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I viaggi di Gigi: OMAN - Il Paese  

Community: Diari di viaggio e Racconti I viaggi di Gigi: OMAN - Il Paese

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Gigi
Scritto da: Gigi
Località: Muscat
Durata: 15 gg
Data partenza: dal 20/05/2008 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Gigi Oliviero - Stefano Carbone

Introduzione

Iniziamo un altro stupendo viaggio, alla scoperta dell'Oman.

Descrizione

I viaggi di Gigi: OMAN - Il Paese

Oggi cominciamo un altro bellissimo viaggio in un Paese che sa di favole e leggende, l’Oman. Quando Stefano, il mio inseparabile compagno di viaggio, mi presentò Paolo Greco, il direttore dell’ufficio romano della Gulf Air, la compagnia aerea araba, non pensavo certo che l’incontro che avemmo mi avrebbe permesso di vivere un’altra esaltante esperienza di viaggio. Paolo si dimostrò persona cordialissima e aperta e, da uomo intelligente, capì subito che le nostre proposte di avere viaggio e ospitalità per realizzare un grande reportage televisivo avevano basi molto serie. D’altronde, la mia produzione televisiva fu aperta da mio padre agli inizi degli anni ’60 nella mitica via Teulada di Roma (la sede principale RAI dell’epoca), e in tutti questi anni ha accumulato un’esperienza davvero notevole, riuscendo a coprire, come numero di ore di programmi realizzati, circa due anni della storia della stessa RAI.

Permessi e formalità furono molto più veloci del viaggio in Iran, e dopo poche settimane ci siamo ritrovati, io e Stefano, a brindare in volo con lo champagne, in prima classe, in compagnia addirittura dell’ambasciatore. Capimmo subito che il paese che ci accoglieva era molto diverso dall’Iran che avevamo conosciuto. L’aereo stesso, l’aeroporto di Muscat, la ricchezza che tracimava da ogni lato ci fecero capire che esisteva anche un aspetto del mondo arabo molto meno povero di quello che avevamo conosciuto. Un albergo 5 stelle lusso (tutte meritate), camere da re, un’accoglienza davvero superba. Insomma, il viaggio cominciò subito bene. Ma parliamo prima un po' di questo Paese, grande pressappoco come l’Italia ma abitato da soli 3 milioni di persone.

Le sue origini sono antichissime, se si pensa che il territorio omanita, che occupa la parte più a est della penisola araba, è da sempre stato legato a personaggi leggendari: Sindbad il Marinaio (che lì giurano sia nato nella città di Shoar), la mitica Regina di Saba, persino i Re Magi, che, oltre all’oro, portavano al piccolo Redentore i doni più importanti del tempo, e cioè l’incenso e la mirra, che sono proprio due prodotti tipici della regione, che hanno alimentato la sua grande e antica vocazione commerciale e marinara. Eppure, fino alla seconda metà del ‘900, il paese era rimasto praticamente al di fuori della storia, abitato da pastori e beduini e completamente privo di qualsiasi aspetto legato alla moderna civiltà. Anche quando, nel 1938, salì al trono il nuovo sultano, l'avido Sa'id III ibn Taimur, un uomo cupo, simile nell'aspetto a un eremita, non esistevano strade, comunicazioni, tecnologie, trasporti, scuole. Tutta la popolazione viveva nell'ignoranza più totale, aggravata da una chiusura all’esterno pressoché assoluta. Era difficile anche per le altre popolazioni arabe del golfo entrare in Oman.

Il sultano aveva proibito la cultura al suo primitivo popolo per evitare colpi di mano, ma commise il solo errore di far studiare a Londra il suo unico figlio Qabus, il quale, tornato con la laurea in patria, non esitò a deporre il padre con una rivoluzione incruenta, relegandolo in un albergo londinese, e avviò una serie di straordinarie riforme che in soli quarant’anni hanno portato l'Oman al livello dei paesi occidentali più evoluti. Il sultano Qabus si impegnò subito nella modernizzazione dell'economia semi-feudale del paese, abrogando le oppressive restrizioni sociali imposte dal padre. Gli introiti dei giacimenti petroliferi dell'Oman, relativamente modesti, furono impiegati nella costruzione di strade, ospedali e scuole, infrastrutture che erano state fino a quel momento assai scarse. E oggi, dopo soli 40 anni, l’Oman può essere considerato uno dei più moderni e aperti paesi arabi del mondo.

