I viaggi di Gigi: ISCHIA PONTE
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Introduzione
Continua il nostro viaggio a Ischia. Oggi visitiamo Ischia Ponte e il celebre Castello Aragonese.
Descrizione
I viaggi di Gigi: ISCHIA - Ischia Ponte
Riprendiamo la nostra visita di Ischia, la bellissima isola campana famosa per le sue eccezionali offerte termali, recandoci in un piccolo borgo marinaro posto a un chilometro dal centro di Ischia Porto, Ischia Ponte, uno dei borghi più antichi e genuini dell’isola. Si tratta infatti di un antichissimo borgo marinaro, agglomerato sul mare con viuzze e antichi palazzetti colorati, dalla vita simile a quella di tanti anni fa, sorto attorno alla barocca Cattedrale dell'Assunta, fondata nel XIII secolo, ricostruita nel '700 e che dal 1810 è la Cattedrale di Ischia, dopo la distruzione di quella situata sul castello.
È proprio il grande castello, che sembra galleggiare sul mare, ad attrarre subito l'occhio, l’oramai celebre "Castello Aragonese", come è comunemente chiamato, che è uno dei simboli dell’isola e fu costruito nel 1438, sui resti di una fortezza ben più antica, voluta addirittura da Gerone, il mitico tiranno di Siracusa, uno dei grandi dominatori dell'isola di un tempo. Già da allora, infatti, (e parliamo del V secolo a.C.!), lo scoglio, considerato un avamposto, o meglio un "castrum" dai siracusani, divenne un simbolo di sicurezza per gli abitanti dell'isola e la sua bimillenaria storia confermerà questo suo multiforme destino di bellezza, ma anche di protezione. Caduto per secoli in oblio, l'isolotto tornò ad essere, nel medioevo, il primo, istintivo rifugio delle popolazioni isolane, che vi si rifugiarono spesso per sfuggire a cataclismi naturali e a tragici eventi umani, come le continue invasioni piratesche. La piccola isola, infatti, eruttata dal mare almeno 100.000 anni fa, fu unita con un ponte alla terraferma da Alfonso I d'Aragona solo nel 1438. E furono proprio gli Aragonesi che lo sottrassero all'oblio del tempo, ricostruendo il castello (che da loro prese appunto il nome di "Aragonese") e fortificandolo con possenti mura e spalti. La vera rinascita del luogo, però, avverrà quasi un secolo dopo. Nel 1509, nella Cattedrale (una delle ben 13 chiese che vi erano state edificate!) si poté assistere ad uno dei più fastosi matrimoni della storia dell'isola. La bellissima principessa Vittoria Colonna, appena diciannovenne, sposò, con un matrimonio che fece epoca, il Marchese di Pescara, l'eroe Ferrante D'Avalos, all'epoca governatore dell'isola. Fu un matrimonio di grande amore, che unì due giovani e nobili artisti con un vincolo che doveva dimostrarsi più forte delle inevitabili sventure del destino.
Per anni il castello divenne un luogo mitico d'incontri d'altissimo livello, con poeti, artisti, letterati. Vi passarono l'Ariosto, il Bembo, Annibal Caro e la splendida corte che vi si formò divenne un punto di riferimento per tutta la cultura napoletana del tempo. Forse è solo una leggenda, ma la piccola torre (ancor oggi ricordata come Torre di Michelangelo) che campeggia sull'altro lato della baia, è stata davvero progettata dall'artista fiorentino, uno dei grandi ospiti della nobile coppia. Un'altra, splendida testimonianza dell'epoca è una cripta sotto l'antica cattedrale, affrescata già dal '400 con opere di artisti della scuola di Giotto. Come tante, grandi storie d'amore, anche quella di Vittoria e Ferrante era destinata a finire tragicamente. Sedici anni dopo, infatti, il marchese morì in battaglia, lasciando la sua sposa (nel frattempo divenuta un'affermata poetessa) nella disperazione e nella solitudine. Un'epoca mitica si era consumata e spenta in un attimo. L'ancora giovane Vittoria avrà pregato certo a lungo nella stupenda cattedrale dell'isola, ricordando i suoi meravigliosi anni passati con il suo sposo, ma non seppe mai sostituire, né tanto meno dimenticare, il suo eroe. Gli anni e i secoli passarono, e lentamente l'oblio s'impadronì di nuovo delle grandi mura, facendo dimenticare gesta, tragedie e splendori. Il castello si spopolò lentamente e uniche testimoni dei ricordi antichi rimasero le monache del Convento delle clarisse, di cui oggi possiamo visitare il macabro cimitero: un angolo buio, circondato da sedili di pietra, dove i corpi delle monache defunte erano posti a sedere, destinati a consumarsi lentamente, sotto gli sguardi e le preghiere delle consorelle, che erano giornalmente obbligate a meditare, sul posto, sulla caducità della vita umana!
L'ultimo sprazzo di gloria il castello l'ebbe nel 1809, quando le sue possenti mura riuscirono a resistere (con le oltre 10.000 persone che vi trovarono rifugio) perfino all'assedio dell’ammiraglio Nelson, che non riuscì a conquistare la fortezza, ma solo a distruggerne a cannonate vari edifici, fra cui la splendida Cattedrale. Cattedrale i cui resti sono utilizzati splendidamente dagli attuali proprietari per organizzare suggestivi spettacoli e concerti, che rendono certamente onore alla grande suggestione del luogo. Testimonianza delle ultime vicende dell''800 sono ancora le terribili carceri, che ospitarono grandi patrioti del nostro Risorgimento, come Carlo Poerio e Silvio Spaventa, i quali dovettero attendere l'arrivo di Garibaldi per veder trionfare le loro idee di libertà. Garibaldi, il quale, come vedremo, non si dimenticherà dell'isola, dove trascorrerà, a Casamicciola, un periodo di riposo dopo la battaglia dell’Aspromonte.
Oggi, grazie a illuminate opere di restauro, questo bellissimo luogo è tornato a vivere. Una delle ultime chiese rimaste integre, quella dell'Immacolata, è spesso sede di mostre di altissimo livello internazionale e tutto il complesso può essere visitato tranquillamente, salendovi con un comodo ascensore, o tramite l'antica stradina scavata nella roccia che offrirà una splendida passeggiata nella storia. E una volta in cima, uno straordinario panorama ci offrirà una delle più belle viste che offra l'isola sul golfo di Napoli. Bene, per oggi è tutto. Nei prossimi articoli proseguiremo il nostro affascinante viaggio in questa stupenda isola.
Se però, nel frattempo, voleste vedere i numerosi filmati che le abbiamo dedicato, potrete trovarli su YouTube, nella sezione FILMCARDS: ISCHIA. Chi poi ha l’iPhone o l’iPad potrà scaricarsi da App Store l’applicazione che abbiamo dedicato alla visita del’isola (potete cercarla come “FILMCARDS ISCHIA” o al link http://itunes.apple.com/it/app/ischia/id376188138?mt=8). Essa offre la visita a tutti i più importanti luoghi, centinaia di foto originali, oltre un’ora di filmati,il folclore, le tradizioni, l’elenco di alberghi e ristoranti e tutte le informazioni turistiche. Il tutto supportato da precisi punti GPS e un comodo navigatore.
Un modo completo e comodo per visitare Ischia senza muoversi da casa. Sul sito www.filmcards.it, infine, potrete scoprire tutte le guide già disponibili (Todi, Orvieto, Capri, Roma Antica, Assisi, Palermo, Iran, Uzbekistan e un promo gratuito, “ANTEPRIME”).
gigi.oliviero09@gmail.com - www.filmcards.it




































