La Vecchia America
Community: Diari di viaggio e Racconti La Vecchia America
Introduzione
Descrizione
Come al solito arriva il periodo delle ferie e io e mio marito, Emiliano, non sappiamo ancora se e dove andare.
A fine luglio decidiamo di tornare negli Stati Uniti per visitare la parte orientale.
16 Ago – Partenza - La vacanza inizia nel peggiore dei modi: i nostri compagni di viaggio, Amedeo e Rossana, vengono bloccati a Fiumicino per un problema con il rinnovo del passaporto!!!!!
Dopo mille dubbi e tentativi per rimediare, noi non possiamo far altro che partire. Il volo KLM per Amsterdam e poi per NYC è tranquillo ( relativamente visto lo choc). Arriviamo intorno alle 20.30 e ci dirigiamo all’appartamento prenotato il giorno prima in internet. L‘appartamento non è granchè però siamo sulla 71st, proprio vicini a Central Park e in una zona non frequentata da turisti. Siamo talmente stanchi che abbiamo giusto la forza per mangiare qualcosa sulla Columbus Av e poi a dormire.
17/08 - NYC - Il giorno successivo sveglia presto a causa del fuso, e così decidiamo di passeggiare un po’ nei dintorni del nostro appartamento per vedere un po’ com’è la vita del newyorkesi la domenica mattina: jogging al Central Park, passeggiate con il proprio cane e colazione da Starbuck’s con il giornale davanti. In questo modo è passato un po’ di tempo, i negozi hanno aperto e possiamo andare a comprare una telecamera ( acquisto commissionato da nostro cognato), che abbiamo poi utilizzato per le riprese del nostro viaggio. Dopodichè abbiamo fatto anche noi come i newyorkesi e ci siamo “adagiati” al Central Park con ipod e libri dopo aver mangiato l’irrinunciabile hot dog. Il programma iniziale prevedeva 4 gg a NYC ma noi ci siamo già stati, quindi decidiamo di anticipare la partenza e di tornare in città giusto 2 gg prima del rientro a Roma, quindi la sera stessa prenotiamo un’ auto a partire dal giorno dopo e da riconsegnare a Chicago il 25/08. Abbiamo portato con noi il MacBook così possiamo cercare di volta in volta anche tutte le sistemazioni e gli alberghi.
18/19 Ago – Newport - Abbiamo scelto un’auto comoda, sicura e confortevole e le aspettative non vengono disattese.
Tornare a prendere i bagagli dall’appartamento non è molto difficile grazie al senso d’orientamento di mio marito, io non so come faccia, ma per uscire da New York il gps si rivelerà fondamentale .
Si parte per Newport nel Rhode Island, una zona molto frequentata per le vacanze degli americani.
Durante il tragitto telefono al B&B “ Artfhul Lodger” e fortunatamente hanno disponibilità per la notte.
Il viaggio è breve, circa un’ora e mezza, e via via il paesaggio è sempre più piacevole. Alberi, fiumiciattoli e laghetti, boschi e tanto verde; poi un grande ponte poco prima di arrivare a Newport e case con la cassetta della posta all’inizio del sentiero che porta a casa…
Dopo qualche piccolo problemino per trovare il B&B, arriviamo a destinazione. La casa si trova proprio all’inizio di Spring Street ed è davvero facile e comodo raggiungere il centro.
Benché sia alta stagione, durante la settimana i negozi restano chiusi la sera, però ci sono molti ristoranti e pub in cui mangiare o bere qualcosa.
Noi decidiamo per un ristorante dal quale uscivano degli italiani che ci hanno confermato di aver mangiato bene. Entriamo e mangiamo una buona cena a base di pesce. Dopo una breve passeggiata decidiamo di andare a letto e di lasciare le energie per il giorno successivo ( visto quanto abbiamo camminato il giorno dopo devo dire che è stata una saggia decisione!)
La mattina sveglia con calma, facciamo colazione su una veranda sull’oceano, molto luminosa, dalla quale si vedono una miriade di barche.
