Il vascello Vasa
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Introduzione
Siamo giunti nel porto di Stoccolma con la M.S.C. Crociere, la città ci è subito apparsa variopinta, con le sue case dai tetti appuntiti e gli innumerevoli canali. Il municipio dove,ogni anno assegnano i premi Nobel e l'albergo che ospita i partecipanti alla " kermesse" di questo premio sono invece scuri, come a sottolineare il peso culturale dello evento.
Descrizione
Siamo giunti nel porto di Stoccolma con la M.S.C. Crociere, la città ci è subito apparsa variopinta, con le sue case dai tetti appuntiti e gli innumerevoli canali. Il municipio dove,ogni anno assegnano i premi Nobel e l'albergo che ospita i partecipanti alla "kermesse" di questo premio sono invece scuri, come a sottolineare il peso culturale dello evento. Visitiamo il nuovo palazzo reale davanti al quale, a mezzogiorno, si può ammirare il cambio della guardia e poi le innumerevoli stradine coi negozi di suovenirs.
La cosa che però mi ha lasciato senza fiato è stata la visita al museo Vasa con il vascello ricostruito interamente ,ci sono addirittura i fregi e le polene che lo adornavano. Stoccolma è bella; da un certo punto di vista somiglia a Venezia con le sue isolette unite dai ponti, non ha però la levità e la grazia della città dei dogi perchè il suo carattere nordico traspare dai tetti appuntiti, dalle coloratissime facciate delle casa, dal verde che spunta prepotente appena ci si allontana dal centro storico.
Ho visitato il municipio ed il palazzo reale, è stato come immergersi nella storia e sentire vicina quella figura enigmatica e controversa di Cristina di Svezia. Dalla piazza centrale si raggiungono le stradine zeppe di souvenirs dove ho comprato il contributo della Svezia al mio albero di Natale (lo faccio dovunque vada per rendere il miop albero...cosmopolita): una pallina di vetro con un angelo.
Abbiamo poi visitato il vascello Vasa in un museo che è stato costruito intorno al vascello (un pò come il museo Pergamon di Berlino intorno alle porte di Babilonia), un vascello che affondò il giorno del varo, una tragedia immane per chi annegò, ma, come Gorthe disse per Pompei, un grande dono per i posteri!




