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Tra Italia e Francia
Community: Diari di viaggio e Racconti Tra Italia e Francia
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Scritto da: Andrea
Durata: 4
Data partenza: dal 24/03/2020 00:00:00 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Andrea, Gabriele
Introduzione
Un viaggio in camper toccando l'Italia e la Francia, la pianura e la montagna, i prati in fiore e le strade innevate, le città e i paesini, i borghi e i castelli.
Le Tappe del Viaggio
Lunedì
Essendo un viaggio in camper, ieri sera dopo cena siamo partiti dalla nostra città in modo tale da dormire nella prima stz-meta-stz, Avigliana, cosicché questa mattina siamo già pronti per visitarla.
Infatti, dopo una ricca colazione, andiamo all’esplorazione.
Avigliana è famosa per i suoi due laghi: Lago Grande e Lago Piccolo.
Iniziamo dal Lago Grande. Dal parcheggio dove abbiamo dormito, pochi passi e siamo sul lungolago. Una banchina di legno lo costeggia. La percorriamo e, tra piccole barche, anatre e foto di rito, giungiamo alla sua fine. Da qui torniamo sulla strada che costeggia il lago, ovvero Corso Laghi. Lo seguiamo tenendocelo alla destra, fino a che non troviamo un Infopoint. Sfortunatamente è chiuso (sempre il lunedì e il martedì) ma almeno riusciamo a fare una foto della cartina del paese.
Continuiamo a percorrere il Corso tenendo il Lago Grande sulla destra fino alla rotonda. Qui prendiamo Via Giaveno fino a trovare a sinistra un piccolo sentiero (con tanto di cartello) che conduce al Lago Piccolo. Tra i due, il Grande è quello decisamente più “fotogenico”.
Poi percorriamo Corso Laghi al contrario fin dove si biforca. Qui c’è il Santuario della Madonna dei Laghi (carina perché si affaccia sul lago. Peccato sia chiusa). Continuando per Corso Laghi c’immettiamo nel centro storico del paese; decisamente carino. Raggiungiamo la Chiesa di San Giovanni (all’ingresso c’è un bel presepe da ammirare e l’interno della chiesa merita una foto). Proseguiamo fino alla Piazza C. Rosso. Alzando lo sguardo si scorgono le rovine del Castello di Avigliana. Decidiamo di non raggiungerle in quanto troppo distanti e, a conti fatti, non c’interessano poi tanto (anche se il panorama da lassù sicuramente merita). Sotto i portici della Piazza, in compenso, c’è l’ingresso per il “Giardino delle Donne”, dov’è presente un balcone panoramico, una scultura e tanti mosaici affissi sui muri.
Soddisfatti della visita, torniamo sul camper. Tempo di pranzare e poi partiamo per la Sacra di San Michele. Già avvicinandosi si nota l’imponenza e l’atmosfera “fantasy” del luogo. Esteticamente ricorda Mont Saint-Michel, in Francia.
In una ventina di minuti arriviamo a destinazione.
Noi ci fermiamo in un parcheggio gratuito (scopriamo solo dopo che ce ne sono altri, appena sotto all’abbazia, a pagamento). Percorriamo a piedi la strada in salita fino alla Sacra: decisamente imponente e d’effetto.
Scopriamo che a Gennaio e Febbraio la Sacra è chiusa di lunedì (gli altri giorni è aperta dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00). Ciò non c’impedisce però di fare molte foto al panorama e all’abbazia.
Sul far della sera ci spostiamo in una quarantina di minuti a Susa, nostra prossima stz-meta-stz.
Parcheggiamo in Piazza Repubblica (ottimo parcheggio, con tanto di Infopoint) e iniziamo a visitare la città. Dalla Piazza prendiamo Via Roma fino al ponte; qui il fiume separa la città in due parti. Prima ammiriamo la Chiesa della Madonna del Ponte (carina ma chiusa) e poi attraversiamo il ponte, immettendoci in Via XX Settembre fino a Piazza Trento. Poco più avanti c’è il Municipio in Via Palazzo di Città. Proseguiamo fino a giungere ai piedi del Castello (c’è un Museo all’interno ma riaprirà in primavera) dove si trova anche l’Arco di Augusto e l’acquedotto romano. “Circumnavighiamo” il castello fino ad arrivare al Parco D’Augusto (bel panorama) e alla Piazza Santa Maria Maggiore (con annessa Chiesa di Santa Maria Maggiore). Qui troviamo anche la Porta Savoia e la Cattedrale di San Giusto.
Facciamo qualche altro giro perdendoci tra le viuzze del centro e poi torniamo in camper.
Che dire di Susa? Tra viuzze e monumenti illuminati, è incantevole. Vale decisamente la pena visitarla di sera.
Martedì)
La mattina ce la prendiamo comoda.
In primis andiamo all’Infopoint (ieri era chiuso per l’ora tarda. Oggi, alle 9.30, è già aperto).
Ci facciamo dare due dritte dall’addetta, recuperiamo la cartina della città e poi ripercorriamo le stesse vie di ieri sera per ammirare i monumenti alla luce del sole. Decisamente un giro piacevole; anche stamattina le foto fioccano.
