Lungo la Flaminia, nel cuore del Parco del Treja, tra paesaggi etruschi, cascate e un antico mulino.
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Introduzione
Una breve escursione nel parco del Treja e dintorni.
Descrizione
L’itinerario di oggi, che potremmo chiamare “Lungo la Flaminia, nel cuore del Parco del Treja, paesaggi etruschi, cascate e un antico mulino”, ci porta a conoscere i colori, i profumi, i timbri del parco suburbano Valle del Treja. Qui il verde copioso degli alberi di cerro, nocciolo ed acero campestre spicca nel sottobosco di felci e muschio per poi esplodere in una miriade di tinte in prossimità dei corsi d’acqua che attraversano lentamente la vallata e dove prosperano l’ontano, il pioppo bianco e il sambuco, dall’inebriante profumo. Meta apprezzata è rappresentata dall’area del Monte Gelato, comprensiva oltre che delle omonime cascate, anche di un ponte, di una torre e di un mulino probabilmente di origine medioevale, riedificato nel 1931 da parte del principe del Drago, Feudatario di Mazzano Romano ed utilizzato ancora negli anni '50 per macinare le sementi.
Tutto il territorio è ricco di storia e di panorami mozzafiato tanto da rappresentare uno scenario ideale per riprese cinematografiche: nel 1950 Roberto Rossellini ambientò in questi luoghi alcune scene del film “Francesco giullare di Dio”, e molti film di genere fantastico trovarono l’ambientazione perfetta, da “Orlando e i paladini di Francia” a “La regina di Saba”, da “Le fatiche di Ercole” a “Costantino il grande”. A brevissima distanza dalla cascate possiamo avventurarci a piedi nell’antico e minuscolo borgo di Calcata, il cui nome appare menzionato nei documenti storici a partire dalla fine dell’VIII secolo, sotto il pontificato di Adriano I. In questo singolare paesino, abbandonato prima dell'ultima guerra per i crolli frequenti della rupe tufacea su cui è arroccato, possiamo girare le vie, curiosando tra la miriade di negozi e botteghe di artigianato che hanno ridato nuova vita a questo piccolo centro popolato da artisti, intellettuali e personaggi alternativi. Superata la porta nelle antiche mura troviamo una caratteristica piazza e la Collegiata dei Santi Cornelio e Cipriano, nota fin dal medioevo e meta di pellegrinaggi in quanto conserverebbe una singolare reliquia, il prepuzio di Gesù, conservato, secondo la tradizione, dalla levatrice di Maria.
A poca distanza il borgo di Mazzano Romano, situato su di una altura a strapiombo sul fiume Treja, si lascia scoprire nei suoi vicoli medioevali, lasciando intuire trascorsi storici e l’antica grandezza degli Etruschi. Rimane il coro di una chiesa del 1543, l'antico palazzo di Everso e Dolce degli Anguillara e quello dei Biscia, il Santuario di S. Maria delle Grazie, la cui costruzione risale all'anno 1000 e numerosi sono gli spunti per una visita. Prima di ritornare in direzione di Roma diamo un ultimo sguardo al minuscolo centro di Faleria, conosciuto in epoca romana con il nome di Stabla, e assurto a splendore nel 1500 con l’ampliamento del magnifico castello degli Anguillara ad oggi in quasi totale abbandono. Il nostro itinerario si conclude qui ma per chi desiderasse maggiori informazioni il sito www.isa.it/tuscia è ottimo e completo.


