Anghiari, il borgo lungo la Strada dei Sapori della Valtiberina
Anghiari è una città dai mille interessi: gemellaggi con l'estero, Università dell'Autobiografia e la Strada dei Sapori della Valtiberina. Ecco la nostra guida!
Sormontata dal suo castello longobardo, Anghiari è una città fatta di artigiani e storie di vita che aspettano di essere raccontate e che raggiungono anche terre lontane. Infatti Anghiari è l'unico comune della Toscana ad essere gemellato con un comune argentino, ovvero la città di La Plata. Ma qui è ambientato anche brano di Ivan Graziani Il prete di Anghiari e il film di Leonardo Pieraccioni Una moglie bellissima.

Cosa sapere su Anghiari
Da dove viene il nome "Anghiari"
Il toponimo "Anghiari" ha origini piuttosto incerte. Secondo una scuola di pensiero il nome deriva dalla parola "castrum angolare", che a sua volta avrebbe fatto riferimento alla forma angolare del suo castello. Secondo altre teorie, invece, il toponimo Anghiari deriva dal termine "in glarea", visto che il paese sembrerebbe essere stato costruito su un strati di ghiaia accumulati dal già citato fiume Tevere.
Origini di Anghiari
Risulta accertato che il castello sia stato edificato in età longobarda, durante il VII secolo d.C. La struttura probabilmente fu costruita sui resti di quella che probabilmente in precedenza era stata una fattoria romana (come è possibile intuire dalla presenza di una cella vinaria). La prima attestazione certa del Castello di Anghiari risale comunque al 1048 d.C. ed è noto che nel 1104 venne donato dal signore locale Bernardino di Sidonia alla congregazione camaldolese perché fondasse al suo interno un'abbazia. È proprio attorno al neonato Monastero di San Bartolomeo apostolo che si sarebbe sviluppato il primo centro abitato locale.
Storia di Anghiari
Durante il XIII secolo l'area di Anghiari iniziò a risentire della forte influenza degli aretini, i quali distrussero sia il castello che il borgo nato intorno ad esso per poi ricostruirli e dotare quest'ultimo di una nuova cinta muraria. L'ingresso definitivo nell'orbita di Arezzo è datato 1322 ed è da attribuire alla famiglia dei Tarlati di Pietramala che conquistò definitivamente il comune. I Tarlati, ricordati per le loro opere pubbliche, cedettero in seguito Anghiari al dominio di Firenze. Proprio l'esercito fiorentino fu protagonista, il 29 giugno 1440, della più famosa battaglia della storia locale: parliamo della Battaglia di Anghiari, in occasione della quale i toscani vinsero contro l'esercito del ducato di Milano.
Il paese tornò a vivere la politica in maniera attiva solo durante il Risorgimento: durante il quale alcuni suoi abitanti si unirono a Garibaldi e alla sua celebre "Spedizione dei Mille". La città visse anche la Seconda Guerra Mondiale in maniera piuttosto drammatica: il regime fascista aveva infatti eretto un campo di concentramento nella vicina località di Renicci, dedicato ai civili provenienti dall'ex Jugoslavia e nel quale pare siano morte circa 160 delle 500 persone imprigionate.
Libera Università dell'Autobiografia
Anghiari è una cittadina toscana decisamente votata alla cultura e alla narrazione delle proprie radici. Non a caso qui è sorta la prima Libera Università dell'Autobiografia. Si tratta di un'associazione culturale senza scopi di lucro, rivolta a promuovere la formazione di tutti coloro che desiderano dedicarsi allo studio teorico e metodologico delle storie di vita per finalità educative, sociali e culturali. Il maggior centro italiano di studio e insegnamento di questo particolare argomento è stato fondato nel 2000 da Saverio Tutino, scrittore e giornalista, e Duccio Demetrio, un accademico.

