WhichPage-GetPartialViewNoCache = 0
 
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0,0019532
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0,0009773
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0

Viaggio in Giappone  

Community: Diari di viaggio e Racconti Viaggio in Giappone

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0009763


Riccardo
Scritto da: Riccardo
Località: Kyoto, Osaka, Tokyo
Durata: 16 giorni
Data partenza: dal 17 maggio 2006 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Riccardo Minervino

Introduzione

Le meraviglie del Giappone

Le Tappe del Viaggio

Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
Il nostro viaggio è cominciato mercoledì 17 maggio 2006. Siamo partiti da Milano Cadorna con il Malpensa Express che ci ha portato all'aeroporto di Milano Malpensa e abbiamo preso l'aereo intorno alle ore 21.00. Le 12 ore di volo sono passate più rapidamente del previsto, sono riuscito a dormire e al mio risveglio stavamo già sorvolando il Giappone. Siamo arrivati all'aeroporto di Tokyo Narita alle 16.00 ora locale. Abbiamo salutato la bella hostess, recuperiato i bagagli e siamo andati a prendere i biglietti per il Narita Express, il treno diretto alla stazione di Tokyo. Una volta a Tokyo la stanchezza ha lasciato il posto all'eccitazione! La metropolitana ci ha portato fino a Ueno Okachimachi e poi da lì a piedi fino ad Akihabara dove ci attendeva l'hotel Edoya, l'abergo in cui mi ero trovato benissimo l'anno prima. Esausti per il viaggio ci siamo rilassati con un bel bagno termale nella vasca di pietra all'aperto che si trova all'ultimo piano dell'hotel e poi ci siamo goduti la prima cena giapponese offertaci gentilmente dai gestori dell'albergo. Dopocena siamo andati a farci un giro per Akihabara, ma i negozi erano ormai quasi tutti chiusi, così ci siamo infilati al Sega Club, una delle più grandi sale giochi del quartiere, passando qualche ora a sfidare i giapponesi a Soul Calibur 3. Verso mezzanotte, vinti dalla stanchezza, siamo tornati in albergo sotto una pioggia finissima che ci ha accompagnato anche il giorno seguente.
Venerdì 19: la vera avventura stava per cominciare! Avevamo un'importante missione da compiere: trovare le Morning Musume e consegnargli i ritratti che avevamo fatto per loro. Dopo un'abbondante prima colazione a base di panini, uova, formaggio, pesce, marmellata, spaghetti e caffè, ci siamo messi in viaggio verso la stazione televisiva di TV-Tokyo, dove speravamo di trovare qualche info sulle ragazze. A TV-Tokyo sono rimasti tutti impressionati per la nostra audacia di essere venuti in Giappone a cercare di consegnare di persona i ritratti alle Musume, ma come temevamo siamo venuti a sapere che era davvero molto difficile poterle incontrare, in quanto sono davvero molto famose e quindi inavvicinabili. Tuttavia hanno deciso di aiutarci e ci hanno disegnato una mappa per poter raggiungere direttamente la UP-Front Agency, la casa discografica per cui lavorano le MM. Alla UP-Front abbiamo avuto mille difficoltà perchè non potevamo entrare senza un appuntamento e non ci davano nemmeno la possibilità di prenderne uno. Sembrava ormai tutto perduto quand'ecco che all'ingresso si è presentato il sig. Kazuhiko Yabe, uno dei principali responsabili della UP-Front che si occupa proprio delle Morning Musume. Gli abbiamo spiegato il motivo della nostra visita e lui si è esaltato tantissimo! Abbiamo scoperto che tra l'altro è un appassionato dell'Italia, cosa che ha sicuramente giocato a nostro favore. Il sig. Yabe è stato davvero gentilissimo e ci ha organizzato un appuntamento per il lunedì successivo, sempre alla UP-Front, per poter discutere la questione dei