Scambiamo un bel po’ di chiacchiere con gli altri ospiti ( e lì ho messo alla prova il mio inglese )
E poi via alla scoperta delle dimore storiche di Newport.
Infatti in città si trovano diverse case in stile vittoriano che risalgono ai tempi della colonizzazione inglese. Alcune di queste case costruite proprio dai coloni di fronte all’oceano, sono oggi dei musei.
Dopo aver camminato parecchio su Bellevue Av e aver fatto foto e riprese, torniamo alla macchina ma ci rendiamo conto che la parte migliore inizia proprio ora! Riparcheggiamo l’auto ed entriamo nella prima dimora storica. Bellissimo. Giardini curatissimi e accesso diretto ad un viale sull’oceano e dal quale si accede alle altre case e musei. Questo tratto è davvero affascinante: case meravigliose e poi l’oceano; non l’avevo mai visto, l’odore della salsedine è particolarmente forte e il tempo sembra scorrere lento…
Concludiamo la passeggiata sulla costa e poi partiamo per Sandwich nella zona di Cape Cod sempre sull’oceano.
19/20 Ago – Sandwich - Il paesaggio è sempre molto verde e piacevole, però piove e al nostro arrivo il paese ci appare veramente piccolo e non sembra offrire molto.
Il B&B Belfry Inne, che abbiamo prenotato la sera prima, è delizioso: casa in stile vittoriano molto stretta e alta, è rosa e la reception si trova accanto, all’interno di una vecchia chiesa.
Visto il tempo che non ci permette di andare in spiaggia , restiamo a trastullarci in camera. Per la sera andiamo nel ristorante migliore di Sandwich secondo la nostra guida: è quello del nostro B&B. Si chiama “ The Painted Lady”. La cena è davvero ottima e l’atmosfera è particolare, mi sembra di essere in una casa delle bambole. Ci rendiamo conto che, contrariamente a quanto ci aspettavamo, ci sono moltissimi altri ospiti oltre noi.
La serata prosegue con un dopocena al bar e con il nostro portatile cerchiamo un alloggio per il giorno dopo a Boston. Nel frattempo il titolare del locale si è risentito perché non avevamo lasciato la mancia del 20%! Abbiamo fatto finta di non sapere che negli USA si usa dare una mancia tra il 15% e il 20% e così alla fine, oltre alla mancia che avevamo già lasciato, abbiamo dato ulteriori $20.
Il giorno dopo c’è un bel sole e dopo aver fatto un’ottima colazione decidiamo di andare in spiaggia.
Prima di arrivare alla spiaggia c’è un pontile di legno lunghissimo, sotto il quale passa il fiume che si butta nell’oceano e c’è un grandissimo prato; man mano che ci avviciniamo alla spiaggia si intravedono delle dune e tutto è così…lento e calmo e silenzioso.
Arriviamo in spiaggia ma tira vento e fa anche abbastanza freddo e la nostra idea di stare in costume a prendere il sole svanisce, però possiamo fare una splendida passeggiata su questa spiaggia grandissima dove ci sono gabbiani e case che si affacciano sull’oceano.
20/21 Ago – Boston - E’ il momento di partire per Boston (ma non prima di aver fatto dei piccoli acquisti a Sandwich).
Anche in questo caso il tratto è breve e grazie al navigatore in poco tempo troviamo l’Harborside Inn, il nostro albergo. La posizione è comoda, possiamo raggiungere in poco il centro e la stanza è confortevole. Dopo aver lasciato i bagagli passeggiamo nella zona del Quincy Market, facciamo un po’ di shopping e andiamo alla scoperta della città senza una meta vera e propria. Arriviamo al Boston Common, che è il grande parco cittadino e anche qui troviamo gente che riposa, chi gioca a baseball e chi passeggia e i bambini che giocano sotto le fontane. Boston è carina e molto raccolta, ci sono tantissime Università, quindi molti giovani; non è grande come NYC, ma è di certo piacevole. Per la cena vorremmo andare a Cambridge, la zona universitaria, dove c’è Harvard University, una tra le più prestigiose università private americane; prendiamo un taxi e optiamo per una cena veloce con quesadilla e una birra. In giro ci sono parecchi studenti e molti giovani ma non so se fosse già iniziato il periodo delle lezioni o se era ancora un periodo di sosta. La serata scorre piacevole ma poi arriva l’ora di rientrare.