Dove si trova Anghiari
Anghiari è un comune appartenente alla provincia di Arezzo, che conta circa 5.600 abitanti distribuiti all'interno di una superficie di 130,92 chilometri quadrati. Dal capoluogo la cittadina medievale dista circa 30 chilometri. Anghiari si trova nella parte più orientale della regione Toscana, più precisamente nella zona nota come Valtiberina. Questa valle, come è facile intuire, deve il suo nome al Tevere; il fiume infatti la percorre per tutta la sua lunghezza.
Dal punto di vista climatico la città è caratterizzata da una piovosità piuttosto significativa durante tutte le stagioni, ma da temperature tendenzialmente calde e temperate: la media del mese di luglio (il più caldo dell'anno) è di 21.2 °C, mentre quella del mese di gennaio (il più freddo) è di 3.3 °C.
Come arrivare ad Anghiari Toscana
Anghiari dista circa 30 chilometri dal suo capoluogo di provincia Arezzo, cui è collegato dalla Strada Statale 73 Senese Aretina. In macchina il comune è inoltre raggiungibile attraverso l'autostrada A14 (fino a Cesena), attraverso l'autostrada A1 (fino ad Arezzo), seguendo la Strada Statale 258 Marecchiese e la E45 fino a Cesena.
La stazione ferroviaria più vicina si trova sempre ad Arezzo ed è regolarmente servita da Trenitalia; da segnalare anche la presenza di una stazione ferroviaria di Umbria Mobilità che si trova in località Sansepolcro, a solo 6 chilometri da Anghiari, che collega la Valtiberina con Perugia.
Infine gli aeroporti più vicini sono l'Aeroporto Internazionale dell'Umbria a Perugia (distante circa 70 chilometri dal centro abitato), l'aeroporto L. Ridolfi di Forlì (distante circa 110 chilometri) e l'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze (distante circa 125 chilometri).

Artigianato ad Anghiari
Oggi la città fonda la propria economia principalmente sull'agricoltura. Ma oltre ad altri settori in crescita come il turismo Anghiari mantiene viva la sua produzione artigianale. Sono infatti particolarmente diffuse sia l'attività di restauro di mobili antichi che quelle di tessitura, ricamo, impagliatura, produzione di manufatti in vimini e la lavorazione orafa. Una tradizione che continua da moltissimo tempo, se pensiamo che tra i secoli XVI e XIX il comune fu uno dei luoghi più importanti del centro Italia in fatto di produzione di armi da fuoco.
Ancora oggi il centro storico di Anghiari è ricco di piccole botteghe che testimoniano la passione, la dedizione e la tradizione di un paese che dell'artigianato ha fatto le fondamenta della propria identità cittadina e dell'economia locale. Ceramiche, decorazioni, stoffe, mobili antichi e ferro battuto: queste sono solo alcune delle attività che gli artigiani portano ancora avanti nelle proprie botteghe o nei vari laboratori, incastonati come pietre preziose tra i vicoli e le piazzette del centro.
La tradizione dell'artigianato di Anghiari è anche alla base della formazione dei giovani cittadini. Infatti la città fonde mercato e cultura in maniera abbastanza unica in tutto il panorama italiano, come dimostra il Liceo artistico di Anghiari: l'unica realtà nazionale del suo genere, all'interno del quale viene insegnata proprio quell'arte di lavorazione del legno che aveva reso celebri gli armaioli anghiaresi.

Strada dei Sapori della Valtiberina
La Strada dei Sapori della Valtiberina guida i viaggiatori appassionati tra gli antichi borghi della valle con tanto di insegne e indicazioni. Il percorso conduce anche all'esplorazione di aree protette, verdi vallate e boschi, per vivere un fine settimana fuori porta: un viaggio all’insegna della tranquillità e del piacere di vivere a stretto contatto con le tradizioni rurali e artigianali di questa terra.
Partendo da Anghiari è possibile percorrere un interessante percorso enogastronomico alla scoperta delle eccellenze della Valtiberina. Dalla famosissima carne chianina fino ad arrivare ad olio, miele e formaggi, sono moltissimi i prodotti da assaporare. Proprio la campagna intorno ad Anghiari è circondata da oliveti che regalano un ottimo olio dal sapore di erbe, successivamente potete raggiungere Monterchi con i suoi campi di girasole e di granturco che ogni autunno diventano protagonisti con la sagra della polenta. Tappa successiva è Sansepolcro dove la strada attraversa campi coltivati a tabacco che regalano i famosi sigari toscani. E poi Badia Tedalda con i suoi allevamenti di chianina conduce verso i fitti boschi, rinomati per la raccolta del tartufo, di funghi ed erbe aromatiche, che conducono Sestino. Ecco poi Pieve Santo Stefano, il cui pezzo forte è il “prugnolo”, il più apprezzato tra tutti i funghi e protagonista della Festa del Prugnolo a primavera.
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