ritratti, anche se ha ribadito che poter incontrare le MM era estremamente difficile. Inoltre ha aggiunto che se noi fossimo stati giapponesi non saremmo mai nemmeno potuti entrare alla UP-Front Agency. Felicissimi di aver fissato l'appuntamento, abbiamo lasciato l'agenzia e siamo andati a farci un giro a Ginza, il quartiere della moda in centro a Tokyo. Abbiamo visitato il Sony Building e poi ci siamo fatti una lunga camminata per le vie affollate, passando dalla piazza di Godzilla fino ai grandi giardini dell'Hibiya-koen. Nel tardo pomeriggio siamo andati all'Hakuhinkan Toy Park, un grande negozio di giocattoli, poi abbiamo fatto un salto da Bic Camera a guardare un po' di articoli elettronici e la sera siamo tornati ad Akihabara, dove abbiamo cenato allo Skylark Gusto, un fast-food giapponese dove le bibite sono gratis! Abbiamo speso ancora un po' di Yen al Sega Club e quando siamo tornati in albergo abbiamo guardato un fantastico programma: Shimokita Glory Days, un telefilm davvero esilarante dove inolte si vedono splendide ragazze seminude di continuo! Quando siamo andati a dormire, eravamo esausti ma molto felici.
Sabato 20: finalmente il sole! Abbiamo approfittato della bella giornata per andare a LaQua, un piccolo Amusement Park vicino al Tokyo Dome, che offre qualche attrazione e svariati posti dove pranzare. Siamo andati sul Thunder Dolphin, il favoloso ottovolante che passa a tutta velocità dentro al palazzo! Poi ho provato a fare conoscenza con le ragazze di uno stand gastronomico ma senza successo, così ci siamo limitati a girare tra la gente sperando di poter incontrare qualcuno che parlasse inglese per scambiare due parole. Purtroppo in Giappone l'inglese lo parlano davvero in pochi e alla fine abbiamo optato per prendere la metro e raggiungere il quartiere più stravagante dove poter passare il sabato pomeriggio: Harajuku! Ad Harajuku si incontra veramente la gente vestita nei modi più strani. Io ho fatto una mia personale suddivisione in tre stili principali di abbigliamento: Dark/Metal, Boysh e Dolls, ma ci sono altri stili davvero particolari e originali a cui non ha senso dare un nome. Guardando le foto capirete meglio cosa intendo. Mentre passeggiavamo per Takeshita Street, la via principale di Harajuku, ho notato due ragazze che ci salutavano sorridendo da dentro un fast-food, quindi siamo subito andati a conoscerle. Ovviamente non parlavano inglese e le mie conoscenze di giapponese erano ancora troppo scarse per un dialogo approfondito, quindi dopo una mezz'ora passata a gesticolare per farci capire, le abbiamo salutate e ci siamo rituffati nella folla. Nel pomeriggio è arrivato un violento temporale a rovinare la giornata e ci siamo rifugiati da Kiddy Land, un altro grande negozio di giocattoli. Dopo ci siamo incamminati verso Shibuya, uno dei quartieri più affollati di Tokyo. Il temporale era passato ma ormai la giornata volgeva al termine, quindi siamo tornati ad Akihabara con l'intento di ritornare ad Harajuku anche il giorno seguente.
Domenica 21: ci siamo svegliati troppo tardi per fare colazione in albergo, così decidiamo di fare una colazione "all'italiana" al Segafredo, un bar Italian Style di Akihabara. Sfortunatamente mi è capitata una cosa davvero disgustosa: ho ordinato ingenuamente cappuccino e brioche e mi hanno servito questa favolosa brioche calda ripiena di...WURSTEL!!! Quando l'ho addentata, ignaro del contenuto, stavo per vomitare. Passato lo shock siamo tornati alla stazione di Shibuya e ci siamo fatti un giro nelle strade già affollate nonostante fosse domenica mattina. Dopo aver girato un po' a Shibuya abbiamo rifatto la strada fino ad Harajuku, davvero affollatissima e ci siamo rimasti fino al