L’ordine sociale, pur se molto avvantaggiato da una popolazione molto esigua rispetto al territorio (3 milioni in una terra poco più grande dell’Italia) ha dimensioni sicuramente inconsuete per noi occidentali. La delinquenza è praticamente sconosciuta, nessuno paga tasse personali sul reddito e la convivenza fra i “cittadini” e le popolazioni nomadi dell’interno è serena e frequente. Esistono mercati popolari e caotici accanto a supermercati hollywoodiani, grandi industrie (non solo petrolifere), modernissimi ospedali, una televisione moderna e attrezzata. Per far ciò il sovrano ha dovuto innanzitutto dare una cultura al suo popolo, realizzando una perfetta organizzazione scolastica, basata per di più sull'assoluta parità dei sessi. L'istruzione è obbligatoria dai 6 ai 18 anni, gli insegnamenti sono svolti, oltre che in arabo, anche in inglese, e l'obbligo si estende persino ai figli dei beduini.

Esistono nel paese 800 scuole pubbliche e 900 private, oltre ad una splendida università nella capitale, frequentata più dalle ragazze che dai maschi. E proprio l’emancipazione femminile in Oman, pur nel rispetto del classico islamismo, è stata forse la più veloce dei paesi arabi moderni. Oggi più di 1500 donne lavorano nel campo del commercio e degli affari, da un paio d’anni ci sono diverse donne parlamentari e ministro, molte di loro occupano anche spazi nell’esercito e nella polizia. Le donne hanno la parità di voto, guidano l’auto e non sono obbligate da nessuna legge a portare il velo, anche se l’antica consuetudine le spinge ad adeguarsi per scelta alle antiche e molto difese tradizioni.

IL TERRITORIO

Ma parliamo un po’ del territorio. L'Oman occupa l'angolo orientale della penisola arabica e confina con gli Emirati Arabi Uniti a nord-ovest, con l'Arabia Saudita a ovest e con lo Yemen a sud-ovest. La sua estremità settentrionale dista poco più di cinquanta chilometri dall'Iran, situato oltre lo stretto di Ormuz, che immette nel Golfo Persico. La penisola di Musandam, separata dal resto del paese dalla costa orientale degli Emirati Arabi Uniti, forma l'estrema parte settentrionale dell'Oman e comprende l'unico tratto di costa omanita che si affaccia sul Golfo Persico. Il paese è straordinariamente affascinante per la grande varietà di paesaggi e habitat, dal deserto più selvaggio alle coste incontaminate, dalle meravigliose oasi, ricche di palme, ai massicci montuosi che sfiorano i 3.000 metri. L'Oman possiede due grandi bassipiani salati, uno dei quali è situato nella zona centro-occidentale mentre l'altro si trova di fronte all'isola Massirah, al largo della costa orientale e immediatamente a sud del celebre deserto di Wahiba Sands.

È bene sapere che l'Oman ha uno dei governi più rigorosamente ambientalisti del mondo e il sultano Qabus ha posto molta attenzione nel rispetto della natura; occorrerà ricordarsi che qualsiasi azione possa risultare inquinante o in disprezzo dell’ambiente verrà considerata molto offensiva dagli abitanti e spesso punita addirittura con salate multe. Per i più avventurosi, può essere uno stimolante invito a tuffarsi in una natura particolarmente vergine viaggiando in tenda, sia nel deserto che lungo la meravigliosa costa, lunga oltre 1600 Km, che si affaccia sull’Oceano Indiano. Una costa in cui non vedrete mai nemmeno un bagnante, ma solo, qua e là, microscopici e polverosi paesini, dove il tempo sembra essersi fermato, abitati da gente antica e semplice e, sempre, una miriade di bambini, che vi accoglieranno con allegria e tanta curiosità.

