Posada di San Sergio Mosca
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Introduzione
La sede del patriarcato ortodosso russo si trova a pochi chilometri da Mosca. Si attraversano, per giungervi, piccoli paesi agricoli con le caratteristiche isbe, sulla strada giovani e vecchi vendono porcini nei cestini e pesce di fiume nei secchielli di zinco che dalle nostre parti non ho più visto, fra un villaggio e l'altro la taiga con le snelle betulle.
Descrizione
La sede del patriarcato ortodosso russo si trova a pochi chilometri da Mosca. Si attraversano, per giungervi, piccoli paesi agricoli con le caratteristiche isbe, sulla strada giovani e vecchi vendono porcini nei cestini e pesce di fiume nei secchielli di zinco che dalle nostre parti non ho più visto; fra un villaggio e l'altro la taiga con le snelle betulle.
San Sergio sembra un paesaggio da favola con le sue cupole azzurro ed oro, la fonte miracolosa, l'iconostasi che si conserva nella chiesa, le candele lunghe e sottili. A pochi passi, sotto il ponte, una vecchietta vende sciarpe di lana bianca, morbidissime, e, poco dopo, un mercatino offre soprattutto oggetti di legno (nei dintorni c'è una fabbrica di giocattoli di legno) e collane di ematite. Degli angioletti sono bellissimi e ingenui, li compro.
Su tutto aleggia l'odore della cipolla fritta un po' nauseante, al ristorante ci servono la tipica zuppa russa e un secondo di pesce mentre un contadino ci offre quelle che noi chiameremo le "matriosche"...
Bellissime quelle cupole azzurro e oro che svettano da lontano; la mia nipotina, guardando le fotografie, mi ha chiesto se stessi in un reame da favola! Entrati dall'arco nella piazza c'è la fonte miracolosa con un mestolo per dissetarsi, mi fa impressione, entrando nella chiesa, il pensare che, prima della rivoluzione russa, gli zar partecipavano alle funzioni in piedi, come tutti gli altri fedeli, perchè nelle chiese ortodosse non ci sono sedie. L'iconostasi è bellissima nella penombra, con i colori vivaci che nella tradizione ortodossa hanno un preciso significato ognuno, forte l'odore dell'incenso.
Pope con le barbe fluenti, quasi tutti giovani, si mescolano alla folla di fedeli e di turisti come noi, in una buffa mescolanza di sacro e profano.



