Roma - 5 giorni in nome dell'arte
Community: Diari di viaggio e Racconti Roma - 5 giorni in nome dell'arte
Introduzione
iniziamo il nuovo anno concedendoci una breve vacanza culturale nella nostra Capitale con Marina, la nostra super esperta d'arte, che dopo aver preparato un programma molto intrigante ci conduce a scoprire Roma da turisti "agguerriti"
Le Tappe del Viaggio
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.
Partenza alle 7.30 di martedì 3 gennaio – arrivo a Roma verso le 13.00
Aparthotel di Adagio Roma Dehon in via Leone Dehon e all’interno del Parco Pamphilj
Monolocale per 2 persone con cucina attrezzata – ottima sistemazione
Il nostro primo pomeriggio a Roma, dopo esserci sistemati in albergo, inizia con la visita nel quartiere Trastevere a Palazzo Corsini in via della Lungara 10, un palazzo costruito negli anni 1730/1740 che detiene una splendida collezione di dipinti fra cui Beato Angelico, Rubens, Murillo, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Orazio Gentileschi, Pieter Paul Rubens oltre a dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo e a bronzetti e mobili del settecento. Splendidi i soffitti decorati.
Marina, la nostra super esperta d’arte, ci conduce speranzosa a cercare la chiesa di S. Maria dei Sette Dolori in fondo a via Garibaldi. La troviamo chiusa e alla reception dell’albergo creato accanto alla chiesa nella parte dell’ex convento scopriamo che l’unica possibilità di vederla è tra le 7.15 e le 8 del mattino…….ci rinunciamo a priori.
Un po’ delusi ma non avviliti gironzoliamo all’interno del quartiere scoprendo così un’altra chiesa e precisamente S. Maria in Trastevere che con la sua splendida piazza e fontana richiama la nostra visita.
Scoviamo così una splendida chiesa ricca di decorazioni e mosaici, una vera bellezza.
Ritornando verso la nostra auto attraversiamo piazza Trilussa anagramma di Carlo Alberto Salustri che poeta italiano ma che molto spesso utilizzò il dialetto romano per i suoi sonetti.
Chi non conosce la sua celebre poesia del pollo e la statistica?
« Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due. »
(Trilussa, La Statistica)
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il monumento a Trilussa si trova nella piazza che contiene anche la fontana dell’Acqua Paola una fontana voluta da Papa Paolo V Borghese all’inizio del 1600 e che inizialmente si trovava sulla riva sinistra del Tevere e alimentata da una diramazione dell’acquedotto Traiano-Paolo ripristinato dallo stesso Papa per servire la zona transtiberina.
Il pomeriggio sta virando verso l’imbrunire, le luci si accendono e attraversato Ponte Sisto arriviamo nel quartiere di Campo dei Fiori, bello e vivace nella cui piazza troneggia la statua di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano arso vivo il 17 febbraio del 1600 perché accusato di eresia.
La piazza di Campo dei Fiori è l’unica piazza di Roma dove non è presente una chiesa.
Mercoledì 4 gennaio –
Ritemprati da una notte di sonno la nostra giornata inizia con una bella scarpinata fino alla fermata della metropolitana di Valle Aurelia dove acquistiamo la Card “biglietto turistico integrato” che al costo di 11 euro ci permetterà per 3 giorni di usufruire di qualsiasi mezzo di superfice e di metrò senza nessun limite di orari e di numero di corse utilizzate.
Ci dirigiamo in S. Giovanni in Laterano: splendida e ricca di suggestione è Basilica ma anche Cattedrale perché al suo interno racchiude la Cattedra papale. Splendido il pavimento cosmatesco.
Sul sito www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr.../index-it.html la si può ammirare in tutta la sua bellezza e maestosità
Attraversiamo la piazza per dirigerci verso il Casino Massimo e notiamo l’Obelisco lateranense scolpito in granito rosso ed è il più alto di Roma ( 32.18 metri di altezza e pesa 230 tonnellate)
In origine sorgeva davanti al Tempio di Amon a Tebe (Karnak, in egiziano), dove lo fece realizzare il faraone Tutmosi III nel XV secolo a.C.
Dall’altro lato della piazza sorge il Santuario della Scala Santa meta di pellegrinaggio da parte di cattolici.
Malignamente visto che Nadia soffre di un dolore alle ginocchia le avevamo proposto di salirla ma poi ci siamo ricreduti e “generosamente” glielo abbiamo evitato.
Il Casino Massimo è visitabile solo il martedì e il giovedì e così lo troviamo chiuso. Torneremo giovedì nel pomeriggio.
Ora ci dirigiamo verso la chiesa di San Clemente un’antica chiesa medievale che si è sviluppata su tre livelli sovrapposti.