tardo pomeriggio. Prima di cena siamo rientrati in albergo per farci una doccia e poi abbiamo ripreso la metro per andare alla Tokyo Tower, dove abbiamo potuto ammirare uno spettacolo notturno unico al mondo. Usciti dalla Tokyo Tower abbiamo fatto un salto a Roppongi, il quartiere dove vanno di sera tutti i gaijin, ovvero i turisti stranieri, in cerca di compagnia a pagamento. Come ci avevano detto è un quartiere veramente squallido, così abbiamo cenato velocemente e poi siamo tornati in albergo. Il giorno seguente ci attendeva l'appuntamento con Yabe-san alla UP-Front Agency!
Lunedì 22: l'appuntamento alla UP-Front Agency era alle 13.00, perciò avevemo tempo la mattina per farci un giro da qualche parte. Abbiamo preso la JR fino a Ichigaya e siamo andati a vedere la sede della Tecmo. Purtroppo non è permesso entrare a curiosare, quindi ce ne siamo andati e abbiamo scoperto che poco distante c'era un tempio, lo Yasukuni Shrine, che valeva la pena di essere visto. Alle 13.00 ci siamo presentati alla UP-Front e abbiamo avuto il nostro incontro ufficiale con Yabe-san. Abbiamo discusso dei ritratti e alla fine, purtroppo, l'unica cosa possibile era lasciarli a lui con l'impegno da parte sua di consegnarli personalmente alle Morning Musume. Che altro potevamo fare. A me piace pensare che li abbiano ricevuti e magari se li siano appesi in camera. Ad ogni modo, dopo aver salutato e ringraziato il sig. Yabe siamo andati a Shinjuku, uno dei più grandi e famosi quartieri della città. Abbiamo camminato per ore tra i palazzi coloratissimi e le strade piene di gente. Siamo stati a Shinjuku tutto il pomeriggio, abbiamo cenato e siamo rimasti ancora fino a sera, quando le migliaia di insegne luminose si accendono e il quartiere diventa come un enorme albero di Natale.
Martedì 23: dopo cinque giorni di modernità era giunto il momento di visitare la Tokyo più antica, abbiamo quindi deciso di andare ad Asakusa, l'antico quartiere che ospita il Senso-ji, il tempio principale della zona. Le vie di Asakusa ricordano le gallerie commerciali di Kyoto, con le bancarelle che vendono un po' di tutto, dolci, vestiti, ceramiche, ventagli e souvenir vari. Abbiamo notato che c'era una grande quantità di ragazzini in divisa scolastica. Probabilmente è un buon posto dove andare se una mattina non si ha voglia di andare a scuola. Abbiamo girato l'area vicino al tempio e poi ci siamo addentrati nel cuore del quartiere, dove il costo della vita sembra decisamente più basso rispetto al lusso e la modernità del centro di Tokyo. Nel pomeriggio abbiamo cambiato completamente zona e siamo andati fino a Ikebukuro, il quartiere con gli enormi centri commerciali. Abbiamo visitato Seibu e Tobu, i due centri commerciali più grandi del mondo. Si potrebbero passare ore solo al piano degli alimentari, ma sono certo che le donne trovano sicuramente più interessante trascorrere il tempo tra i cinque piani di abbigliamento femminile e quindi siamo andati anche noi a vedere le bellezze locali intente a fare shopping. Da questo punto di vista devo dire che il piano dedicato al Make-Up offriva uno spettacolo di ragazze una più bella dell'altra, roba da togliere il fiato! Per concludere siamo andati al Toyota Amlux, l'autosalone più grande del mondo dove si possono ammirare tutti gli ultimi modelli Toyota.
