La strada dell’olio della Sabina, nella terra della potente Abbazia di Farfa
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Introduzione
Una escursione di un giorno nella Sabina.
Descrizione
Il nostro itinerario di oggi potremmo ben chiamarlo ”La strada dell’olio della Sabina, nella terra della potente Abbazia di Farfa”. Entriamo sul suolo Sabino, dai paesaggi ora aspri ora dolci, conosciuto fin dall’antichità per la coltivazione di alberi di olivo da cui si ricava, tutt’ora, un pregiatissimo olio dall'aroma intenso e dal sapore particolare, entriamo in un territorio ricco di miti e di leggende, come quello del ratto delle Sabine, di preziose testimonianze di un passato che riemerge sotto il nostro sguardo affascinato. Musei, itinerari storici ed artistici, castelli, palazzi e abbazie, ci parlano di un epoca lontana, di barbari e di monaci, di ferro e di preghiera, di devastazione e di isolamento. Apprestiamoci dunque a vivere questa intensa e variegata esperienza.
Capena, a soli 40 km da Roma, può rappresentare il nostro punto di partenza per raggiungere uno dei più interessanti siti archeologici laziali, il santuario di lucus feroniae, il bosco sacro dedicato alla dea Feronia, protettrice degli schiavi liberati, dell’agricoltura e della fertilità. Gli storici Dionigi d'Alicarnasso, Strabone e Livio menzionano nei loro scritto questo importante luogo di culto che in epoca regia raccoglieva fedeli dall'Etruria, dal Lazio e dalla Sabina. Una leggenda capenate racconta che, durante le guerre puniche, una statua d'oro massiccio raffigurante la Dea Feronia fu seppellita dai sacerdoti del Tempio nei dintorni del santuario, in gran segreto, per sottrarla alle truppe di Annibale; essa non venne mai più ritrovata perché i custodi di questo segreto furono uccisi dai Cartaginesi.
A breve distanza possiamo raggiungere l’abbazia di Santa Maria di Farfa, uno dei più significativi monumenti del medioevo europeo, già da sé vale il nostro viaggio! Le origini dell’abbazia sono avvolte nel mistero, sembra tuttavia che sia stata fondata nel VI secolo da S. Lorenzo Siro con l’intento di diffondere la venerazione di Maria. Fu uno dei più potenti e venerati monasteri del medioevo, sede di un importante collegio di scrittura dove vennero compilati numerosi codici con una particolare capolettera maiuscola, detta farfense. Presenta un portale tardo romanico, una torre merlata, una antichissima cripta, una biblioteca, un chiostro romanico ed uno del '600. www.abbaziadifarfa.it è un gradevole sito che vi condurrà alla riscoperta della storia e dell’arte di questo magnifico edificio.
A poca distanza, nella frazione di Fara chiamata Canneto in Sabina ci attende una sorpresa, un albero di olivo monumentale, talmente antico ed imponente da rappresentare in sé oggetto di visita: alto 14 metri, con un diametro di 6 ed una età stimata di 1500 anni, è certamente, nel suo genere, uno degli alberi più vetusti di Europa; nonostante le gelate che lo hanno danneggiato ancora oggi è rigoglioso e produce 8 quintali di olive ogni anno! Il nostro itinerario si conclude qui, se desiderate approfondire non mancate di appuntare l’indirizzo del sito www.sabina.net