L’interno è in stile barocco, il pavimento cosmatesco è originale, è suddivisa in tre navate ciascuna terminante con un’abside. Sul lato sinistro, fra le tante cose belle che si possono ammirare, ci sono gli affreschi, ben conservati, di Masolino da Panicale: storia della vita di S. Ambrogio e Santa Caterina.
Sono visitabile le altre due chiese sotterranee molto grandi e situate molto in profondità: qui si trovano affreschi datati XII – IX – VIII secolo in puro stile bizantino quali la Madonna col Bambino e il Giudizio Universale.
Incerti su dove andare a pranzo e non volendo capitare in uno dei soliti ristoranti da turisti Diego interpella delle signore che stanno ritornando dalla spesa che ci indicano una buona trattoria alla Garbatella sulla via Ostiense. Detto fatto, prendiamo il metrò e ci dirigiamo in quel quartiere dove seguendo le istruzioni ricevute troviamo la trattoria che offre un menù fisso, molto buono, a soli 8 euro.
Il pomeriggio lo trascorriamo visitando per primo Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato. Pagato il biglietto di ingresso la guida addetta al ricevimento degli ospiti ci conduce in un piccolo e delizioso giardino e ci mostra la Galleria prospettica del Borromini
“Borromini creò tra l'altro il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva, nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto.”
Un placido e ben nutrito gatto tigrato che sembrerebbe incaricato dall’Ufficio del Turismo romano passeggia tranquillamente in questa galleria dimostrandoci di fatto quanto la prospettiva inganni i nostri occhi.
La collezione del cardinale Spada, la Galleria Spada, espone in quattro sale pitture del XVI e XVII secolo di Andrea del Sarto, Guido Reni, Tiziano, Jan Brueghel il Vecchio, Francesco Solimena, Guercino, Rubens, Albrecht Dürer, Caravaggio, Domenichino, Annibale Carracci, Salvator Rosa, Parmigianino e Artemisia Gentileschi.
Anche qui non troviamo Caravaggio che è stato spostato per una mostra.
Camminando, camminando entriamo nella chiesa di Santa Brigida per proteggerci dalla pioggerellina che ha iniziato a scendere proprio mentre le suore con il loro particolare copricapo stanno cantando un inno che ascoltiamo mentre ci riposiamo seduti sulle panche. La chiesa di Santa Brigida è la chiesa nazionale degli svedesi residenti a Roma.
Marina che ha organizzato il viaggio soprattutto per la parte artistica culturale ha prenotato la visita guidata a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia e l’appuntamento è per le 17 di oggi.
Palazzo Farnese è un edificio di proprietà dello Stato italiano ed è concesso dal1936 al governo francese, che ivi ha la sede della propria ambasciata in Italia, per un periodo di 99 anni. Esempio d'architettura rinascimentale cinquecentesca, sorge nell'omonima piazza, nel rione Regola.
Superate gli inevitabili controlli entriamo nel palazzo la cui storia è molto affascinante ma totalmente rovinata dalla descrizione della guida che ci accompagna e che perdendo tempo in racconti e battute di spirito inopportune fa trascorrere il tempo così che il sopra giungere del crepuscolo rende invisibile tutta la parte esterna.
Molto bello lo scalone d’onore che conduce alle gallerie la cui pavimentazione è formata da mattonelle verniciate. Famosi gli affreschi della Galleria dei Carracci dal nome dei fratelli Annibale e Antonio Carracci originari di bologna che la decorarono dal 1597 al 1697. La volta illustra un soggetto mitologico: gli Amori degli Dei e nella scena centrale è rappresentato il trionfo di Bacco e Ariana. Le pareti invece sono opera di allievi dei Carracci fra cui il Domenichino.
Nel Salone Rosso, chiamato all’epoca salone dei filosofi perché conteneva busti di antichi filosofi e poeti greci, si può ammirare un bel camino di marmo e soprattutto il soffitto a cassettoni del XVI secolo oltre agli arazzi della Manifattura di Gobelins appesi alle pareti (e qui la nostra “guida” li cita chiamandoli “gobelin” esattamente come si scrive e non come si legge (nota: siamo all’ambasciata francese e sarebbe doveroso sapere la pronuncia corretta delle parole).)
Sarà che forse siamo un pochino stanchi ma la visita a Palazzo Farnese ci lascia scontenti e delusi.
Ora ci aspetta la chiesa di Sant’Andrea della Valle. La pianta della chiesa è a croce latina e il suo schema è molto simile alla chiesa del Gesù poco distante anche se le cappelle laterali sono meno profonde ma più alte sottolineando così il ritmo verticale dell’edificio. La volta a botte è affrescata e l’interno della chiesa è molto luminoso ed elegante. Sembra che Giacomo Puccini l’abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca.
