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Corsica, Bastia e il dito.
Community: Diari di viaggio e Racconti Corsica, Bastia e il dito.
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Scritto da: claudio
Località:
Bastia
Durata: da un giorno a ...
Data partenza: dal al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori:
Introduzione
Itinerario ad anello per scoprire il nord profondo dell'isola
Porto di arrivo dei turisti italiani, Bastia viene generalmente e, a mio avviso, troppo frettolosamente, attraversata per raggiungere le mete di villeggiatura.
Invece meriterebbe una sosta di almeno una giornata. I suoi circa 40000 abitanti fanno di Bastia il secondo centro dell'isola, dopo Ajaccio. Ci sono almeno due nuclei nella cittadina, quello della città vecchia,il cui gioiellino è il vecchio porto e quello della parte nuova, rappresentato da Place S. Nicolas.
Al porto vecchio conviene accedere a piedi, percorrendo una delle strette e ripide stradine partono dalla Piazza del Mercato e che ricordano da vicino i carrugi della Genova antica. Arrivati al porto verrete accolti dall'abbraccio della piccola baia semicircolare, colma di barche ormeggiate e circondata da bei palazzi dipinti in colori pastello.
Place S.Nicolas è al contrario una grande piazza rettangolare, anch'essa fronte mare, ombreggiata da grandi platani e chiusa al traffico. Qui si svolge la domenica il mercatino delle pulci e qui hanno luogo tutte le manifestazioni culturali importanti. Nella incredibile quantità di localini all'aperto che punteggiano il lato ovest della piazza si svolge parte della vita sociale della città. Ma quella dei bistrot all'aperto è una caratteristica della città, ne troverete ovunque, dalle piazze al porto vecchio, al bellissimo e ben tenuto lungomare.
Una curiosità: in Corsica esiste una linea ferroviaria che, sebbene poco usata, è attiva e molto caratteristica. Una delle stazioni presenti sull'isola (non sono molte..) è a Bastia e la si raggiunge attraverso Avenue Sebastiani, un bel viale alberato che parte dal mare, a fianco del lato nord di Place S.Nicolas.
Uscendo da Bastia si può prendere la direzione che si preferisce, in questa breve guida mi permetto di suggerire di andare verso S.Florent e da lì seguire la D80 verso nord per fare il "giro del Capo Corso o del dito".
Il Capo Corso (Cap Corse) è una penisola lunga una quarantina di km e larga circa dieci che punta diritta a nord. Detto il "dito" proprio per la sua particolare conformazione (se immaginiamo il resto dell'isola come la "mano" ), è una vera isola nell'isola. Punteggiata da torri di avvistamento risalenti al periodo della dominazione genovese e coperta da una fitta macchia mediterranea, questa zona alterna paesini di pescatori a tratti di costa di una bellezza davvero selvaggia. Il dito è infatti l'unica zona della Corsica, terra di montagna, a vocazione marinara e non sono rari i residenti che ancora oggi vivono di pesca.
Benchè all'uscita del porto di Bastia si trovino le indicazioni per Macinaggio e il dito, è tuttavia preferibile seguire un percorso in senso orario, da S.Florent, perchè consente di evitare di trovarsi con l'autovettura sul lato della carreggiata esterna, quella cioè più prossima al mare.
Personalmente ho fatto il percorso inverso a quello che sto consigliando (in Vespa...) e vi assicuro che a guidare su una stradina stretta, a picco sul mare e spesso senza guard-rail si fa parecchia fatica.
S.Florent dunque. Lo si raggiunge superando il Col de Teghime, proprio sopra Bastia e scendendo poi in picchiata sul versante occidentale. Lunga la strada si oltrepassa una brutta discarica a cielo aperto, sulla quale stazionano rapaci piuttosto minacciosi Ma la vista dal colle fa subito dimenticare tutto: Dall'alto dei 536 m s.l.m. lo sguardo spazia dalla costa orientale a quella nord-occidentale, in un insieme da togliere il fiato.
