Dal Sinai Francescano fino alla montagna dei Romani
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Introduzione
Descrizione
Il mio nuovo itinerario ci condurrà da quello che potremmo definire il Sinai Francescano fino al monte che da sempre è apprezzata meta turistica dei Romani, il monte Terminillo. Ci troviamo ancora una volta nella Sabina, nelle immediate vicinanze della città di Rieti, per visitare quella che, a ragione, è stata anche definita come la valle santa in ragione della presenza dei quattro principali santuari francescani, meta di pellegrini che da tutta l’Italia vanno a visitare i luoghi che furono cari al poverello di Assisi.
La Sabina, infatti, decantata da scrittori e poeti fin dall’antichità, fu amata da S. Francesco e qui, ispirato dalla bellezza dei paesaggi, fu ispirato nella composizione del Cantico delle creature. Nel 1208, dopo essersi allontanato dalla sua città natale, S. Francesco giunse a Poggio Bustone, ancora oggi impregnato di atmosfere medioevali, e vivo rimane nella memoria e nelle tradizioni il saluto che rivolgeva a tutti coloro che incontrava: "Buon giorno buona gente". Nella viva roccia, nella parte più aspra del monte, si ritirò in preghiera e qui gli fu rivelato, nella contemplazione divina, che gli erano rimessi i peccati e che i suoi frati si sarebbero moltiplicati. Santa Maria della Foresta rappresenta uno dei più sacri luoghi del francescanesimo, fu qui che, secondo la tradizione, il santo compose il Cantico dei Cantici. Si può visitare il luogo in cui dimorò Francesco con i suoi compagni, il luogo del miracolo dell’uva, il chiostro quattrocentesco e la cavità nella roccia dove forse S. Francesco diede vita al Cantico.
Fonte Colombo si trova in cima ad un colle, circondato da lecci; quando il santo vi arrivò non c’era altro che la cappella della Maddalena ed il nudo romitorio dei frati di Farfa. Qui, dopo 40 giorni di preghiera e digiuno in una fenditura della roccia scrisse la terza regola del suo ordine. A Greccio, nel Natale del 1223, previa autorizzazione papale, rappresentò, per la prima volta nella storia del cristianesimo, la nascita di Gesù e da questo romitorio, il presepe, si diffuse in ogni dove con il suo messaggio di pace. Negli edifici del convento primitivo rimangono visibili la cucina, il piccolo refettorio, il dormitorio e la cella di S. Francesco.
Ultima tappa, prima di dirigerci verso il monte, è Labro, un museo vivente dell’architettura medioevale; pur essendo ancora abitato entrando nel piccolo centro si ha veramente l’impressione che il tempo si sia magicamente fermato... Ultima tappa è il monte Terminillo. Apprezzata destinazione per gli sport invernali, e in tal senso è molto attrezzato, è anche meta di suggestive escursioni primaverili ed estive attraverso le faggete, magari osservando i numerosi esemplari di uccelli tra i quali lo sparviero, il gufo reale, il picchio rosso, la poina ed alcuni esemplari di aquila reale che nidificano sulle cime più elevate. Nel sito www.apt.rieti.it troverete un insolito ed affascinante excursus sulla storia del monte Terminillo, corredato di foto storiche dei primi pionieri dell’alpinismo, in un arco di tempo che va dal 1880 al 1915!