Il giorno dopo decidiamo di percorrere la Freedom Trail, il sentiero della libertà. Consiste in una doppia linea di mattoncini rossi che attraversa tutta la città e che conduce a tutti i luoghi che hanno fatto la storia di Boston e degli Stati Uniti d’America.
Parte dal Boston Common ed è lunga circa 4 km! Attraversa anche il quartiere italiano che è davvero pittoresco e dove si respira aria di casa. Alla fine i 4 km dell’andata li abbiamo percorsi tutti ma al ritorno abbiamo cercato delle “ scorciatoie”. Abbiamo bisogno di una doccia e di un po’di riposo, così rientriamo in albergo per poi riuscire per andare a Newbury St, che è la strada dove si trovano i negozi e i locali più esclusivi di Boston e dove mangiamo un gelato favoloso nella gelateria più conosciuta e frequentata della città JP Licks. Per la cena invece abbiamo in mente l’aragosta anche se è un piatto tipico del Maine, ma tanto siamo vicini! Prenotiamo in un locale nella zona del Quincy Market che era consigliato dalla guida e poi da un italiano che poco prima di indicarcelo ci ha detto che ci consigliava un buon ristorante solo se compravamo una rosa! ( il tutto in inglese e prima di scoprire che era italiano anche lui dopo che ha capito una battuta di Emiliano ).
Prendiamo una “ sola “ come si dice a Roma. Ci fanno accomodare tardi, l’aragosta è piccola e Emi ha ancora fame ma la cucina ha chiuso dopo soli 20 min che ci eravamo accomodati ( giusto il tempo di prepararci l’aragosta?) Nasce una storia con la direttrice che, praticamente minacciata da mio marito affamato e arrabbiato, ci porta una frittura di calamari per rimediare ma in realtà non ci riesce.
Comunque è ora di andare a riposare, il giorno dopo ci attende un viaggio molto lungo: da Boston a Niagara Falls ( circa 8 h di automobile).
22/23 Ago – Niagara - La mattina successiva ci svegliamo presto per affrontare il viaggio verso le cascate del Niagara.
Il viaggio è veramente molto lungo ma alla fine un po’ frastornati arriviamo a Niagara Falls .
Decidiamo di andare in albergo solo per lasciare i bagagli così possiamo sfruttare anche il pomeriggio visto che il giorno dopo dobbiamo ripartire.
Il nostro albergo si trova nella parte canadese della cittadina e le cascate sono di fronte a noi…
La prima cascata è grande ma non ci si rende benissimo conto di quanta acqua cada giù poichè ci sono molti massi che attutiscono la caduta, l’altra è immensa e l’acqua scende con una potenza inaudita; decidiamo di andare subito sotto le cascate con le barche che fanno la spola fino alla sera.
Scendiamo dove sono attraccate le barche: ci danno un impermeabile blu lunghissimo e saliamo.
Viste da vicino e da sotto le cascate sono grandiose; vicino alla cascata più grande la barca “ballaaaaa” e il muro d’acqua che cade giù è veramente impressionante.
Quando saliamo decidiamo di passeggiare per il paese e di avvicinarci al Table Rock che è un punto panoramico proprio sulla cascata e dove c’è un locale dove si può mangiare guardando il panorama.
L’acqua che cade solleva tantissime gocce e siamo talmente fradici da dover correre per rientrare in albergo ed evitarci un raffreddore.
Nel frattempo ci siamo informati su dove mangiare e tra il Table Rock e un ristorante su una torre panoramica altissima decidiamo per la torre.
Il ristorante è girevole, quindi le cascate si vedono da tutte le angolazioni, ci sono luci soffuse e la vista è meravigliosa.
Le cascate sono illuminate da grossi fari che vi proiettano luci colorate. Ad un certo punto della cena iniziano dei fuochi d’artificio e noi…ci stiamo sopra!