Qualcuno potrà trovarlo sovraffollato e probabilmente troppo costoso, ed avrà ragione! Ma S.Florent (S.Fiorenzu, in corso) è il paesino più caratteristico ed attrezzato al turismo della zona. E' una località di mare che deve gran parte del suo successo alla prossimità di spiagge davvero imperdibili, quali Lodo e Saleccia, oltre ad un porticciolo molto frequentato e ad un numero impressionante di ristorantini, negozi e bar sufficienti a sfamare una città di medie dimensioni!
Nelle vicinanze troverete quello che è il maggior monumento della zona, la Cattedrale del Nebbio o Chiesa di Santa Maria Assunta, bell'edificio religioso in stile romanico-pisano risalente al XII secolo, periodo in cui proprio i Pisani dominavano la zona.
Se trovarlo è relativamente facile, diverso è riuscire ad entrare: io ci sono stato tre volte ed era sempre chiuso. Pare che nessuno conosca con esattezza l'orario di apertura. Se qualcuno fosse più informato di me mi faccia sapere.
Da S.Florent la D80 si dirige a nord e inizia il Capo. La prima località che impone una sosta la si incontra dopo pochi km ed è Nonza.
Piccola ma graziosa località costruita attorno alla onnipresente torre, Nonza è letteralmente abbarbicata su uno sperone di roccia che sovrasta una ampia baia e una spiaggia di ciottoli neri. Vale la pena sedersi al belvedere e godersi dall'alto lo spettacolo del contrasto cromatico con il blu del mare. La strada principale conduce in un paio di km ad una breve deviazione verso la spiaggia ma, per gli ardimentosi, è possibile scendere a piedi, dal paese, giù in spiaggia attraverso una scalinata non facilissima e piuttosto ripida.
Dopo Nonza la D80 si fà meno facile e le curve iniziano a diventare strette. Il Capo si snoda lento e offre ad ogni curva scorci di paesaggio indimenticabili, con la strada che si incunea tra una verdissima e rigogliosa macchia mediterranea e il mare che splende alcuni metri di scogliera più sotto. I paesini sono radi e i distributori di benzina ancora di più, meglio dunque fare il pieno alla prima occasione!
Quasi in cima al dito, seguendo una deviazione che precipita dalla collina al mare, si giunge a Port de Centuri.
E qui si entra in una cartolina. Come descrivere altrimenti il minuscolo porticciolo che sembra voler entrare in paese tanto quanto le case, costruite tutt'attorno, sembrano volerlo proteggere, in un ideale abbraccio, verso quello che è stato ed è ancora la principale fonte di reddito della comunità?
Si perchè Centuri era ed è villaggio di pescatori, forse l'unico vero paese di pescatori dell'isola. E se ne vanta, giustamente.
Tornati sulla D80 la strada piega verso l'interno e taglia la punta del Capo verso est, fino a Macinaggio.
Ma se si ha tempo da Centuri è possibile fare lo stesso percorso a piedi, lungo quello che un tempo era conosciuto come il sentiero dei doganieri.
Attraverso un sentiero che serpeggia tra macchia e costa è possibile arrivare a Barcaggio, il paese più a nord dell'isola, in circa 4 ore di cammino e, da qui, proseguire fino a Macinaggio in ulteriori 3 ore, un trekking attraverso il quale raggiungere luoghi ancora incontaminati e bellissimi.
E'una passeggiata molto lunga, anche se priva di grandi difficoltà, ma è possibile organizzare un eventuale pernottamento a Barcaggio per spezzare in due tappe il sentiero. Barcaggio è peraltro accessibile anche in auto, attraverso una deviazione di una decina di km dalla D80, piu o meno a metà strada tra Centuri e Macinaggio.
A piedi o no l'arrivo a Macinaggio segna il ritorno sulla costa orientale.
Il paese in sè non presenta grandi attrattive ma è abbastanza vivace, grazie al movimentato porto che è piuttosto trafficato.
