ti interessa, prendi le coordinate e ti metti in viaggio. Una volta arrivati sul punto, si trova una scatola con le cose più svariate...si usa prendere una cosa dalla scatola e metterne una 'in cambio'...in più, c'è sempre una macchina fotografica usa-e-getta che serve per autofotografarsi e lasciare un segno del proprio passaggio, con una nota sul blocchetto dove va indicato il nome di chi ha trovato la scatola, il giorno e un commento. E' una cosa molto divertente, anche e soprattutto se fatta per la prima volta come abbiamo fatto noi.
Show Low
Pienamente soddisfatti per aver trovato la nostra prima 'cache', arriviamo al Motel giusto in tempo per una doccia e una cena 'veloce' da Denny's (poteva mancare?), a circa 3 miglia dal motel.
Montezuma Castle
A pochi minuti di distanza dal nostro albergo a Camp Verde c'era il Montezuma Castle, una antica abitazione scavata nella roccia.
Quando fu scoperta, si suppose che fosse la 'dimora' di Montezuma, Re azteco. Ma questa è solo una leggenda.
La visita dura pochi minuti, il 'castello' è appena dopo il visitor center...per fortuna, visto che faceva un caldo pazzesco e noi non avevamo ancora iniziato ad acclimatarci.
Il parco è a pagamento, 3 dollari a testa...credo.
Montezuma Well
Subito dopo il castle, c'è il Well...che altro non è che una specie di 'stagno' circondato da rocce che un tempo erano le abitazioni dei nativi. E' quasi impensabile per noi credere che in quei 'buchi' potesse vivere qualcuno...
Non c'è visitor center, quindi si arriva direttamente al punto senza pagare.
Sunset Crater
E' un'area piuttosto protetta per preservarne la conservazione. In tutta la zona sono evidenti i segni lasciati dall'eruzione del vulcano nell'A.D. 1064/1065, che ha ricoperto di lava e cenere la regione circostante.
Anche qui l'entrata è gratuita.
Grand Canyon (di passaggio)
Dal Sunset Crater siamo rimasti sulla HW89 fino a Cameron per poi prendere la HW64 in direzione ovest verso il Grand Canyon.
Dopo pochi chilometri dall'inizio dell'89, si inizia già a vedere quello che si vedrà per tutta la durata della visita al Grand Canyon: strapiombi impensabili e nativi americani che ad ogni angolo cercano di vendere 'gioielli', manufatti ecc.
Noi ci siamo fermati al primo 'vista point': emozionati per il panorama e lo spettacolo che ci aspettava, abbiamo dovuto guardarci una ventina di bancarelle perchè era l'unico modo per arrivare fino al bordo del Canyon...furbi i nativi eh.
Il paesaggio che ci si presenta davanti però, vale tutto il caldo che abbiamo patito e le bancarelle che ci siamo visti...è veramente uno scenario mozzafiato!
Tusayan (pernottamento)
Per arrivare al nostro albergo abbiamo continuato sulla 89 fino al Grand Canyon Village, entrando quindi nel Grand Canyon National Park (l'ingresso è di 20 dollari a persona e dura 7 giorni), dove abbiamo preso la 180 fino a Tusayan, a pochi chilometri dall'entrata sud del parco.
L'albergo era il Rodeway Inn Red Feather, molto carino, con piscina (sempre piena) e stanze relativamente larghe.
A cena siamo andati al ristorante Canyon Star, di fronte all'albergo. E' molto caratteristico perchè è in stile 'nativo' e durante la cena c'è l'intrattenimento tipico con canti e balli tribali.
On the way back
Da Show Low in poi, il paesaggio verso Phoenix cambia completamente aspetto...il panorama desertico dei giorni scorsi lascia il posto a 'verdi vallate' molto più abitate e 'vive'.
Fort Apache
Abbiamo fatto una 'piccola' deviazione sulla strada del ritorno per fermarci al Fort Apache, un fortino che risale al 1870. E' molto ben mantenuto, ci sono ancora gli alloggi degli ufficiali, i magazzini, le stalle ecc. C'è anche un villaggio indiano con tanto di capanne. Molto interessante.
Goldfield Ghost Town
Altra tappa, l'ultima, è stata questa città fantasma. Era segnata sulla nostra cartina e abbiamo provato a vedere se ne valeva la pena...e la risposta è stata SI! E' veramente come quelle città che si vedono nei film western e molto ben tenuta.
Noi abbiamo fatto il tour nella miniera (5 dollari a testa, giusto per non farci mancare niente): 30 minuti di tour guidato da un tizio che poteva benissimo essere dell'epoca...e una volta finito il giro...via di corsa in macchina (faceva un caldo spaventoso) verso l'aeroporto per il volo di ritorno a San Jose.

















