Motoraduno della lenticchia
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Introduzione
Viaggio tra Fano, Castelluccio di Norcia, la Gola del Furlo...
Descrizione
Il nostro hobby? I raduni. Ma non raduni qualsiasi, raduni della "signora" delle moto: raduni Goldwing!
C'è solo l'imbarazzo della scelta, ogni fine settimana, da marzo a ottobre, si può scegliere tra meravigliosi luoghi nostrani o mete europee. Noi scegliamo di restare "in casa" perchè il tempo a disposizione non è molto e quindi bisogna risparmiare sui chilometri.
Lo scorso fine settimana siamo stati al raduno di Fano. Per noi, che abitiamo nell'estremo ponente ligure, a Ventimiglia, raggiungere la città di Fano è una bella tirata di 630 km., quindi decidiamo di partire il giorno prima dell'appuntamento in loco. Nelle nostre intezioni c'è il desiderio di partire la mattina presto, in modo da poter vedere il sorgere dell'alba dall'autostrada; la nostra autostrada A10 è tra le peggiori del nord italia, un continuo sfilare di viadotti e gallerie, semicurve, salite, discese ma ha il grande privilegio di correre in alto, sopra il mar ligure lungo quasi tutto il percorso.
Il primo tratto, partendo da Ventimiglia, è il luogo ideale per gustarsi il nascere del sole. Infatti lo spettacolo merita largamente la sveglia alle 4!!! È uno splendore di luce e di colori che accompagna la nostra marcia e ci invita anche ad una tappa fuori programma per gustarci il momento: nostalgie e sentimenti vari ci assalgono, nonostante tutta una vita vissuta sul mare.
Riprendiamo la marcia con il sole negli occhi. Ma presto il tempo cambia. Proseguendo verso nord nuvoloni neri ci seguono. Arrivati allo snodo di Bologna ci sorprende un temporale che ci segue per una mezz'oretta. È disagevole la moto sotto l'acqua, ma fa parte del gioco e quindi non ci facciamo nemmeno caso e proseguiamo speranzosi; infatti poco dopo incontriamo il sereno.
Arriviamo a Fano senza nessun problema. Troviamo il nosto campeggio, dove abbiamo prenotato un bungalow, appena fuori il centro di Fano. Decidiamo di approfittare del simpatico ambiente tipo "casa delle bambole" del bungalow e ceniamo nella nosta cucina dopo aver fatto un po' di spesa nel negozietto del campeggio. Dopo raggiungiamo la spiaggia che qui, a differenza della nostra in Liguria, è una distesa di sabbia punteggiata di sdraio e ombrelloni, uno vicino all'altro, senza privacy e senza respiro ... poi si è alzato un po' di vento e quindi la spiaggia è quasi deserta: mi mette tristezza! Ma che importa, noi non siamo qui per il mare, siamo qui per il raduno!
Il giorno dopo siamo puntuali al punto di ritrovo sul lungomare di Fano. Troviamo 72 equipaggiamenti pronti ad iniziare una nuova avventura: la Gola del Furlo. Si parte scortati dalla polizia locale che ci agevola l'attraversamento della vie cittadine. Raggiungiamo l'antica strada consolare Flaminia dove si apre, all'altezza della Gola del Furlo, la galleria del Furlo, cioè il Forulus, il forellino nel sasso della montagna.
Dapprima un forellino angusto, preistorico, aperto scheggia a scheggia, fatto aprire dal console Flaminio nel 217 a.C. o forse scavato in precedenza. Poi, dall'anno 76 d.C., a lato di questo forulus, la galleria romana, lunga quasi quaranta metri, scavata nel cuore della roccia per volere dell'Imperatore Vespasiano nel punto più stretto della gola.
Il paesaggio è suggestivo, pittoresco e selvaggio. Le pareti rocciose dei monti Pietralata e Paganuccio, prodotte dall'erosione delle acque del Candigliano, si innalzano per centinaia di metri a picco su un verde laghetto e formano la caratteristica Gola del Furlo dal singolare aspetto alpino e dal fascino unico, che la inserisce di diritto tra le maggiori attrattive dell'Italia centrale. Le acque del fiume Candigliano si gettano a poca distanza nello storico fiume Metauro che ricorda la sconfitta e la morte di Asdrubale. A circa 4 chilometri, sulla destra, si trova uno spiazzale dove parcheggiamo le nostre moto per un piccolo ristoro presso la locanda del Furlo, famosa per aver ospitato il Duce durante i suoi viaggi da Predazzo verso Roma.
