Caccuri (KR), la sua storia e il suo territorio
Community: Diari di viaggio e Racconti Caccuri (KR), la sua storia e il suo territorio
Introduzione
Alle falde della Sila, nell'Entroterra Crotonese, ecco Caccuri.
Descrizione
Con poco più di 2000 abitanti nel nord fra l’alto Crotonese e la Sila, Caccuri, nel nord del Crotonese, merita una visita turistica; offrendo una piacevole sorpresa ai propri visitatori grazie ad il suo centro storico ben curato, numerosi monumenti ed una pluralità di iniziative culturali come il “Premio Caccuri” che per la prima volta quest’anno ha puntato sulla cittadina l’attenzione di vari media nazionali. Fra i premiati della prima edizione che nello scorso agosto hanno ritirato il premio nella stessa cittadina il giornalista pugliese Pino Aprile con “Terroni”, il magistrato Piergiorgio Morosini segretario nazionale di “Magistratura democratica” con “Attentato alla Giustizia” ed il matematico Piergiorgio Odifreddi premiato per “Una Via Di Fuga”.
Se come per molte cittadine calabresi è impossibile conoscere con esattezza la data di nascita di Caccuri, nel sul territorio comunale è possibile riconoscere tracce dell’età romana, di quella bizantina e di quella longobarda. Se a partire dall’età bizantina Caccuri fu meta di monaci basiliani che vi istituirono tre piccoli monasteri, con il Medioevo e la nascita dell’Ordine florense numerosi dei cenobi precedentemente costruiti passarono alla famiglia religiosa di Gioacchino da Fiore come i l monasteri denominati “Dei Tre fanciulli” e “Abate Marco”. Anno importante per la storia della stessa cittadina fu il 1414 quando Polissena Ruffo, figlia di Carlo Ruffo, sposandosi col duca milanese Francesco Sforza portò in dote la cittadina di Caccuri. Collegata a questa famiglia la storia della famiglia caccurese Simonetta che divennero noti nella corte milanese. Fra di questi, Cicco Simonetta segretario di Francesco Sforza che succedette alla guida di Milano alla morte dello stesso Signore e venendo fatto uccidere da Ludovico il Moro che solo così riuscì a divenire duca di Milano. Suo fratello, Giovanni, si trasferì a Milano dopo i primi studi divenendo nel 1460 feudatario di Rocca di Neto. Collegata alla lunga permanenza nella capitale lombarda una delle sue opere letterarie più importanti, il “Rerum Gestarum Francisci Sfortiae Mediolanensis Duci” in cui, in ben 31 libri, scrisse la storia milanese fra il 1442 ed il 1466. Altra dinastia importantissima per la storia caccurese fu quella dei Cavalcanti che fra il XVII e XVIII secolo riedificò ed abbellì numerosi dei monumenti non solo religiosi della stessa cittadina. Era il 1806 quando anche Caccuri passò dal dominio feudale all’età moderna e negli stessi anni il casale di Bordò fu concesso al generale francese Manhés. L’importanza storica di tale casale è collegata, fra le altre cose, al fatto che il 14 giugno 1814 ospitò una delle tappe dei fratelli Bandiera e dei loro compagni prima di essere catturati dai Borbonici nei pressi della fontana della Stragola.
“L’abitato sorge – scrive Anna Russano Cuttone nella propria guida sull’ Alto Marchesato - su un’altura impervia, segnalata da un suggestivo gioco millenario di rocce e precipizi. L’inconfondibile torre del Castello e la sagoma della Chiesa di Santa Maria delle Grazie ne fanno uno dei paesi più godibili del circondario. Nei pressi grotte eoliche e rocce di diversa natura attirano l’attenzione di geologi e di appassionati. Stradine impervie e strette caratterizzano il centro storico, meno devastato che altrove dalla cementazione selvaggia. Alcune case conservano un po’ della dignità antica nei piccoli portali e nei piani nobili a balconi”. Fra le chiese è appunto quella della Madonna delle Grazie conosciuta anche come Riforma per aver ospitato un cenobio di Francescani Riformati a conservare nel proprio interno numerose opere d’arte di pregevole fattura come quelle della cappella cui si accede dal cortile del convento. “Il fondo – aggiunge la Cuttone – è tutto dipinto a girari, finte mensole e modanature. La maggior parte degli arredi e degli intagli lignei risalgono alla metà del Settecento. Vi è testimonianza di un privilegio papale di indulgenza plenaria ai visitatori, concesso nel 1824. Il coro ligneo (noce e pino) ha 23 stalli nel primo ordine”. Fuori dal centro abitato, di estrema importanza storica e di fascino sono gli insediamenti rupestri che circondano la cittadina, come quello di “Timpone dei Santi”, censiti da Francesco Cosco. “Quelle che si trovano ai piedi del castello, in direzione sud – evidenzia lo stesso scrittore ne “Civiltà rupestri e siti monastici nel Marchesato di Crotone” – per la loro dislocazione e il gran numero, si configurano come costitutive in passato di una piccola civiltà rupestre, di evidente fattura neolitica. Presentano infatti le caratteristiche morfologiche di quegli insediamenti che in quel periodo furono originati da un unico popolo che le scavò tutte, il che avvenne in tutto l’arco ionico”.
Francesco Rizza