La popolazione, come di consueto nel mondo arabo, è estremamente cordiale e ospitale, anche se ancora molto pudica e soprattutto attaccata ad antiche tradizioni che sarebbe un sacrilegio ignorare. Un sorriso e un complimento, comunque, ci apriranno sempre qualsiasi strada. Non esistono particolari divieti per il campeggio e non sarà difficile trovare sempre splendidi angoli dove sarà comodo e suggestivo piantare una tenda, in un isolamento pressoché garantito. Unico, importante suggerimento, è quello di rispettare in modo assoluto la natura, senza quindi provocare alcun danno all’ambiente, né tantomeno lasciare nulla che ricordi il proprio passaggio.

Le strade in Oman sono davvero ottime. La condizione dell'asfalto delle strade principali è eccellente (costruito addirittura con un bitume particolare che non si liquefa al calore del sole), le corsie sono ben definite, i segnali chiaramente indicati a intervalli regolari. La guida è a destra e il limite di velocità extraurbano di 120 Km/h. È valida una patente di guida internazionale. Occorre comunque tener presente che la sabbia del deserto può ricoprire l’asfalto di una patina molto viscida e pericolosa. Per gli spostamenti nel deserto ricordarsi sempre la prudenza, quindi evitare di essere soli, munirsi di cartine, bussola e telefono e portarsi una buona scorta d’acqua. In caso di incidente si potrebbe aspettare anche a lungo per un soccorso. Ricordarsi che guidare sotto l'influenza di alcol è un grave reato ed è severamente vietato.

L’immenso deserto, che costituisce il 90%25252525252525 del territorio omanita, ci accoglie, misterioso e affascinante come tutti i deserti. Oggi esistono splendide strade che permettono di ammirarlo con molta comodità. Alla fine degli anni ’60, lo ricordavo prima, esistevano non più di 20 Km di strade. Oggi sono più di 8.000. La benzina, naturalmente, costa pochissimo, le stazioni sono numerose e tutte attrezzate con negozi, bar, ristorantini. Se volete, però, davvero provare l’emozione di immergervi in una natura per noi sconosciuta, bisogna scoprire l'Oman in fuoristrada, naturalmente prendendo tutte le precauzioni del caso (oltre ai documenti personali e dell’auto si consigliano bussola, navigatore, carte e soprattutto molta acqua), ma soprattutto farlo con le guide locali, che fra l’altro vi permetteranno di vedere luoghi e animali che non riuscireste mai a scoprire da soli.

È sempre affascinante scoprire all’improvviso l'aridità del deserto che viene interrotta da stupende oasi, dove l'acqua, incanalata e sfruttata con antichi ma sapienti metodi, continua a ricreare il miracolo della vita. Sono gli antichissimi falaji, costruiti con le antichissime tecniche persiane, a percorrere come vene benefiche le rocce aride, permettendo il miracolo di veder fiorire il deserto coprendolo di piante e fiori. Oggi questa natura è vissuta da gente semplice e antica, cui il destino ha affidato il compito di tramandare una tradizione antica e profonda. I popoli del deserto hanno imparato a convivere con una natura ostile ma nello stesso tempo benefica, tramandando, con le loro semplici azioni di ogni giorno, riti e tradizioni antiche e affascinanti.

CONSIGLI DI COMPORTAMENTO

Malgrado appartenga completamente al mondo musulmano e conservi gelosamente le sue antiche tradizioni, il visitatore che giunge in Oman (soprattutto se sarà già stato in paesi arabi molto più integralisti) resterà piacevolmente sorpreso dal grado di modernità e “occidentalizzazione” che il paese e i suoi abitanti mostrano fin dal primo momento. Già entrando a Muscat, la capitale, se non fosse per l’abbigliamento della gente e il tocco di orientale che traspare dalle costruzioni, sembrerebbe di stare in una città europea. Grattacieli, grandi strade, traffico intenso e continuo, negozi con griffe celebri e marchi (come Coca Cola e Mac Donald’s) non proprio di origine orientale. È in effetti difficile credere come in soli 40 anni un paese praticamente sconosciuto al mondo occidentale sia riuscito ad integrarsi, pur senza perdere la sua identità, nel mondo moderno.

