I viaggi di Gigi: ROMA (Il Foro Romano)
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Introduzione
Nel nostro viaggio nel Mondo Romano, entriamo oggi in uno dei luoghi archeologici più famosi del mondo, il Foro Romano.
Descrizione
I viaggi di Gigi: ROMA ANTICA (il Foro Romano - 1.a parte)
Continuiamo la nostra bella passeggiata a Roma, alla scoperta del mondo romano, entrando nella zona storica forse più famosa al mondo in questo settore, il Foro Romano.
Come vi dicevo la scorsa volta si indica con questo nome l’area situata a destra di Via dei Fori Imperiali, guardando il Colosseo, mentre l’area sulla sinistra è occupata dai Fori Imperiali.
Tempio di Antonino e Saturnina
Il Foro Romano era il vero cuore della città antica. Qui si svolgeva la vita pubblica della città, si riuniva il Senato, si celebravano i grandi processi pubblici, si organizzavano imponenti spettacoli. E nei suoi pressi vivevano gli imperatori, i potenti della Terra di allora.
L'ingresso al Foro è all’incirca a metà di Via dei Fori Imperiali, di fronte al Foro di Augusto. Entrati ci troviamo di fronte uno spazio immenso, ricoperto di resti antichissimi e spesso ancora spettacolari, che danno solo una pallida idea della magnificenza che questo luogo doveva possedere all'epoca del suo splendore
II primo edificio che incontriamo, alla nostra sinistra, è il Tempio di Antonino e Saturnina, il cui perfetto stato di conservazione si deve al fatto che, nei secc. VII-VIII, fu trasformato nella chiesa cristiana di San Lorenzo in Miranda. In effetti il suo aspetto è abbastanza strano, col portico a colonne romano che precede una facciata completamente barocca.
Il tempio antico fu dedicato dall'imperatore Antonino Pio alla moglie Faustina e nell'Xl sec. venne trasformato in chiesa perché si pensava che in quel punto fosse stato condannato a morte San Lorenzo. L'attuale chiesa è stata ricostruita nel 1601.
Basilica Emilia
Ci incamminiamo verso il Tabularium e vediamo subito alla nostra destra i resti di quella che era una della più spettacolari Basiliche del Foro, la Basilica Emilia, costruita nel 179 a.C. dai consoli Marco Emilio Lepido e Marco Fulvio Nobiliore.
Il nome "Basilica" non deve trarci in inganno. Le basiliche romane non avevano niente a che vedere con le grandi chiese cristiane che verranno. Erano solo monumentali edifici, destinati per Io più a compiti pubblici, primo fra tutti l'amministrazione della giustizia. Ma erano anche utilizzate come luoghi d'incontri e d'affari e vi lavoravano anche i "publicani", cioè gli esattori delle tasse che, secondo le usanze, dovevano garantire allo Stato una certa somma, intascando così tutto quello che riuscivano ad esigere in più.
La Basilica Emilia venne ricostruita più volte e definitivamente distrutta durante il sacco di Roma ad opera dei Visigoti, nel 410 d.C.
Curia
Superata la basilica Emilia, scopriamo sempre sulla nostra destra l'edificio della Curia, sede del Senato Romano, qualcosa di simile al nostro Parlamento. Anche questa era stata eretta da Cesare ed era un luogo importante per la vita della città. In questa zona del Foro, infatti, si svolgevano varie cerimonie sacre e vi si eseguivano, talvolta, perfino le condanne a morte. L'edificio era austero e maestoso. La facciata era decorata, nella metà inferiore, da lastre marmoree e nella parte alta da un bugnato di stucco che imitava il marmo. In essa si aprivano tre finestre e una grande porta di bronzo.
Quella che ammiriamo oggi è solo una copia dell'originale, che dal 1600 è stata posta all'ingresso della Basilica di San Giovanni in Laterano.
All'interno i posti a sedere erano solo 300, contro un'assemblea che contava 600 membri, divisi su tre ordini di palchi sovrapposti. Ciò fa supporre che le assemblee plenarie (quelle che si svolgevano in occasioni straordinarie) fossero affollate e caotiche come non mai!
Quello che vediamo oggi è molto simile a come doveva apparire l'ambiente dopo l'ultimo rifacimento dovuto a Diocleziano, ed è frutto di un recente restauro, effettuato negli anni Trenta per eliminare le aggiunte medievali, che avevano trasformato il luogo in una chiesa dedicata a S. Adriano.
Tutta la sala era maestosa, anche se abbastanza semplice. Era alta più di 20 metri e pavimentata in marmo. Nelle pareti si aprivano delle nicchie, inquadrate da colonnine poggianti su mensole e destinate a contenere statue. E' qui che, in e-poca repubblicana, furono prese le grandi decisioni che portarono Roma a dominare il mondo.
