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Costa Rica, pura vida  

Community: Diari di viaggio e Racconti Costa Rica, pura vida

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annalisa
Scritto da: annalisa
Località: San José
Durata: 20 giorni
Data partenza: dal al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Madre natura

Descrizione

Queste sono le due parole che mi accompagnano per tutte le 3 settimane che trascorro in Costa Rica, le vedi nei cartelli pubblicitari, sulle confezioni dei prodotti, stampate su magliette, gadget, tazze e così terminano, insieme ad un sorriso, le informazioni e le notizie delle guide di parchi e foreste, usate come un saluto.

Fascia di terra tra il Mar dei Carabi e l’Oceano Pacifico, Nicaragua e Panama; il Costa Rica è esattamente il centro America, all’interno del paese lungo un sentiero si trova una grossa pietra dove da quella posizione la distanza tra la punta estrema del Nord America e del Sud America è identica.

Unica al mondo la varietà dell’ecosistema, foreste tropicali e pluviali, climi differenti tra le due coste influenzati dai due mari, vaste pianure e catene montuose. Piantagioni di banane e caffè, il paese è il più grande esportatore insieme all’Ecuador di banane al mondo.

Vi sono ben 11 vulcani e all’incirca 30 parchi e riserve naturali, facile quindi immaginare la ricchezza di flora e fauna contenuta.

Alcuni numeri per avere una piccola idea di cosa è possibile vedere: 850 specie d’uccelli, pappagalli, tucani, una quantità infinita di colibrì, 80 vibrazioni d’ali al secondo sembrano sospesi nell’aria, emettono un ronzio particolare e il movimento ha un fabbisogno d’energia tale che appesi agli alberi si trovano dei contenitori di acqua zuccherina dove possono costantemente trarre forza.

Scoperti più di 35mila specie di insetti, i ricercatori sostengono ve ne siano alcune migliaia rimaste da definire e classificare.

Indimenticabili le farfalle, enormi e con splendidi colori.

200 specie di serpenti, ovviamente qualcuno velenoso e letale, ma gli accompagnatori hanno delle viste incredibili e in sicurezza si può andare ovunque.

Svariate scimmie, spuntano improvvisamente dagli alberi, curiose e dispettose, hanno imparato ad avvicinarsi ai turisti e furtivamente derubarli di ogni cosa sia commestibile.

Le più carine sono le white face, anche se un po’ irascibili.

Un animale molto ricercato è il bradipo, un po’ difficile da scovare ma una volta visto, non c’è nessun problema, possono metterci anche 3 ore per spostarsi tra un albero e l’altro, si ha tutto il tempo di rilassarsi su una spiaggia e ogni tanto controllarne i movimenti.

Tartarughe e piccoli caimani si possono vedere solo nei parchi mentre senza difficoltà, spesso sugli alberi o lungo la vegetazione delle spiagge, bellissime iguane che possono raggiungere il metro di lunghezza, non ho mai avuto problemi ad avvicinarmi, sono erbivore e sembrano abituate alla presenza dell’uomo.

Racconto alcune tappe di un itinerario, deciso sul posto, senza alcuna prenotazione dall’Italia tranne il viaggio d’andata e ritorno.

Il volo è lunghissimo, per risparmiare un po’ abbiamo fatto un incredibile giro, ma finalmente dopo 24 ore tra scali e attese arriviamo a San Josè, la capitale. Sono in viaggio con un amico che ha la passione dei vulcani, decidiamo subito, dopo aver trovato un posto per passare la notte, di partire per la Central Valley, gli spostamenti su pullman carichi di merce e gente, lentissimi, distanze anche minime sono vere imprese. La meta da raggiungere sono i due vulcani Poas e Irazù, non attivi. Due giornate piene, con salite di circa un paio d’ore per raggiungere i crateri in un clima umido, si cammina sotto con una pioggerellina e tra la condensa penetrante, sulle cime il panorama ripaga largamente la fatica. La nebbia delle nuvole di passaggio, nasconde i colori che appaiono e scompaiono. Bellissimo.