A Macinaggio si possono trovare alcune pensioni e un bel campeggio con accesso sulla bella spiaggia di Tamarone, proprio dove inizia (o termina) il sentiero dei doganieri.
Scendendo verso sud sulla D80 la costa si addolcisce molto, le curve diventano più morbide e la strada, larga, sfila tra colline e calette sabbiose.
Uno scenario che diventa davvero suggestivo se si ha la ventura di percorrerlo durante il tramonto.
Bastia ormai è vicina ma una sosta per cena come negarsela?
Erbalunga è il paese adatto.
Dista soltanto una decina di km da Bastia ed ha un porticciolo delizioso. La sensazione che si ha entrando in paese è quella di entrare in un vecchio covo di pirati. Dopo, una volta ambientati, si prova una feroce invidia per quei tizi che comodamente seduti in casa loro buttano l'amo in mare e pescano con la canna dalla finestra del salotto (almeno io l'ho provata...)
I ristoranti non mancano e una cena all'aperto in questa scenografia vale da sola il viaggio!
Per compiere il giro del dito può bastare una giornata, se si fa alla svelta, oppure alcuni giorni se ci si innamora di qualche zona o se si decide di fare il sentiero dei doganieri. Le sistemazioni per la notte non mancano e i ristoranti neppure.
Un avvertimento per coloro che volessero affrontare il trekking: non ci sono mezzi pubblici regolari che possono portarvi indietro! In alta stagione non è difficile trovare una barca o un passaggio, ma in bassa stagione (maggio per esempio), quando tutto è in fiore, non c'è nessuno e sarebbe il periodo migliore per la camminata, potrebbe non essere così facile.
Infine un consiglio: Il mezzo di trasporto migliore per questo viaggio (ma per tutta la Corsica) sono le due ruote. Io sono sempre andato in Vespa e mi sono sempre divertito un mondo a girare per le stradine e le curve di questa parte di isola. Stancante si, ma divertente!
Tutti gli altri non si sentano tagliati fuori però: Il viaggio è comunque bellissimo anche con l'auto!
Buon viaggio.
Descrizione
La prima immagine che vediamo dal mare è quella di una città accecante di luce, chiusa alle spalle da un fondale di montagne sulle quali le case, perennemente, contendono alle nuvole il posto in prima fila sullo spettacolo del Mediterraneo.Porto di arrivo dei turisti italiani, Bastia viene generalmente e, a mio avviso, troppo frettolosamente, attraversata per raggiungere le mete di villeggiatura.
Invece meriterebbe una sosta di almeno una giornata. I suoi circa 40000 abitanti fanno di Bastia il secondo centro dell'isola, dopo Ajaccio. Ci sono almeno due nuclei nella cittadina, quello della città vecchia,il cui gioiellino è il vecchio porto e quello della parte nuova, rappresentato da Place S. Nicolas.
Al porto vecchio conviene accedere a piedi, percorrendo una delle strette e ripide stradine partono dalla Piazza del Mercato e che ricordano da vicino i carrugi della Genova antica. Arrivati al porto verrete accolti dall'abbraccio della piccola baia semicircolare, colma di barche ormeggiate e circondata da bei palazzi dipinti in colori pastello.
Place S.Nicolas è al contrario una grande piazza rettangolare, anch'essa fronte mare, ombreggiata da grandi platani e chiusa al traffico. Qui si svolge la domenica il mercatino delle pulci e qui hanno luogo tutte le manifestazioni culturali importanti. Nella incredibile quantità di localini all'aperto che punteggiano il lato ovest della piazza si svolge parte della vita sociale della città. Ma quella dei bistrot all'aperto è una caratteristica della città, ne troverete ovunque, dalle piazze al porto vecchio, al bellissimo e ben tenuto lungomare.
Una curiosità: in Corsica esiste una linea ferroviaria che, sebbene poco usata, è attiva e molto caratteristica. Una delle stazioni presenti sull'isola (non sono molte..) è a Bastia e la si raggiunge attraverso Avenue Sebastiani, un bel viale alberato che parte dal mare, a fianco del lato nord di Place S.Nicolas.