Mercoledì 24: e se tornassimo ad Harajuku? E così abbiamo fatto. Siamo tornati per la terza volta ad Harajuku e abbiamo passato tutto il giorno avanti e indietro per Takeshita Street. Ho anche assistito ad un servizio fotografico a due giovanissime Idols ma non ho idea di chi fossero. Poi nel pomeriggio, mentre ero seduto ad osservare la folla variopinta, si è avvicinato un ragazzo che si è presentato dicendomi di essere un fotografo e mi ha chiesto se poteva farmi qualche foto! Contento lui. La giornata è stata di nuovo rovinata da un temporale, così siamo tornati presto in albergo a rilassarci con un bel bagno termale. La sera abbiamo avuto il primo incontro con Akemi, una simpaticissima ragazza che il mio amico aveva conosciuto in chat prima di partire. Ci siamo dati appuntamento a Shibuya e poi ci ha portato a cenare in un bellissimo locale illuminato solo dalle candele. Lì ci aspettava Motoko, una amica di Akemi. Dopo cena le ragazze hanno insistito per portarci in un Print Club, ovvero un piccolo locale dove si va con gli amici per fare delle foto stupidissime che vengono poi decorate a piacimento con un apposito software e stampate in vari formati su carta adesiva. Andare nei Print Club è una cosa diffusissima in Giappone, non solo tra gli adolescenti ma anche tra gli adulti. Ci siamo divertiti tantissimo e così abbiamo deciso di uscire con Akemi anche le sere seguenti.
Giovedì 25: un po' di cultura! Tra le mete turistiche da non perdere se si è a Tokyo c'è sicuramente il Meiji-Jingu, il santuario più bello della città. Approfittando della bella giornata siamo andati a visitarlo. L'area intorno al santuario è molto vasta e abbiamo impiegato parecchio tempo per girare tutto il parco. Manco a farlo apposta il Meiji-jingu si trova proprio a due passi da Harajuku, così siamo tornati per l'ennesima volta a Takeshita St. dove abbiamo conosciuto Moto, il simpaticissimo ragazzo che vende occhiali da sole in un negozietto della via. Verso sera avevamo appuntamento con Akemi alla stazione JR di Ebisu. Ci siamo incontrati con lei, Motoko e abbiamo conosciuto una nuova amica, Yuka, che era venuta in macchina e prima di andare a cena l'abbiamo accompagnata a trovare un parcheggio. Girare per Tokyo in macchina è un impresa impossibile se non sia ha un navigatore satellitare e infatti l'auto di Yuka ne era provvista. Ciò nonostante abbiamo parcheggiato in un area sconosciuta e quando siamo usciti dal ristorante non sapevamo più dov'era la macchina! Fortuna che abbiamo trovato un Pizza-Hut dove un ragazzo gentilissimo si è offerto di prendere la sua moto e andare a cercare l'auto di Yuka. Quando l'abbiamo ritrovata era tardissimo, ma Yuka si è offerta di accompagnarci fino ad Akihabara, così non abbiamo avuto problemi di trasporto. E' stata una serata divertentissima, Akemi e le sue amiche sono davvero simpatiche!
Venerdì 26: shopping! Abbiamo dedicato il venerdì agli acquisti, io volevo assolutamente fare una scorta di Action-Figures e quindi siamo andati al Fuigiyua-Hobby un enorme negozio di otto piani ad Akihabara dove abbiamo passato diverse ore esaminando migliaia di pupazzetti. Poi abbiamo fatto un giro per altri negozi di videogiochi, in particolare Sofmap e Trader, dove si possono trovare videogiochi usati a prezzi bassissimi. Abbiamo anche visitato un fornitissimo Adult-DVD Shop di sei piani, decisamente interessante! Dopo siamo andati alla stazione di Ueno a farci attivare il Japan Rail Pass per la settimana successiva e la sera ci siamo incontrati con Akemi a Shibuya. Con lei siamo andati in un locale fantastico, il Lockup, un ristorante a tema horror davvero spettacolare!