È conservata ancora, per i visitatori, la sua camera con i suoi ritatti e l'oggettistica. Dal piazzale la vista si apre sui monti vicini, dove spicca la roccia cosidetta "testa del Duce". Negli anni trenta, gli abitanti del luogo forgiarono la montagna riproducendo l'effigie di Mussolini: il profilo del duce è in alto a sinistra dell'albergo, costruito in segno di omaggio all'insaputa del Duce. Oggi non è facile distinguere il profilo tanto particolare, per via del fatto che i partigiani minarono la montagna per cancellarne la sua gloriosa memoria.
La sera, l'appuntamento è al leggendario locale, gestito dalla coperativa dei pescatori di Fano, Pesce Azzurro. La cena, a soli 11 euro, antipasto, primo e secondo con bevande, il tutto esclusivamente a base di pesce, comporta un'attesa in coda di quasi un'ora...ma noi motocilisti siamo armati di molta pazienza e tra una battuta e una risata, il tempo scorre velocemente.
Al termine, classico tour cittadino con illumanarie (le Goldwing in tutta la loro eleganza illuminate a festa).
Il secondo giorno è il più impegnativo ed è la meta principale del raduno: si percorrerà un anello di 390 km! Dopo un tratto di superstrada ci inoltriamo nell'entroterra marchigiano attraverso molteplici paesaggi dalle dolci colline. Una prima breve sosta a Matelica per un piccolo ristoro. Si riprende la marcia per raggiungere il ristorante "Dell'erborista" in frazione Gualdo, immersi nel verde. Al termine del pranzo si riparte finalmente verso la meta ambita: Castelluccio di Norcia. Il paese si trova in cima ad una collina che si eleva sull'omonimo altopiano, uno dei più vasti dell'Italia centrale ed inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L'altezza di 1.452 metri s.l.m. ne fa il centro abitato più elevato degli Appennini. Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). Da questo suggestivo ed incantevole paese si possono scorgere scenari unici di una pianura di circa 1.300 ettari di terreno che nei mesi invernali offre una vista davvero seducente e unica per la neve che ricopre questa enorme distesa. Oggi è cosparsa di un tappeto di fiori talmente spettacolari da essere noto con l'appellativo di "Fioritura dei Piani", che merita tutti i 390 km. macinati oggi!!
Scendiamo nelle splendida piana dal panorama surreale: i Piani carsici di Castelluccio (1.350 m), di circa 15 km², rappresentati principalmente dal Pian Grande e dal Pian Perduto. Qui è la natura il vero monumento. Ci spiegano che, ogni anno, tra fine maggio e i primi giorni di luglio, l'altopiano è testimone di un evento di particolare importanza, la Fioritura. Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso.
È una vera e propria esplosione di colori, dal rosso dei papaveri, al bianco dei narcisi, dall'azzurro dei fiordalisi al giallo dei fiori della lenticchia che trasformano i Piani di Castelluccio in una tavolozza variopinta. I fiori impalpabili quasi si confondono con le erbe, tenere e umide con i cardi che nulla ancora hanno della crudezza di cui li rivestirà il sole d'estate. I fiori delle lenticchie, i papaveri, i fiordalisi si alternano cromaticamente nella straordinaria manifestazione organizzata dalla natura.
Le nostre Goldwing sfilano in mezzo a tanti colori e si confondono con loro. Parcheggiamo lungo la stradina in mezzo ai campi per foto esclusive, non da ultima la foto alla rigogliosa "Italia" fatta di alberi, che si distingue nettamente tagliata in mezzo ai campi di questa vasta pianura (che una volta era un lago), dove si coltivano le celebri lenticchie di Castelluccio.
Siamo emozionati: non abbiamo mai visto un "monumento" tanto imponente!! Ed è la natura che ha lavorato!! Solo la natura, non l'uomo!! Siamo molto distanti dalla nostra casa, ma questa esperienza, in questo giorno, merita ogni chilometro percorso (anche quelli sotto il temporale!).