Uscendo da Bastia si può prendere la direzione che si preferisce, in questa breve guida mi permetto di suggerire di andare verso S.Florent e da lì seguire la D80 verso nord per fare il "giro del Capo Corso o del dito".
Il Capo Corso (Cap Corse) è una penisola lunga una quarantina di km e larga circa dieci che punta diritta a nord. Detto il "dito" proprio per la sua particolare conformazione (se immaginiamo il resto dell'isola come la "mano" ), è una vera isola nell'isola. Punteggiata da torri di avvistamento risalenti al periodo della dominazione genovese e coperta da una fitta macchia mediterranea, questa zona alterna paesini di pescatori a tratti di costa di una bellezza davvero selvaggia. Il dito è infatti l'unica zona della Corsica, terra di montagna, a vocazione marinara e non sono rari i residenti che ancora oggi vivono di pesca.
Benchè all'uscita del porto di Bastia si trovino le indicazioni per Macinaggio e il dito, è tuttavia preferibile seguire un percorso in senso orario, da S.Florent, perchè consente di evitare di trovarsi con l'autovettura sul lato della carreggiata esterna, quella cioè più prossima al mare.
Personalmente ho fatto il percorso inverso a quello che sto consigliando (in Vespa...) e vi assicuro che a guidare su una stradina stretta, a picco sul mare e spesso senza guard-rail si fa parecchia fatica.
S.Florent dunque. Lo si raggiunge superando il Col de Teghime, proprio sopra Bastia e scendendo poi in picchiata sul versante occidentale. Lunga la strada si oltrepassa una brutta discarica a cielo aperto, sulla quale stazionano rapaci piuttosto minacciosi Ma la vista dal colle fa subito dimenticare tutto: Dall'alto dei 536 m s.l.m. lo sguardo spazia dalla costa orientale a quella nord-occidentale, in un insieme da togliere il fiato.
Qualcuno potrà trovarlo sovraffollato e probabilmente troppo costoso, ed avrà ragione! Ma S.Florent (S.Fiorenzu, in corso) è il paesino più caratteristico ed attrezzato al turismo della zona. E' una località di mare che deve gran parte del suo successo alla prossimità di spiagge davvero imperdibili, quali Lodo e Saleccia, oltre ad un porticciolo molto frequentato e ad un numero impressionante di ristorantini, negozi e bar sufficienti a sfamare una città di medie dimensioni!
Nelle vicinanze troverete quello che è il maggior monumento della zona, la Cattedrale del Nebbio o Chiesa di Santa Maria Assunta, bell'edificio religioso in stile romanico-pisano risalente al XII secolo, periodo in cui proprio i Pisani dominavano la zona.
Se trovarlo è relativamente facile, diverso è riuscire ad entrare: io ci sono stato tre volte ed era sempre chiuso. Pare che nessuno conosca con esattezza l'orario di apertura. Se qualcuno fosse più informato di me mi faccia sapere.
Da S.Florent la D80 si dirige a nord e inizia il Capo. La prima località che impone una sosta la si incontra dopo pochi km ed è Nonza.
Piccola ma graziosa località costruita attorno alla onnipresente torre, Nonza è letteralmente abbarbicata su uno sperone di roccia che sovrasta una ampia baia e una spiaggia di ciottoli neri. Vale la pena sedersi al belvedere e godersi dall'alto lo spettacolo del contrasto cromatico con il blu del mare. La strada principale conduce in un paio di km ad una breve deviazione verso la spiaggia ma, per gli ardimentosi, è possibile scendere a piedi, dal paese, giù in spiaggia attraverso una scalinata non facilissima e piuttosto ripida.
Dopo Nonza la D80 si fà meno facile e le curve iniziano a diventare strette. Il Capo si snoda lento e offre ad ogni curva scorci di paesaggio indimenticabili, con la strada che si incunea tra una verdissima e rigogliosa macchia mediterranea e il mare che splende alcuni metri di scogliera più sotto. I paesini sono radi e i distributori di benzina ancora di più, meglio dunque fare il pieno alla prima occasione!
