La città dei giovani
Community: Diari di viaggio e Racconti La città dei giovani
Introduzione
Era dall'estate scorsa che volevamo andare a Barcellona e, dopo vari rinvii, finalmente abbiamo trovato un weekend disponibile.
Descrizione
Siamo arrivati il venerdì nel tardo pomeriggio. Dall’aeroporto abbiamo preso l’autobus A1 e in appena 20 minuti eravamo in Plaça Catalunya. Visto che avevamo un bagaglio molto leggero abbiamo subito iniziato a fare un giro perlustrativo sulla Rambla, che è davvero un teatrino a cielo aperto, con artisti e bancarelle di ogni tipo. Per cena abbiamo trovato un posticino economico in una viuzza laterale.
Il sabato mattina siamo partiti dalla Barceloneta, dove alloggiavamo, e abbiamo subito fatto un giro sul lungomare, rammaricandoci di non avere il costume perché un sacco di gente faceva già il bagno. Dopo questa piacevole mattinata al mare, con tanto di colazione in un bar sulla spiaggia, ci dirigiamo verso l’interno e percorriamo la via Laietana fino a Plaça Catalunya. Passiamo il pomeriggio tra le stradine del Barrio Gotico e visitiamo tra l’altro il comune, la Plaça Real con i lampioni disegnati da Gaudì, la Placa del Pi con la sua imponente chiesa gotica.
Attraversiamo la Rambla per andare dall’altro lato e visitare lo splendido mercato della Boqueria, un mercato di alimentari in una struttura in ferro che è davvero un’opera artistica. Ci spingiamo fino al Raval, considerato un quartiere malfamato ma interessante per il suo essere punto di ritrovo di tante diverse razze e culture. Per la sera mangiamo in un ristorante cinese sulla via Laietana e dopo cena andiamo al Born, punto focale della vita notturna dei giovani della città. La via centrale è un bel viale alberato pieno di locali di ogni tipo.
La domenica siamo andati al Tibidabo, sulle alture della città. Il santuario è molto piccolo, ma la vista delle città dall’alto è spettacolare. Per chi ha figli, c’è anche un luna park. Torniamo in città per una passeggiata in Passeig de Gracia, il viale elegante della città. Passiamo davanti a casa Pedrera e casa Battlò, entrambe progettate da Gaudì, ma c’è troppa coda per entrare. In ogni caso sono belle anche all’esterno. Prendiamo l’autobus per l’aeroporto con una voglia matta di tornare!