Dopo la cena avevamo pensato di fare una “capatina” al casinò, ma siamo molto stanchi per il viaggio e decidiamo di andare a letto e di fare un’altra passeggiata il giorno dopo.
Al mattino è tutto diverso: la vista delle cascate non è “appannata” come quella del giorno prima, è tutto limpidissimo; si vede benissimo il colore dell’acqua che scorre giù e non c’è vento che sollevi gocce e umidità e quindi è tutto asciutto.
Si può passeggiare senza bagnarsi e abbiamo modo di fare delle foto e riprese davvero belle.
Stavolta pranziamo al Table Rock visto che si vede benissimo il fiume e la cascata.
23 Ago – Toronto - A pomeriggio inoltrato partiamo per Toronto.
Della città posso dire solo che ci sono molti italiani e che abbiamo mangiato davvero bene in un ristorante dove sembrava di essere in Italia.
L’unica attrazione che abbiamo deciso di visitare dopo la cena è stata la CN Tower: una torre tra le più alte al mondo a cui si arriva con un ascensore esterno dal quale si vede il resto della città ,che è davvero molto estesa, e porta alle terrazze panoramiche e ad un piano con una parte del pavimento trasparente da cui si può vedere la strada sotto.
Né io né Emi abbiamo avuto il coraggio di passarci sopra perché sembrava che potessimo cadere giù da un momento all’altro!
24 Ago – Lansing - La mattina dopo si parte per Lansing.
Abbiamo deciso per questa sosta intermedia tra Toronto e Chicago per non farci tutte insieme 9 ore di macchina, ma quello che abbiamo trovato al nostro arrivo a Lansing non è stato esattamente quello che ci aspettavamo.
Abbiamo prenotato un hotel con la piscina pensando che avremmo potuto trascorrere qualche ora rilassandoci: ebbene la piscina non si poteva utilizzare perché stavano facendo manutenzione.
Vabbè faremo un giro a Lansing... la città fantasma.
E’ la capitale del Michigan ed è la sede di tutti i palazzi governativi e dell’Università, peccato che di domenica tutti tornano a casa o vanno sul lago…
Sembrava di essere in uno di quei film in cui ti ritrovi solo in un posto dopo che c’è stato qualcosa che ha spazzato via tutti gli altri.
Non c’era NESSUNO in giro, tutto fermo.
Abbiamo visto il palazzo governativo che sembra la Casa Bianca in miniatura, i viali sono molto curati ma siamo soliiiiiiiiiii.
Alla fine troviamo un piccolo locale aperto con alcune persone e decidiamo di prendere qualcosa da bere in attesa di cenare e tornare subito in albergo.
L’atmosfera per me è deprimente e solo la pazienza e il buon carattere di mio marito mi aiutano a stare tranquilla e a passare la serata serenamente.
Alla fine torniamo in albergo intorno alle 21.30, abbiamo navigato un po’ in internet ed io ho visto un film. Non vediamo l’ora che arrivi il giorno dopo per partire per Chicago.
25/26/27 Ago – Chicago - Partiamo di buon ora e in 4 ore e mezza arriviamo a Chicago.
Arrivando si vedono i soliti grattacieli e strade molto larghe e trafficate, l’impatto con la città non è immediatamente positivo, ma poi…
Entriamo in città: in mezzo scorre il fiume che si riflette sui grattacieli a specchio, passiamo sotto i binari della metro che siamo abituati a vedere nei film. Ci innamoriamo subito della città che poco prima non mi sembrava così affascinante. Riconsegnamo l’auto e ci dirigiamo in hotel. Abbiamo prenotato un Confort Inn che si trova praticamente in centro e costa come un albergo decentrato. E’ pulito e confortevole e abbiamo anche la colazione pagata ( cosa inusuale per gli hotel americani). Lasciamo i bagagli e siamo subito su Michigan Av e decidiamo di mangiare dei burritos e poi dirigerci verso il lago. Chicago è detta anche la città del vento ed effettivamente tirava sempre un leggero venticello che ci costringeva a portare una felpa.
Arriviamo sul lago, che sembra un mare viste le ampie spiagge e visto che non si vede l’altra costa.