Dopo pranzo, in una quindicina di minuti in camper, siamo al Forte di Exilles (seppur sappiamo già essere chiuso). Ci fermiamo nel parcheggio sottostante e poi raggiungiamo il portone d’ingresso, solo per il piacere di fotografare Forte e panorama circostante da più angolazioni.
Ci dirigiamo poi al paese di Exilles passando accanto al prato, sottostante al forte, dove coltivano la lavanda (ovviamente, dato il periodo, si scorgono solo piante senza fiori).
Dopo qualche minuto di passeggiata giungiamo in paese; decisamente minuscolo ma a renderlo interessante è il fatto che su alcune costruzioni sono affissi dei cartelli dove viene riportato chi ci lavorava all’interno (in chiave “romanzata”) e alcune foto d’epoca.
Infine torniamo al nostro mezzo e partiamo per la nostra prossima stz-meta-stz: Claviere, a 1760 metri d’altezza e a trentacinque minuti da qui.
Passiamo da paesaggi primaverili a invernali, con neve alta e strade a tratti ghiacciate.
Claviere è un piccolo paese famoso per il suo ponte tibetano (il più lungo al mondo, ma d’inverno chiuso).
Parcheggiamo proprio all’ingresso del paese, ovvero dove si trova l’accesso al ponte. Poi facciamo un giro, anche se una nevicata con i fiocchi limita la nostra voglia d’avventura. Comunque di Claviere, al di là della Chiesa Parrocchiale e della via principale, non c’è molto da vedere.
Ci fiondiamo infreddoliti in un bar a bere qualcosa di caldo e poi decidiamo di fare una pazzia e di raggiungere a piedi, seppur sotto la tormenta di neve, il paese limitrofe, Monginevro, giusto per il piacere di mettere piede su terra francese.
Dopo una mezz’oretta di camminata, e dopo aver attraversato la dogana (le forze dell’ordine francesi ci fanno passare senza degnarci di uno sguardo), giungiamo a Monginevro. C’è poca gente in giro (anche perché è ora di cena), quindi zigzaghiamo tra le vie del paese ammirando negozi e decorazioni invernali. Decisamente d’impatto l’ambiente, soprattutto per l’atmosfera natalizia che si respira e per la neve in abbondanza.
Torniamo poi al camper per prepararci la cena e per dormire.
Mercoledì)
Oggi bella giornata: poco vento, cielo sereno e strade pulite.
Così decidiamo di raggiungere Briançon, città francese.
Per giungervi passiamo da Monginevro ma questa volta i poliziotti della dogana ci fermano per un controllo. Un paio di minuti e poi siamo di nuovo in viaggio.
Attraversiamo strade innevate per poi scendere a valle fino a giungere, in una ventina di minuti, a destinazione (essendo a 1326 metri d’altezza, qui c’è decisamente meno neve rispetto a Monginevro e Claviere).
Percorriamo in camper l’Av. de Provence e la Rue des fontainiers fino a trovare un enorme parcheggio dove lasciare il nostro mezzo. Da qui c’incamminiamo verso nord fino ad arrivare in pochi minuti a Av. M. Petsche. Deviamo un attimo in rue Centrale (non tanto per i negozi quanto per l’Infopoint che ci fornisce la cartina della città). Poi percorriamo in salita Av. M. Petsche e Av. de la Republique, la quale ci porta all’ingresso della città vecchia (cité Vauban), ovvero una cittadella fortificata e delimitata da imponenti mura. Entriamo da una delle sue porte (Porte d’Embrun) e seguendo la strada giungiamo a quella principale, Grande Rue. Ne percorriamo un pezzo per poi tagliare a destra per una strada secondaria, la quale ci permette di raggiungere le mura di cinta, percorribili dall’alto in modo da fare il “giro di ronda” per ammirare il paesaggio sottostante. Data l’atmosfera fantasy, in stile “trono di spade” invernale, le foto fioccano. Percorriamo tutte le mura verso est per poi prendere Rue du pont d’Asfeld fino alla Porte de la Durance. La oltrepassiamo in modo tale da arrivare al Pont d’Asfeld, un ponte da cui si ha un bel panorama della valle.
Infine torniamo sui nostri passi e raggiungiamo Grande Rue. L’attraversiamo tutta (carina e piena di negozi) fino a Heritage Service. Da qui costeggiamo di nuovo le mura fino a raggiungere la chiesa di Notre Dame (visitabile gratuitamente). Tra l’altro, per la cronica, davanti alla chiesa c’è un altro Infopoint.
Gironzoliamo ancora un po’ per le viuzze della città vecchia fino a giungere a una piccola piazza (Place d’Armes) dove c’è il Palais de Justice.
Poi recuperiamo il camper e raggiungiamo in cinquanta minuti Sestriere.