Quasi in cima al dito, seguendo una deviazione che precipita dalla collina al mare, si giunge a Port de Centuri.
E qui si entra in una cartolina. Come descrivere altrimenti il minuscolo porticciolo che sembra voler entrare in paese tanto quanto le case, costruite tutt'attorno, sembrano volerlo proteggere, in un ideale abbraccio, verso quello che è stato ed è ancora la principale fonte di reddito della comunità?
Si perchè Centuri era ed è villaggio di pescatori, forse l'unico vero paese di pescatori dell'isola. E se ne vanta, giustamente.
Tornati sulla D80 la strada piega verso l'interno e taglia la punta del Capo verso est, fino a Macinaggio.
Ma se si ha tempo da Centuri è possibile fare lo stesso percorso a piedi, lungo quello che un tempo era conosciuto come il sentiero dei doganieri.
Attraverso un sentiero che serpeggia tra macchia e costa è possibile arrivare a Barcaggio, il paese più a nord dell'isola, in circa 4 ore di cammino e, da qui, proseguire fino a Macinaggio in ulteriori 3 ore, un trekking attraverso il quale raggiungere luoghi ancora incontaminati e bellissimi.
E'una passeggiata molto lunga, anche se priva di grandi difficoltà, ma è possibile organizzare un eventuale pernottamento a Barcaggio per spezzare in due tappe il sentiero. Barcaggio è peraltro accessibile anche in auto, attraverso una deviazione di una decina di km dalla D80, piu o meno a metà strada tra Centuri e Macinaggio.
A piedi o no l'arrivo a Macinaggio segna il ritorno sulla costa orientale.
Il paese in sè non presenta grandi attrattive ma è abbastanza vivace, grazie al movimentato porto che è piuttosto trafficato.
A Macinaggio si possono trovare alcune pensioni e un bel campeggio con accesso sulla bella spiaggia di Tamarone, proprio dove inizia (o termina) il sentiero dei doganieri.
Scendendo verso sud sulla D80 la costa si addolcisce molto, le curve diventano più morbide e la strada, larga, sfila tra colline e calette sabbiose.
Uno scenario che diventa davvero suggestivo se si ha la ventura di percorrerlo durante il tramonto.
Bastia ormai è vicina ma una sosta per cena come negarsela?
Erbalunga è il paese adatto.
Dista soltanto una decina di km da Bastia ed ha un porticciolo delizioso. La sensazione che si ha entrando in paese è quella di entrare in un vecchio covo di pirati. Dopo, una volta ambientati, si prova una feroce invidia per quei tizi che comodamente seduti in casa loro buttano l'amo in mare e pescano con la canna dalla finestra del salotto (almeno io l'ho provata...)
I ristoranti non mancano e una cena all'aperto in questa scenografia vale da sola il viaggio!
Per compiere il giro del dito può bastare una giornata, se si fa alla svelta, oppure alcuni giorni se ci si innamora di qualche zona o se si decide di fare il sentiero dei doganieri. Le sistemazioni per la notte non mancano e i ristoranti neppure.
Un avvertimento per coloro che volessero affrontare il trekking: non ci sono mezzi pubblici regolari che possono portarvi indietro! In alta stagione non è difficile trovare una barca o un passaggio, ma in bassa stagione (maggio per esempio), quando tutto è in fiore, non c'è nessuno e sarebbe il periodo migliore per la camminata, potrebbe non essere così facile.
Infine un consiglio: Il mezzo di trasporto migliore per questo viaggio (ma per tutta la Corsica) sono le due ruote. Io sono sempre andato in Vespa e mi sono sempre divertito un mondo a girare per le stradine e le curve di questa parte di isola. Stancante si, ma divertente!
Tutti gli altri non si sentano tagliati fuori però: Il viaggio è comunque bellissimo anche con l'auto!
Buon viaggio.
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