Carloforte: la guida completa e aggiornata
Guida Carloforte, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Carloforte si trova in Sardegna, precisamente sull’Isola di San Pietro, la seconda isola dell’arcipelago sulcitano per estensione, in provincia di Carbonia-Iglesias, abbreviata in CI.
Il comune, esteso via costa per circa 40 km, trova il suo punto di altitudine massimo con la zona di Punta Guardia dei Mori, circa 211 metri d’altezza. Carloforte, unico centro abitato dell’Isola di San Pietro, ubicato nella costa sud-occidentale della Sardegna, è detto anche "Il Paese" e fa parte della sub-regione del Sulcis-Iglesiente poiché, insieme all’isola di Sant'Antioco ed agli altri isolotti e scogli vicini, forma l'Arcipelago del Sulcis. Storicamente sotto l’influenza genovese, Carloforte è comune onorario della città di Genova, oltre a far parte del circuito dei "I borghi più belli d'Italia".
Secondo la leggenda, l’isola prese il nome da San Pietro che fu sorpreso da una tempesta diretto verso Cagliari, decidendo, pertanto, di sostare in loco. Storicamente, va detto, che i primi abitanti di Carloforte si fanno risalire al periodo del Neolitico, mentre in seguito vi furono i Fenici, i Cartaginesi, i Saraceni e i Berberi. In seguito, la città fu priva di abitanti fino al 1736, quando vi si stanziarono dei pescatori in fuga da Tunisi. Questi ultimi, di origine ligure, nel 1541, con i Lomellini, Signori di origine pegliese, andarono in Tunisia, per dedicarsi alla pesca del corallo. Il luogo fu definito, in seguito, "Il Forte" poiché crebbe di abitanti tra il 1741 e il 1750 grazie ai prigionieri riscattati dal re Carlo Emanuele III.
Dopo le invasioni francese e spagnola, infatti, nel 1798 giunsero i pirati tunisini che resero schiavi circa 1000 abitanti in seguito riscattati. A differenza dei sardi, gli abitanti di Carloforte, detti carlofortini o tabarkini, poiché ex ospiti dell’isola di Tabarka, in Tunisia, venivano impiegati in qualità di marinai o come pescatori, la cui testimonianza risiede nella presenza di ben tre tonnare: la tonnara di Porto Paglia, la tonnara di Portoscuso e la tonnara dell’Isola Piana.
Attualmente la pesca è meno diffusa di un tempo: oggi l’isola si regge prevalentemente sull’artigianato e sul turismo, sebbene la pesca del tonno continui ad essere ben radicata nella tradizione locale. La cosiddetta "Mattanza" si esegue nel periodo compreso tra fine maggio e inizio giugno e costituisce oggi, oltre che una fonte di reddito, un evento che attrae grandi flussi turistici.
In particolare, la richiesta di tonno arriva dal Giappone che molto è disposto a pagare per ottenere le carni fini alla realizzazione del famoso sushi, alimento cardine della cucina tipica giapponese.
Tra gli eventi, ricordiamo, a parte la Mattanza sovracitata, la Festa in onore della Madonna dello schiavo, patrona di Carloforte, raffigurata mediante una piccola statua in legno, ritrovata in mare, forse un tempo parte di un veliero, trovata dallo schiavo tabarchino, Nicola Moretto a Tunisi nel 1800, avvenimento che ridestò grande fede tra i credenti. In onore della Madonna dello Schiavo è eretta l’omonima chiesa sita in via 20 Settembre. Altra figura religiosa molto venerata a Carloforte è San Pietro, patrono dei pescatori, protettore dei corallari festeggiato il 29 giugno, quando vengono sparati dei fuochi d’artificio in seguito alla processione via mare. In tale occasione, avviene il rito della benedizione della tonnara in segno propiziatorio. Altro evento che si tiene a Carloforte è la sagra del Cous Cous tabarchino che ha luogo ad aprile. Inoltre, da non dimenticare, è il Girotonno che miscela cultura e gastronomia in manifestazioni che hanno luogo tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, a partire dal 2003. Ancora, per gli appassionati di cinema, c’è Crêuza de mä, manifestazione rientrante nell'iniziativa "Le isole del cinema", quattro appuntamenti ovvero, "Pensieri e parole" che si tiene sull’isola dell'Asinara, "La valigia dell'attore" che si svolge sull’isola de La Maddalena, "Una notte in Italia" realizzata all’isola di Tavolara e quello denominato "Crêuza de mä" a Carloforte.
La cucina di Carloforte non vi deluderà: ovviamente, in primis, troviamo il tonno ed il pesce in generale, seguito dalla pasta fresca condita con pesto, palese retaggio genovese, dai canestrelli, dalla pizza, dalla focaccia e dalla farinata.
A proposito del Tabarchino, va detto che esso è la lingua per tradizione parlata nei comuni di Carloforte e di Calasetta, che trae i suoi natali dal ligure e fa parte del cosiddetto Genoise d'Otre Mer, ossia della lingua parlata nella Repubblica Genovese e nei suoi possedimenti d'oltremare. Attuale minoranza etnica e linguistica, la civiltà dei Genoise d'Otre Mer è simile a quella di comunità presenti in Turchia, Sardegna, Francia, Spagna, Sicilia, tant’è che nel Tabarchino, utilizzato dall'80% della popolazione di Carloforte, ritroviamo tante parole di origine francese.
Carloforte attrae per svariate sue peculiarità, da quelle di tipo paesaggistico a quelle di tipo linguistico, non dimenticando che esso è l'unico paese dell'isola di San Pietro, la seconda dell'arcipelago relativo che è di formazione vulcanica. Stupende sono le spiagge, particolarissimo è il rituale de la Mattanza del tonno, davvero singolare l’apparenza stessa del paese che ha conservato intatte molte delle sue caratteristiche poiché va considerato che, fino a più della metà del secolo scorso, a Carloforte, si giungeva con barche a vela, ragion per la quale gli abitanti di Carloforte hanno vissuto una sorta di isolamento che li ha portati oggi ad essere quello che sono.















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