I viaggi di Gigi: IRAN - Il Paese
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Introduzione
Inizia un nuovo viaggio in un paese affascinante e misterioso, l'Iran
Descrizione
I VIAGGI DI GIGI: IRAN - Il Paese
Bene, ragazzi, oggi iniziamo un altro, fantastico viaggio, alla scoperta di un Paese bellissimo e misterioso, e soprattutto pochissimo conosciuto. Sto parlando dell’Iran, la mitica terra dei “Re dei Re” e degli Scià, la cui pessima fama internazionale ha impedito una vera diffusione turistica. E, vi assicuro, a torto, perché il Paese, conosciuto bene, apparirà al visitatore come un mondo completante diverso da quella demonizzazione che ne hanno fatto le potenze occidentali.
Per carità, si tratta certo di un paese musulmano molto chiuso e intransigente, ma la bellezza dei luoghi e delle città, la potente storia che promana dappertutto e soprattutto la cordialità e l’ospitalità della gente vi farà capire che prima di giudicare, è meglio conoscere le cose. Quando un simpatico architetto genovese, che avevo conosciuto da poco, Stefano Carbone, mi propose di andare proprio in Persia, per riprendere i segretissimi riti zoroastriani che si svolgono ogni anno nel deserto di Yazd, io non reagii come fecero tutti quelli attorno a me (“l’Iran? Ma sei pazzo! È pericolosissimo!!”). Come ho fatto sempre nella mia vita non ebbi invece il minimo dubbio, né tantomeno paura, e accettai immediatamente.
D’altronde se ho scelto da sempre di fare il documentarista, mi sentirei fallito a mostrare solo il Foro Romano o la Torre di Pisa… E feci bene, perché quel viaggio si sarebbe trasformato in una delle più belle esperienza della mia vita. All’inizio non fu proprio facilissimo. Ci vollero alcuni mesi per ottenere i permessi, ma quando fummo pronti, cominciarono i problemi. Arriviamo a Fiumicino con una valanga di bagagli e attrezzature, per sentirci candidamente dire che i visti non sono pronti e che dobbiamo rimandare di una settimana. Cominciamo bene… Ma, dato che chi la dura la vince, puntuali riuscimmo a partire sette giorni dopo con l’Iran Air (con un aereo che purtroppo è precipitato un anno fa, ma non ci pensiamo, e andiamo avanti).
All’aeroporto di Teheran la prima, piacevole, sorpresa. Troviamo ad accoglierci una guida, un bel ragazzo che parlava un perfetto francese, e altri 4 accompagnatori! Un autista per la nostra Nissan Patrol, altri due su un’altra fuoristrada che ci avrebbe seguito come… riserva, in caso di emergenza, e una terza macchina con autista carica di tende e cucina da campo. Caspita, che accoglienza! Capimmo subito che non ci saremmo annoiati… In effetti i venti giorni passati assieme furono faticosissimi, ma memorabili. Facevamo 300/400 Km al giorno in fuoristrada, visitando tutti i luoghi artistici e archeologici più importanti: Isfahan, Shiraz, Yazd, Pasargade, Persepoli, facendo riprese davvero bellissime.
Inutile dire che, col guazzabuglio di lingue che ci dividevano, all’inizio ci fu un po’ di imbarazzo, ma dopo pochi giorni, magari mangiando addirittura gli spaghetti dentro un caravanserraglio nel deserto, riuscivamo persino a raccontarci le barzellette… Insomma un’esperienza incredibile che, se volete, vi racconterò. Prima però, vorrei parlarvi del Paese. L’Iran è un paese immenso caratterizzato da un grande altopiano circondato da tre catene montuose. È per lo più desertico, ma il clima è molto temperato, con poca umidità e, considerando l’altezza media, molto mite, salvo ovviamente che in pieno inverno o in piena estate. Programmarvi un viaggio, oggi, può sembrare audace, vista la difficile situazione internazionale, eppure, paradossalmente, forse è questo il periodo migliore per andarci. La gente è molto ospitale e accoglierà sempre con molta cordialità i turisti stranieri, ai quali, naturalmente, è solo richiesto di rispettare, con discrezione, le loro usanze.
È naturalmente sconsigliato organizzare il viaggio da soli, anche per le numerose difficoltà logistiche e burocratiche che questo comporta. La cosa migliore è affidarsi alla competenza e perfetta organizzazione dell’AITO, il più importante tour operator iraniano. Contattandolo (www.ampersia.com) si avranno tutte le informazioni utili per ottenere i visti e programmare il viaggio. D’altronde mi diceva Reza, il direttore dell’Agenzia, che se oggi una zanzara punge un turista, paradossalmente lo viene a sapere tutto il mondo e quindi il turista viene accolto davvero come un re, guardato con curiosità (sempre molto contenuta, per il pudore innato di questa gente) ma con assoluto senso di ospitalità, che da sempre questo popolo considera un vanto, oltre che un obbligo. La gente del posto, quindi, soprattutto nei piccoli paesi, dove spesso gli abitanti non hanno mai visto un turista, ci accoglierà come ospiti di riguardo, riservandoci le attenzioni dovute a persone molto importanti.
