Visita alla Città Buzziana: La Scarzuola
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Introduzione
Descrizione
Domenica 17 aprile giornata di sole dedicata alla visita della Scarzuola, città surreale ideata dall'architetto milanese Tomaso Buzi sui resti di un convento francescano del 1200. Si raggiunge principalmente (ma non facilmente) dall'uscita dell'A1 di Fabro e proseguendo in direzione Montegabbione d'Orvieto. Lungo la strada, se si presta attenzione, si notano le indicazione per la Scarzuola, ma rimane comunque piuttosto nascosta e in più si deve generalmente prenotare in anticipo la visita e per un minimo di 8 persone.
Noi non avevamo prenotato, quindi siamo andati un pò alla cieca sperando che ci avrebbero fatto entrare lo stesso ma, fortunatamente, c'era già una gita di romani per cui non abbiamo avuto problemi. Invece di seguire loro e la guida (erano veramente troppi e le viuzze del giardino sono troppo strette per cui c'era solo confusione) abbiamo preferito girarla da soli e, devo ammettere, che è un'opera a dir poco sbalorditiva. Questo perchè inizialmente si entra in un cortile e poi in un giardinetto abbastanza fitto di vegetazione (tra cui si intravedono a volte statue e opere tra le più strane) che non ti lascia minimamente intravedere il fulcro dell'opera che sta nell'anfiteatro e nell' "edificio" (non so come altro chiamarlo) che lo sovrasta. Quest'ultimo è visitabile solo dall'esterno a causa di incidenti passati ma, nonostante il divieto, ho fatto comunque una visita veloce facendo qualche foto alla "piramide" che sta all'interno. Tutt'intorno, poi, si trovano laghetti e prati verdi con "elementi" tra i più strani. La guida diceva che <<secondo il pensiero dell'artista, l'opera non deve avere mai fine...>> ed effettivamente, data la particolarità e singolarità di tutto quello che si trova all'interno del giardino, che ha questo alone di surrealismo, è difficile anche dare un nome preciso a quello che si vede. Chi ama questa corrente non potrà che rimanere affascinato e soddisfatto della visita.

