Stremati ma contenti rientriamo in albergo.
Giovedì 5 gennaio –
Villa La Farnesina è il primo obiettivo della nostra giornata. Ritorniamo in Trastevere sulla via della Lungara. La Farnesina è un edificio rinascimentale del primo Cinquecento costruita dal ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi il quale chiamò i migliori artisti dell’epoca per decorare gli interni con affreschi improntati alla classicità.
Nella loggia di Psiche Raffaello ha dipinto il ciclo con le Storie di Amore e Psiche in cui le scene sono inserite in un intreccio di festoni vegetali opera dell’allievo Giovanni da Udine. Gli affreschi furono disegnati sicuramente da Raffaello ma realizzate dagli allievi della sua scuola.
La sala delle prospettive fu dipinta da Baldassare Peruzzi e dai suoi allievi e su alcune pareti si notano delle incisioni e graffiti vandalici che si fanno risalire al sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi che bivaccarono nella villa.
Un grande e ben curato giardino è il giusto complemento di questa bellissima villa.
Ci concediamo un caffè in Trastevere proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria della Scala il cui nome ricorda qualcosa a Marina.
Quel “qualcosa” ci riporta a Caravaggio a cui fu commissionato un dipinto il Transito della Vergine, dipinto che fu rifiutato dai committenti, i Carmelitani, perché la Madonna era rappresentata in maniera poco consona e che oggi si trova al Louvre.
Accanto alla chiesa si trova una farmacia e avendo bisogno di una medicina dimenticata a casa, entriamo. Chiacchierando con il farmacista questi ci mostra una fotografia della Spezieria che purtroppo non è visitabile. La spezieria è una delle più antiche di Roma, istituita nella seconda metà del Cinquecento ma che fu aperta al pubblico solo alla fine del Seicento e che lavorò ininterrottamente fino al 1954 gestita dai carmelitani scalzi.
Il dott. Franco ci suggerisce di visitare il ristorante “da Romolo” poco distante dove nel cortile interno vi era la casa di Margherita Luti, figlia di un fornaio di Trastevere, amante e modella di Raffaello e nel cui giardino si trova una pianta di vite vecchia di 400 anni. Gentilmente il gestore del ristorante ci fa entrare nel cortile che ahimè è tutto cementato, la vite si fa fatica a notarla ed è una specie di angolo porta tutto del ristorante…..una piccola delusione.
Il Casino Massimo Lancellotti è tutto per noi nel senso letterale delle parole perché il custode lo apre proprio per noi. E’ una splendida palazzina del 600 ricchissima di decorazioni dell’800 fatte dai Nazareni, pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento. Le scene traggono ispirazione dai maggiori poemi della letteratura italiana di Tasso, Ariosto e Dante. Oggi è sede della delegazione dei Francescani di Terra Santa.
Nell’attraversare la piazza per arrivare al Battistero in Laterano la facciata a portico retrostante la Basilica di S. Giovanni in Laterano si fa notare per la sua magnificenza e solo con un po’ di ritardo realizziamo che è “l’entrata secondaria” in S. Giovanni.
Il Battistero in Laterano è il più antico Battistero monumentale edificato dall’imperatore Costantino. E’ un edificio del V secolo rimasto intatto nel corso dei secoli e sempre adibito alla funzione per cui è stato costruito e cioè il Battesimo. Infatti una volta entrati ci ritroviamo coinvolti proprio in un battesimo.
All’interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale. Gli affreschi interni, con episodi della vita di Costantino, risalgono al pontificato di Urbano VIII il cui stemma con le api campeggia sul pavimento. L’esterno in laterizio è ornato da un fregio del Borromini e mostra le tracce di aperture chiuse in epoche diverse.
L’ultima visita di oggi è dedicata alla chiesa dei Santi Quattro Coronati. Chi siano i Quattro Coronati non è certo: quattro Santi commemorati l’8 Novembre oppure quattro marmorari cristiani uccisi sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani oppure ancora quattro o cinque militari martirizzati. Gli scalpellini martiri divennero, nel Medioevo, patroni delle corporazioni edili e per la loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni sono legati alla Massoneria la cui Loggia di Londra Q.C. tiene il proprio festival annuale proprio l’8 novembre.
E’ un complesso monastico fortificato, massiccio ma un poco in declino.
Venerdì 6 gennaio –
Oggi è il giorno dell’Epifania. Diego esprime il desiderio di visitare la Basilica di San Pietro. Noi cerchiamo di dissuaderlo pensando alla coda per entrare senza ottenere grande risultato. Mentre siamo in autobus diretti proprio a San Pietro una signora si offre di farci strada e attraverso un sottopasso conosciuto probabilmente solo ai romani ci conduce dalla fermata dell’autobus direttamente in piazza. Anche lei sconsiglia a Diego la visita in San Pietro perché dice che ci sarà una grande processione con i Re Magi da via della Conciliazione fino a San Pietro. In effetti la coda delle persone che cercano di entrare è lunghissima e solo a quel punto Diego rinuncia.
