Namibia tour
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Introduzione
Descrizione
Dopo un volo pieno d’attese arrivo a Windhoek capitale della Namibia Africa del Sud.
Stato africano con una lunga costa ad ovest sull’Oceano Atlantico, confina con Angola Botswana e Sudafrica.
Primo step all’aeroporto per il ritiro del fuoristrada rigorosamente 4x4 che mi accompagnerà per tutto l’itinerario e che grazie alle ruote motrici mi aiuterà ad uscire da grandi insabbiature nel deserto.
Il deserto Namib è proprio la mia prima tappa. Sossulvlei con le mitiche dune di sabbia e la leggendaria DUNA 45, la più alta, la guida riporta che assolutamente bisogna salire sino alla cima, rigorosamente coperti a causa dell’escursione termica notturna, si sale di mattina presto e lungo un sentiero creato dal vento si raggiunge la vetta, sembra di essere sospesi tra le nuvole circondati da dune colore rosso ruggine. Ci si sente bloccare il respiro non per la fatica o la paura ma per la meraviglia del panorama.
Riparto il secondo giorno, sono le 5 del mattino, ogni giorno della mia vacanza inizierà costantemente con l’alba e i colori che solo l’Africa può regalare, raggiungo dopo lunghissimi percorsi la città di Swakopmund.
La Namibia è stata lungamente una colonia tedesca e questa località ne è la testimonianza per com’è strutturata, costruzioni e edifici con i tipici tetti spioventi, interni con travi di legno ed ad ogni angolo birrerie e pub.
Ho proprio bisogno di una cittadina confortevole sul mare dove gusto dell’ottimo pesce e mi rilasso dopo un paio di giorni di viaggio e come cibo, soltanto provviste di carne essiccata e frutta disidratata; le distanze tra i punti di commercio sono notevoli.
Tappe successive sulla costa sono CapeCross con la colonia di migliaia di foche che abitano la grande baia per vivere e riprodursi.
Inizio a comprendere che i veri e unici padroni della Namibia sono la natura ed i suoi animali, non è raro, infatti, ritrovarsi tra zebre, scimmie, antilopi durante il tragitto.
Ma le grandi riserve naturali ci aspettano all’interno dalla costa, prima però devo raggiungere la Skeleton Coast a nord, costa desolata e inospitale dove i primi coloni alla scoperta di nuove terre africane, rimanevano spiaggiati e soli, fino a morire per il freddo, il forte vento incapaci di superare questo deserto secco e arido. Si possono scorgere ancora in mare molti relitti del passato incagliati nella sabbia.
Il fuoristrada consente in poche ore di uscire da questo posto irreale e arrivare a nord del paese dove la città di Odwanga permette di mangiare, riposare e conoscere le popolazioni locali che mantengono usi dei nativi Boscimani come ricoprirsi l’intero corpo di argilla rossa per ripararsi dal caldo e dal sole e gli Ottentotti, questi ultimi subita l’influenza degli europei di inizio secolo usano ancora vestiti lunghissimi e colorati e grossi cappelli.
In seguito l'itinerario prevede rimanendo a nord del paese Opuwo-Outapi per ammirare le cascate di Epupa confine naturale tra Namibia e Angola.
Ultima destinazione Etosha National Park, dove siamo reali protagonisti di un documentario.
All’interno del Parco si trovano 3 punti di osservazione Namutoni Halaly Okauelo, sono 3 strutture separate gestite dallo stato dove gli alloggi sono tutti identici, essenziali e semplici ma da dove si può vedere tutta la vera Africa che mi attendevo: finalmente gli animali.
Durante il giorno si può uscire rimanendo esclusivamente in auto e con l’aiuto di carte e piantine percorrere tutto il parco.
Cartine ricche di informazioni e indicazioni dei vari punti dove gli animali si riuniscono, principalmente vicino a pozze d'acqua. Interminabili attese, a volte fortunate, ti permettono di avvistare intere famiglie di elefanti, giraffe, zebre, leoni, leopardi, rinoceronti, struzzi e centinaia di uccelli dalle forme e dai colori incredibili.
Tre giorni a sorvegliare, aspettare, fotografare, contemplare la vita e la sopravvivenza con grande emozione.


















