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In giro per la Cina...e non solo...  

Community: Diari di viaggio e Racconti In giro per la Cina...e non solo...

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Simona
Scritto da: Simona
Località: Hong Kong, Dali
Durata: 1 anno circa
Data partenza: dal 23/11/2007 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Simona

Introduzione

Un anno in viaggio nei territori del sud-est asiatico, pertendo da Hong Kong e proseguendo nel cuore della Cina, attarversando il Laos per poi godersi le spiagge tailandesi, scaldandosi in vista del gelido Tibet...un percorso senza una mèta precisa, ma solo dettato dalla voglia di capire meglio questi Paesi mistici e tutti da scoprire.

Le Tappe del Viaggio

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

Abbandono Hong kong la mattina presto e decido di visitare Macao, quindi prendo il Macao Ferry Terminal nel Western District di Hong Kong e mi lascio alle spalle la meravigliosa metropoli.

L'aliscafo è comodo e veloce e in un'ora scarsa giungo a destinazione.

Appena arrivata a terra prendo un autobus che mi conduce nel centro della città.

I luoghi da visitare a Macao sono molti. Inizio facendo una passeggiata in Piazza del Senato, la piazza più antica e caratteristica della città, rivestita da pavimento a mosaico a onde nere e bianche e una bella fontana. Proseguo verso la Santa Casa della Misericordia (Foto 1), un edificio bianco che non passa inosservato tra le abitazioni coloniali color pastello che lo circondano. Continuando a nord si arriva alla Chiesa di San Domenico (Foto 2), affiancata da un bel museo. La facciata è color crema, ravvivata dalle finestre semplici con imposte verdi e il tetto in stile cinese che si sposa perfettamente con questo esempio d'architettura coloniale portoghese. L'interno della chiesa è ugualmente molto bello, rimango colpita soprattutto dall'altare in pietra, decorato da stucchi e colonne.

E' un piacere poter osservare le strade acciottolate e le abitazioni che colorano questo spaccato di Macao; la musica che aleggia per le strade, proveniente da vecchie radio malandate, non è quella di canzoni popolari cinesi, ma è scaldata dalla morbidezza della lingua portoghese.

Macao, un tempo colonia europea, conserva vivo il suo passato…creando un meraviglioso impasto di culture diverse.

Le vie in questa zona brulicano sempre di gente (Foto 3) e, man mano che mi avvicino all'attrazione principale, aumentano sempre di più. In Rua Sao Paulo è visibile il simbolo di questa città, le splendide Rovine di San Paolo (Foto 4), ciò che è rimasto di un'antica chiesa costruita agli inizi del 1700. Nonostante sia possibile osservare solo la facciata, perché tutto il resto è andato perduto a causa di un incendio, quello che rimane è bellissimo e suggestivo. Una serie di statue e bassorilievi magnifici, portali riccamente decorati che ne spiegano il continuo flusso di turisti in visita.

Un'altra tappa interessante è il Forte Guia, raggiungibile attraverso una funivia presente all'entrata dei Giardini Flora, il parco pubblico più grande di Macao. Il Forte è sormontato da un faro e da una cappella. Qui ci si trova nel punto più alto della città. Oltre ai Giardini Flora sono molti i parchi, ben tenuti e piacevoli da visitare, presenti in questo posto, ad esempio il Giardino Lou Lim loc, ricco di alberi frondosi, ponti zigzaganti, boschi di bambù, un lago, stagni e grotte. Non meno attraente il Giardino Camoes, con i suoi sentieri serpeggianti, i boschetti di bambù e la grotta che prende il nome dal poeta.

Decido di fare visita alle due isole che fanno sempre parte di Macao, Taipa (Foto 5)e Coloane, la prima è ricca di ristoranti e grazie alla realizzazione di un aeroporto ha diverse strutture turistiche, che comunque non hanno alterato la zona tranquilla, la seconda è un placido villaggio di pescatori.

Decido di non rinunciare, quindi, a mangiare in un ristorante portoghese. Nell'isola di Taipa si trovano i locali migliori della città, dove è possibile assaggiare numerosi piatti ti

Dopo una settimana ad Hong Kong e un giorno nella calda Macao, prendo un volo per il capoluogo della splendida regione dello Yunnan: Kunming.

Dopo poche ore di volo mi trovo nel piccolo e funzionale aeroporto della città.

E’ tardi, e a parte le luci delle insegne, i grandi grattacieli, il traffico caotico, poco riesco a vedere ancora di questa metropoli cinese...ma i giorni successivi serviranno a chiarirmi le idee.

Kunming è indubbiamente una città emergente, lontana dalla moderna Shanghai e dalla confusionaria Pechino, ma da una crescita economica talmente forte e improvvisa da renderla una delle città più competitive dell’intera Cina. (Foto 1)

Nonostante questo rapido sviluppo, la città mantiene un’atmosfera rilassata e tranquilla; “la città dell’eterna primavera”, così è definita oggi, gode di un clima temperato capace di mantenersi a temperature dolci tutto l’anno (contrariamente a Pechino a Shanghai, gelide d’inverno e afose d’estate) e anche per questo chi la visita, spesso rimane più del dovuto. (Foto 2)

Sono numerose però le sue contraddizioni, trascorrerò qui diversi giorni, tanti da poterla visitare a fondo…e non smetterò mai di stupirmi delle sue numerose sfaccettature.