Arco di Settimio Severo
Proprio di fronte alla curia ci troviamo di fronte alla splendida immagine di uno dei grandi archi trionfali romani, quello di Settimio Severo, eretto dall'imperatore nel 203 d.C. per celebrare i primi dieci anni del suo impero, alto 21 metri e ricco di decorazioni in rilievo che celebravano le vittorie dell'imperatore in Partia (gli attuali Iraq e Iran). Durante il Medioevo l'arcata centrale, semisepolta e in rovina, fu addirittura usata come negozio di barbiere.
Tabularium
Alle spalle dell’arco di Settimio Severo ammiriamo sullo sfondo un immenso palazzo, che sembra porsi come un contrafforte del Campidoglio. E' il Tabularium, all'interno del quale era conservato l'Archivio di Stato della Roma Repubblicana. Come a dire tutti i grandi segreti della politica del tempo. L'edificio era l'unico palazzo di età repubblicana giunto sino a noi e fu eretto da Quinto Lutazio Catulo nell'83 a.C., durante la dittatura di Silla.
Il palazzo, inserito nella collina del Campidoglio, era costruito interamente in tufo e peperino ed era articolato in più piani. La galleria del primo era divisa in settori, ognuno dei quali era coperto con una volta a padiglione e si apriva verso l'esterno con un'arcata inquadrata da semicolonne doriche. Il piano superiore, crollato durante il Medioevo, doveva essere molto spettacolare, e consisteva in una galleria alta 13 metri e sorretta da 12 possenti colonne corinzie. E' da questa terrazza che i potenti dell'epoca assistevano ai grandi eventi storici che si svolsero nella grande piazza sottostante, quella del Foro Romano.
Rostri
Alla sinistra dell'arco di Settimio Severo si possono scorgere i resti dei Rostri Imperiali, un'antica tribuna una dove gli oratori arringavano alla folla che gremiva quest'area in ogni ora del giorno. II suo nome deriva da quello delle prue di navi catturate durante la battaglia di Azio del 338 a.C. e che la adornavano. Qui fu pronunciata la famosa orazione funebre di Marco Antonio dopo l'assassinio di Cesare, nel 44 a.C., resa celebre da Shakespeare, e qui vennero esposte la testa e le mani di Cicerone, che era stato condannato a morte dal Secondo Triumvirato.
E sempre qui Giulia, l'unica figlia di Augusto, fu accusata di prostituzione tanto che lo stesso padre, per rispettare una legge che proprio lui aveva voluto per cercare di fermare l'immoralità del tempo, fu costretto ad esiliarla nell'isola di Ventotene.
Colonna di Foca
Davanti ai Rostri si erge ancora la Colonna di Foca, una splendida colonna corinzia in marmo alta 13 metri. Nessuno sapeva più cosa fosse fino al 1816, quando lady Elisabeth Foster, vedova del quinto duca di Devonshire, ne mise in luce il piedistallo, scoprendo che si trattava dell'ultimo monumento eretto nel Foro, nel 608 d.C., da Smaragdo, esarca d'Italia, in onore dell'imperatore bizantino Foca, giunto in visita alla città. Un dono che, sembra, fu fatto all'imperatore per ringraziarlo di aver donato il Pantheon al papa.
Tempio di Saturno
Sempre accanto ai Rostri possiamo poi ammirare i resti dell'imponente Tempio di Saturno, di cui rimangono un basamento, otto colonne e parte della trabeazione. Sono i resti di un tempio dedicato appunto a Saturno nel 42 d.C., sui resti di un altro tempio risalente al 497 a.C. Saturno era il dio-re degli Italici, che, dice la leggenda, aveva regnato nella mitica Età dell'Oro, quando non c'erano guerre né crimini, proprietà privata e schiavitù. Per questo era un dio amato dai poveri e il popolo, ogni anno, a fine dicembre, gli dedicavano una serie di grandiosi festeggiamenti, i famosi "Saturnalia", durante i quali gli schiavi potevano pranzare con i padroni, senatori e ricchi dovevano vestirsi umilmente, tribunali e scuole erano chiuse e non si poteva dichiarare guerra. La grande festa proseguiva in tutte le case, con cene e scambi di doni che ricordano molto la tradizione del nostro Natale.
Foro di Cesare
L'imponente Foro di Cesare si apre alle spalle dell'Arco di Settimio Severo e fu il primo dei Fori ad essere costruito. Il grande condottiero spese una fortuna per comprare le case esistenti nella zona e demolirle, e per farlo utilizzò le ricchezze accumulate durante la sua campagna in Gallia. Dominava il Foro un tempio dedicato, nel 46 a.C., a Venere Genitrice, di cui Cesare si dichiarava discendente. Oltre a quella di Venere, il tempio conteneva le statue di Cesare stesso e di Cleopatra, era circondato da un doppio porticato e oggi ne son rimasti ben pochi resti.
Bene, nel prossimo articolo continueremo la nostra passeggiata nel Foro Romano. Se intanto volete approfondire la conoscenza di questa mitica civiltà, potete andare su You Tube, dove troverete numerosi filmati che abbiamo dedicato all’argomento, nella nostra sezione Filmcards.
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