Sabato 27: dato che era il nostro ultimo giorno a Tokyo avevamo deciso di passarlo interamente con Akemi a Odaiba, un quartiere moderno che si trova nella baia di Tokyo raggiungibile in pochi minuti con la Tokyo Rinkai Shinkotsu Sen, la nuova linea ferroviaria del lungomare detta anche Yurikamome Line. Quando siamo arrivati abbiamo potuto ammirare la Statua della Libertà di Tokyo, consapevolmente collocata in modo da dare le spalle al Rainbow Bridge così da creare un panorama molto New Yorkese. A Odaiba si può trascorrere tranquillamente un'intera giornata senza annoiarsi. Ci sono centri commerciali e Amusement Park sparsi ovunque! Assolutamente da non perdere sono il Venus Fort, il centro commerciale in stile rinascimentale italiano e l'immenso showroom Toyota Mega Web, dove si possono provare gratuitamente gli ultimi ritrovati tecnologici come le auto che guadano da sole! Nel pomeriggio si sono unite a noi anche Yuka e Motoko, giusto il tempo di fare una partita a Bowling, dopodichè se ne sono andate. Per colpa di una mia gaffe, Yuka e Akemi hanno anche litigato, ma poi per fortuna le cose si sono sistemate. La sera Akemi ha noleggiato una favolosa Toyota dB come quella che avevo fotografato all'Amlux e ci siamo fatti un giretto nel piccolo circuito del Toyota Mega Web. Abbiamo trascorso davvero una stupenda giornata ma la sera è scesa la tristezza in quanto dovevamo salutare definitivamente Akemi perchè il giorno dopo saremmo partiti alla volta di Kyoto.
Domenica 28: la mattina abbiamo lasciato l'hotel Edoya e siamo andati alla stazione di Tokyo a prendere lo Shinkansen per andare a Kyoto. Arrivati a destinazione siamo andati in albergo, il Kyoto Tower Hotel, che per fortuna si trova proprio davanti alla stazione. Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per il centro lungo la Sanjo-dori, la via centrale che attraversa tutta la città e poi abbiamo camminato avanti e indietro lungo la Teramachi Shopping Arcade, la più lunga galleria commerciale di Kyoto. La sera ci siamo incontrati con Paolo, un mio ex-collega che ora vive a Kyoto. Siamo usciti a cena con lui, sua moglie Tomoe, la loro piccola Erika-chan e i genitori di Tomoe, che sono stati gentilissimi e ci hanno offerto la cena. Poi siamo tornati in albergo, dalla quale abbiamo potuto ammirare una splendida veduta sulla moderna stazione illuminata di Kyoto.
Lunedì 29: Kyoto ha la più alta concentrazione di templi e santuari di tutto il Giappone. E' una città davvero splendida ed è molto più vivibile rispetto al chaos e alla frenesia di Tokyo. Il posto ideale per noleggiare una bicicletta e fare un bel tour esplorando le meraviglie storiche che offre. In sella alle nostre bici siamo andati a vedere l'Heian Jingu Shrine, il bellissimo tempio in stile cinese dai colori sgargianti dove due volte all'anno si svolgono importanti festival. Poi abbiamo pedalato faticosamente in salita fino a raggiungere il Ginkaku-ji, detto anche tempio d'argento, uno dei posti più belli e suggestivi che abbia mai visto. Dopo siamo tornati nei pressi dell'hotel a lasciare in camera i souvenir che avevamo comprato e siamo subito ripartiti. Siamo andati a vedere il Sanjusangen-do, il tempio che ospita le 1001 statue di Kannon, la dea della misericordia della tradizione buddhista. Non contenti abbiamo di nuovo affrontato una ripida e faticosa salita per arrivare al Kyomizu-dera, il tempio sorretto da robusti pilastri di legno. Infine abbiamo costeggiato le sponde del fiume che taglia l'intera città. La sera eravamo esausti, ma non abbiamo rinunciato a fare un altro giro a piedi per il centro di Kyoto.