Il centro della città si può identificare con la rotatoria all’incrocio di Zhengyi Lu e Dongfeng, a est si snoda l’arteria principale, Beijing Lu, una via lunghissima, corredata di negozi di vestiti alla moda (soprattutto sportivi), grandi centri commerciali e alti palazzi in cui si svolge, all’interno, la vita economica della città.  (Foto 3)

E’ qui, nel cuore della metropoli, che subito si intravede quanto sia viva la crescita, quanto forte il fermento. Il popolo di Kunming, vestito di abiti più modesti rispetto a Shanghai, è comunque sempre in movimento, sempre a lavoro. Le insegne irrompono luminose e gigantesche sulla strada e nella zona pedonale, giovani battono le mani davanti ai negozi invitando la gente ad entrare; le grandi catene americane sono affollate e affiancate da ristoranti cinesi non meno appariscenti.

La sera la città si offre ancora più invitante, illuminata, colorata, viva fino a tarda notte, non viene abbandonata dalla fiumana di persone che continuano a tenere calda questa porzione della città.

E’ possibile, però, svoltare l’angolo, lasciarsi alle spalle Beijing Lu, e subito ci appare una realtà completamente diversa, più modesta, popolare, eppure sempre caotica e vivace. (Foto 4)

Le strade sono più strette e malridotte, le abitazioni trasformate da moderni appartamenti a edifici scalcinati. Anche qui la gente si accalca, cammina, corre, ma l’aria che si respira è totalmente diversa. (Foto 5)

In questi angoli della città, che spuntano ovunque, appena si getta lo sguardo nei vicoli secondari di Beijing Lu, o ci si allontana in quartieri più periferici, si trovano mercati variopinti, bellissimi, profumi intensi, sorrisi sinceri. (Foto 6)

Una delle esperienza più belle è proprio viverla in questi cantucci un po’ dimessi e appartati...è qui che ho gustato piatti meravigliosi improvvisati dai soliti cuochi di strada,  ho conosciuto l’ospitalità di queste persone e la voglia di avvicinarsi a me, curiosa di capire un mondo così diverso dal mio.

Le cose da vedere a Kunming sono molte, sia all’interno della stessa,

 

Da Kunmig prendo il pullman che mi conduce a Dàli, un’incantevole città incastrata tra le montagne. (Foto 1)

Parto dalla stazione nord della città, dove viaggiano i bus a lunga percorrenza e dopo 5 ore sono a Xiaguan.

La città di arrivo mi lascia delusa, ma in realtà si tratta della parte nuova, un luogo privo di carattere e con poche attrattive. Decido di prendere un taxi e farmi portare nel centro storico di Dàli…in pochi minuti sono lì…

Rimango impressionata dalla bellezza del paesaggio e della cittadina; attraversata dalle acque del lago Erhai Hu, circondata dall’imponente catena montuosa di Cang Shan (o Montagna di Giada Verde), Dàli mi appare subito come un luogo ideale dove nascondersi quando si è alla ricerca di tranquillità e pace. (Foto 2)

Le sue strade sono vecchie, lastricate di antichi mattoni, le abitazioni tradizionali in pietra; è possibile familiarizzare con la città in poco tempo e occorrerà un’ora per girarla tutta, tanto è facile orientarsi.

Due porte delimitano le antiche mura del vecchio centro storico, la via principale e più turistica è Huguo Lu, dove è possibile mangiare pizza e bere un buon caffè…qui l’atmosfera vivace e allegra è percepibile ovunque, i locali sono numerosi e i turisti non mancano. (Foto 3)

Infilarsi nei vicoli tortuosi interni può essere divertente, spesso in questo modo è possibile scoprire mercati locali alimentari molto caratteristici, banchi colorati e generosi di merce. (Foto 4)

L’attrazione principale della città è la visita alle 3 pagode, situate a pochi minuti dal centro, sul pendio di una collina. Le antiche strutture architettoniche si rispecchiano nelle acque di un lago dando vita ad uno spettacolo visivo molto suggestivo. Le pagoda più imponente è la centrale, la Pagoda Qianxun, alta 70 metri, costruita su più piani nel IX secolo, fiancheggiata dalle due più piccole.

Dinanzi a questo complesso una larga piazza permette ai vari ambulanti di poter offrire numerosi articoli e souvenir; all’entrata due grossi leoni dorati introducono la vista panoramica. (Foto 5)

Decido poi di andare al Lago Erhai Lu, (o Lago a forma di orecchio) e da lì fare un escursione in barca; un pescatore si offre di portarmi con lui in cambio di pochi spiccioli e io accetto.

Le acque del lago sono pulite e calme, la barca con cui l’uomo lavora è una vecchia chiatta di legno, lungo i fianchi stanno accomodati numerosi uccelli, cormorani dai becchi lunghi e gialli, dal loro collo penzolano delle cordicelle…(Foto 6)

La vecchia barca si muove, ci addentriamo nelle acque, fa caldo e il pescatore porta un grosso cappello di paglia per proteggersi dal sole, un semplice gesto e gli uccelli volano liberi, allontanandosi da noi, senza però uscire dal nostro campo visivo; alcuni si adagiano sull’acqua, altri si immergono per scomparire e riapparire poco dopo. Il barcaiolo li lascia fare e continua a remare, indicandomi posti da osservare, ritornando con lo sguardo distrattamente ai suoi animali. Non trascorre molto tempo che gli uccelli vengono richiamati dall’uomo che, attento ne avvicina qualcuno, lo tira su delicatamente e poi, premendo sul collo strozzato dal filo, ne fa uscire pesci…

La pesca, affascinate per quanto crudele, si ripete molte volte…gli uccelli dal collo gonfio di un bottino provvisorio, vengono richiamati dal padrone che,

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