Certo, i caratteri islamici rimangono e ritornano prepotenti alla prima occasione: nelle contrattazioni, spesso esasperanti, nella lentezza con cui tutto si muove (anche per colpa del caldo asfissiante), in quell’imbarazzante formalismo sociale che spesso non fa sentire completamente liberi (ad esempio nell’abbigliamento, soprattutto per le signore). Ecco, il mondo femminile è sicuramente un’altra sorpresa. Nelle città si vedono ragazze in giro che, a differenza di paesi come, per esempio, l’Iran, non hanno alcun timore a parlare con gli uomini guardandoli negli occhi. Le scopriremo poi dappertutto, nei negozi, negli uffici, all’Università, dove le studentesse sono addirittura più dei maschi. Quello che poi colpisce subito è il tenore di vita, decisamente molto alto rispetto a moltissimi paesi arabi. Un’opulenza che diventa sfacciata quando si parla di turisti importanti, con negozi da Quinta Strada, ristoranti alla moda e alberghi (come il mitico Al Bustan) di standard davvero eccezionale. Alberghi dove si può vivere dimenticando completamente le regole musulmane: alcolici senza problemi, cucina internazionale (spaghetti compresi), bikini in piscina e così via.

Per le escursioni, poi, ci si accorge subito che la delinquenza, da queste parti, è una cosa praticamente sconosciuta, e si potrà andare dovunque, anche in piena notte, senza temere davvero nessuna molestia. Se poi si avrà l’accortezza intelligente di rispettare i costumi locali, cercando di integrarsi senza spocchiose prese di posizione all’occidentale, si sarà sempre accolti con un sorriso, sia nel proprio albergo 5 stelle, che in un paesino sperduto del deserto. Anzi, proprio lì, l’ospitalità, che è nel sangue di questa gente, uscirà prepotente, e ci si sentirà trattati davvero come ospiti di grande riguardo. Le regole principali da seguire, quindi? Poche e in fondo abbastanza semplici. Rispettare le tradizioni (velo compreso), evitare di essere espansivi con le donne (non bisogna mai dar loro la mano per primi), non parlare male degli arabi e del governo, essere moderati nell’abbigliamento (soprattutto le signore) e, soprattutto fuori dalle città, rispettare al massimo la natura. Nessuno vi disturberà se andrete in fuoristrada o bivaccherete in tenda, purché, la mattina dopo, le vostre tracce siano del tutto scomparse. Fatto questo vi aspetta un’esperienza davvero diversa e rilassante, che vi farà capire molte cose (forse cambiando persino alcune opinioni) del mondo arabo.

Per oggi è tutto. La prossima volta vi porterò alla scoperta delle più importanti città omanite e di un suo angolo magico, il Musandam. Prima di lasciarvi, però vi ricordo che, se volete viaggiare senza muovervi di casa, potrete visionare centinaia di nostri filmati su YOUTUBE, nel sito “FILMCARDS”, dove troverete anche moltissime immagini dell’Oman. I possessori di iPhone, poi, potranno scaricarsi da App Store (sempre nel sito “Filmcards”), molte applicazioni dedicate a splendide località italiane ed estere (Orvieto, Todi, Capri, Ischia, Pompei, Assisi, Palermo, Iran, Uzbekistan ecc.), dove, oltre a notizie e infinite foto, potrete guardarvi ore di filmati originali. Presto uscirà anche l’applicazione dedicata, appunto, all’Oman.

Arrivederci!

www.filmcards.it – gigi.oliviero09@gmail.com

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