Non ci meraviglieremo quindi se saremo invitati in case apparentemente poverissime, dove però troveremo, di solito, su meravigliosi tappeti (l'unica ricchezza locale) un'abbondanza di cibi incredibili. L'ospitalità è una tradizione sacra da queste parti e dividere con l'ospite le poche cose che si possono offrire è una gioia e un vanto per tutti. Naturalmente non dovremo mai dimenticare alcune regole che fanno parte del costume profondo di questo popolo. Le donne straniere dovranno tenere un abbigliamento abbastanza castigato per le nostre abitudini, che in pratica copra tutto il corpo, tranne mani e viso. È obbligatorio indossare sul capo un foulard, o almeno un fazzoletto, che copra alla meglio i capelli, e tenere un comportamento che non offenda, per spregiudicatezza, e soprattutto nei rapporti con gli uomini, la moralità corrente del Paese. Gli uomini dovranno astenersi dal parlare con le donne (assolutamente vietato dar loro la mano) ed evitare ogni situazione che possa mettere in imbarazzo gli interlocutori e gli eventuali accompagnatori. Saremo spesso tentati di socializzare più del consentito, vedendo l’inevitabile, anche se pudica, curiosità della gente che ci circonderà sempre con grandi sorrisi, ma dovremo sempre ricordarci che siamo ospiti di un mondo molto diverso dal nostro. Se accettate queste semplici regole, vi troverete a vivere un'esperienza unica, con gente che vi accoglierà sempre con un sorriso e la grande voglia di farsi accettate come amici, quasi a far dimenticare l’inquietante immagine che, probabilmente a torto, ha il Paese ai suoi occhi.
Dappertutto non incontreremo praticamente delinquenza. Quindi dimentichiamoci questuanti per strada, scippatori e comunque i normali pericoli che impongono, in occidente, di guardarsi attorno con sospetto. Potrete girare con documenti e soldi senza temere che qualcuno tenti di rubarveli e, per quel che riguarda le paure di sequestri e attentati, ricordiamo che non si ricorda in Iran, da decenni, un solo caso di sequestro o un semplice inconveniente a un turista. Malgrado questo, però, è assolutamente consigliabile affidarsi sempre alle nostre guide (che di solito parlano un discreto inglese) ed evitare di andare in giro e di entrare in luoghi pubblici e religiosi senza avvertirli. Ricordatevi inoltre di togliervi sempre le scarpe entrando nelle case e nei luoghi religiosi. È anche consigliabile di evitare di riprendere le persone di nascosto; molto meglio accennare una richiesta di permesso, che vi verrà sempre concessa con un sorriso. E infine, naturalmente, è sempre sconsigliato (come verrebbe istintivo) aprire discorsi politici o esprimere giudizi sul paese, soprattutto se negativi. Mettereste in forte imbarazzo le vostre guide (mi ricordo ancora che a Hadi, quando mi raccontò di aver toccato la bara di Khomeini durante i funerali, vennero quasi le lacrime agli occhi…).
A proposito, dimenticavo di parlarvi di Stefano, il mio amico accompagnatore. Una persona che dire straordinaria è poco. Colto, simpatico, dotato di un carattere raro, carico di saggezza e tolleranza e, per di più, dotato del dono divino di saper risolvere qualsiasi problema. Una specie di Leonardo da Vinci della nostra epoca, che con naturalezza, inforcando i suoi occhialini e il suo mozzicone di toscano in bocca, saprà sempre cavarvi d’impaccio. Vi racconterò spesso dei suoi miracolosi salvataggi in altri nostri viaggi (Oman, Uzbekistan, Zanzibar, quando addirittura mi riparò la telecamera… sott’acqua, durante un’immersione!), ma anche in Iran riuscì a stupirmi, per esempio smontandomi nella camera d’albergo di Tehran un monitor che non voleva accendersi. Quando lo vidi smontato sul letto impallidii, e lui, tranquillo, mi disse di andare al bar. Cosa che feci (e peccato che gli alcolici sono proprio proibiti anche per gli stranieri…), per vedermelo arrivare mezz’ora dopo con l’apparecchio in mano. Rimontato e soprattutto… acceso. Credetemi, un mito!
Bene, nelle prossime “letterine” inizierò a raccontarvi gli straordinari luoghi che ho visitato nel mio viaggio. Un viaggio che potrete fare in anticipo anche voi, andando su YOUTUBE (nella sezione “FILMCARDS IRAN”), dove troverete moltissimi video su tutto il Paese. Oppure, se avete l’iPhone, scaricandovi da App Store l’applicazione “Filmcards Iran”al link: http://itunes.apple.com/it/app/iran-terra-del-mito/id397349994?mt=8. Si tratta di una vastissima guida (che fa parte di una serie comprendente, fra l’altro, Orvieto, Todi, Capri, Ischia, Pompei, Assisi, Palermo, l’Uzbekistan ecc.), con centinaia di testi e fotografie originali e oltre un’ora di filmati su tutto il Paese. Un modo semplice e completo di visitare questa terra senza muoversi da casa, anche se non avrete mai il coraggio di andarci. E, secondo me, fareste male…
gigi.oliviero09@gmail.com - www.filmcards.it

