Ci avviamo lungo via della Conciliazione e troviamo sulla nostra strada la chiesa di S. Maria in Traspontina. Troviamo anche una grandissima folla che si sta avviando in Vaticano o si dispone lungo i lati della via in attesa della sfilata dei Magi.
Marina ci conduce a vistare la Chiesa Nuova o Santa Maria in Vallicella. E’ una chiesa cinquecentesca in cui viene conservata un’immagine miracolosa della Madonna. Anche qui troviamo affreschi di periodi diversi e che riescono a raccontare una bella porzione della storia della città.
Accanto alla chiesa si trova l’Oratorio dei Filippini costruito da Francesco Borromini negli anni intercorsi tra il 1637 e il 1667 il quale una volta ultimato l’edificio lo definì “un corpo umano con le braccia aperte, come che abbracci ogni uno che entri” e in effetti dà la sensazione di essere “accolti”
Ora ci aspetta il Museo Nazionale Palazzo Venezia con la sua mostra dal titolo “Roma ai tempi di Caravaggio 1600 – 1630).
Abbiamo scelto di visitare la mostra nelle ore dedicate al pranzo e la nostra scelta si rivela perfetta perché i visitatori non sono molti il che ci permette di gironzolare ed ammirare i quadri con molta calma. Ma arriva anche per noi l’orario del pranzo e dopo aver consultato la nostra guida, la cartina e ripensando alla trattoria della Garbatella decidiamo di ritornare proprio lì con due punti da visitare: per prima la Piramide di Caio Cestio vicino a Porta San Paolo sulla via Ostiense e successivamente la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La Piramide Cestia è una piramide di stile egizio. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come tomba per Caio Cestio Epulone, è alta 36,40 metri e sembra che fu costruita in solo 330 giorni. Caio Cestio nel testamento dispose che gli eredi gli innalzassero il sepolcro piramidale entro questo termine pena la perdita dell’eredità. Gli eredi si affrettarono a costruirla.
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali e per grandezza la seconda dopo San Pietro in Vaticano e rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco dal 1980.
Ci accoglie in tutta la sua maestosità con il quadriportico esterno ed entrando non possiamo non meravigliarci della grandezza del complesso e della sua bellezza. Ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in cinque navate separate da quattro fila di 20 colonne monolitiche di granito. Il rivestimento delle pareti come quello del pavimento è in marmi policromi a motivi geometrici: una vera bellezza.
La chiesa di San Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1678 su progetto di Gian Lorenzo Bernini. E’ a pianta ovale è piccola ma sembra molto più grande per merito della sua forma e perché le due absidi laterali non sono occupate da cappelle ma da elementi di sostegno che portano lo sguardo del visitatore verso l’altare maggiore in cui la pala d’altare è illuminata da una luce nascosta. Questo espediente scenografico era già stato utilizzato dal Bernini in altre chiese.
E’ arrivato il momento di recarci all’appuntamento con il collega di Diego, appuntamento fissato di fronte al Pantheon. Una grandissima folla ci accoglie nelle vie adiacenti al monumento e il collega ritarda così che, proprio per non farci mancare nulla, entriamo nella chiesa della Maddalena (Santa Maria Maddalena) . E’ una chiesa di arte rococò costruita verso la fine del secolo 1500, ha un’unica navata di forma ottagonale allungata, una bellissima sacrestia con moltissimi dipinti, volute, dorature, policromie e una serie di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre con effetto trompe-l’oeil.
Mentre stanchissimi riposiamo sui banchi della chiesa arriva il nostro ospite meneghino/romano e con lui fra una chiacchiera e l’altra ci godiamo un desiderato aperitivo
Sabato 7 gennaio –
Si torna a casa ed è una splendida giornata con un cielo sgombro da anche la più piccola nuvola. L’ultimo saluto a Roma glielo daremo dal colle del Gianicolo perché non possiamo dimenticarci di dare un salutino a Giuseppe Garibaldi così come alla sua Anita che nel 1849 difesero la Repubblica Romana dai francesi chiamati da Pio IX.
Ora il Gianicolo è un bellissimo parco pubblico e un memoriale del risorgimento con le statue equestri di Garibaldi e di Anita circondate mezzibusti marmorei di illustri garibaldini.
L’autostrada A 1 ci attende e non ci resta che salutare questa splendida città con un ultimo sguardo.