Dietro c’è tutto il resto della città e si vede un mucchio di gente che corre, passeggia o che va in bici sul lungo lago.
Decidiamo di noleggiare la bici il giorno dopo mentre facciamo i biglietti per vedere lo skyline dal lago con la barca per poi continuare a passeggiare in città per conoscerla un po’meglio.
Passeggiamo lungo tutta Michigan Av, incontrando la sede del Chicago Tribune e attraversando il fiume sui ponti della città. Chicago ci affascina sempre di più. Arriviamo al Millennium Park, che è stato inaugurato da pochissimi anni. E’ futuristico e molto particolare.
Il parco ha davvero molte attrazioni: c’è una palla gigante d’acciaio sulla quale si riflette la città e tutte le persone che vi si avvicinavano. Era praticamente un gioco divertente fare le foto alla palla ma con noi, la città e il parco che ci riflettevamo sopra di essa.
L’auditorium è anch’esso molto moderno ed è grandissimo. E’ fatto d’acciaio e argento e oltre al palco ( immenso) si estende con una specie di copertura lungo tutto il vasto prato che c’è difronte al palco.
Altra caratteristica sono due fontane formate da due monoliti, uno difronte all’altro, sui quali compaiono due persone che fanno smorfie e sorridono.
Ad un certo punto, dopo il sorriso, questi personaggi iniziano a soffiare e dalla loro bocca esce un getto d’acqua e tutti i bambini si rinfrescano e giocano sotto l’acqua; quando termina la cosa i due personaggi dei monoliti si “schiantano” dalle risate.
E’ arrivato il momento di andarsi a preparare per la cena, così rientriamo in albergo.
Abbiamo cercato invano una pizzeria consigliata dalla nostra guida, Giordano’s, ma non trovandola decidiamo per Pizza Uno.
A Chicago fanno una pizza tipica molto alta e praticamente farcita e anche questo locale era tra le cose da non perdere in città. Effettivamente la pizza è buona e una media è sufficiente per sfamarci entrambi. La giornata è stata molto intensa e così decidiamo di rientrare in albergo.
Per il giorno dopo avevamo deciso di noleggiare la bici e così, dopo una ricca colazione e dopo aver ascoltato l’esperienza di viaggio di due ragazzi conosciuti in albergo, andiamo al Navy Pier per prendere le bici.
Iniziamo la nostra passeggiata verso il lungo lago. Le spiagge sono molto ampie e ben organizzate; la città è alle spalle del lago e il percorso ciclabile e pedonale è frequentatissimo sia da turisti che dagli abitanti della città. I cittadini sfruttano al massimo il periodo estivo per fare un sacco di attività all’aperto perché l’inverno è lungo e rigido e quindi trovi chi pattina, chi corre, chi gioca in spiaggia con il proprio cane chi gioca a football o a baseball.
Alla fine percorriamo circa 18 km di costa passando anche per Lincoln Park, che è uno degli oltre 500 parchi di Chicago. Dopo circa 4 ore di pedalate, abbiamo ancora la forza per andare al porto e di nuovo al Millenium Park per mangiare qualcosa, riposare e poi riconsegnare le bici.
La passeggiata è stata davvero piacevole e senza rendercene conto ci siamo anche abbronzati ( forse sarebbe meglio dire ustionati).
Io e Emiliano non siamo però molto atletici e il percorso ci ha stancati parecchio, ma nonostante tutto ci resta ancora da vedere una delle fontane più grandi al mondo. Effettivamente la fontana è gigante e dietro di essa c’è la vista mozzafiato della città. A Chicago è di grande effetto vedere il contrasto tra la modernità dei grattacieli tutti raggruppati e il verde e lo spazio dei parchi.
Ci rifacciamo a piedi Michigan Av e poi arriviamo in albergo, ma chi si ferma è perduto, così facciamo una doccia e andiamo a berci un cocktail al John Hancock Center.
Si tratta del secondo grattacielo più alto della città ( il più alto è la Sears Tower) però non si deve pagare per salire ed in più all’ultimo piano c’è il lounge bar e si può passare una piacevole serata.
