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Escursione al Parque Nacional del Aconcagua  

Community: Diari di viaggio e Racconti Escursione al Parque Nacional del Aconcagua

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antonietta
Scritto da: antonietta
Località: Mendoza
Durata: 1 giorno
Data partenza: dal 19/11/2006 al
Viaggiatori: 4
Nomi dei viaggiatori: Antonietta, Marcos, Germàn e Andrea

Introduzione

Un'escursione di un giorno ai piedi del maestoso Aconcagua, in compagnia di tre amici.

Descrizione

Ormai sono già due mesi e sette giorni che sono in terra argentina e fra non molto dovrò tornare in Italia. Tuttavia non ho avuto l'opportunità di visitare molti luoghi poiché ogni giorno sono impegnata con i bambini più poveri di questa terra mendocina e pensare di lasciarli anche fosse solo per una mattinata mi fa sentire tremendamente in colpa.

Ieri, approfittando del fatto che era domenica, con tre amici che praticano andinismo conosciuti qua (Marcos, Germán e Andrea) ho fatto un'escursione sull'Aconcagua. L'Aconcagua e la montagna più alta di tutte le Ande: 6956 metri d'altezza sul livello del mare. La strada che arriva fin là è la routa nacionál 7 che si snoda fra paesaggi completamente diversi da quelli a cui i miei occhi sono abituati. Il primo punto di interesse attraversato è Porterillos dove da non molti anni e stata costruita una diga atta a regolare parte del flusso delle acque del disgelo da cui dipende completamente la rete idrica dalla regione del Gran Mendoza (cioè la provincia di Mendoza).

Lo specchio azzurrino leggermente mosso dal vento si vede come una pennellata di colore fra le montagne aride della Precordillera e il Cerro del Plata. Dopo circa un'ora di cammino trascorso seduti in macchina guardando il panorama mozzafiato e sorseggiando mate arriviamo a Uspallata (in quechua significa "Gola preferita"), una piccola cittadina ubicata nella valle tra la Precordillera e la Cordillera delle Ande. Più che altro questa zona e un agglomerato di piccoli hotel turistici e diverse caserme militari. Qua e là ci sono trattorie a conduzione familiare nelle quali sono soliti fare tappa i camionisti che fanno la spola fra Cile e Argentina. Infatti la Routa 7 e proprio la strada utilizzata per attraversare la frontiera ed e frequentatissima tutto l'anno. In inverno spesso la neve chiude il paso e la fila dei camion in attesa raggiunge dimensioni impressionanti.

Successivamente arriviamo a Punta de Vacas (2395m s.l.d.m.) da dove si vede la cima innevata dal vulcano spento Tupungato, la seconda montagna più alta delle Ande. Percorrendo questa zona si gode di un panorama che lascia sbigottiti per la sua maestosa bellezza. Le foto non riescono che a rendere solo una minima idea di quanto possa essere impressionante passare per questi luoghi ricchi di sfumature. La voglia di sedersi in mezzo alla strada e dipingere qualsiasi cosa è quasi intrattenibile ma per ovvie ragioni di tempo non posso permettermelo.

All'improvviso appare Puente del Inca (2720 m s.l.d.m.): uno dei siti più fotografati e visitati di questa parte dell'Argentina. È un ponte naturale scavato dall'azione erosiva dell'acqua attraverso la roccia. Questo ponte, secoli fa, era utilizzato dagli Huarpes, dai Mapuches e successivamente dagli Incas per attraversare la Cordillera Principál. In tempi più recenti s'è reso famoso per le sue fonti termali ricche di ferro e zolfo. Nel 1960 la stazione termale fu spazzata via da una valanga e adesso ne rimangono solo le attraenti rovine ricoperte di incrostazioni solforose. Pochi chilometri dopo arriviamo finalmente al sentiero che conduce alla vetta dell'Aconcagua.

Parcheggiamo la macchina e zaino in spalla ci incamminiamo per il Parque Natural Provincial del Aconcagua. Il sole brucia la pelle ma il vento a raffiche gela fino alle ossa. È facile disidratarsi in queste condizioni climatiche e bisogna bere spesso anche se non se ne sente la necessità. L'atmosfera è rarefatta e la carenza d'ossigeno può provocare violenti mal di testa.  A parte questi piccoli dettagli il paesaggio e stupendo. L'unica vegetazione che si vede è formata da erbe filiformi e piccole piantine tutte spine. L'effetto erosivo dei ghiacciai e delle nevi permanenti hanno scolpito queste montagne come fossero burro. Ogni tanto si può ascoltare il verso dei guanachi difficili da vedere perché animali timidi. Ho scattato decine di foto ma nessuna sembra dare un'immagine reale di quello che i miei occhi hanno visto. Non mi sarei mai creduta di poter vedere bellezze simili in tutta la mia vita... non c'e paragone che possa far capire tutto ciò.

Prima che il sole scompaia scendiamo di nuovo a valle... una giornata indimenticabile.

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