Martedì 30: dopo aver fatto colazione al Cafè Harukalounge, la caffetteria gestita da sole ragazze che si trova nella stazione di Kyoto, abbiamo preso lo Shinkansen per la breve tratta fino a Shin-Osaka e poi da lì abbiamo preso la metro fino alla stazione di Osaka. La nostra prima tappa è stato l'Umeda Sky Building, il modernissimo edificio da cui si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto dei suoi 40 piani. Impressionanti le scale mobili sospese nel vuoto per arrivare all'osservatorio! Poi abbiamo preso la metro e siamo andati in centro a vedere l'Osaka-jo, lo spettacolare castello di Osaka che tuttavia è bello solo da fuori, in quanto al suo interno c'è un moderno museo. Da lì abbiamo fatto un salto all'imponenete edificio della NHK, uno dei più importanti network televisivi del Giappone, poi siamo andati alla sede della Capcom, dove purtroppo abbiamo solo potuto dare un'occhiata veloce alla loro meeting room. Da lì ci siamo fatti una lunghissima camminata fino a Den-Den Town, il quartiere tecnologico di Osaka dove ci sono anche moltissimi negozi di Action-Figures. Prima di riprendere lo Shinkansen era obbligatorio fare un salto da Yodobashi Umeda, uno dei megastore di elettronica più grandi del mondo. La sera, quando siamo tornati a Kyoto, sono uscito da solo a fare un giro in centro, poi mi sono seduto un po' lungo il fiume e infine ho fatto una lenta passeggiata tra le vie colorate dei locali notturni.
Mercoledì 31: di nuovo in sella! La mattina abbiamo noleggiato ancora le biciclette e ci siamo fatti tutta la lunghissima strada dalla stazione di Kyoto fino al celebre Kinkaku-ji, il famosissimo tempio d'oro, una tappa obbligatoria per ogni turista. Qui abbiamo anche conosciuto dei piccoli gruppi di giovani studenti di inglese, provenienti da varie scuole, che si sono divertiti ad intervistarci! Siamo rimasti a lungo al Kinkaku-ji, poi siamo tornati verso il centro della città e ci siamo fermati al Nijo-jo, il castello che ospitava la residenza del primo Shogun. Verso sera abbiamo fatto gli ultimi acquisti nelle gallerie del centro e poi siamo andati di nuovo a cena con Paolo, Tomoe e la piccola Erika-chan. Purtroppo anche il nostro soggiorno a Kyoto era giunto al termine.
Giovedì 1: l'ultimo giorno! La tristezza si era impadronita di noi mentre lasciavamo l'hotel di Kyoto. La vacanza era giunta al termine e ci restava solo un ultrimo giorno da passare a Osaka in attesa del volo del rientro. L'ultima colazione al Cafè Harukalounge e un giro veloce tra i negozi della Kyoto Station prima di prendere nuovamente lo Shinkansen. Dalla stazione di Shin-Osaka abbiamo preso l'autobus che ci ha portato all'hotel dove passare l'ultima notte, l'Osaka Airport Hotel, l'albergo che si trova proprio dentro l'aeroporto nazionale di Itami. Ben presto ci siamo resi conto che non potevamo resistere tutto il giorno a gironzolare in aereoporto, così abbiamo ripreso l'autobus e siamo tornati a Shin-Osaka, poi da lì a Den-Den Town. La sera l'aeroporto di Itami era completamente deserto e dopo una cena veloce non abbiamo potuto far altro che andare a dormire presto, dato che il mattino dopo dovevamo partire.
Venerdì 2: si torna a casa! Ci siamo svegliati alle 6 del mattino, abbiamo fatto una misera colazione da Starbucks e poi abbiamo preso l'aereo che da Osaka ci ha portato all'aeroporto internazionale di Tokyo Narita. Eravamo tristissimi quando siamo arrivati, ma ecco che all'uscita dello sbarco passeggeri vediamo un volto familiare: era Akemi! Aveva saltato il lavoro per venire a salutarci! Inoltre c'era anche una sua amica che doveva prendere l'aereo per Taiwan la stessa mattina, quindi ne aveva approfittato per salutarci tutti. E' stata davvero carina a venire in aeroporto! Akemi ci ha tenuto compagnia fino alle 12.00, poi abbiamo dovuto salutarla definitivamente. Eravamo tristi di partire, ma felici di aver avuto una bellissima vacanza. Il volo del ritorno sembrava non finire mai e quando finalmente siamo arrivati a Milano Malpensa è stato come svegliarsi da un bel sogno. Eravamo ormai tornati in Italia, alla nostra vita di sempre, ma un pezzetto di Giappone l'abbiamo portato con noi, conservato nella nostra mente.
DiaryDetailTopContainer-GetPartialView = 0,1445426