Arriviamo su e dal bar si vede tutta la città. Prima di poterci accomodare aspettiamo un po’ perché è molto affollato e non solo dai turisti.
Per la cena invece ci organizziamo con i ragazzi conosciuti la mattina in hotel e li raggiungiamo in un locale proprio sul fiume. Passiamo con loro una piacevole serata davanti ad un buon vino e una buona bistecca.
Il giorno dopo loro partono per Boston e poi per Milano, mentre noi abbiamo ancora una giornata da passare in città.
La mattina dopo abbiamo programmato un giro al Planetarium ( niente di particolare ), mentre il pomeriggio ce lo siamo lasciati per fare un po’di sano shopping, soprattutto per cercare qualcosa di particolare per la casa visto che per noi avevamo già fatto abbastanza.
Di nuovo passeggiata molto piacevole per le strade della città, compriamo una cornice digitale e qualche altra “cosina” per noi.
La sera finalmente troviamo Giordano’s e mangiamo di nuovo la pizza tipica di Chicago.
Il giorno dopo abbiamo il volo per New York dove trascorreremo gli ultimi giorni del viaggio, ma prima dobbiamo trovare un posto per dormire!
Tragedia: non si trova niente ammenochè non lo paghiamo oro.
Alla fine non abbiamo alternative e in 3 gg paghiamo l’importo che abbiamo speso per dormire per oltre una settimana. Troviamo un hotel per una notte ed un altro per le altre 2 notti.
28/29/30 Ago – NYC - Il giorno dopo all’aeroporto di Chicago abbiamo avuto qualche problema: abbiamo dovuto stravolgere i nostri bagagli perché uno pesava troppo e dovevamo distribuire meglio il peso
( praticamente noi avevamo pensato che in 2 persone il peso totale dei bagagli poteva essere di 50 libbre, mentre deve essere al max 25 per una persona e 25 per l’altra); poi la cornice digitale l’hanno praticamente smontata per controllarla diverse volte.
Alla fine arriviamo a NYC e ci rechiamo al primo degli alberghi prenotati, il Paramount: ha una hall grande e moderna, ma poi entriamo in camera e…o entravamo noi o le valigie.
Stanza e bagno piccolissimi, da una parte del letto non si poteva scendere, per fortuna era solo per una notte e speravamo in una migliore soluzione per i giorni successivi.
L’unica cosa buona era che eravamo direttamente a Times Square, ma c’era talmente tanta gente a NYC in quei giorni che anche quello non sembrava essere un vantaggio, c’era traffico anche sui marciapiedi.
Certo, Times Square, con tutte quelle luci è sempre affascinante per noi che non siamo abituati a città del genere e ci mettiamo poco a farci incantare da tutto ciò.
In quei giorni in città c’era anche la mia insegnante di inglese con altri ragazzi e per la cena ci siamo organizzati con loro per mangiare a Little Italy.
In viaggio di nozze non ci eravamo stati, quindi eravamo ben contenti di andarci.
Il quartiere sta lasciando sempre più spazio a China Town ma rimane sempre molto colorato e pittoresco e c’era un sacco di gente che affollava i tanti locali “italiani “.
Dopo la cena decidiamo di andare tutti a Times Square per cercare i biglietti per il musical “Mamma Mia” ma non ci sono biglietterie aperte a quell’ora e comunque sarebbe stato inutile visto che ci sono persone che prenotano i biglietti mesi prima…
Dopo una passeggiata torniamo alla nostra stanzetta in albergo.
Il giorno dopo ci trasferiamo dal Paramount al Marriott Times Square ed è davvero facile visto che si trovano praticamente uno di fronte all’altro, e qui tutto cambia.
