Tramonti: la guida completa e aggiornata
Guida Tramonti, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Provincia di Salerno, circa 4100 abitanti, Tramonti si trova sui Monti Lattari, tra praterie da pascolo, boschi ad alto fusto, tipica macchia mediterranea, terrazzamenti coltivati a limoni, olivi e viti, tra sorgenti e corsi d'acqua. È un cosiddetto “comune sparso”, formato cioè da 13 frazioni che costellano questo territorio che fa parte della Costiera Amalfitana, legato ad Amalfi e Maiori. I loro nomi: Pucara, Novella, Gete, Ponte, Campinola, Corsano, Cesarano, Pietre, Capitignano, Figline, Paterno Sant'Arcangelo, Paterno Sant'Elia, Polvica, dove è la sede comunale.
Tramonti ha una storia antica, visto che sembra abbia avuto origine dai Picentini, un popolo del gruppo Osco-Umbro. Quando furono sconfitte dai Romani, queste genti, che vivevano sulla costa, a Maiori, si rifugiarono sui rilievi dell’entroterra, fondando Tramonti. Altre notizie si hanno con il Medioevo quando il territorio era una delle otto Terre facenti parte della Repubblica di Amalfi, tra il X e l’XI secolo. Gli abitanti di Tramonti erano sempre in primo piano nella difesa della stessa Amalfi e delle sue coste e ne furono ricompensati con una certa floridezza testimoniata dalla generosa presenza di chiese. Poi, Amalfi cadde preda dei Normanni e anche l’importanza di Tramonti iniziò a sfumare. Ci fu un passaggio successivo agli Svevi, quindi agli Angioini e poi agli Aragonesi.
Dal punto di vista economico sono rilevanti zootecnia e agricoltura, soprattutto a livello di cereali, uva e castagne. Importanti le aziende di trasformazione alimentare, tra cui la produzione di formaggi, liquori, vini. Resiste bene anche l’artigianato, soprattutto del ferro battuto e dei cestari, che lavorano listelli di legno sfibrato e cotto al forno. Inoltre, c’è ancora chi produce carta come in passato.
Le manifestazioni di Tramonti, così come è il suo territorio, sono sparse nelle varie frazioni e sono sempre tra il sacro e il profano. A Corsano a Pasquetta c’è la Fiera di San Vincenzo: si porta in processione la statua, si curiosa nella fiera degli animali e in quella dell’artigianato e dei prodotti tipici, con giochi pirotecnici finali. A giugno, a Polvica, si tiene la Festa patronale di Sant’Antonio. A Campinola, in luglio, si omaggia la Madonna del Carmine. I primi di agosto, a Capitignano si festeggia Maria Santissima della Neve e Corsano il Santissimo Salvatore.
Sempre in agosto tocca alla Sagra della pizza e del vino in località Pietre, dove si svolge pure la Festa di Santa Maria delle Grazie. A Ponte c’è la Festa della Madonna del Santissimo Rosario, il 13, mentre il 15 a Cesarano c’è la Festa di Santa Maria Assunta. A metà agosto in genere c’è la Festa del Fior di Latte a Campinola dove qualche giorno dopo si onora San Sebastiano. In settembre è il turno della Festa della vendemmia, ancora a Campinola, mentre il 29 si omaggia San Michele Arcangelo, a Gete. In ottobre ecco la Festa della montagna a Cesarano.
Si dice Tramonti e si pensa: pizza! Già perché il paese è considerato la patria dei pizzaioli, partiti da qui a raccontare in tutto il mondo (e soprattutto a fare assaggiare) la storia di questa pietanza squisita. Tanto è vero che la pizza di Tramonti ha il riconoscimento della De.Co (denominazione comunale), che ne ha fissato le caratteristiche: pomodori scelti, olio extravergine DOP delle Colline Salernitane e fiordilatte dei Monti Lattari.
Tramonti è con tutta la Costiera Amalfitana, terra di vini prestigiosi, con la presenza di vitigni autoctoni come quello del Tintore, tipico delle colline tramontane, molto fertile, coltivato prevalentemente attraverso l’uso di pergole. Nel paese è nata anche la prima birra artigianale della Costiera, come Sirenuse, al gusto di limone. Agrume che dà origine al limoncello, liquore noto in tutto il mondo. Ma Tramonti è anche la patria del Concerto, liquore prodotto nell’Antico Conservatorio di San Giuseppe e Teresa, dalle proprietà digestive dovuto a un armonico mix di erbe e spezie: liquirizia, finocchietto, chiodi di garofano, noce moscata, mentuccia.
Nel suo nome sta la sua origine: Tramonti, da Intra Montes, terra tra i monti. Tra i suoi personaggi illustri, Luigi Giordano, detto “Giggino ‘a casettara”, militare a Loreto di Novara agli inizi degli anni ’40 del secolo scorso, scopre che al Nord nessuno conosceva e produceva la mozzarella, così, finito il secondo conflitto mondiale, decise, insieme ad altri compaesani compagni di avventura, di aprire a Oleggio un caseificio per iniziare a produrne, mettendola sulla pizza. Da qui, il successo è storia nota: insomma fu Giordano a “sdoganare” la pizza con la mozzarella, almeno secondo i tramontini.
Essendo un comune formato da più centri, Tramonti aumenta di misura il piacere di un viaggio qui, poiché ogni borgo presente ha la propria parrocchia, le proprie tradizioni, i propri percorsi da fare conoscere. In una natura davvero ancora incontaminata, in cui l’uomo è entrato e entra con attenzione, producendo tra boschi, cespugli mediterranei e pianori i suoi vitigni, i suoi oliveti, i suoi agrumeti che concorrono a garantire antichi e genuini sapori della tradizione contadina.



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