Il giorno seguente ci propongono una gita in rafting sul Rio Reventazon, passiamo una giornata ancora umidi e completamente bagnati, oltre all’acqua delle rapide, capita che sparisca il sole e inizi a piovere, è luglio stagione di piogge, ma la temperatura è sempre sui 25/28 gradi quindi non dà particolarmente fastidio. Le escursioni sono curate e ben attrezzate, non c’è alcun pericolo.

Un’altra grande fatica consigliata è risalire le colline immersi nella boscaglia per vedere le innumerevoli cascate e, una volta arrivati sulla vetta tuffarsi nelle sorgenti, pozze d’acqua fresca che aiutano a ridare energia per la discesa.

Dirigendoci a Nord verso L’Arenal National Park, si innalza il vulcano Arenal ancora attivo con continue eruzioni, peccato che il periodo in cui l’ho visitato era tranquillo, le guide raccontano di spettacoli notturni di luce incredibile. Il vulcano è alto circa 1600 metri e pronti a salire verso il cratere siamo colti improvvisamente da un temporale, costretti a rientrare cogliamo l’occasione di sostare alle Hot Spring Water piscine naturali immerse nella vegetazione con acque riscaldate dal vulcano, vero relax.

Abbiamo tanta voglia di mare e scegliamo la costa caraibica, 7 ore di pullman ci portano a Limon per organizzare una visita al Tortuguero, parco protetto, dove tartarughe marine depositano le uova nelle calde notti lasciando sulle spiagge impronte e buche profonde.

Visitiamo bei litorali e con ancora tanta voglia di sole e acqua proseguiamo per la costa ovest, sul Pacifico, il territorio cambia notevolmente.

Pausa a Puntarenas in direzione del Parco Nazionale Manuel Antonio dove una ricca foresta pluviale ci avvolge con alberi enormi, rigogliosi e si avverte tutta la forza della giungla, piante altissime fasciate da grovigli di liane enormi. Mi ha colpito una pianta molto particolare per la potenza vitale con cui cresce in altezza in modo da sovrastare l’intera selva ed emergere alla ricerca della luce del sole, un fusto altissimo per poi aprirsi alla luce con ampie ramificazioni.

I fiori sono incantevoli, si contano 1500 tipi d’orchidee, se ne trovano di tutti i colori e crescono spontaneamente. Non era il periodo di massima fioritura ma ero, tuttavia, totalmente circondata.

Ultima visita nella penisola di Nicoya per gli ultimi giorni di pace prima del ritorno in Italia,

playa del Coco, playa Flamingo, playa Brasilito, playa Conchal spiaggia esclusivamente fatta da frammenti e piccole conchiglie, playa Tamarindo; sono solo alcune tra le tante, tutte molto particolari.

Il cibo non è molto vario, si trova il Pinto piatto di riso e fagioli, si mangia anche di mattina a colazione accompagnato al platano fritto (varietà di banana), per il pasto e la cena il Casado (sempre riso e fagioli) servito con verdure e carne di pollo.

Per la frutta al contrario esiste una vasta scelta, cocco, banane, ananas, papaia, guanabana, anguria, meloni.

Enormi insalate di frutta e frullati con aggiunta di latte o acqua, freschi e dolci.

La gente è molto cordiale e piacevole, si assiste di frequente a balli e feste soprattutto religiose, vi sono pellegrini che tenacemente raggiungono i luoghi di preghiera facendo lunghi tragitti a piedi, offrendo la propria fatica per richiedere una grazia, o come ringraziamento per un desiderio realizzato.

In ogni cittadina sono presenti vari tipi di alloggi dal più economico al resort elegante, solo la capitale San Josè è un po’ più cara rispetto alle altre, vi consiglio, se il vostro budget non è molto alto e scegliete spesso bed and breakfast o camere economiche, di procurarvi degli insetticidi da spargere costantemente, ci sono vari insetti non proprio piacevoli, abituati alla notte, escono e procurano qualche sorpresa. Sorpresa solo visiva niente di pericoloso ma causano pur sempre un certo ribrezzo. Con la luce del sole sparisce tutto.

Non ho certo concluso in maniera elegante ma tutto è racchiuso nella natura, vera madre di questa nostra terra.

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Commenti

gabri
Livello 5    
scusa,quando hai fatto questo viaggio?
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