L’hotel all’interno sembra una navicella spaziale con una miriade di ascensori trasparenti che fanno un sali scendi continuo attorno ad un cilindro. Lasciamo i bagagli perché la stanza non è ancora pronta e ci dirigiamo verso il porto di NYC. Anche qui facciamo una passeggiata e poi ci dirigiamo al MOMA. Fuori c’è una fila spaventosa che probabilmente è dovuta al fatto che il venerdì pomeriggio non si paga l’ingresso, però scorre abbastanza velocemente. Prendiamo l’audioguida ( anche questa gratuitamente) e giriamo gran parte del museo ascoltando le descrizioni delle opere che vi si trovano. Dopo qualche ora torniamo in albergo per prendere possesso della nostra stanza. L’hotel ci aveva già fatto una buona impressione la mattina e anche la stanza non ci delude. Siamo al 19° piano, la stanza è grande e c’è questa enorme vetrata dalla quale si vede Times Square! Lì abbiamo capito perché ci era costata così tanto, ma non ci interessava più visto che avevamo una bellissima stanza e una splendida vista.
Per la sera andiamo a Soho, al Pitti Bar, con la mia insegnante di inglese e i suoi compagni di viaggio. Si tratta di un locale italiano che sembra sia frequentato anche da noti personaggi italiani durante i loro soggiorni a NYC. Il locale è italiano veramente e mangiamo decisamente bene.
Dopo cena passeggiamo un po’ per le strade di Soho per smaltire la cena, ma siamo comunque molto lontani dal nostro albergo quindi prendiamo un taxi per rientrare.
Il giorno dopo non avevamo una meta ben precisa, anche perché era l’ultimo giorno prima di ripartire. Decidiamo di tornare al porto dove ci avevano detto che c’era un negozio che vendeva tutto l’anno articoli natalizi, ma il negozio non mi ha soddisfatto e così abbiamo un po’ girovagato nei dintorni fino ad arrivare al ponte di Brooklyn.
Ci incamminiamo fino al punto in cui si vede tutta Manhattan alle nostre spalle. Tutti dicono che il momento migliore per camminare sul ponte sia la sera, ed effettivamente, anche se di giorno puoi renderti conto di quanto è grande ed apprezzare la città, la sera penso che sia molto più suggestivo con tutte le luci di Manhattan.
Mentre camminavamo per andare verso la Fifth Avenue, inizio ad avere un forte mal di pancia che ci costringe a rientrare in albergo giusto il tempo che tutto passi…ma nel frattempo si era fatta quasi ora di cena e così usciamo per una breve passeggiata per poi rientrare in albergo, ma questa volta per andare al 68° piano dove c’è un famoso ristorante con la piattaforma girevole che ci permette di vedere tutta la città dall’alto.
Purtroppo, a nostra insaputa, capitiamo nella parte self service del ristorante e non è che abbiamo mangiato male, però visto che durante il viaggio ci siamo trattati abbastanza bene per cena, avremmo voluto finire in bellezza.
La vista è comunque spettacolare e a New York, questa volta, non ci era ancora capitato di vedere la città dall’alto ( infatti avevamo deciso che non valeva la pena tornare all’Empire State Building ).
Dopo la cena ci affrettiamo a fare ancora una passeggiata per le strade della Big Apple e a comprare un borsone da palestra visto che le nostre valigie erano ormai strapiene.
Organizziamo i bagagli e prenotiamo un taxi privato per andare il giorno dopo al Newark ed imbarcarci su un aereo che ci riporterà a casa.
31 Ago – Rientro in Italia
Non so perché, ma da questo viaggio non mi aspettavo tutto quello che poi è stato. Sono sempre stata abituata a pensare che un viaggio on the road negli Stati Uniti volesse dire solo zona dei grandi parchi, la California, il deserto.
Invece, a differenza del precedente viaggio nell’ovest americano, qui nella zona del New England, dell’Illinois, c’è un’atmosfera unica, quasi fuori dal tempo se ripenso al verde dei boschi del Rhode Island, alle fastose dimore di Newport, all’oceano, poi ripenso all’atmosfera giovane e intelligente di Boston, alla grandiosità delle Niagara falls, senza dimenticare il fascino di New York.
E poi c’è Chicago, la grande sorpresa di questo viaggio: consiglio vivamente a chiunque voglia fare un viaggio attraverso l’est americano di “allungare” un po’ verso il Lago Michigan per visitarla.














