India, Rajastan
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Descrizione
INDIA
IL TEMPIO DEI TOPI “KARNI MATA MANDIR”
Il Tempio dei Topi, meta per viaggiatori assetati di curiosità, tappa imperdibile per chi volesse affrontare un viaggio da sogno nell’affascinante regione indiana del Rajastan.
Meta anomala, curiosa, adatta a viaggiatori coraggiosi e affascinati dal mistero: stiamo parlando del Karni Mata Mandir, il famoso Tempio dei Topi, situato nel villaggio di Deshnoke, alle propaggini del deserto del Thar e a 33 Km dalla città di Bikaner. In lontananza il suo aspetto non differisce dagli innumerevoli templi indiani, ma la sua leggenda racchiude un affascinante segreto. I turisti si affacciano sul portale di argento massiccio che fa da ingresso, sporgendo i corpi accaldati verso l’interno, senza trovare il coraggio di spingersi oltre. Come di norma è d’obbligo spogliarsi delle calzature, abbandonandole sulla soglia che separa il sacro dal profano. Generalmente i viaggiatori occidentali amano questo rituale liberatorio, ma di fronte al curioso Tempio le scarpe sembrano un bene prezioso, una protezione rassicurante contro i famelici quanto inquietanti inquilini.
Mentre gli “elefanti” impauriti si ammassano gli uni sugli altri, indecisi sul da farsi, qualche intrepido visitatore decide di saziare l’istinto voyeristico e di immergersi nel cuore del Tempio. Migliaia di topi e di veri e propri ratti girovagano tranquilli fra i fedeli, piuttosto indifferenti alla presenza umana, a cui sono visibilmente abituati. C’è chi gioca a rincorrersi, chi si concentra attorno alle numerose ciotole di latte distribuite sul pavimento, chi si diverte a divorare il cibo offerto dai sacerdoti e dai devoti. I fedeli offrono loro nutrimento convinti che un giorno i topi potranno reincarnarsi in mistici o santi. La leggenda del Tempio narra infatti che Karni Mata, identificata più tardi come manifestazione della Dea Madre, Durga, e figlia di un bardo vissuto nel XVI secolo, dopo essersi sposata divenne un’asceta e decise di dedicarsi ai poveri e ai derelitti. Un giorno chiese a Yama, dio della morte, di resuscitare il figlio di un cantastorie sconvolto per la sua perdita. Yama si oppose dicendo che il piccolo si era già reincarnato, ma Durga si arrabbiò e proclamò che la genie del cantastorie non sarebbe mai caduta nelle mani di Yama. Una volta defunti li fece quindi reincarnare temporaneamente in topi, prima della successiva reincarnazione in uomini. Questa è la ragione della loro venerazione.
Le ricche decorazioni del Tempio riportano episodi raffiguranti la Dea, osservandole con attenzione il visitatore può riconoscere i passi della leggenda. Proseguendo nella visita si varca una soglia letteralmente assediata dai ratti, ritrovandosi catapultati di fronte ad un’oscura cavità. L’antro è accessibile solo ai devoti, nel suo cuore pulsa un fuoco sacro di cui solo i fedeli possono beneficiare penetrandovi gattoni. Prima di raggiungere l’uscita i visitatori sono spesso richiamati dalle voci di fanciulli sorridenti che fanno segno di seguirli. I bambini, in cambio di piccole offerte, li conducono dal famoso topolino bianco, noto quale portatore di buon auspicio. Ma porterà fortuna nonostante l