Il primo impatto è decisamente negativo: essendo una località sciistica, intorno agli impianti hanno costruito enormi e orrendi palazzi che minano la bellezza del paesaggio circostante. Lasciamo il camper nel parcheggio gratuito all’ingresso del paese (Via Cesana) e poi c’incamminiamo fino a raggiungere Piazza Agnelli con la Parrocchia Sant’Edoardo. Poi prendiamo Via Pinerolo (piena di negozi) fino al Piazzale Kandahar (dove si trova un Infopoint). Qui finisce il paese, cosicché torniamo in Piazza Agnelli e attraversiamo Via Louset (di fronte alla piazza) in modo da raggiungere Piazza Fraiteve. Nulla di che: solo negozi di abbigliamento e locali.
Delusi dal paese (l’unica cosa che ho trovato interessante sono state le statue di legno allineate in Piazza Agnelli), torniamo al camper e raggiungiamo in un’oretta Susa per passarvi la serata e la notte.
Giovedì)
Dato che oggi è aperta e ci teniamo a vedere l’interno, andiamo alla Sacra di San Michele.
Giungiamo a destinazione, ma questa volta sostiamo, proprio sotto l’abbazia, nel parcheggio a pagamento (1,50€ all’ora, dalle 8 alle 18). Saliamo la scalinata fino al portone d’ingresso dove c’è la biglietteria.
Paghiamo 8€ il biglietto e saliamo fino all’ingresso dell’abbazia, ammirando l’imponenza della chiesa e del paesaggio circostante.
Entriamo infine all’interno: decisamente d’impatto, con i suoi quadri, i sepolcri e le altre opere.
Poi attraversiamo una porta che conduce alla terrazza da cui si ha un bel panorama della valle e delle rovine del monastero nuovo. Seguiamo i cartelli di uscita e scendiamo da una scalinata moderna che ci conduce in aree dove sono collocate foto e sculture religiose di una trentina di artisti. Dopodiché usciamo e raggiungiamo il camper.
Dopo aver pranzato, partiamo per la nostra ultima tappa: Rivoli.
In una mezz’oretta vi giungiamo.
Lasciamo il camper in uno dei parcheggi gratuiti accanto a Parco Melano. Facciamo un giro nel piccolo parco giusto per vedere la Cappella di San Grato e poi torniamo sui nostri passi perché accanto al parcheggio si trova il Castello di Rivoli (con Museo d’Arte Contemporanea all’interno).
Il castello è grande e da qui, essendo su una collina, si può ammirare dal suo piazzale la città sottostante.
Da qui scendiamo attraverso Via Monsignore Borghezio fino a giungere in Via al Castello. La percorriamo fino alla Casa del Conte Verde (una dimora storica divenuta museo) in Via Fratelli Piol. Ci piacerebbe visitare ancora un po’ Rivoli ma il tempo è tiranno, quindi torniamo al nostro camper.
Destinazione casa.
Conclusioni
Che dire di questi quattro giorni “On the road”?
Abbiamo visitato tanto, anche in condizioni avverse (siamo passati dai 28° di Avigliana ai -7° di Claviere, con tanto di tormenta di neve!).
Di tutto ciò che ho visitato, tirando le somme, ecco il mio parere personale.
Mi sono piaciute:
Avigliana: il paese in sé è piccolino ma un giretto di una mattinata è l’ideale. I due laghi e la quiete del luogo gli fanno guadagnare punti.
Sacra di San Michele: un’abbazia imponente e maestosa che merita decine di foto, fuori e dentro.
Susa: è un paese grande con tanti monumenti e un bel panorama. Di sera poi è incantevole.
Forte di Exilles: imponente. Se si è di passaggio merita una sosta per le foto di rito (peccato fosse chiuso). Il paesino ha quegli interessanti cartelli commemorativi di cui parlavo poc’anzi. Se siete di fretta potreste anche fare a meno di visitarlo. Altrimenti ci può stare esplorarlo in una mezz’oretta.
Monginevro: piuttosto che fermarsi a Claviere, che non offre niente, meglio allungare di quindici minuti il tragitto e andare a Monginevro. Si respira aria francese e offre, rispetto al paesino limitrofe italiano, qualcosa di più in fatto di negozi e monumenti. Se però siete di fretta, direi che potreste anche passare oltre e dirigervi direttamente a Briançon, il migliore dei tre.
Briançon: tappa imperdibile. La sua città vecchia cinta dalle mura è spettacolare, specialmente per quell’atmosfera fantasy che permea i bastioni e il ponte. Sia la città vecchia che quella nuova offrono tante attrattive, sia a livello di monumenti che di shopping. Minimo dovete dedicargli una mezza giornata. Meglio ancora una intera.
Mi hanno lasciato perplesso:
Claviere: piccola. A mio avviso se ne può fare anche a meno. Ha senso d’estate per il ponte tibetano ma se escludessimo questo ciò che resta è un minuscolo paesino con pochissimi locali e negozi.
Sestriere: orrendo. Un agglomerato di palazzi atti solo a ospitare coloro che sciano d’inverno. Tanti negozi di scii e locali ma nulla di più. Anche le piazze sono solo dei perimetri circondati da negozi. Se non v’interessa sciare, passate oltre.
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