Commenti

Davide Te savesi
Livello 2    
beh io sono un mese che sono qua e ho anche la morosa qua... vi consiglio di visitare Tokio perche` merita, anche se conmplicatina la metropolitana, poi vediamo che altro, beh osaka ci sono appena arrivato (e ci rimango pochetto,... vedi tutto 5 giorni, dopo devo tornare in australia per i miei ultimi 5 mesi di viaggio lavoro...pfff) quindi non so niente, pero` posso suggerire di non stare nelle grandi citta` ma gironzolare un pochettino che e` molto piu` bello il country side... that`s it, a chi vuole venire good luck!
Giuliana llllllllll
Livello 2    
ragazzi... visitate il giappone, è una dei posti più belli e divertenti del mondo! non ve ne pentirete!
pietro usai
Livello 2    
ciao riccardo,mi chiamo pietro usai,ti scrivo da olbia,anch'io a Gennaio vado in Giappone,tokyo sara' solo uno scalo,unica destinazione Osaka,paetiamo in tre,fusi di testa,per seguire il nostro campione europeo di boxe pesi gallo, che il 10 Gennaio, sfida il campione del... vedi tutto mondo,che e'Giapponese,nella prefectural Gymnasium di OSAKA.Gyardando nei vari siti nn riusciamo a capire dove si trovi,puoi aiutarci?
Federico Crosazzo
Livello 2    
Che viaggio! A gennaio partirò anche io per la mia prima visita a Tokyo e mi auguro di vivere una vacanza come la tua! Complimenti davvero!
DiaryCommentList-GetPartialView = 0,0068363

Racconta il tuo viaggio

Condividi la tua esperienza con altri viaggiatori
I tuoi racconti di viaggio sono unici, raccontali con parole e immagini. In più, grazie alle tue storie accumuli sconti su vacanze e accessori per partire verso una nuova avventura!;
DiaryWriteDiary-GetPartialView = 0,0009768

Altri diari sulle destinazioni vicine

DiaryListRelated_2xN-GetPartialView = 0,0468787
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0

Scarica gratis

la guida pdf di Tokyo
La guida perfetta ovunque tu sia

Scarica gratis

la guida pdf di Osaka
La guida perfetta ovunque tu sia

Scarica gratis

la guida pdf di Kyoto
La guida perfetta ovunque tu sia
DiaryGuideList-GetPartialView = 0,0048832
DiaryList_1xN-GetPartialView = 1,0850477
AdvValica-GetPartialView = 0,0009768
ExMktPlaceAdUnit-GetPartialView = 0

paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

Note Legali | Note redazionali | Privacy Policy | Cookie Policy | Cambia Impostazioni Privacy Policy

È vietata la riproduzione anche parziale - Valica Spa non è responsabile dei siti collegati.

Valica
©2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Vietata la riproduzione Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur
Footer-GetPartialView = 0,0019531
AdvValica-GetPartialView = 0